IL MISTER / “IN ATTACCO PUNTEREI SULLA NUOVA COPPIA BELFODIL-NINIS, MA…”

“…ma non mancano i problemi: la propensione della ‘Medicina’ ad arretrare troppo per cercar palla, che potrebbe abbassare troppo il baricentro della squadra, e la mancanza degli elementi più veloci (Biabiany e Pabòn) che disinnesca l’arma del contropiede”

GRAFICA PARMA PRE NAPOLI SECONDO MISTER(Il Mister) – Due settimane di lavoro intenso a Collecchio sono l’ideale per mettere a punto una squadra che domenica pomeriggio a Napoli affronterà una delle trasferte più difficili dell’anno. Si riparte dal successo contro il Chievo, ma anche dal buon primo tempo visto al debutto con la Juventus. E, soprattutto, ancora senza Amauri (mai andato oltre qualche seduta differenziata). Un’assenza pesante alla quale si aggiunge quella a nostro avviso ancora peggiore di Biabiany, il giocatore che avevamo elogiato più di tutti dopo il successo di due settimane fa. Problemi non da poco per Roberto Donadoni. Perché non si può dimenticare che, in tutto ciò, a disposizione ci sarà un Pabòn tornato in Italia soltanto nella serata di giovedì.

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Lavorare con il colombiano durante tutti questi giorni di pausa del campionato sarebbe stato fondamentale per accelerare l’inserimento del giocatore. Ma così non è stato. La chiamata in Nazionale, nonostante non sia sceso in campo per nemmeno un minuto, non ha agevolato il compito di Donadoni. Che, fondamentalmente, ha a disposizione soltanto Belfodil e Palladino per i ruoli in attacco. Attenzione, però, all’altro Nazionale crociato, l’unico sinora. Ci riferiamo a Ninis, il greco che sinora ha avuto modo di disputare soltanto uno spezzone (peraltro convincente) contro la Juventus. Se Pabòn non si è messo in mostra con la Colombia, l’ex Panathinaikos è entrato dalla panchina in Lettonia-Grecia 1-2 di sabato scorso (22’ in campo) ed è stato il mattatore in Grecia-Lituania 2-0 di martedì sera con un gol di pregevole fattura e un assist per il raddoppio di Mitroglou (90’ in campo). Per Ninis è stata una partita importante, perché ha finalmente avuto la possibilità di tornare a giocare nel proprio ruolo preferito, quello di trequartista (o, meglio, seconda punta) dietro a un centravanti di ruolo (il modulo era un 4-2-3-1). All’Europeo l’avevamo visto sacrificarsi incredibilmente – e deludere – da terzo di destra in un 4-3-3 che in realtà era un arcigno 4-5-1. A Parma lo abbiamo sinora visto da interno di centrocampo nel 3-5-2 di Donadoni. Un ruolo che sta cercando di capire in un calcio che deve ancora assimilare del tutto. Non la sua posizione preferita, tanto per intenderci. Il ruolo che lo ha consacrato ad alto livello – perché sì, in Grecia Ninis era uno dei giocatori più forti del campionato – era quello di trequartista classico. Il suo primo grande exploit in quella posizione fu il 25 febbraio 2010, quando a nemmeno vent’anni buttò fuori la Roma di Claudio Ranieri dall’Europa League. La sua partita all’Olimpico fu impressionante, specie i sei minuti finali del primo tempo, quando ribaltò il match in cui i giallorossi conducevano 1-0. Al 39’ saltò netto De Rossi in area e si procurò il rigore trasformato da Djibril Cissé per il pareggio, al 41’ segnò l’1-2 con uno splendido destro dai 25 metri e allo scadere regalò sempre a Cissé l’assist per il clamoroso 1-3. Numeri da campioncino, almeno come i 55 gol in due anni (89 partite complessive) che è riuscito a segnare proprio Cissé grazie anche alla partnership con il “nostro” Ninis. Certo, l’anno scorso il francese andò alla Lazio e in sei mesi dimostrò tutta la sua pochezza, ma la nostra impressione è che lo stesso non sarà per il greco. Anche perché, e qui arriviamo al punto, dal rientro nei ranghi Ninis è stato provato da Donadoni come punta d’appoggio a Belfodil. Una soluzione tattica interessante, tanto più se si tratta di applicarla in trasferta, laddove il greco potrebbe dare una mano anche al centrocampo. Palladino, d’altronde, sembra sì in netta crescita, ma probabilmente non ha ancora la tenuta per 90’. E, dunque, riteniamo che la soluzione che vi proponiamo in grafica possa essere la più probabile e anche la migliore. I problemi, comunque, restano. Il primo sta nell’atteggiamento tattico di Belfodil, sul quale stiamo battendo il tasto ormai da giorni. Donadoni gli chiede più movimenti da prima punta e meno arretramenti sulla trequarti per cercare la palla. Il francese deve dare profondità e muoversi negli spazi, altrimenti il gioco può risentirne come nel primo tempo con la Sampdoria. Il rischio, infatti, diventerebbe quello di abbassare troppo il baricentro facendosi schiacciare da un Napoli che in casa tenderà a fare la partita più del solito. L’altro problema, invece, sta nella perdita dal primo minuto dei due giocatori più rapidi in rosa, almeno da centrocampo in avanti: Pabon e Biabiany. Il rischio, in questo caso, diventa quello di non poter ribaltare l’azione adeguatamente in contropiede. Come uscirne, dunque? La speranza è che Ninis possa trovarsi subito a suo agio con Belfodil, una coppia per la verità provata soltanto questa settimana e mai in pre-campionato. Ma, soprattutto, che il greco torni a ispirare la squadra come gli accadeva negli anni buoni al Panathinaikos. Servendo anche gli inserimenti dei centrocampisti grazie alla propria visione di gioco e i tagli da sinistra verso il centro. Il Parma ha bisogno come il pane di questa componente tattica. Donadoni ha puntato forte su questo già l’anno scorso e i risultati a fine anno lo hanno ripagato, ora si deve attendere il prodotto della semina. Abbondante, come sempre di questi tempi. Le esercitazioni viste a Collecchio insistono costantemente sulla cura del possesso palla e valorizzano molto le qualità dei centrocampisti, se tutto andrà bene vedremo presto i primi riscontri sul campo. Intanto non resta che accontentarsi di un Valdés sempre più a suo agio nel ruolo di regista e di un Galloppa partito a mille. All’appello manca ancora Parolo, ma chissà che al San Paolo non possa finalmente sbloccarsi. Una cosa è certa. Per fare bene a Napoli serve il salto di qualità, nella testa e poi nel gioco come ha sottolineato anche Palladino a inizio settimana (“Il mister ci sta portando a fare il salto di qualità soprattutto nella testa, nella convinzione che ci vuole anche per andare a vincere partite importanti fuori casa. Siamo sulla strada giusta e credo proprio che quest’anno faremo questo salto”, ha dichiarato martedì). Senza Amauri e Biabiany sembra una missione impossibile, ma con la qualità di questo centrocampo potrebbero esserci sorprese. A patto che gli esterni, Rosi e Gobbi nell’occasione, non subiscano troppo l’aggressività partenopea.

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

5 pensieri riguardo “IL MISTER / “IN ATTACCO PUNTEREI SULLA NUOVA COPPIA BELFODIL-NINIS, MA…”

  • 14 Settembre 2012 in 16:00
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    e magari iniziare con ninis e pabon insieme???e belfodil pronto a subentrare?meglio non dare punti di riferimento al napoli!

    gio

  • 14 Settembre 2012 in 16:18
    Permalink

    Partire con un tandem d'attacco Pabon Ninis avrebbe parecchi contro,principalmente di natura ambientale visto che sono due esordienti, ma anche di natura tattica. Se è vero che si guadagna in rapidità e ficcanti ripartente contro una difesa,quella del Napoli, non certo da Guinness, è anche vero che si finirebbe per essere assai leggeri, anzi piumati. Belfodil può svariare e garantire quei centimetri e quel fisico per guadagnare metri.
    Non vedo alternative a Belfodil Ninis per questa trasferta,

    Cordialità
    Alessandro

  • 14 Settembre 2012 in 17:56
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    ottimo,contro chi giochiamo ? con la solbiatese spero :-D, scherzi a parte io farei giocare arteaga

    tolasudolsa

  • 14 Settembre 2012 in 18:01
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    Che ne dite invece del reparto arretrato? Alla luce della convincente prova di Fideleff contro la Samp, considerando anche il fattore ambientale che sarebbe un ulteriore stimolo per il giocatore, io non escluderei un suo utilizzo come titolare a fianco di Paletta e sacrificando Lucarelli il quale, nonostante l'affidabilità che offre, è forse quello destinato a lasciare prima di altri il posto alle nuove leve, specie se promettenti come l'argentino. Ciao a tutti, Parmigiano.

  • 14 Settembre 2012 in 18:08
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    convincente.. si anche io sono convinto che sia molto balordo

    dovevatirarezoratto

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