I BOYS SFOGLIANO LA MARGHERITA: “VOUCHER O NON VOUCHER: QUESTO E’ IL DILEMMA”

Gli ultras pramzàn lasciano libera scelta, ma indicano i vantaggi del miniabbonamento, tuttavia “non volendo prendere per il culo nessuno” ammettono che “fra biglietto, voucher e Tessera le differenze si stanno sempre di più assottigliando”, dunque “se non si vuole passare da controlli come ‘Questura on Line’ attualmente l’alternativa è stare a casa, appendere la sciarpa al chiodo…”

boys voucher margherita(gmajo) – Voucher o non voucher, questo è il dilemma. Gli ultras pramzàn, stamani, sul proprio sito internet, hanno pubblicato una riflessione e un vademecum sul nuovo strumento messo in vendita dal Parma FC, che consente di potersi abbonare, pur senza essere in possesso della Tessera del Tifoso, per le prime nove gare interne del Tardini. Come abbiamo chiosato già nei giorni scorsi, al nostro occhio equidistante e disinteressato, Tessera del Tifoso e Voucher molto si somigliano, per via dei controlli preventivi richiesti e l’obbligo di fototessera: anche i Boys, nella loro analisi, sono giunti alla stessa conclusione: “fra biglietto, voucher e Tessera le differenze si stanno sempre di più assottigliando” e lo ammettono – e fa loro onore – senza difficoltà, poiché “non è nostra intenzione prendere per il culo nessuno” consapevoli che “se non si vuole passare da controlli come ‘Questura on Line’ attualmente l’alternativa è stare a casa, appendere la sciarpa al chiodo…”. I Boys sostengono: “Come sempre lasciamo libera scelta, nel rispetto di qualunque decisione che il tifoso vorrà prendere”. Però illustrano i vantaggi del mini-abbonamento: “Evita al tifoso non tesserato di recarsi tutte le settimane ad acquistare i biglietti singoli, disagio soprattutto per chi non vive a Parma; evita il rischio di rimanere senza tagliando d’ingresso, specialmente nelle partite ad alto tasso di tifosi occasionali; infine, permette un ingente risparmio rispetto all’acquisto dei singoli tagliandi poiché sembrerebbe che quest’anno non sia più valido lo sconto Emporium di cui si poteva fruire negli anni scorsi”.

All’interno l’intervento dei Boys, tratto dal sito boysparma1977.it

(dal sito www.boysparma1977.it)

 

Voucher o non Vocuher, questo il dilemma? A voi la scelta           

Anche il Parma, accodandosi alla posizione di altri club, ha emesso il famigerato Voucher Elettronico. Ma cos’è esattamente?
Stando a quanto si legge sul sito del CASMS, con la Determinazione n. 26 del 30 maggio stabilisce che : “Le Società sportive , nell’ambito della propria autonomia d’impresa, sentite le rispettive Leghe, potranno adottare il voucher elettronico di cui alla Determinazione 5 dell’Osservatorio del 1 febbraio 2012 per un numero definito di gare casalinghe, comunque non superiore a 10 incontri. Il voucher non è valido per le trasferte. Le società sportive adotteranno tale misura organizzativa con il preciso scopo di fornire servizi ai tifosi, divulgandola con ogni iniziativa ritenuta adeguata e adottando meccanismi di accessibilità per un tempestivo rilascio.”.
In un allegato tecnico l’Osservatorio aggiunge che il voucher può essere prodotto a condizione che:
“- sia rilasciato in tempo reale, previa attuazione delle procedure di verifica di eventuali motivi ostativi (c.d. “Questura on line”);
– sia equiparato ad un normale tagliando, ai fini dell’applicazione della normativa di settore.”
Messa così, potrebbe non essere facile capirne i risvolti. Ciò che accade, è che finalmente si ha la possibilità di acquistare l’ abbonamento (per il girone di andata) senza Tessera del Tifoso!
L’Osservatorio dice che qualsiasi card è una Tessera del Tifoso? Non è del tutto vero. L’osservatorio dice che “[…] qualsiasi card elettronica che rispetti i requisiti e le procedure di rilascio contenuti nel Programma Tessera del Tifoso sono da considerarsi equivalenti, per quanto riguarda le gare interne, alla Tessera del Tifoso […]”.
Se vogliamo essere puntigliosi, com’è giusto che sia, dopo vedremo che le procedure di rilascio non sono uguali alla Tessera del Tifoso ma è giusto soprattutto sottolineare che il voucher emesso dal Parma Calcio (chi l’ha fatto ne è testimone) di elettronico non ha nulla! Nessun chip, nessuna banda magnetica: un semplice tesserino fatto alla buona, plastificato, che come lettura ha il codice a barre….come il biglietto.
Perché poi fare una Tessera del Tifoso bis, tris ecc..? Qual è il senso e lo scopo? La nostra interpretazione è che l’Osservatorio, ignorato da Società come la Roma e altre che avevano già emesso carnet di biglietti (addirittura già nella passata stagione), abbia voluto disciplinare e stoppare questo tentativo di aggirare la card maroniana. Pezzarla, insomma.
L’Osservatorio vorrebbe fare intendere che sia una Tessera, ma il rilascio e i controlli sono uguali alla Tessera o al biglietto nominale? Questo il punto.
Il voucher elettronico permette di acquistare in blocco i primi dieci biglietti validi per il girone di andata, e di accorparli in un oggetto plastificato che andrà utilizzato ad ogni ingresso. Oggetto plastificato uguale a una tessera? Così come lo era l’abbonamento che eravamo abituati a fare in banca. Per sottoscriverlo, basta recarsi al Tardini muniti di 100 euro e di una fototessera, negli stessi uffici dove è possibile ottenere abbonamenti e tessere del tifoso fino al 31 agosto negli orari: dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19.30 e il sabato dalle 10 alle 13. .
Per maggiore chiarezza, è opportuno spendere due parole sulla determinazione 5 del 1 febbraio 2012, la quale (forse volutamente) non sottolinea a dovere le differenze tra il voucher e la tessera del tifoso. Va specificato infatti che il voucher altro non è infatti che un biglietto elettronico, e pertanto presenta le stesse caratteristiche di un normale titolo d’ingresso, come quelli che abbiamo acquistato tutte le domeniche.
Acquistando il Voucher non si aderisce a nessun “programma di fidelizzazione” e, a differenza della TdT, non si entra in un rapporto contrattuale con nessuno, l’unico foglio che si firma è per la Privacy, per i dati personali.
I controlli sono gli stessi ai quali chiunque gli scorsi anni è entrato con un biglietto nominale è stato sottoposto (in teoria), cioè tramite “Questura on line” e il rilascio è immediato come il biglietto. Nessuna preventiva richiesta, nessuna successiva risposta.
Per chi ha fatto o voleva fare il biglietto, non cambia assolutamente nulla. O quasi.
Va detto infatti che su di esso verrà apposta la fototessera del portatore, senza però che questa venga scannerizzata o comunque fotocopiata e archiviata. E’ una semplice foto che indica il possessore, che servirà all’ ingresso dello stadio per il riconoscimento, onde verificare che il titolo venga impiegato esclusivamente dal portatore.
In pratica la famigerata fototessera che ha fatto e fa storcere il naso a tutti gli interessati viene restituita una volta applicata al carnet di biglietti: vi ritorna in tasca nel giro di 10 minuti.
Questo strumento non è assolutamente una vittoria, la nostra protesta va avanti, così come la volontà di non mollare una storia lunga 35 anni e di non voltare le spalle agli amici di curva, ma è comunque un ulteriore pezzo che perde la Tessera. Quando questa avrà perso tutti i pezzi, grazie a chi ha tenuto duro e protestato, risulterà solamente una scatola vuota e farla o non farla sarà indifferente.
Non è nostra intenzione prendere per il culo nessuno, fra biglietto, voucher e Tessera le differenze si stanno sempre di più assottigliando, un po’ perché, volendo imporre sempre norme senza il dialogo, Osservatorio & Co. hanno voluto evitare che la Tessera fosse aggirata, un po’ perché la Tessera sta piano piano perdendo i pezzi per i quali l’abbiamo contestata. Garante della Privacy e Consiglio di Stato hanno sgretolato aspetto commerciale e di raccolta dati, ora rimane lo scoglio primario dell’articolo 9 (all’inizio contestammo solo questo aspetto, ricordiamoci dello striscione “No all’art.9” esposto nella conferenza in Via Cuneo), che esiste da quando ci sono i biglietti nominali, praticamente mai applicato, più facilmente applicabile con la Tessera.
Se non si vuole invece passare da controlli come “Questura on Line” attualmente l’alternativa è stare a casa, appendere la sciarpa al chiodo.
Tornando al voucher, qualche vantaggio comunque lo offre: evita al tifoso non tesserato di recarsi tutte le settimane ad acquistare i biglietti singoli, disagio soprattutto per chi non vive a Parma; evita il rischio di rimanere senza tagliando d’ingresso, specialmente nelle partite ad alto tasso di tifosi occasionali; infine, permette un ingente risparmio rispetto all’acquisto dei singoli tagliandi poiché sembrerebbe che quest’anno non sia più valido lo sconto Emporium di cui si poteva fruire negli anni scorsi.
Come sempre, i Boys lasciano libera scelta, nel rispetto di qualunque decisione che il tifoso vorrà prendere.
 
BOYS PARMA 1977

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.