IL MISTER / “IO METTEREI NINIS AL POSTO DI PAROLO E IN ATTACCO PALLADINO AL FIANCO DI BELFODIL CON PABON ARMA DA GIOCARE A GARA IN CORSO QUANDO GLI AVVERSARI SONO STANCHI…”

“Suggerimenti utili per giocarsela non solo sulle proprie qualità, ma anche sulle difficoltà altrui, perché nell’approccio tecnico-tattico di questa rubrica, proprio come desidera Donadoni, non manca anche la ricerca delle falle nello schieramento altrui…”

ParmaFiorentina(Il Mister) – Una grande occasione, questo è Parma-Fiorentina per Roberto Donadoni. La chance di schierare la formazione titolare senza grossi condizionamenti di classifica e di organico – per quanto sia ovvio che le assenze di Biabiany e Amauri (pronto per la panchina, ma non per una maglia da titolare) pesino. Dopo, si entrerà nella centrifuga con altre tre partite prima della sosta, con mercoledì l’impegno di Marassi contro il Genoa e sabato prossimo la sfida interna contro il Milan e la “ciliegina sulla torta” della prima domenica di ottobre al Massimino di Catania. Se non era il peggiore dei calendari possibili con cui iniziare la stagione, poco ci manca. Appunto per questo, però, il match contro la Viola costituisce una grande occasione.

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Anche perché di fronte ci sarà sì una delle squadre più in forma del campionato, una delle mediane con il tasso tecnico più alto. Ma anche una formazione allestita da un altro ex calciatore di talento, Vincenzo Montella. Uno che, come Donadoni, aveva i piedi buoni quando era un giocatore e ama i piedi buoni pure ora che si trova nelle vesti di tecnico. Stesso modulo, un 3-5-2, e stessa propensione al calcio propositivo. Per gli spettatori, in sostanza, Parma-Fiorentina potrebbe davvero risultare uno show. Ma cosa deve fare Donadoni per riuscire a spuntarla e mettere fieno in cascina? L’allenatore nella conferenza stampa della vigilia ha risposto con una battuta ad Alberto Rugolotto di TV Parma, che aveva rilanciato al tecnico il tema di discussione della settimana sul fatto che i crociati cerchino di sfruttare poco le lacune avversarie. “Certo, poi bisogna anche che qualcuno quelle lacune me le faccia vedere”, ha ribattuto Donadoni con la consueta ironia, pacata ma ferma. Chi ci legge, però, sa che in questa rubrica si cerca l’analisi pura della partita. E, nel nostro approccio tecnico-tattico, non può mancare anche la ricerca delle falle nello schieramento altrui. Ci proviamo anche questa volta, mister. Lieti di mettere a disposizione anche questo spazio per il bene del Parma (già, anche Stadiotardini.com vuole il bene dei crociati contrariamente a quanto qualcuno si è spinto a sostenere). Dove si può far male alla Fiorentina, considerando che la Viola proporrà un modulo speculare? Il primo obiettivo deve essere quello di conquistare campo e schiacciare l’avversario nell’altra metà di campo. Sfruttando quindi le difficoltà della coppia d’attacco composta da Jovetic e Ljajic. Caso vuole che Montella sia alle prese con un problema simile a quello di Donadoni, ovvero trovare un duo d’attacco che possa aggredire l’area e puntellarla costantemente per fare salire la squadra. Certo, la Fiorentina può comunque vantare un giocatore come Jovetic arrivato alla maturità piena, con 4 gol segnati in 3 partite. Il fatto è che il montenegrino poco si intende con Ljajic, un attaccante di grande qualità che però attacca poco la profondità. In altre parole, i due finiscono spesso per fare gli stessi movimenti e giocare fuori dall’area. Nel successo contro l’Udinese, è stato determinante l’inserimento di El Hamdaoui (assente al Tardini per infortunio) al posto del serbo per ribaltare il match. E lo stesso vale per una settimana fa contro il Catania, quando lo stagionato Toni ha dato a Jovetic il puntello con cui scardinare la difesa etnea. A Parma, però, Montella ripartirà con la coppia serbo-montenegrina, il che potrebbe costituire un buon margine di vantaggio nella prima ora di gioco. A patto che la difesa di Donadoni sia più aggressiva rispetto a quanto visto a Napoli e che il centrocampo si imponga al cospetto di un trio tutto qualità e movimento (Pizarro in regia, Borja Valero e Mati Fernandez interni). Un difetto nell’avversario di turno, quindi, possiamo dire di averlo trovato. L’altro, a nostro avviso, è ancora di natura tecnico-tattica, quello su cui il Parma è chiamato a costruire la propria vittoria. La corsia mancina gigliata è ai lavori in corso. Tomovic, il terzo di sinistra in difesa, è arrivato sul finire del mercato così come Llama, l’esterno sinistro che rimpiazzerà Pasqual a centrocampo. Aggiungendo che Fernandez, l’interno, è alla prima da titolare e sinora non ha fatto stravedere, se fossimo in Donadoni punteremmo forte su quella parte del campo per fare male. Certo, Biabiany manca – e manca tremendamente, anche più di Amauri, come abbiamo già sottolineato più volte – ma potrebbe essere la partita di Rosi. Proprio qui, però, si potrebbe regalare una sorpresa non male. La nostra idea è rischiosa, ma, per i motivi che abbiamo già sottolineato in precedenza, questa volta si può rischiare. Fuori Parolo, dentro Ninis da interno destro. Il greco, nonostante una botta presa nella partitella di mercoledì, ha dimostrato al San Paolo di avere la classe che può fare la differenza. Il problema, semmai, è che l’intesa con Belfodil stenta ancora. Dunque perché non riportarlo al ruolo nel quale ha lavorato tutta l’estate? Ninis interno destro –  con Parolo in panchina dopo tre partite non eccezionali (nonostante il gol del San Paolo) – potrebbe fare male con i propri inserimenti e i passaggi in profondità, proprio in una zona nella quale la Fiorentina rischia di essere sguarnita. Ma, calcolando i tre impegni in una settimana e le difficoltà del nostro attacco, aggiungeremmo anche un’ultima novità. Fuori Pabòn e dentro Palladino. Già, proprio lui. Il giocatore che, cifre della Gazzetta dello Sport alla mano, guadagna meno soltanto di Amauri (900 mila euro l’anno) e che dal suo arrivo a Parma è partito titolare soltanto 6 volte (con Donadoni una, in Roma-Parma 1-0). Se il giocatore è rimasto in rosa, significa che qualche carta da giocarsi ce l’ha ancora. E, dunque, perché non sfruttare la buona vena che ha messo in mostra nelle ultime settimane a Collecchio? In partitella la sua intesa con Belfodil non è parsa affatto trascurabile e anche il francese, alla vigilia della trasferta di Napoli, aveva parlato bene del compagno di reparto. O adesso o mai più, ci verrebbe da dire. Perché è vero che Palladino molto spesso “lascia a piedi” per problemi fisici, ma è vero anche che ora sta bene e tecnicamente dà maggiori garanzie sia di Pabòn sia di Ninis. Per questo, andremmo sull’ex genoano dal primo minuto. Nella speranza che finalmente si possa presidiare maggiormente l’area avversaria e aggredire la profondità cercando di allargare la difesa ospite, forte fisicamente ma piuttosto lenta (come la nostra, nell’ennesima somiglianza tra Parma e Fiorentina). Così Belfodil potrebbe avere gli spazi di cui necessita per fare male. E, magari, anche parte dei problemi offensivi, in attesa del ritorno di Amauri, potrebbe essere risolta. Senza dimenticarsi che Pabòn, buttato dentro nella ripresa come a Napoli, aggiungerebbe velocità con le due squadre stanche. Per giocarsela non solo sulle proprie qualità, ma anche sulle difficoltà altrui.

 

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

One thought on “IL MISTER / “IO METTEREI NINIS AL POSTO DI PAROLO E IN ATTACCO PALLADINO AL FIANCO DI BELFODIL CON PABON ARMA DA GIOCARE A GARA IN CORSO QUANDO GLI AVVERSARI SONO STANCHI…”

  • 22 Settembre 2012 in 09:07
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    girali come ne hai voglia,saranno sempre "chezzi ameri".

    per quanto riguarda il discorso di pabon…

    vale anche per gli avversari di turno.

    io spero in un gol da calcio piazzato di qualche difensore,perche' prevedo una partita "chiusa"

    turella

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