COLPO DI SCENA. L’INTERVISTA DELLA GAZZA AL GHIRO C’E’, MA NON E’ FIRMATA DA PIOVANONE, BENSI’ DA PEP: “NEL CALCIO ITALIANO CI SONO REGOLE DA CAMBIARE, UNA DI QUESTE E’ QUELLA CHE CONSENTE A CHI E’ SQUALIFICATO DI ALLENARE”

Contrariamente alle (nostre) aspettative la consueta vetrina pre-inizio campionato del quotidiano confindustriale riservata al presidente del Parma FC è stata allestita personalmente dal capo servizio sport e non da Sandro Piovani, intimo amico di Tommaso Ghirardi: e dire che sabato scorso i due, a Orzinuovi, hanno a lungo parlato nel post partita (oltre che nel pre)…

ghirardi prima pagina gdp 20 08 2012(gmajo) – Prima di cercare di estrapolare gli argomenti che più mi hanno colpito dell’intervista a Tommaso Ghirardi pubblicata stamani dalla Gazzetta di Parma debbo cospargermi il capo di cenere e genuflettermi sui ceci, ammettendo, onestamente, di aver preso una cantonata. Infatti ero talmente convinto che la consueta vetrina pre-inizio campionato riservata al presidente del Parma FC dal quotidiano confindustriale venisse allestita dal suo buon amico Sandro Piovani, da arrivare perfino a scriverlo nel titolo della anticipazione di ieri su stadiotardini.com . In effetti avevo fiutato giusto (ma non è che ci volesse molto a capirlo, conoscendo le abitudini degli illustri colleghi) sul fatto che il lunedì pre-inizio campionato sarebbe stato dedicato al patron, però, onestamente, non mi aspettavo che il capo servizio Paolo Emilio Pacciani avocasse a sé l’onore di intervistare in prima persona “Tom”, dopo che questi, sabato scorso a Orzinuovi, aveva a lungo confabulato (pre e post amichevole con il Panionios, anche seduti fianco a fianco in panchina) con il suo Sandrone, al quale è legato, da anni, come è ben noto, da intima amicizia. Ieri, consci di questo, ci eravamo chiesti se il Pres avesse affidato al proprio biografo preferito qualche annuncio, qualche proclama o qualche evento lieto che allieti la nostra comunità. Ebbene, i “segreti” con Piovani rimarranno tali, il proclama, invece,  c’è e campeggia già dalla fotonotizia di richiamo nel taglio basso di prima pagina: “Con questo Parma possiamo sognare”.

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ghirardi pep 20 08 2012Pur componendo nelle prime ore del mattino – appena ci si risveglia certe funzioni fisiologiche sono più naturali – debbo dire che quel titolo, sostanzialmente ricalcato anche a tutta pagina 31 (“Ghirardi: così possiamo sognare”) non è che mi arrapi parecchio, dal momento che non è che riveli chissà quale verità rivelata. Tanto più se si considera che il virgolettato, sul tema, del Pres, prima di arrivare ai sogni ha tutta la consueta serie di prudenziali premesse:  «L’anno scorso siamo arrivati ottavi e per indole io cerco sempre di migliorarmi. Ma dobbiamo sempre tenere i piedi per terra e ricordarci che prima di tutto dobbiamo arrivare in fretta alla quota salvezza. Poi possiamo sognare in grande e puntare ad un bel piazzamento. Per riuscirci dobbiamo avere la grinta e la concretezza della provinciale unite alla qualità della grande squadra». Anche quest’ultima ricetta non mi pare proprio una novità, dal momento che è la cantata abituale di ogni inizio anno: eppure è ripresa nel sottotitolo di prima pagina. E poi quel “grinta e concretezza” ordinate dal Ghiro somiglia da vicino a quel “correre e picchiare” che era stato il primo slogan di Tommaso, non appena instauratosi alla presidenza nel gennaio del 2007, il giorno del suo esordio a San Siro con il Milan. Corsi e ricorsi storici: anche in quella occasione fu Paolo Emilio Pacciani ad intervistare la matricola Ghirardi, con grande scorno del roseo Andrea Schianchi, che, in modo un po’ bacchettone, stigmatizzò sulle pagine della Gazzetta dello Sport quella genuina réclame, poi seguito da quei copioni (e da quei soloni) delle Tv nazionali. Io, a distanza di anni, rimango dell’idea che quella frase – vabbè non felicissima –ci potesse anche stare, perché davvero non riesco a capacitarmi di come si potesse intravvederci  una istigazione alla violenza. Quel “picchiare”, non stava a significare andare in campo e mirare ai garretti degli avversari – come aveva interpretato Catone Schianchi – quanto metterci quella vis agonistica indispensabile per una squadra risucchiata nelle posizioni di coda della classifica. Ma questa è acqua passata, che come tale non “macina” più. Ritorniamo al presente. E alla intervista di Pep al Ghiro. Debbo dire che uno dei temi più interessanti – anche in vista della prima con la Juve di sabato – è di sapore più “nazionale” che non squisitamente locale. Purtroppo è solo accennato e non approfondito, per volontà stessa del personaggio intervistato. Chiede Pacciani: “E’ giusto che Conte alleni nonostante
la squalifica?”. Risponde Ghirardi: «Questo è un argomento che non vorrei affrontare. Ci sono molte regole che andrebbero cambiate nel calcio italiano e questa è una di quelle». Un bel macigno, per non volerne parlare. Ma l’esperienza da consigliere di Lega consente a Tommaso di avere una visione ampia sulle problematiche del calcio: se ne parla nella parte conclusiva. Chiede l’intervistatore: “Tanti giocatori di talento vanno a giocare all’estero: la serie A sta perdendo molto?”. Risponde l’intervistato: «E’ ancora il campionato più importante del mondo. Il mio rammarico è che se ne siano andati i giovani come Verratti e Borini. Chi li ha ceduti ha sbagliato. Il patrimonio del calcio italiano non sono Ibrahimovic
o Thiago Silva ma Verratti, Borini, Destro e Giovinco».
Replica di quanto lo stesso Ghiro aveva affermato con identiche parole in diretta Sky da Levico il giorno della presentazione (frasi, peraltro, ribadite sul palco anche durante il vernissage montano, anticipazione di quello che potremo vivere, a Dio piacendo, mercoledì sera 22 agosto “Sotto le Stelle… in Piazzale della Pace). Pep chiede: “Il fatto che Milan e Inter stiano cercando di far quadrare i conti la fa ben sperare per il futuro del calcio italiano?”. Tommaso risponde:  «No, perché vuol dire che la situazione è grave. Però spero che faccia aprire gli occhi alla gente. Noi presidenti dobbiamo renderci conto che qualcosa non va e bisogna cambiare il manico». E anche questo è un altro bel macigno. Sul piano più squisitamente locale non sono molti gli argomenti chi mi hanno colpito: tralascerei, infatti, l’ennesimo peana per Donadoni, e l’analisi reparto per reparto che è stata proposta. Piuttosto citerei questa sorta di visione globale che ha il proprietario del Parma FC: «L’estate è stata relativamente tranquilla. Abbiamo fatto un buon mercato, raggiungendo gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Il principale era quello di alzare il livello tecnico della squadra abbassandone l’età media e ci siamo riusciti. Abbiamo fatto una cessione importante, quella di Giovinco, che è stata sostanzialmente l’unica che ha toccato la rosa, visto che Borini non aveva mai giocato (Floccari era in prestito ndr). Siamo stati molto bravi nel dare a Donadoni tutti i giocatori prima dell’inizio della preparazione e questa può essere un’arma vincente soprattutto per i primi mesi. Almeno, noi abbiamo lavorato anche per questo. Donadoni era stato molto chiaro, chiedendoci di dargli al più presto una squadra completa e noi lo abbiamo fatto. L’anno scorso diversi giocatori, come Floccari, sono arrivati negli ultimi giorni di mercato ed hanno cominciato a dare il meglio solo dopo un paio di mesi. Quest’anno la situazione è diversa. Certo, con tanti giocatori nuovi ci vorrà un po’ di tempo per vedere il vero Parma, ma credo che già sabato a Torino saremo competitivi». Dei singoli di solito non si parla mai, ma facciamo un paio di eccezioni, una per Biabiany («E’ stata una delle operazioni più costose del Parma, fra prestiti, riscatti, riacquisti… Lo abbiamo riscattato spendendo una cifra importante e credo che sarà il giocatore di maggior talento del Parma del futuro») e una per Paletta («La cosa che fa piacere è che il giocatore non ha chiesto di andare via e questo vuol dire che qui si trova bene. In un contesto economico come questo, poche squadre avrebbero detto di no alle offerte che abbiamo ricevuto, come abbiamo fatto noi»). Chiudiamo con quello che tutti i tifosi vogliono sapere: ci sarà un grande colpo di mercato finale, come da consolidata consuetudine nell’era Ghirardi?  «Spero di averlo già fatto e di  aver dimostrato quanta voglia c’è da parte mia di investire in questa società. Mi auguro che i tifosi siano contenti di quanto è stato fatto». Insomma si direbbe di no. Non arriverà più nessuno. O forse no?

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

4 pensieri riguardo “COLPO DI SCENA. L’INTERVISTA DELLA GAZZA AL GHIRO C’E’, MA NON E’ FIRMATA DA PIOVANONE, BENSI’ DA PEP: “NEL CALCIO ITALIANO CI SONO REGOLE DA CAMBIARE, UNA DI QUESTE E’ QUELLA CHE CONSENTE A CHI E’ SQUALIFICATO DI ALLENARE”

  • 20 Agosto 2012 in 09:19
    Permalink

    Op

  • 20 Agosto 2012 in 09:34
    Permalink

    bene bravo bis….. standing ovation

    turella

  • 20 Agosto 2012 in 12:14
    Permalink

    Titolo e sommario mosci, contenuti senza notizie, tono "sdraiato" o "da proclama". PEP e la redazione della Gazzetta sono serviti. L'avesse fatta e titolata Majo, avremmo avuto un'intervista molto più succosa

  • 20 Agosto 2012 in 12:57
    Permalink

    Non so se Fedele mi stia prendendo per i fondelli, o meno, però lo ringrazio lo stesso per il pensiero. Senza voler nulla togliere a Pep, il quale – noblesse oblige, ha fatto valere la sua carica di capo servizio, assumendosi in prima persona l'onore di intervistare Ghirardi – credo che Sandrone Piovani qua e là sarebbe riuscito ad inserire qualche pillola del pensiero intimo di Ghirardi che lui conosce così bene frequentandolo in modo stretto. L'intervista di Pep è magari più professionale, poiché più distaccata, ma proprio per questo è meno "pregna" di quelli che avrebbero potuto essere gli spunti di Piovani. Una intervista e un titolo miei sarebbero stati più succosi? Allora: come titolo io credo che si sarebbe potuto far di meglio anche mantenendo lo stesso articolo di Pep, poiché il discorso che si può sognare mi pare trito e ritrito, oltre che non esattamente esplicativo delle parole espresse dal Pres (il preambolo era assai prudente, come sempre di questi tempi). Su un giornale locale gli spunti nazionali, forse, fanno poco presa, ma le parole espresse su Conte mi parevano piuttosto interessanti, così come le altre considerazioni ghirardiane sullo stato di salute della Serie A. Sul fatto che una mia intervista avrebbe potuto essere più succosa ringrazio sempre per la considerazione, ma devo anche ammettere che scrivendo su un quotidiano on line o blog, sono molto "più libero" da lacci e lacciuoli rispetto a chi scrive per il quotidiano confindustriale (ancor più dopo l'ingresso del Parma nell'Upi). E poi, al di là delle qualità del giornalista bravo più o meno con le tenaglie a cavar fuori qualcosa dall'interlocutore, sta anche alla disponibilità di questo donarti o meno la notizia da titolo…
    Ciao e grazie
    gmajo

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