L’OPINIONE DI MAJO DOPO NAPOLI-PARMA 3-1: “CI SARA’ PURE UN MOTIVO SE I CROCIATI DI MARINO E DONADONI SONO TORNATI SCONFITTI DAL SAN PAOLO E QUELLI DI GUIDOLIN E COLOMBA NO…”

“O forse ce n’è anche più di uno, ma il calcio propositivo non è certo l’ideale quando ci si deve salvare. E soprattutto quando si va a far visita a chi, pur fortissimo, non si vergogna di giocare all’italiana…”

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Il Parma propositivo di Roberto Donadoni è tornato a casa dal San Paolo nettamente sconfitto dal Napoli, proseguendo la tradizione a suo tempo inaugurata da Pasquale Marino. In compenso, prima e dopo il Picciotto, erano riusciti a sbancare Fuorigrotta sia i crociati di Francesco Guidolin che di Franco Colomba, il quale lo scorso campionato firmò proprio lì la sua impresa più bella. Come sempre le chiavi di interpretazione di una partita di calcio possono essere millanta, e prima del sottoscritto, che si cimenta a freddo, leggermente più a caldo avevano provato a dire la loro sia il corrispondente dalla Campania di stadiotardini.com Luca Russo, che il nostro Mister, il quale ha saputo ben evidenziare le malefatte dei nostri con una impeccabile analisi che li inchioda alle proprie precise responsabilità. La mia, invece, non ha certo gli stessi crismi di scientificità della sua, però può lo stesso servire a spiegare come una squadra presuntuosa non possa che uscire con le ossa rotta al cospetto di un’altra, vivaddio nettamente più forte, ma che lo stesso non si vergogna di giocare all’italiana…

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mister stadiotardini com Eupalla in combinato con le corbellerie combinate nell’occasione dai nero-crociati (vedesi l’analisi del Mister) – ha fatto sì che la gara si incanalasse sui binari preferiti dai mazzarriani, bisognosi di ariosi spazi ove esprimersi, senza diventar rossi con il proprio repertorio di contropiede e/o ripartenze. E il discorso è proprio questo: se una squadra che non nasconde di puntare al bersaglio grosso – lo Scudetto – fa ampio sfoggio degli arnesi da scasso della più ritrosa tradizione italica, perché mai un’altra che ha come obiettivo dichiarato quello di salvarsi (oltre a quello meno citato di migliorare il piazzamento della scorsa pino colombi stadiotardini com stagione) deve per forza avere l’obbligo di andare a stupire? I detrattori di Colomba hanno facile lingua nel dirmi che un anno fa contro altre grandi eravamo tornati a casa con dei cappotti o almeno dei capi-spalla sul groppone, è vero, ma proprio al San Paolo egli era riuscito a trovare le giuste contrarie (Pino, perdonami la citazione e Dio t’abbia in gloria, quella che ti è stata negata fin dopo morto) per far propria l’intera posta in palio, senza che si gridasse allo scandalo. Mi perdoneranno gli interessati, ma io non condivido affatto il titolo dell’analisi di Paolo Emilio Pacciani (detto Pep) sulla GdP il quale pep la sconfitta non deve preoccuparesancisce: “La sconfitta non deve preoccupare”. A no? Io – sarà forse per contrappasso – invece mi preoccupo eccome! Perché al di là della sagra dello sbaglio è proprio quella mentalità – peraltro celebrata anche dalla prima firma dello stesso quotidiano Upi Paolo Grossi (“Il Parma torna a casa con zero punti ma se rileggerà la gara con equilibrio potrà trovarvi anche motivi per accrescere l’autostima e la voglia di tornare a stupire”)  – che, mostrando rosei orizzonti, non fa accorgere delle tagliole o peggio ancora delle buche se non crateri che si aprono lungo il percorso, con il rischio di precipitarvi dentro, con il sorriso sulle labbra perché tanto la partita l’abbiamo fatta noi. Ci si ricordi del Parma di Di Carlo e dei complimenti che raccoglieva in giro in ogni occasione, anche se di punti ne faceva fino lì. Certo, anche per colpa di Gervasoni, per carità – perché ho bene in mente quel finale da lui scritto che ridiede all’Inter una vittoria ormai insperata – ma anche per demeriti propri. Posso anche condividere, se il fine è lo spettacolo, quanto Grossi asserisce circa la qualità della prestazione di ieri rispetto a quella interna di due settimane orsono, pur premiata dai tre punti (“A caldo resta la sensazione un po’ paradossale che la prestazione contro il paolo grossiNapoli sia stata migliore di quella vittoriosa contro il Chievo”), ma nel momento in cui si percorre una difficile corsa a tappe personalmente ritengo più importante il bottino che non lo specchiarsi sulla beltà del gioco o sui numeri statistici a favore (tutti, tranne quello più importante, of course, il verdetto finale). Specie se, al di là di una futilmente sterile supremazia, si finisce per cadere in errori madornali che ti costano la giornata. E di errori – come sottolineato dal Misteril Parma al San Paolo ne ha commessi sia a livello individuale che di singoli reparti e intera squadra: come si fa, quindi, ad essere soddisfatti della prestazione? Solo perché si è andati a fare i presuntuosi o gli arroganti a casa del Napoli? Ad abbaiare come un piccolo cagnetto davanti al molosso? E non lo dico solo a Grossi, quanto, soprattutto, a Leonardi – che come mamma gatta difende i gattini, guai a chi gli tocca i suoi (basta ascoltare l’analisi a freddo, proposta durante la odierna presentazione di Marchionni) – e allo stesso Donadoni. Esercizio, peraltro, inutile, il mio, dal momento che loro sanno meglio di me e del Mister di stadiotardini.com che ieri i nero-crociati al San Paolo ne hanno combinate più di Bertoldo, pur volendo farci credere che Gesù Cristo è morto dal freddo dei piedi. Ma probabilmente è giusto così, perché i panni sporchi si lavano in famiglia. Proprio la presunzione (alias la volontà di proporre sempre e dovunque il calcio propositivo) sta alla base della meritata sconfitta di ieri. E ci sta più ancora della riconosciuta forza degli luca russo stadiotardini comavversari. E pure dei presunti torti arbitrali. Intanto vorrei dire a quel lettore che se l’è presa con Luca Russo accusandolo di “spaccare il capello in quattro” assecondando la linea editoriale di stadiotardini.com, che il sottoscritto, che è il direttore-editore, non ha mai condizionato il proprio columnist, che può dire la sua senza pensare di compiacermi, perché non è certo quello il metro di giudizio con cui lo valuto. Egli (il lettore), poi, presuntuosamente si firma “ilregolamentodelgiucodelcalcio”, pensando di venire ad impartire una lezione di regolamento, peccato che nella sua “spiega” offra, invece, una interpretazione. E come tale opinabile. Stavolta quoto Paolo Grossi, il quale, in proposito, ha scritto così: “Le recenti polemiche sul rosso ai portieri in casi come questo sono servite forse a risparmiare l’espulsione al portiere, che l’arbitro Gervasoni si limita ad ammonire”. Ergo, con buona pace del nostro lettore “Sotuttomidelregolamentodelgiuocodelcalcio”, se non ci fosse stato il rosso a Brkic, durante Udinese-Juventus di quindici giorni fa (cacciato fuori per molto meno, come giustamente scritto dal nostro Russo) di sicuro se lo sarebbe buscato anche il portiere di Castellamare (al di là della buonista interpretazione del lettore, che è poi la stessa di Michelotti ieri sera a Pronto chi Parma? : ma a parti invertite avreste detto lo stesso? Ecco, questo è un semplice esercizio che io suggerisco sempre di fare…), finendo per inguaiare ancor di più i proprio compagni, peraltro già inguaiati poiché lo svantaggio dopo un doppio giro di lancetta è stata una vera e propria iattura che ha finito per condizionare la gara, nonostante la riconosciuta (ma ribadisco sterile) propositività. Sempre Luca Russo, prima del sottoscritto, stamani ha avuto occasione di dire che non sarebbe male se Ghirardi, Leonardi e Donadoni anziché prendersela con le decisioni arbitrali meditassero sull’atteggiamento autolesionista della propria squadra. ghirardi gazzetta di parmaSe da un lato mi fanno specie le frasi dal vago sapore mussoliniano di Tommaso strillate nel titolo e sottotitolo del pezzo affidato allo scriba Piovani (“Non vogliamo passare da pecore”; “Non vorrei che non lamentandoci si passasse per la squadra che si può bastonare senza problemi”), dall’altro non posso che rimarcare come a freddo l’amministratore delegato nella sua filippica su questo tema sia stato più efficace – comunicativamente parlando – rispetto all’esternazione a caldo di ieri. Egli, infatti, stamani, durante la conferenza stampa per la presentazione del ritorno al gregge (siamo o non siamo pecore…) di  Marchionni, rispondendo ad una domanda di Alberto Rugolotto di Tv Parma, l’ha buttata dapprima sulla solita (sua) ironia, ma poi ha azzeccato (a mio modesto avviso, veh…) la linea ponendo l’attenzione sulla differenza di trattamento non tanto negli episodi “tecnici”, quanto nelle sanzioni di natura comportamentale, lamentando una evidente mancanza di par condicio tra i peccati sanzionati commessi dai calciatori nero-crociati e quelli analoghi degli azzurri vestiti non puniti. Ecco la trascrizione (lo leonardi marchionnisi può anche ascoltare cliccando sul collegamento ipertestuale, dal minuto 6.22): “Il commento ironico è: col Napoli finisce sempre così. Però è ironico, eh… Purtroppo siam sfortunati. Siamo estremamente sfortunati e sempre per una questione di linea. C’è una linea che non è mai diritta… La linea è sempre un po’ storta, come sui campi di categoria inferiore che le linee le fanno sempre un po’ storte. Allora si appellano alla linea, ma nel dubbio è da tre anni – due volte in casa, una fuori – che decidono in un certo modo. Siamo sfortunati, però… E lo dico col sorriso, veramente. Dove, invece, io mi sono assolutamente arrabbiato, ed è una mia battaglia personale, dunque non penso sia una grandissima novità, è che vorrei una uniformità di giudizio. Cioè: se un calciatore usa una certa terminologia  lo senti; se ti manda a quel leonardi gdppaese ti manda a quel paese, non è che dice ho visto la linea, ho visto che ha fatto fallo… Perciò le decisioni sui fuorigioco, i calci di rigore e tutte quelle situazioni tecniche sono tutte giustificabili perché io ritengo che siano in buona fede, anche se nel dubbio ritengo che alle volte potrebbero far meglio; invece su situazioni di natura disciplinare o comportamentale  – come quando era successo che a bestemmiare fosse stato solo un  giocatore del Parma, poi è finita la regola… – si deve discutere, senza mancar di rispetto a nessuno. Ieri mi è sembrato evidente perché non si è fatto rivedere il gol potenziale di Rosi: nessuna televisione lo ha fatto vedere. Ma se non è stato fermato per fuorigioco ed è stato fischiato un fallo, perfetto, non discuto il fatto perché se l’ha visto è giusto che l’abbia fischiato; non capisco, però, perché si ammonisce Rosi se calcia in porta dopo che gli era stato fischiato un fuorigioco. Queste cose qui mi danno estremamente fastidio, perché se voi fate la conta del tabellino degli ammoniti di Juventus-Parma e Napoli-Parma, vi rendete conto che noi siamo andati con le sciabole, con le pistole, coi fucili, non so, ma mi sembra che abbiamo tirato dentro 11 o 12 ammoniti. E’ un qualcosa di esagerato. La mia battaglia è su questo. la valutazione dell’ammonizione: se è data per un intervento di gioco non lo discuto, ma se è un qualcosa di natura comportamentale deve essere data a tutti nello stesso modo”. Ieri anche Donadoni, tirato per la giacchetta da un collega partonepeo, ha detto la sua sulla questione arbitrale, in pratica invitando i suoi colleghi a riconoscere anche quando subiscono dei favori e non solo limitarsi di denunziare i torti: la Gazzetta di Parma, ma anche altri media hanno pensato volesse polemizzare con il peraltro non menzionato Mazzarri Certo è che il primo a chiedere, in casa Parma, di soprassedere sulle sviste era stato stato Donadoni, poi, obtorto collo, come oggi ricordato da un altro nostro navigante, Filippo1968,  lo avevano seguito anche Leonardi e Ghirardi. Beh, vedendo le esternazioni di Pres e Ad mi pare che sulla questione non ci sia proprio, al giorno d’oggi, una perfetta identità di vedute con l’allenatore. Ma appellarsi agli errori arbitrali per la partita di ieri al San Paolo, significa scegliere una foglia di fico troppo piccola per coprire le proprie vergogne… E dunque preferisco cambiare argomento e per la legge della circolarità dei pezzi che tanto piace a Massimo Corcione, uno dei direttori di Sky, torno al tema iniziale, quello della mancata vergogna della corazzata Napoli a ricorrere alle armi della più bieca tradizione catenacciara italiana. E trascrivo domanda e risposta sul tema, dalla conferenza stampa di ieri del tecnico crociato (cliccando sul collegamento ipertestuale il video girato dal nostro corrispondente Luca Russo): “Ti aspettavi questo atteggiamento del Napoli, basato sul contropiede? Quali difficoltà ci sono ad affrontare una squadra che al San Paolo, anziché provare a fare gioco, parte in contropiede?” “Ogni squadra cerca di sfruttare le proprie qualità: il Napoli ha questa capacità e sfrutta le sue armi. Probabilmente se avessimo aspettato un po’ di più, concedendo a loro di costruire e poi ripartire noi negli spazi, magari avremmo corso qualche pericolo in meno. Però queste sono un po’ le nostre caratteristiche. E’ chiaro che il loro, evidentemente, è un certo tipo di gioco che paga e quindi cercano di attuarlo. Però io bado alla mia squadra: per me è importante quello che il Parma esprime indipendentemente dall’avversario”. Dunque: il Napoli che lotta per lo scudetto, dinnanzi a oltre 35.000 spettatori a favore, può permettersi di fare le ripartenze (“un certo tipo di gioco che paga”); il Parma, invece, iscritto alla lotta per non retrocedere, pure in trasferta (e senza tifosi al seguito) ha l’obbligo di essere propositivo, con l’onere di fare in prima persona la partita… Gabriele Majo

 

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

31 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO DOPO NAPOLI-PARMA 3-1: “CI SARA’ PURE UN MOTIVO SE I CROCIATI DI MARINO E DONADONI SONO TORNATI SCONFITTI DAL SAN PAOLO E QUELLI DI GUIDOLIN E COLOMBA NO…”

  • 17 Settembre 2012 in 17:43
    Permalink

    il nodo e' che per supportare un gioco d'attacco ci siamo schierati con la difesa alla zeman…purtroppo siamo durati 1 minuto e 53 secondi.
    era questa la famosa sorpresa preparata ?
    si tratta di stabilire se e' meglio giocare orribilmente (vedi chievo) e monetizzare il possibile,o giocare a viso aperto mettendo in preventivo un paio di gol presi a partita.
    stringiamo i denti e tiriamo fino a gennaio cercando di far piu' punti possibile poi vediamo
    come siamo messi,this is life.

    turella

  • 17 Settembre 2012 in 18:32
    Permalink

    Certi Majo. Colomba a Napoli vinse perche' e' piu' bravo di Donadoni. Strano che non abbia fatto il ct e Donadoni si. Anzi continuiamo pure a parlare di Colomba per altri dieci anni. Siamo ancora tutti costernati per il suo esonero e indignati per la "decisione di pancia" (lei ci assicura che fu cosi) del Ghiro di ingaggiare Donadoni.
    Abbiamo un allenatore bravo ma no, bisogna continuare a tirar fuori Colomba – per dimostrare cosa, poi? Che lei la vede piu' lunga della societa'?

  • 17 Settembre 2012 in 18:50
    Permalink

    Caro Fedele,
    io non ho scritto che Colomba vinse a Napoli poiché più bravo di Donadoni, e mai mi sono permesso o sognato di scriverlo in diverse occasioni. Io ho soltanto scritto che il Parma di Donadoni e di Marino al San Paolo ha perso, mentre quello di Guidolin e di Colomba sì. Dunque al San Paolo – e questo è un dato di fatto – il cosiddetto Parma propositivo non ha funzionato.
    E il mio ragionamento non tende a dimostrare che la vedo più lunga della società (che sinceramente non me ne impipa niente), quanto che a fare i presuntuosi non si va da nessuna parte.
    Cordialmente Gmajo

  • 17 Settembre 2012 in 18:58
    Permalink

    Ci sarà pure un motivo se con Colomba eravamo dei super-rinunciatari e le partite con squadre più blasonate (ma non solo) le perdevamo ancor prima di salire sul pullman prendendo i soliti 4/5 gol… no!? Ci sarà pure un motivo se con Donadoni la squadra ha trovato un'identità arrivando ottavi e vincendo sette, SETTE partite di fila!
    Colomba, che ancora oggi deve ringraziare la scarsa concretezza del Napoli, è solamente un mediocre… mettetevelo in testa! Da quando giocare a calcio è da arroganti e presuntuosi!?
    Caro Majo, questa volta l'ha fatta proprio fuori dal vaso!

  • 17 Settembre 2012 in 19:06
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    Se il Napoli che lotta per lo scudetto si permette di giocare all'italiana in casa propria, altrettanto lo può fare il Parma in casa altrui. E il signor Guidolin è arrivato in champions con il suo calcio teoricamente non propositivo, mentre chi lo ha preceduto lo stava portando in B, esattamente come il Parma, salvato dal poco propositivo, ma molto efficace Colomba (che per me non è affatto mediocre).
    Giocare al calcio? Beh non mi sembra che lo si sia visto in Parma-Chievo…
    Comunque fuori dal vaso io non mi permetto di dirlo a lei e lei non si permetta di dirlo a me. Ha un'opinione diversa dalla mia? Bene, la esponga pure senza star qui a pensare se fuori dal vaso la fa lei o la faccio io…
    A parte che al calcio ci giocano tante squadre, non solo i profeti dello champagne o della malvasia…
    Cordialmente
    Gmajo

  • 17 Settembre 2012 in 19:10
    Permalink

    quest'anno il napoli è molto più forte dello scorso anno vendere lavezzi l'ha reso più squadra e poi lo scorso anno pensava sopratutto alla champions poi la difesa è sempre quella dello scorso anno che era diventata il punto di forza l'allenatore anche, e non credo abbia cambiato il suo modo di allenare io credo solo che ancora non siano al top della forma e poi paragonare marino a donadoni mi sembra
    davvero troppo

  • 17 Settembre 2012 in 19:12
    Permalink

    Forse anche paragonare Guidolin a Colomba può essere troppo, ma sia Donadoni che Marino sono profeti del calcio propositivo. Io mica li ho paragonati. Appartengono alla stessa categoria…
    Saluti Gmajo

  • 17 Settembre 2012 in 19:49
    Permalink

    Su quali considerazioni afferma che Donadoni sia "profeta del calcio champagne"!? Unicamente perché a differenza di altri allenatori mediocri ha la capacità di giocarsi fino in fondo le partite senza sostituire alla prima occasione un attaccante per un giocatore di copertura!? Eppure mi sembra che utilizza lo stesso schieramento tattico che il "prudente" Guidolin ha portato al Parma… O no!? Poi se per lei è più importante vincere la trasferta di Napoli e perderne in maniera umiliante molte altre è un altro discorso. Ha per caso qualche questione personale in sospeso? Io mi tengo Donadoni ed i risultati che ha portato fino ad ora che sono tutti dalla sua parte!

  • 17 Settembre 2012 in 22:11
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    Ciao Gabriele, io invece sono completamente dalla tua parte anche perchè il problema cronico del Parma è sempre stato proprio a livello mentale, perciò la lettura di un approccio sbagliato alla gara ci sta tutta. Una domanda inoltre che dopo tre giornate mi sorge è: siamo veramente sicuri che quest'anno, nonostante la partenza di Giovinco, il livello medio della squadra si sia alzato? Io credo che, per lo meno in attacco, questo non sia affatto vero perchè per un fenomeno che se n'è andato sono arrivate solo alcune promesse, che devono però ancora dimostrare tutto il loro valore: visto però che nel calcio vince chi la butta dentro più degli altri è dunque abbastanza evidente che il Parma si sia notevolmente indebolito.

  • 17 Settembre 2012 in 23:29
    Permalink

    Innanzitutto nella stessa frase, Marino non andrebbe mai meso assieme a quegli altri nomi.
    Secondo me Mirante non era da rosso, perchè in quei casi è giallo, va verso l'esterno. L'avrei detto anche di De Sanctis. E non c'è condizionamento secondo me dall'episodio di Udinese Juve. Quello è un ENORME ERRORE fine a se stesso. Vabbè, per la Juve, ma checcevoletefà, è un caso.
    Poi sono d'accordo anche io che su questi campi, è più facile vincere con un Guidolin, che con un altro tipo di allenatore.
    Anche se andando con 2 terzini sulle fasce (senza biabiany) e un trequartista dietro ad un unica punta accusata spesso di non andare in area, l'idea non era certo quella di andare all'arembaggio.
    I fatti poi hanno invece dimostrato che con troppa facilità dietro si rimaneva 3 contro 3.
    Ma è anche la conseguenza, forse, dell'essere stati praticamente SEMPRE sotto col risultato.
    Un vero test sarà sabato. Perchè se cominci a perdere sabato, allora comincia a scricchiolare qualcosa, perchè poi vai a genova e hai il Milan in casa.
    In 7 giorni.
    Probabilmente senza Amauri (bene che vada non le farà mai tutte e 3), senza (?) Biabiany…. e col rischio dopo SEI giornate, di essere davvero con poco più di 3 punti.
    E anche se il calendario è quello che è stato, sappiamo che malumori portano malumori.
    E le decisioni di pancia.
    Ma io, "Mi tengo Donadoni". L'ho cantato ma lo penso pure. E' il meglio che possiamo avere in questo momento.

  • 18 Settembre 2012 in 08:07
    Permalink

    mi fa piacere constatare che finalmente si possa dire la propria sulla partita specifica ,senza essere attaccati da qualche esperto.

    donadoni ha cercato di fare le nozze coi fichi secchi come succedera' spesso quest'anno e questo non glielo contesto anzi denota un certo "coraggio",pensiamo alla prossima forza parma

    turella

  • 18 Settembre 2012 in 08:24
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    ci sarà un motivo se con donadoni abbiamo fatto 7 vittorie di fila..e nelle ultime 10 partite abbiamo perso solo 2 volte ovvero a torino e a napoli mentre con colomba non abbiamo fatto neppure due vittorie di fila??

    gio

  • 18 Settembre 2012 in 08:35
    Permalink

    Mi perdoni, gio, ma il suo è un commento assai superficiale. Intanto perché il confronto che io ho proposto non riguarda i singoli allenatori menzionati (che tra l'altro sono 4 e non solo 2), quanto la loro (supposta) propositività. Dunque è stucchevole soppesare continuamente Donadoni e Colomba come fa lei o qualcun altro, anche perché io me ne sono sempre ben guardato dal fare confronti tra loro, né li ho mai "messi in competizione" (esercizio peraltro inutile) e di entrambi ho sempre esaltato l'aspetto umano che, scusatemi, è sempre quello che per me viene prima di tutto. Anche dei risultati.
    Detto questo, visto che mi ci tira per i capelli, le dirò che per me le sette partite consecutive "utili" (nel vero senso della parola) grazie alle quali Franco Colomba ha salvato il Parma che stava affondando dopo il fallimento del progetto Marino hanno un peso specifico maggiore rispetto alle sette vittorie di fila – che pure rappresentano un record storico – di Donadoni. Impresa che a quest'ultimo è riuscita poiché aveva comunque ereditato una squadra virtualmente già salva e – per stessa ammissione del subentrato – ben allenata.
    Io credo che sputare addosso a chi ha salvato il Parma sia da ingrati. Motivo per cui mi diede assai fastidio l'esonero "di pancia" di Colomba.
    Quindi, se ancora qualcuno non lo ha capito, non si mettono in discussione le persone o i tecnici, quanto l'interpretazione del concetto di "propositività".
    Cordialmente
    Gmajo

  • 18 Settembre 2012 in 08:48
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    se le sette vittorie di donadoni sono da condividere con colomba allora quelle di colomba sono anche di marino

  • 18 Settembre 2012 in 09:20
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    Preso atto dei vari lucidi contributi del Plin, di Parmigiano, etc, tutti meritevoli di riflessione, al di là degli opportuni distinguo, vorrei chiosare il commento firmato dall'utente "Fabrizio, Forza Parma".
    Innanzitutto specifico di non avere usato direttamente nei confronti di Donadoni l'espressione "profeta del calcio champagne", quanto più in generale per non ripetere millanta volte il già fin troppo abusato concetto di "propositività". Come già chiarito in precedenti commenti non intendo attaccare e/o difendere il singolo allenatore, quanto un tipo di mentalità legata al calcio. Dibattito che è vecchio come il mondo (della pedata) giacché anche i grandi, irraggiungibili, maestri (cito Brera) si sono esercitati sulla materia. Io non mi vergogno di promulgare la mia idea – senza aver la presunzione di imporla ad altri – e cioè che non c'è da vergognarsi a praticare un certo tipo di calcio dal sapore antico fatto di chiusure e contropiede, piuttosto che andare all'assalto all'arma bianca e tornare con le pive nel sacco. Io non sono uno che gode dicendo "abbiamo fatto noi la partita e chi se ne impipa se abbiamo perso". Peraltro in modo superficiale, perché come ha ben detto ieri sera Schianchi a Calcio & Calcio non c'è da bearsi ad aver fatto più possesso di palla del Napoli al san Paolo, giacché è proprio il tipo di situazione che Mazzarri preferisce e il Parma è andato là con la deliberata "intenzione" di suicidarsi (condizione assai facilitata dalle dabbenaggini che hanno comportato il primo gol avversario dopo un centinaio di secondi dal fischio di avvio). Piuttosto bisogna riflettere sulle situazioni utili in area di rigore, dove il rapporto è piuttosto penalizzante per i nostri ed è un dato su cui riflettere. Come diceva sempre ieri sera il giornalista della GdS anche il Chievo può battere il Napoli nel possesso di palla, perché è esattamente quello che – astutamente – i partenopei lasciano fare ai propri ospiti. E dunque se loro, che sono i più accreditati competitor della Juve, possono permettersi in casa propria di giocare sulle ripartenze e sui contropiede, non vedo perché il Parma, posizionato in una fascia inferiore rispetto alla prima, non possa fare altrettanto. Ghirardi, Leonardi e Donadoni debbono pensare che sono al Parma, non al Milan, al real Madrid o al Barcellona. E lo stesso dicasi per i tifosi.
    CONTINUA

  • 18 Settembre 2012 in 09:21
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    (PROSEGUE)
    Lei parla di allenatori mediocri che sostituiscono alla prima occasione un attaccante per un giocatore di copertura? Beh, a parte che Colomba (immagino si riferisca a lui), durante la sua parentesi parmigiana, era riuscito a schierare perfino quattro prime punte in una volta e spesso ha inserito giocatori d'attacco per i difensori, il suo amato Donadoni, in occasione di Parma-Chievo ha avuto la buona sorte di trovare il raddoppio subito dopo aver inserito un difensore (o un esterno basso) in luogo di Belfodil (attaccante, nel caso specifico anche autore del primo gol). Io non trovo nulla di scandalo in ciò: se il tecnico ha ritenuto – spostando il jolly Biabiany in attacco – di proteggere così il risultato minimo che stava maturando, ha fatto bene. Vieppiù considerando che il Parma – alla faccia di ogni propositività – stava giocando la ripresa al Tardini esattamente come il Napoli al San Paolo con noi (e con tutti) cioè aspettando gfli avversari, lasciandoli sfogare, per poi ripartire in contropiede. Un propositivo contropiede. Ero in cabina di Radio Rai con Scaramuzzino quando Donadoni ha proposto il cambio alla Colomba (o alla Trap se preferite, tanto ci siamo capiti) e appunto ha osservato che Donadoni togliendo un attaccante per un difensore voleva proteggersi. Salvo poi trovare il gol del non so quanto meritato raddoppio. Dunque, caro Fabrizio, non mi pare nell'occasione che Donadoni potesse essere considerato uno che "a differenza di altri allenatori mediocri ha la capacità di giocarsi fino in fondo le partite senza sostituire alla prima occasione un attaccante per un giocatore di copertura", poiché l'ha fatto nell'unica partita che finora ha vinto.
    Lei, poi, accenna al 3 5 2, che è in effetti un sistema di gioco piuttosto difensivo: ma il problema non è il modulo, quanto la sua interpretazione.
    Francesco Guidolin – che ha raggiunto due volte la Champions con l'Udinese e non con la Juve – è un maestro di quelle che il compianto Colombi chiamava "le giuste contrarie": io penso che un buon stratega sia colui che – come lui – non solo è in grado di proporre un buon piano di battaglia avversario sfruttando al meglio le proprie risorse, ma che sappia al meglio limitare quelle altrui. Avendo l'umiltà di guardare anche gli avversari e non pernsare – da presuntuosi – solo a se stessi.
    Le questioni in sospeso se le tenga per lei: io non ho conti con nessuno (men che meno con Donadoni, che stimo come uomo, dettaglio per me fondamentale) e sono libero di dire quello che mi bazzica per la testa senza alcun tipo di condizionamento. E' la mia forza. La unica mia risorsa.
    Non preferisco vincere la trasferta di Napoli e perderne in maniera umiliante molte altre, come lei insinua. Io ho fatto un esercizio letterario dimostrando come al San Paolo il cosiddetto "calcio propositivo" non porti frutti. E' una mia chiave di lettura. Che lei può condividere o meno, ma che non fa una grinza, essendo basata su concreti dati di fatto.
    Infine non mi pare di aver mai chiesto la testa di Donadoni: ho solo messo in discussione la presuntuosa mentalità propositiva, che già una volta ci ha portato sull'orlo del baratro, prima che ci prendesse per mano e ci salvasse quel mediocre di Colomba. I cui risultati nelle sette giornate erano stati efficaci come le sette giornate di Donadoni l'anno dopo. Peccato che i nuovi campionati siano sempre diversi da quelli che l'hanno preceduto. E i punti siano di nuovo da conquistare.
    Cordialmente
    Gmajo

  • 18 Settembre 2012 in 09:24
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    No, egregia Cladia. Sono due situazioni ben diverse. Colomba rivoltò completamente la squadra che ereditò – in una posizione di classifica disastrosa – compiendo un vero e proprio capolavoro a tempo di record; Donadoni, invece, ha sempre potuto lavorare, fare i suoi esperimenti, e trovare (infine) una quadratura, peraltro dopo che glielo avevamo suggerito tenendo per buono i lati positivi di Colomba, proprio perché questi gli aveva lasciato in mano una squadra non pericolante e ben allenata.
    Cordialmente
    Gmajo

  • 18 Settembre 2012 in 09:43
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    caro Gabriele io credo che lei non c'è l'abbia con Donadoni ma credo che lei avrebbe criticato chiunque fosse venuto in sostituzione di colomba proprio perché suo sostituto fino ad una settimana fa ci si stava fasciando la testa perché donadoni era nel mirino del milan adesso dopo aver perso a napoli e sottolineo napoli donadoni andrebbe esonerato queste sono le cose che più detesto del mondo del calcio e credevo che i tifosi del parma fossero un pò più ragionevoli ma forse mi sbagliavo.Durante il mercato c'è stata una parola che ha accompagnato tutte o quasi le operazioni del parma PROSPETTIVA.Allora bisognerebbe capire se tifosi dirigenti e giornalisti conoscono il significato di questa parola.

  • 18 Settembre 2012 in 09:56
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    Gentile Cladia,
    io non ce l'ho con Donadoni e non ce l'ho con nessun ipotetico allenatore del post-Colomba, ma rivendico il mio diritto/dovere di esercitare una critica costruttiva nei confronti di chiunque. E lo faccio con estrema serenità, equilibrio e pulizia d'animo, che, ribadisco, sono le mie uniche risorse.
    Non ho mai sottaciuto – ma anzi esaltato – le sue qualità e i suoi risultati positivi, ma quando, come a Napoli (e dunque non in assoluto) a mio avviso (e anche di qualcun altro più qualificato di me che ha ammesso che questi "non c'ha capito nulla") non è stato efficace io lo scrivo a chiare lettere. Anche perché – e lo ripeto per l'ennesima volta – non intendevo certo mettere sotto processo il professionista o l'essere umano, quanto l'ideologia della propositività sempre e dovunque. Al San Paolo la propositività non paga. E questo è il senso del mio articolo. Che non significa, come il tifoso superficiale è abituato a fare, dopo una singola partita, bocciare per sempre, piuttosto che glorificarlo, un giocatore o un allenatore.
    Io ho il massimo rispetto per Donadoni (come di chiunque), ma da Grillo Parlante quale sono, fin che dura la "democrazia" e gli amici di Schianchi non fanno un colpo di stato, rivendico il diritto di dire la mia, senza aver la presunzione di imporre nulla.
    Non mi pare che nessuno abbia chiesto la testa di Donadoni, cara Cladia, men che meno io. Così, però, come non mi sono fasciato la testa per il presunto interessamento del Milan, il quale, semmai, si concretizzerà tra un anno.
    Sul fatto che si debba ragionare "di prospettiva" sono con lei: dunque ci vuole pazienza. Però il tifoso ha tutto il diritto di dire la sua, anche se il più delle volte spara cavolate poco equilibrate, così come il giornalista ha il dovere di fare analisi equilibrate e obiettive.
    Cordialmente
    Gmajo

  • 18 Settembre 2012 in 09:59
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    la soluzione del dilemma è nella parola stessa: pro-positiva.
    elvis

  • 18 Settembre 2012 in 10:21
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    dire che donadoni a napoli non ha capito nulla mi sembra al quanto esagerato.Se dopo 2 minuti sei già sotto non credo che tu possa giocare a difenderti e basta e poi il parma le sue occasioni le ha avute non è forse stata la miglior prestazione della squadra però da qui a dire che non ha capito nulla mi pare che questo signore"qualificato" non sia stato molto equilibrato e forse al mister l'aria di napoli non li porta molta fortuna

  • 18 Settembre 2012 in 10:54
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    diciamo che l allenatore ideale è un mix tra quello che sà inculcare una mentalità vincente attraverso il gioco e questo potrebbe essere Donadoni,e tra quello che punta al sodo.. al risultato… che in base agli uomini che ha a disposizione, sà umilmente schierare la squadra al cospetto dell avversario di turno…e questo potrebbe essere Colomba…….se donadoni o colomba avessero entrambi queste caratteristiche CON IN MANO UNA SQUADRA DI PROFILO NETTAMENTE SUPERIORE AL PARMA ATTUALE….sarebbero al livello di mourinho o capello…..ma la realtà dice che tutti e due bene o male hanno dovuto (colomba)e stanno facendo(donadoni) le nozze con dei "fichi secchi"…e se propio secchi non sono diciamo quanto meno "appassiti"…….la verità è che avremo sempre da dire sia su sul primo, che sul successore e sull allenatore che verrà in futuro perchè quando ci si deve arrangiare ogni tentativo di giocare o difendersi al cospetto di milan juve napoli inter ecc…può essere giusto o sbagliato….il calcio è materia opinabile per tutti…anche troppo facilmente a volte
    saluti
    Filippo1968 (che godeva Colomba e adesso si tiene stretto anche Donadoni….)

  • 18 Settembre 2012 in 11:14
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    Sono d'accordo con te Filippo1968, il vero problema del Parma è che quest'anno il livello medio è drasticamente diminuito e questo sono i fatti a dirlo, considerando la sterilità del reparto avanzato: in tre partite infatti gli attaccanti di ruolo sono riusciti a metterla dentro solo una volta contro le due reti dei centrocampisti. Dopo il tour de force delle prossime tre partite potremo dire di più ma già da adesso io sono veramente molto pessimista stando le cose allo stato attuale. Se Amauri tornerà ai grandi livelli di un tempo o se il talento delle varie scommesse emergerà sarei il primo a gioirne, ma con i "se" si va poco lontano. Relativamente al dibattito su Donadoni invece, fatte salve le giustissime considerazioni di Gabriele, vorrei sottolineare il fatto come egli sia una persona assolutamente umile e capace perciò di tornare sui propri passi anche alla luce delle critiche costruttive che gli vengono indirizzate da questo forum come più volte in passato è capitato. Penso dunque che questo sia un ulteriore motivo per proseguire tale dibattito con il clima sereno e rispettoso che sta caratterizzando il nostro scambio di idee. Ciao a tutti, Parmigiano.

  • 18 Settembre 2012 in 11:34
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    poi è giusto criticare …..ma non traspare da ciò che leggo gratitudine nei confronti di Colomba, che insieme ad Amauri ci salvò solo 2 campionati fà…tritando inaspettatamenteinter juve palermo in casa e udinese in trasferta…dite che contro inter juve al tardini non vi siete divertiti vedendo quel calcio fatto di sacrificio aggressività,concentrazione e ripartenze??….dai gente…questo solo per dire che il calcio lo si può vedere e interpretare in mille modi e non esiste un modo migliore dell altro…alla fine il risultato finale dei 90 minuti fà sempre la differenza nel giudicare…poi anch io con donadoni mi diverto di più…ma….perchè non disdegnare un "sano"contropiede per giunta fuori casa,contro chi è palesemente più forte di te??……giocare in questo modo non vuol dire rinunciare ma con la consapevolezza dei propi limiti,cercare di colpire l avversario sull e propie debolezze come nel caso del napoli(Luca Russo docet!)
    viva cmq Donadoni e ….non sputiamo nel piatto dove Colomba ci permise di mangiare due anni fà…il ricco piatto della serie A
    Filippo1968

  • 18 Settembre 2012 in 11:54
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    cavoli majo hai scatenato un vespaio di polemiche (tuo malgrado)

    cerca di scrivere sempre che "va tutto bene madama la marchesa",a parma apprezzano di piu' 🙂

    turella

  • 18 Settembre 2012 in 12:32
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    Scusatemi tanto, non voglio rinfocolare ulteriormente il dibattito gia inveterato su Colomba e ormai sviscerato il più non posso nei suoi meandri più reconditi ma ricordo a lorsignori come una delle motivazioni -se non la principale- della sua cacciata da parte della pancia del Presidente (che tra l'altro ultimamente é diventata di proporzioni disumane) fu la rigidità con cui il buon Franco concepiva la rosa in Parma A e Parma B con il verosimile ammutinamento dei suoi, i quali a più riprese diedero la sensazione di giocargli contro (e se non ricordo male una domanda in merito gli venne posta da non ricordo chi in conferenza stampa). Anche il Presidente infatti durante un intervento telefonico a Bar Sport ebbe modo di motivare la scelta del suo immenso addome batraciano in questi termini. Cordialità sentite a tutti, nessuno escluso da Parmigiano.

  • 18 Settembre 2012 in 13:10
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    io credo che lei sig.majo abbia troppo astio nei confronti del parma,mai un complimento ma solo critiche e critiche.
    le faccio una domanda:come mai quando uscì nel sito del parma la notizia dell'ufficialità di giovinco alla juve(poi smentita dalla società in quando pareva si trattasse di un hacker)l'ha subito sottolineato facendo riferimento alla poca dimestichezza della società nella gestione del sito..quando invece il real madrid,e ripeto real madrid, ha commesso la stessa cosa per il trasferimento di modric?forse non sa che il real aveva pubblicato l'ufficialità dell'acquisto di modric,ma dopo poche ore era stato fatto un comunicato comunicando che si trattava di un hacker..in quel caso non l'ha fatto notare?
    Questo per dirle che magari vanno sottolineati sia i pregi che i difetti del PARMA FC e non mettere sempre il dito nella piaga come fa lei,cercare sempre il cavillo per creare polemica,per questo almeno da parte mia lei crea del fastidio nel leggere i suoi commenti.mi sembrano pochi costruttivi ma solo diretti ad una polemica insensata.
    Apprezzo invece molto le analisi che fa il mister sul suo sito.Sono molto interessanti e piacevoli da leggere.

    gio

  • 18 Settembre 2012 in 13:22
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    Guardi caro Gio, per l'amicizia personale che mi lega da vecchia data all'attuale capo ufficio stampa Maria Luisa Rancati, malgrado i vari scazzi dovuti ai ruoli opposti che stiamo interpretando, la penosa questione dell'hacker l'ho volutamente solo sfiorata, senza star lì a mettere il coltello nella piaga, anche per evitare la solita tiritera che qualcuno mi potesse dire – come insinua lei – che ho il dente avvelenato. Il mio dentista – che è Cataldi e non Frigeri – mi assicura che di venenenum residuo di qualche devitalizzazione nei miei denti non ce n'è.
    Lei, poi, non è un attento lettore, o forse è solo un po' prevenuto, se ai suoi occhi le mie critiche costruttive appaiono come la ricerca del pelo dell'uovo e soprattutto se devo dire bravo alla società (come ai Boys, altri che si piangono addosso dicendo che ce l'avrei con loro) lo dico, così come se non mi convincono faccio altrettanto. Tutto lì. Con molto equilibrio, toni soft e motivazioni apportate. Anche troppe se i miei pezzi superano, talora, i 10.000 caratteri. Poi possa azzeccarla come posso sbagliarla: ma la buona fede – con buona pace sua e di Leonardi – c'è sempre. Anche perché io non sono prevenuto e la mia unica risorsa è proprio questo rispetto totale per una certa deontologia professionale, così poco di moda in questi tempi.
    La ringrazio per i complimenti che rivolge al Mister: indirettamente li fa anche al sottoscritto che lo ha "ingaggiato" (si fa per dire…). Se la mia finalità fosse quella che lei crede pensa troverebbe spazio.
    Per il principio della circolarità torno in principio: la storia dell'hacker è una barzelletta che non credono nemmeno i bambini dell'asilo (scusa Schianchi se ti frego un'espressione che ti è abituale). Quella è stato un errore bello e buono, e – guarda un po' – ci è stato ritenuto l'autore materiale ha rescisso il proprio contratto. Non ho seguito la storia del Real Madrid, club che immagino possa far più gola ai pirati informatici che non il modesto Parma. E comunque sia perché dovrei far notare su un sito che parla del Parma un errore del Real Madrid. Non mi pare logico.
    Quindi stia tranquillo che io di astio non ne ho. Forse il contrario come potrà leggere più tardi.
    Cordialmente
    Gmajo

  • 18 Settembre 2012 in 13:43
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    non la seguo purtroppo.cosi come vedo riduttivo il titolo da lei inserito che a napoli guidolin e colomba hanno vinto e donadoni no!mi pare un ragionameno infantile,un po come se io le dicessi:COLOMBA con l'inter prende 5 pere..e DONADONI stravince 3-1!colomba ha fatto il suo tempo,ora bisogna guardare avanti senza fare paragoni che non servono a nulla.

    gio

  • 18 Settembre 2012 in 14:19
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    Caro Gio, purtroppo lei non mi segue probabilmente perché le piace stare in supericie e non andare in profondità negli argomenti.
    Il mio titolo – volutamente provocatorio – era un invito alla lettura (anche se mi rendo conto che sia faticoso leggere 10.000 caratteri, ma pensi lei scriverli…) della tesi all'interno sviluppata, che non era un mero confronto tra allenatori (esercizio inutile e poco costruttivo), quanto una analisi approfondita del fenomeno – provato da quattro gare – che gli allenatori propositivi tornano dal San Paolo con le ossa rotte, mentre quelli che passano per essere più antiquati, o che agli occhi di qualcuno passano per essere meno propositivi, alla fine risultano premiati con importanti vittorie.
    Il passaggio successivo è: se il Napoli, che punta allo scudetto, si permette in casa propria – di fronte a 35.000 spettatori – di fare catenaccio e contropiede, perché mai il Parma deve prendersi l'onore, in virtù della propria vocazione propositiva, di fare la partita, mettendoli nella condizione per loro ideale. Come argomentavo già stamani, Andrea Schianchi, ieri sera a Calcio & Calcio, ha spiegato come lo sterile possesso di palla il Napoli lo lasci sempre agli avversari, dunque non è un merito dei nostri. Anzi, la Fiorentina, due settimane prima, lo ha fatto anche meglio dei nostri con occasioni concretizzati un po' di più.
    E rimarcarlo non credo sia una sterile polemica come appare ai suoi occhi (beh, se si accontenta dei titoli e non va un pochino più in giù…) quanto un costruttivo spunto di riflessione. Non scientificamente "tecnico" come i pezzi del Mister, ma con lo stesso spirito di analizzare un problema per risolverlo.
    Infine: la boccio anche come titolista. Perché le cinque pere prese dal Parma di Colomba a San Siro non sono commensurabili con il 3-1 maturato al Tardini. Del resto, come ricordava stamani Parmigiano, quando ci salvammo con le sette giornate di Colomba questi riuscì a cogliere successi insperati con delle grandi.
    Sono d'accordo con lei nel dire che i paragoni non servono a nulla: ma qualche riflessione sulla presuntuosità della propositività, costataci tre punti al San Paolo, sia utile per non ripetere i medesimi errori in futuro.
    Cordialmente Gmajo

  • 18 Settembre 2012 in 15:15
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    proprio perchè mi piace entrare nel tecnico ed in profondità le spiego che a napoli il parma giocava senza biabiany,che quest'anno equivale al giovinco dell'anno scorso!giocavamo in avanti con belfodil e ninis,tutti e due poco piu che ventenni ma che donadoni ha fatto giocare tranquillamente.abbiamo chiuso la partita con rosi,palladino,pabon e belfodil(se quest'ultimo la metteva dentro a porta vuota all'80 gli utlimi minuti magari facevamo il 3-3).ricordo colomba che l'anno scorso sullo 0-0 col palermo al tardini tolse pellè per inserire un centrocampista difensivo al 90!bene,questa è la differenza fra un allenatore che si accontenta ed uno che a voglia di stupire facendo giocare giovani e di raggiungere risultati importanti,non mantenendo la categoria come unico e solo obiettivo.
    e poi ragazzi,abbiamo perso a torino e napoli,non a pinerolo o cerignola?!!!

    gio

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