IL MISTER / BIABIANY, PICCOLO LEADER E ARMA TATTICA DI DONADONI

“Geniale la mossa di escludere Rosi: con il fulmine nero sulla fascia destra e Gobbi a sinistra il Parma poteva dirsi più offensivo per le caratteristiche dell’attacco, ma giustamente accorto in fase difensiva. Detto in cifre: un 3-5-2 in fase difensiva e un 4-3-3 in quella offensiva, ovvero il modo migliore per coprire il campo”

DSC04132(Il Mister) – L’analisi di Parma-Chievo è presto fatta. I crociati hanno provato a fare la partita sin dalle prime battute, i gialloblu veneti glielo hanno concesso sino all’avvio della ripresa quando finalmente si sono spinti in avanti alla ricerca del pareggio. Non è mancato un pizzico di sofferenza per gli uomini di Donadoni, ma il massimo sforzo degli ospiti non è coinciso con il gol per una notevole carenza nel reparto avanzato. E, dopo un paio di gol sbagliati, è arrivata la sentenza del neoentrato Rosi. La sintesi nuda e cruda è questa. Non resterebbe che ringraziare l’ex Mimmo Di Carlo per l’atteggiamento troppo provinciale e attendista del primo tempo, stile di gioco che costò caro nell’anno della retrocessione proprio al Parma. Ma preferiamo spingerci oltre e considerare le note positive della prestazione dei ragazzi di Donadoni. Innanzitutto è stato premiato il tecnico in primis, che si è ancora una volta discostato dal parere di chi scrive e ha schierato la formazione più offensiva possibile, quella con Pabòn e Belfodil in attacco oltre a Gobbi e Biabiany esterni.

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352Con il tocco di genio di far partire Rosi dalla panchina e non Gobbi come tutti segnalavano alla vigilia, dando così più equilibrio alla formazione iniziale e mettendo un pizzico di pepe in più nelle sostituzioni. La mossa, pensateci bene, non è affatto insignificante. Perché con la presenza di Gobbi da una parte e Biabiany dall’altra il Parma poteva dirsi più offensivo per le caratteristiche dell’attacco, ma giustamente accorto in fase difensiva. Sulla carta era infatti un 3-5-2, ma di azione in azione si poteva notare come a spingere fosse soltanto Biabiany a destra e, all’occorrenza, Gobbi scalasse sulla linea dei difensori. Un 3-5-2 in fase difensiva e un 4-3-3 in quella offensiva, il modo migliore per coprire il campo.

433Ottima, infatti, è stata la prestazione di quello che definirei ormai un piccolo leader in campo di questo Parma. Il riferimento è a Biabiany, sceso in campo per la 43esima volta consecutiva con la maglia crociata (ovvero dal suo ritorno nel Ducato non ne ha mai persa una) e sempre più arma tattica di Donadoni. Una settimana fa a Torino giocò da seconda punta e fu uno dei migliori, questa volta da esterno destro ha spinto tanto e ha servito anche un assist a Rosi. Qual è il suo ruolo? Probabilmente l’ideale era l’esterno destro nel 4-4-2 che gli proponeva Colomba, ma quando il 3-5-2 di Donadoni gira bene – e crea gli spazi giusti nella metà campo avversaria – Biabiany può godere di una libertà assoluta che è ben testimoniata dall’azione del raddoppio. Sarà lui il nuovo pezzo pregiato del Parma? Ci si potrebbe puntare qualcosa, se non fosse che il vero squillo di tromba è arrivato dall’attesissimo Belfodil. Il 20enne francese, alla seconda partenza da titolare in Serie A, ha segnato il primo gol in massima divisione. E non un gol qualunque, una vera e propria incornata da centravanti. Quello di cui ha bisogno un Parma privo di Amauri, ma anche lo stesso ex bolognese. A ricordarcelo è stato proprio Donadoni nel post-gara. “Mi fa piacere che Belfodil abbia fatto gol – ha sottolineato il tecnico – e abbia capito che per farlo bisogna arrivare dentro l’area e non solo girargli attorno”. Un messaggio chiaro e forte per un giovane che spesso è innamorato delle proprie doti tecniche e non pensa adeguatamente a come valorizzarle sotto porta. Donadoni, con la calma che si addice ai grandi, non ha alzato i toni ma si è fatto sentire con il ragazzo (“Era da qualche giorno che lo bacchettavo”, ha aggiunto) spiegandogli che con un pizzico d’applicazione può fare la differenza. Non fra un paio d’anni, ma subito. Se Belfodil avrà mandato a memoria la lezione, ne vedremo delle belle e potremo concedere a Pabòn i mesi di cui necessita per l’ambientamento in un calcio nuovo. Anche se sì, pensando alla prossima trasferta di Napoli ci verrebbe da suggerire ancora una partenza dalla panchina per il colombiano. Ma, si sa, il “mister vero” è altra cosa rispetto al mister di stadiotardini.com

 

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

4 pensieri riguardo “IL MISTER / BIABIANY, PICCOLO LEADER E ARMA TATTICA DI DONADONI

  • 3 Settembre 2012 in 17:08
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    Ciao Mister, anche se Donadoni non ha seguito le tue indicazioni il tuo apporto è assolutamente prezioso soprattutto per noi tifosi che spesso (io per primo) sentenziamo senza sapere bene di cosa parliamo: ben venga dunque la tua nuova rubrica che spero possa diventare addirittura quotidiana. Detto questo sono convinto che lo stesso Donadoni saprà far tesoro delle tue osservazioni qui espresse. Una domanda: credi veramente che Pabón sia un fuoriclasse? Io inizio a temere che sia l'ennesima bidonata di cui fra poco il buon Fava parlerà nella sua rubrica "I Meteorismi". Un saluto, Parmigiano. PS: Ottima idea quella degli schemi all'interno dell'articolo, in cui i nomi dei giocatori andrebbero però ingranditi perchè attualmente poco visibili.

  • 3 Settembre 2012 in 17:45
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    ciao parmigiano!!vè che se clicchi sulle immagini s' ingrandiscono e i nomi si leggono bene..:-)
    ps.su pabon mi permetto di dirne una io prima ancora dell ottimo "mister" (PREMETTO CHE IO NEL GIOCATORE CI CREDO) magari è una teoria un pò bizzarra ma secondo me…c è un qualcosa di logico ….se Amauri torna e si mette a giocare(SE DIO VUOLE)…pabon da quella che è attualmente ovvero una "scommessa" potrà mostrare le sue potenzialità (che fin ora abbiamo visto solo su you tube ha mostrato contro il panonios )potrà diventare un buon giocatore…fuoriclasse…non sò alla sua età i fuoriclasse sono già conosciuti a livello internazionale..se amauri non torna sarà costretto a giocare sobbarcandosi troppe responsabilità a livello realizzativo e noi non avremo più il tempo di aspettarlo per quelle 10/12 giornate che gli varranno concesse per "mostrarsi"…..come dico sempre Amauri a suo e nostro malgrado potrebbe essere la ragione delle nostre fortune o sfortune….anche di pabòn
    ciao a presto!
    FILIPPO1968

  • 3 Settembre 2012 in 18:17
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    Ciao Filippo! Grazie per il suggerimento: cliccandoci sopra le immagini si vedono benissimo. Non so se sei più tu un genio dell'informatica o più io un impedito, ma propendo per la seconda ipotesi… Quanto alla tua teoria sul legame Amauri-Pabón mi sembra un po' azzardata, anche perchè le qualità uno le ha oppure no e non credo dipendano dall'altrui presenza in campo. Sicuramente un compagno di reparto con determinate caratteristiche come quelle di Amauri potrebbe aiutare Pabón a sbloccarsi ma non penso che questo sia indispensabile affinché il colombiano possa dimostrare di essere un fuoriclasse. Io ad essere sincero sento odore di bruciato ma spero tanto di dire una delle mie gufate che poi verranno sconfessate! In ogni modo la mia è un'opinione assolutamente opinabile come quella dell'amico Claudio della GdP: mi piacerebbe anche su questo conoscere l'opinione del Mister, che detto tra me e te credo che si tratti del mitico Paolo Grossi. Un saluto, a presto! Parmigiano.

  • 3 Settembre 2012 in 19:26
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    CI vedemmo ieri e mi hai stimolato a insistere nel postare le mie osservazioni nella rubrica che porti avanti. Senza illudermi di essere un conoscitore di calcio ti faro il loggionista che guarda con occhio disincantato la partita senza essere un tifoso. A me belfagor non e dispiaciuto perche ha smesso di essere un fantasma e ha fatto due o tre cose che di certo gli ha suggerito Donadoni, ma quella inzuccata quasi istintiva da crespo fa intuire che i numeri ce li ha. Ti sei dimenticato a mio avviso di sottolineare la buona prova di Valdes, che deve ancora trovare affiatamento con Parolo ma che e stato molto utile. Per il resto si sono intuite buone possibilita future e di buono c'e il risultato, anche grazie al portiere. Per Pabon ci vuol tempo, per fortuna il mister ha dimostrato di riuscire a cavar sangue dalle rape.?

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