LA MORTE DI COLOMBI / TONINO RAFFA: “DOBBIAMO ESSERE GRATI IN ETERNO A PINO, MENTRE ANCORA OGGI CI ASCIUGHIAMO LE LACRIME”

L’ex radiocronista di Radio Rai ha inviato a stadiotardini.com un ricordo dell’amico e collega di tante avventure in Europa al seguito dei crociati: “Ma non posso scordare altresì le infinite volte in cui arrivavo a Parma per le mie radiocronache e trovavo sempre lui a ricevermi alla stazione, in aeroporto, in albergo. Pronto poi ad accompagnarmi al Tardini e a portami a cena dopo la partita…”

Pino Colombi e Tonino Raffa in Piazza Garibaldi[2]Caro Gabriele,
viviamo di notizie, è vero. Sono l’essenza della nostra professione. Ma ci sono notizie che non vorremmo sentire mai: ti lasciano incredulo e senza fiato. E ti cambiano la vita in un attimo. Appartiene a questa categoria l’annuncio della morte di Pino Colombi, che mi ha colto in una serata di fine estate al Circolo del Tennis di Reggio Calabria.  Sembrava una serata come tante altre: un gelato al bar, una passeggiata tra i campi in mezzo al verde e due chiacchiere con i miei ex compagni di classe. Invece non lo era affatto. Il tuo sms è stato come una lama che mi ha trafitto il cuore. La famiglia Colombi ha perso un padre ed un marito esemplare. Ma noi ci sentiamo orfani in egual misura: non abbiamo più un amico ed un collega di straordinario valore sul piano umano e su quello professionale.
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Riccardo Cucchi, Gabriele Majo, Corrado Marvasi, Tonino Raffa, Pino ColombiMi vengono in mente tutte le trasferte degli ultimi venti anni in mezza Europa al seguito del Parma, con amici impagabili come Te, come Corrado Marvasi, Giorgio Oppici, Benvenuto Ondini, Rossano Cavalieri e tutti gli altri soci del  benemerito circolo "Aquila Longhi". Ma non posso scordare altresì le infinite volte in cui arrivavo a Parma per le mie radiocronache e trovavo sempre lui a ricevermi alla stazione, in aeroporto, in albergo. Pronto poi ad accompagnarmi al Tardini e a portami a cena dopo la partita.
Un uomo mai fuori dalle righe: affettuoso, Pino Colombi e Tonino Raffa Piazza Garibaldi[3]gioviale ed allo stesso tempo sobrio e sensibile. Uno di quei colleghi che dopo un giorno ti sembra di conoscere da un anno. E dopo un anno hai la sensazione di frequentare da una vita. Questo era Pino Colombi. Una persona che sotto l’aspetto professionale ho trovato sempre – piacevolmente – in controtendenza. E mi spiego: lavorando nell’emittenza privata avrebbe potuto collocarsi comodamente nella schiera detestabile dei "giornalisti-tifosi". Lui, pur essendo di Parma ed amando il Parma, aveva sposato invece la linea dell’equilibrio e dell’imparzialità. I suoi servizi radiofonici erano un esempio di sintesi, di chiarezza, di stile, di competenza e – soprattutto – di onestà. Non è poco con i tempi che corrono. Aveva dentro di lui la voglia di mettersi sempre in discussione, di cominciare ognuna delle sue giornate all’insegna del piacere di svolgere questo lavoro, con la passione di un ragazzo di tonino raffa e pino colombiventi anni. E mentre piango anche io la sua scomparsa, ricordando queste sue qualità, mi viene facile un accostamento con il famoso discorso che il generale americano Douglas Mac Arthur rivolse ai cadetti dell’Accademia di West Point il 2 settembre del 1945 sulla corazzata Missouri, dopo la capitolazione del Giappone. Quell’intervento conteneva quella che ancora oggi è la più bella definizione del concetto di gioventù: "…Essa – disse dal ponte di comando della nave –  non è un periodo della vita, ma è uno stato dello spirito, un effetto della volontà, una qualità dell’immaginazione, un’intensità emotiva. Non si diventa vecchi per aver vissuto un certo numero di anni, ma si invecchia solo quando abbandoniamo i nostri ideali". cco, penso che Pino Colombi con il suo entusiasmo e la sua proverbiale trasparenza morale, abbia sempre creduto negl’ideali più nobili, incarnando alla perfezione la filosofia del generale Mac Arthur e contagiando tutti noi. obbiamo essergli grati in eterno, mentre ancora oggi ci asciughiamo le lacrime. Tonino Raffa

COLOMBI MAJOCLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO DI GABRIELE MAJO, DIRETTORE DI STADIOTARDINI.COM, SULLA MORTE DI PINO COLOMBI

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

One thought on “LA MORTE DI COLOMBI / TONINO RAFFA: “DOBBIAMO ESSERE GRATI IN ETERNO A PINO, MENTRE ANCORA OGGI CI ASCIUGHIAMO LE LACRIME”

  • 16 Settembre 2012 in 14:23
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    Ennesima splendida testimonianza. I collegamenti, le amicizie fra le persone sono tali solitamente perché qualcosa le accomuna: ecco, corre un certo filo fra quel "gruppetto" emerso nel tuo sito, Gabriele, in questi giorni.
    Ciao
    Tina

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