E DOMENICA TUTTO IL CALCIO POTRA’ DIRE CHE AL SAN PAOLO “IL TERRENO DI GIUOCO E’ IN PERFETTE CONDIZIONI…”

STADIOTARDINI COM CANTA NAPOLI CHE L'ERBA RICRESCENAPOLI – nostro servizio – (Luca Russo) – Se domenica dovesse passarvi per la testa di seguire il Parma alla radio,  su Tutto il Calcio Minuto per Minuto, grosso modo potreste imbattervi, all’apertura dei collegamenti, in parole del genere: “Qui al San Paolo il cielo è parzialmente coperto, la temperatura primaverile, la ventilazione inapprezzabile e il terreno di giuoco in perfette condizioni”. Sì, avete letto bene: terreno di giuoco in perfette condizioni. Così Napoli e Parma dovrebbero trovarlo domenica alle 15 quando all’impianto di Piazzale Tecchio andrà in scena il terzo atto del campionato. Al di là dei precedenti lavori di cui vi avevamo riferito su stadiotardini.com la scorsa settimana, dopo un nostro sopralluogo, il merito è di una rizollatura effettuata in tempi brevissimi: tecnici ed operatori della ditta bresciana (evidentemente non sono di moda solo a Parma…) responsabile dell’intervento hanno lavorato anche di notte per restituire all’impianto partenopeo un rettangolo di gioco degno della massima serie e degli impegni di Europa League da cui è attesa la formazione di Mazzarri.

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manto san paolo sabotaggioI lavori sono iniziati ieri e termineranno oggi, a sole quarantotto ore dalla partita. E’ stata rimossa l’erba cresciuta nei giorni scorsi ed al suo posto verrà piantato il nuovo manto. L’input è partito dall’agronomo della Lega Giovanni Castelli, che ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli si è dichiarato ottimista circa l’esito dei lavori intrapresi nelle ultime ore: “Il prato del San Paolo sarà perfetto per il match col Parma. In caso contrario, io sarò lì e quindi sarete liberi di criticarmi. Perché la rizollatura non è stata effettuata prima dell’esordio casalingo con la Fiorentina? L’erba è soggetta alle bizze del clima e agli attacchi dei parassiti. A Napoli, nel mese di luglio, è accaduto proprio questo ed è iniziato il degrado del terreno di gioco. Peròchiude Castellia fine agosto si sperava ancora in una crescita naturale senza dover intervenire in modo così drastico”. Al di là delle parole di Castelli rimane però sempre aperta l’ipotesi del sabotaggio. Nei giorni scorsi stadiotardini.com aveva ospitato un articolo di Monica Scozzafava e Felice Naddeo, tratto da “Il Corriere del Mezzogiorno” che avevano avanzato il sospetto che potesse non trattarsi di un fungo, dato che anche il sistema di videosorveglianza del San Paolo era stato sabato. L’inchiesta della Procura di Napoli, nel frattempo, è andata avanti, come si può leggere nell’interessante servizio di Leandro Del Gaudio da ilmattino.it  potrebbe non essere un fungo: negli ultimi giorni persino il sistema di videosorveglianza pare essere stato sabotato e la Procura starebbe  per aprire un fascicolo per cercare di chiarire l’incresciosa situazione…

 

San Paolo, inchiesta sul prato: sabotaggio
Sullo sfondo c’è il caso del boss Lo Russo

di Leandro Del Gaudio

NAPOLI – Il virus che ha divorato l’erba del San Paolo, i contratti tra la società Calcio Napoli e due ditte di giardinieri che si sono avvicendate nella cura del manto di Fuorigrotta. E non solo. Anche l’improvviso black out di alcune telecamere interne allo stadio napoletano, i rapporti tra club e tifo azzurro, specie quello capace di fare la voce grossa firmando episodi che nulla hanno a che vedere con le sorti calcistiche della squadra di casa.
Eccoli i punti che hanno spinto la Procura di Napoli a non lasciare nulla di inesplorato sotto il profilo investigativo, tanto da aprire un’inchiesta che prende le mosse da quanto accaduto due domeniche fa, nel corso del match Napoli-Fiorentina. Centomila euro di danni, tanto è costato portare le zolle da Milano a Napoli in vista della prossima partita casalinga. Cosa c’è dietro le condizioni del prato? Colpa o dolo? Da ieri c’è un fascicolo, un nucleo di polizia giudiziaria investito del problema. La Procura ha infatti delegato un’attività di accertamento conoscitivo alla Digos del primo dirigente Filippo Bonfiglio, nel tentativo di rimettere insieme i tasselli di una storia che ha danneggiato nelle casse e nell’immagine la società calcio Napoli.
Nessuna ipotesi di reato preconfezionata, tanta voglia di capire, di mettere a fuoco. Indagine condotta dal pm Antonello Ardituro, magistrato di punta del pool anticamorra, ma anche da anni impegnato al fianco dei colleghi del pool reati da stadio, gruppo di pm guidato dal procuratore aggiunto Gianni Melillo.
Qualche punto di domanda: cosa ha consumato l’erba del San Paolo? Un fungo? Un errore di manutenzione o cosa? È possibile sostenere l’ipotesi sabotaggio, come per altro accennato da alcuni componenti del mondo politico-amministrativo cittadino? E non è solo una questione di manto erboso. C’è un legame tra il caso Napoli-Fiorentina e lo stop delle telecamere interne all’impianto partenopeo? Siamo tornati ai tempi dei petardi di Napoli-Frosinone, quando un gruppo di teppisti provò a taglieggiare il Napoli o c’è dell’altro?
Si rileggono le carte, non è impossibile immaginare le prossime mosse investigative. Si va dall’analisi del cambio di ditta di giardinaggio dello scorso anno, sotto i colpi del clamore mediatico dettato da un episodio non ancora del tutto chiaro: la presenza a bordo campo, durante le partite del Napoli, di Antonio Lo Russo, rampollo latitante dell’omonimo clan dei cosiddetti «capitoni» di Secondigliano.
La storia è nota e c’entra – ovviamente solo per inciso – l’erba del San Paolo: Lo Russo jr aveva una pettorina da giardiniere e poteva stazionare a bordo campo durante le partite del Napoli grazie all’amicizia del titolare della ditta di giardinaggio che fino a qualche tempo fa curava il tappeto verde di Fuorigrotta. Rapporti di amicizia gli hanno consentito di stare a pochi passi dal campo, ma anche di mostrarsi come capo ultrà, almeno secondo quanto ricorderà Lavezzi ai pm di Napoli nel corso di un’altra inchiesta: «Ricordo la foto di Antonio Lo Russo, è un tifoso, veniva a trovarmi a casa, era un ultrà».
Il figlio del boss della camorra aveva libero accesso al San Paolo, grazie all’amicizia del capo dei giardinieri. Tanto clamore, troppo clamore, possibile che ora la Procura voglia ascoltare i protagonisti di questa e di altre vicende. Possibile che voglia incontrare i vertici societari, rileggere le note di polizia e carabinieri sugli incontri interni del Napoli disputati nel corso degli ultimi mesi. Si procede con il bisturi, anche se la sensazione di molti è la stessa di qualche anno fa: esistono zone franche lì al San Paolo, troppi punti oscuri, che ora spingono gli inquirenti ad aprire una sorta di fascicolo contenitore, a partire proprio dalla prima casalinga del Napoli. (di Leandro del Gaudio, da ilmattino.it)

 

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.