ITALIA-MALTA, IL PAGELLONE DI LUCA RUSSO

Il nostro collaboratore presente al Braglia ha dato ai voti al Ct Prandelli e ai calciatori azzurri

DSCN9318PRANDELLI 5 – Di certo non gli si può rimproverare di non averle provate tutte. Pensando che fosse una questione di gambe, ha alleggerito i carichi di lavoro così che i ragazzi sudassero meno di quanto abbiano fatto prima della Bulgaria. Poi ha creduto che il 3-5-2 non fosse una soluzione praticabile quando manca un pezzo del blocco juventino. E ha virato sul suo 4-3-1-2 sperando che Diamanti interpretasse il ruolo di trequartista con più introiti dei suoi predecessori. Niente da fare: è una soluzione che proprio non vuole saperne di attecchire in questa Nazionale. E allora ci ascolti Prandelli: provi a lavorare sulla testa, a riaccendere l’entusiasmo di una squadra che ne ha veramente bisogno per ritornare a dettare sul campo i concetti che il mister declama in allenamento: ordine tattico, ritmo e palleggio. Lo abbiamo già fatto agli Europei. Possiamo farlo di nuovo. Basta solo ripassare la lezione.

ALL’INTERNO I VOTI AI CALCIATORI AZZURRI DI LUCA RUSSO DI STADIOTARDINI.COM

BUFFON 6.5 – Chi si aspettava che il numero uno dei numeri uno vivesse una serata alla camomilla, è rimasto deluso. E sorpreso. La piccola Malta ha provato a graffiarci, ma solo dalla distanza. In due occasioni si è avvicinata al pareggio, Gigi ha risposto presente rispedendo al mittente tutta la sua voglia di guastarci partita e classifica.

BARZAGLI 6 – Niente di che preoccuparsi lì dietro. Ma quando la squadra sbanda lui ci mette una pezza risparmiandoci figuracce mai viste nello scorso biennio, quando il pass per gli Europei lo guadagnammo con sole due reti al passivo.

BONUCCI 6 – Non nascondiamolo, peggio di Sofia non avrebbe potuto fare. Distrazioni, questa volta, zero. Ed in attacco, con due tiri carichi di rabbia e di frustrazione, cerca di dare la sveglia al sonnecchiante undici azzurro.

CASSANI 4.5 – Sarà che la squadra ha preferito appoggiarsi sull’altro lato, ma l’esterno viola si è proposto poco. E quando l’ha fatto ha mostrato inquietanti limiti tecnici. Da rivedere. Anche se la sensazione è che non sia un tipo da Nazionale.

PELUSO 6 – Fa decisamente meglio del suo collega di cui sopra. Nel primo tempo punge poco e con la palla tra i piedi si incarta qualche volta di troppo. Molto meglio nella ripresa. Interessanti, in prospettiva, i suoi duetti con Insigne. Che abbia bisogno di un partner, di fascia, come Lorenzo per imporsi anche a questi livelli?

PIRLO 5.5 – Dove è finito il playmaker che nello scorso campionato ed all’Europeo ha smentito tutti quelli che pensavano avesse smesso gli abiti del top-player? Lentezza di esecuzione e, quel che più preoccupa, di pensiero. Roba non da Pirlo. Sì, i compagni di mediana e d’attacco di certo non lo aiutano. Ma se non è lui a prenderci per mano quando finiamo al buio, chi può farlo?

NOCERINO 5 – Nell’ultima stagione ha rubato il mestiere agli attaccanti piantando il proprio nome nei tabellini con una frequenza insolita per uno che fa la diga di professione, deputato a rompere il gioco degli altri più che a valorizzare quello dei propri compagni. Se la sua assenza in fase di costruzione è in qualche modo comprensibile, non si può perdonargli che venga a mancare quando c’è da attaccarsi alle brache degli avversari.

MARCHISIO 7.5 – Il migliore in campo. Perché abbina la qualità alla quantità e lo fa come se fosse la cosa più facile di questo mondo. Non storce il naso quando deve portare le borracce ai compagni e non si tira indietro quando gli viene chiesto di salire in cattedra per dare un ripasso di geometria alla selezione maltese. Suo l’assist in profondità per il primo acuto azzurro. Sue le gambe sulle quali si sono infrante le ripartenze dei ragazzi venuti su dall’isola. E’ gente così quella per cui impazzisce Prandelli. Gli altri prendano esempio.

DIAMANTI 5 – Cominciamo a sospettare che gli dia più carica partire dalla panchina che indossare una casacca da titolare. Se in Bulgaria ci aveva dato una scossa subentrando a Giovinco, ieri, con un posto nell’undici di partenza, non ci ha regalato giocate per cui stropicciarci gli occhi. Lodevole la sua voglia (ed anche la sua capacità) di partecipare attivamente alle due fasi. Ma con dei piedi come i suoi sarebbe bene che prima si occupasse di poesia e dopo, solo dopo, anche di prosa.

DESTRO 6 – Si tenga stretto il gol, un po’ meno la prestazione. Nella ripresa delude, e parecchio, da esterno dell’attacco a tre punte. Prima, da centravanti puro, non solo aveva trovato la porta ma anche un rendimento che manco i titoli di stato greci…vuoi vedere che non gli si dovrebbe affidare altro ruolo che quello d’attaccante?

OSVALDO 5 – Mettiamola così: il suo l’aveva già fatto in Bulgaria. E per questa volta può bastare. Avrebbe anche l’occasione, in mischia, di trovare la terza gioia personale in cinque giorni. Ma per lui, come per tutta la Nazionale, non è stata serata.

INSIGNE 7 – Entra in luogo di uno spaesato Diamanti e fa venire il mal di testa a tutti. Agli spettatori assuefatti, ed in qualche modo rassegnati, all’andamento lento dell’undici prandelliano, ai maltesi che per arginarlo hanno dovuto pensarne una più del diavolo ed agli stessi azzurri che, rammolliti come mai era accaduto durante la gestione Prandelli, hanno faticato ad assecondarne la voglia di giocare in velocità e di saltare l’uomo per creare superiorità numerica. Duetta alla grande con Marchisio (e non è casuale che tirando le somme siano loro due le uniche note liete della pessima esibizione di Modena) e se la intende pure con Peluso. Mazzarri e il Napoli possono stare tranquilli: il top player che hanno cercato in estate, ce l’avevano già in casa.

PAZZINI 6.5 – Alla fine gli manca solo il gol. Non male per uno che ha appena ripreso confidenza con Coverciano e dintorni. Ci mette poco a rientrare negli schemi di Prandelli. Sfiora il gol più di una volta ma sempre nello stesso modo: taglio sul rifornimento che arriva dalla fascia e tentativo di inzuccata vincente o di deviazione con l’esterno piede. Sono i suoi marchi di fabbrica. Farà bene il C.T. a dargli ulteriore fiducia. Il Pazzo se la merita. Anche e soprattutto perché in questo momento è l’unico attaccante del clan azzurro a saper decodificare le richieste del tecnico di Orzinuovi.

GIOVINCO S.V. – Pochi i minuti che ha avuto in canna per giudicarlo come si deve. Ma la sensazione è che l’insufficienza rimediata a Sofia debba ancora recuperarla.

 

Pagelle a cura di Luca Russo per www.stadiotardini.com

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.