IL SINDACO PIZZAROTTI NON VUOLE CHE IL TEATRO REGIO FACCIA LA FINE DEL PARMA CALCIO: “SAREBBE UNO SMACCO SE VENISSIMO ASSISTITI DA AZIENDE NON DEL TERRITORIO”

“L’immagine di coesione dei cittadini e della società – ha detto il primo cittadino durante la trasmissione Parma Europa in onda su Teleducato – deve partire dagli imprenditori della propria città. E noi ne abbiamo diversi, a livello nazionale e mondiale: partiamo da questi…”

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(gmajo) – Interessante provocazione della giornalista Elisa Rosignoli durante la trasmissione “Parma Europa” attualmente in onda su Teleducato, con ospite del direttore dell’antenna cittadina Pietro Adrasto Ferraguti il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti, per un esame dei primi 100 giorni di governo della città del Movimento 5 Stelle: tra le tante rogne chiamati ad affrontare, i grillini si sono trovati di fronte anche la difficile situazione del Teatro Regio di Parma, con la fuoriuscita dalla compagine di controllo di tutti quanti gli enti, tranne che appunto il Comune di Parma. L’idea del primo cittadino e del suo entourage sarebbe quella di un coinvolgimento per il salvataggio della risorsa Regio degli imprenditori del territorio. Ma Elisa Rosignoli ha cercato di aprirgli gli occhi con un esempio a noi famigliare: “Se nessuna azienda parmigiana si è fatta avanti per salvare il Parma Calcio – e cosa c’è di più popolare della squadra di calcio cittadina – che ora ha una proprietà bresciana, come può pensare che vengano in soccorso del Regio?” Pizzarotti si è detto fiducioso, ma ha anche ammesso: “Se venissimo assisiti da aziende non del nostro territorio ammetto che per me sarebbe uno smacco”.

All’interno la trascrizione della risposta del Sindaco Pizzarotti ad Elisa Rosignoli

 

“Il Teatro Regio è ammirato in tutto il mondo, ci sono centinaia di persone che arrivano ogni anno dal Giappone o dalla Germania. Quindi, quando io lancio questo tipo di appello –progressivamente, quando avremo ridefinito la governance, daremo l’idea di quello che è il progetto del futuro – sicuramente verrà ampliato proprio per la visibilità europea di cui godiamo in questo momento. Però io credo che se si vuole dare una immagine di coesione dei cittadini e della società questa debba partire dagli imprenditori della propria città. Ne abbiamo diversi, a livello nazionale e mondiale, partiamo da questi. E’ vero, sarebbe per me uno smacco venire assistito da aziende che non sono del territorio, visto che le abbiamo, però la nostra apertura è massima. Quello che vogliamo è fare è salvaguardare l’immagine della città e del Teatro: benvenuto è chiunque vorrà venire in aiuto di questa istituzione che penso sia preziosa, e per noi non sono solo parole, visto che siamo lì in prima fila, davanti a tutte le difficoltà che incontreremo  e per quello che è stato fatto. Ci crediamo veramente, spero che ci credano in tanti.”

Federico Pizzarotti, Sindaco di Parma, estratto dalla trasmissione “Parma Europa” di Teleducato del 18.09.2012 – Trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

6 pensieri riguardo “IL SINDACO PIZZAROTTI NON VUOLE CHE IL TEATRO REGIO FACCIA LA FINE DEL PARMA CALCIO: “SAREBBE UNO SMACCO SE VENISSIMO ASSISTITI DA AZIENDE NON DEL TERRITORIO”

  • 18 Settembre 2012 in 21:24
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    Bhe, io certamente non gli dò torto. Io sono uno di quelli che quando si ricorda che il Parma è in mano a un presidente bresciano che tifa juventus ha un leggero magone. -Il Manno-

  • 19 Settembre 2012 in 10:19
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    Per il Manno: Se non ci fosse stato il Ghiro saremmo andati in serie D che piaccia o non piaccia. Gli Imprenditori Parmigiani si vedono e si sentono poco… Un esempio è Barilla che al massimo che sponsorizza è una maratona una volta all'anno che blocca il centro della citta'…

  • 19 Settembre 2012 in 12:06
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    matteo magari in D no,forse in lega pro,ti assicuro che non sono morto anzi….del resto il mio nick parla chiaro

    turella

  • 19 Settembre 2012 in 12:54
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    agl imprenditori di parma non piace "buttare" i soldi, tutto qua.

    dents

  • 19 Settembre 2012 in 13:27
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    be dents ce ne sarebbero di cose da dire al riguardo…..:-)

  • 20 Settembre 2012 in 14:04
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    Parma deve fare sistema attorno alla squadra di calcio, come in altri paesi in cui il club non è solo il posto in cui si va a vedere la partita il fine settimana ma anche il posto in cui si va a fare sport, prendere un caffè e si manda a scuola i figli. Gli stadi sono sempre più vuoti perchè le squadre di calcio sono diventate delle macchine per fare soldi.

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