L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-CHIEVO 2-0: “BELFODIL, LA GIUSTA MEDICINA. ANCHE PIU’ DI AMAURI. GHIRARDI E I POCHI ABBONATI: DICHIARAZIONI DIPLOMATICHE E ANACRONISTICHE”

Mai detto che Paletta se ne sarebbe andato, anzi avevo ben specificato che lo ritenevo assai improbabile: ho solo correttamente riportato la risposta dubbiosa del difensore a una domanda ben specifica e pronunziata in modo tale che la potesse capire anche uno straniero (che tra l’altro potrebbe giocare in Nazionale). Che sia rimasto è solo un bene per il Parma” 

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Grazie al fatto che ora stadiotardini.com ha pure “Il Mister” a disposizione posso impiegare questo spazio del lunedì senza restare ancorato esclusivamente all’ultima partita disputata – la consueta vittoria sul Chievo, stavolta per 2-0 – che lui saprà tecnico-tatticamente sviscerare da par suo, ma anche per divagare su altre questioni di casa Parma che non ho avuto modo di chiosare prima. Come ad esempio la conclusione del calciomercato e la questione del calo degli abbonati. Iniziamo, però, dalla partita di ieri sera: con grande soddisfazione sottolineo che il mio protetto, Belfodil, come da cognome si è mostrato la giusta medicina per il Parma. Eh sì, perché prima del suo lampo sull’autunnale e desolato Tardini era calata la nebbia. Metaforicamente parlando peggiore di quella  famosa della gara col Palermo della scorsa stagione. Come da facili pronostici della vigilia, infatti, per lo meno fino a quando non è stata sbloccata, Parma-Chievo è stata una partita “bloccata” di quelle che poco entusiasmano gli spettatori. Pochi o tanti che siano. Canovaccio che si è modificato grazia al Medicinale, che stavolta Donadoni non ha avuto remore di schierare – fin da principio – al fianco di Pabòn. Cosa che non aveva fatto otto giorni prima al New Delle Alpi per via del fatto che in quella occasione non aveva voluto alzare troppo il già alto tasso di novità della squadra (4/11) rispetto alla stagione precedente.

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Stavolta, invece, si è potuto concedere l’azzardo, tutto in attacco, dal momento che aveva abbassato il numero delle new entry rispetto ai veterani (3/11). Contro i bianconeri i nuovi arrivati in campo da principio erano Rosi, Acquah, Parolo e Pabòn; contro i gialloblu di Di Carlo, invece, “solo” Parolo oltre, appunto, al tandem Belfodil e Pabòn. A Torino era assente per squalifica Galloppa (l’assist man di Belfodil), che ieri sera ha ripreso il suo posto in mezzo al campo (a discapito di Acquah): rispetto ad allora, poi, c’è stata l’esclusione di Rosi, che però, stando a Donadoni, non va letta come una punizione per la bambola che l’ex giallorosso aveva preso allo Juventus Stadium dall’incontenibile Asamoah. Comunque sia, come abbiamo rimarcato anche in sede di conferenza stampa donadoniana post-gara, la reazione di quest’ultimo è stata positiva, se coronata dal bel gol realizzato nel finale, che ha chiuso una contesa che gli ospiti hanno avuto il merito di tenere sempre aperta, ma con il grave limite – di solito tipico del Parma – di non saper concludere in porta. Ieri sera, invece, i crociati sono stati cinici e concreti, punendo l’avversario forse anche oltre i demeriti e i limiti mostrati. Nella ripresa gli ospiti hanno sostanzialmente preso e mantenuto sempre l’iniziativa, offrendo solo il fianco alle ripartenze crociate. Una volta lo chiamavano contropiede. Quando Di Carlo vede il Parma deve farsi benedire: già lo si era capito l’anno (maledetto) dell’esonero: ma poi il club di Ghirardi è sempre stata una insuperabile bestia nera. Contro i clivensi, tra le mura amiche, il Parma tradizionalmente soffre ma fa bottino, indipendentemente dal tecnico in panchina. Con canovacci spesso similari. Ieri, ad esempio, mi è parso più propositivo il Chievo del Parma. Ma alla fine hanno vinto i crociati e va bene così. Basta vedere quanto gongolava, alla fine, GhirardiIeri Alegher Piovani, ponendo una domanda  a Donadoni argomentava che più la vittoria è sofferta e più è goduta (aveva appena finito di sentire il Ghiro in mix zone sulla questione): io, più semplicemente, penso che la vittoria faccia godere sempre tout court. E contro il Chievo non può valere la massima teorizzata da Matteo Caselli (conduttore un po’ casereccio del dibattito con gli opinion maker alla Festa del PD, di cui stadiotardini.com ha proposto, in esclusiva i video amatoriali delle fasi salienti) per cui la vittoria che si gode di più è quella che si raggiunge al 95°, magari con un colpo di culo (sia metaforico che fisico), perché quel ragionamento vale se hai di fronte la Juve. Non il Chievo…Ma torniamo a Belfodil: adesso chissà in quanti saliranno sul carro del vincitore, quando la settimana scorsa ero stato solo io a battermi come un leone nell’arena di Calcio & Calcio per la sua esclusione, al punto da dover sentire Lupo Grigio Schianchi farneticare: “Ma ti paga come Morrone Boni?”  Ribadisco il concetto: per me Biabiany attaccante deve essere una soluzione di emergenza, non da proporsi già alla prima di campionato. Se si è deciso di rinnovare l’attacco i nuovi debbono avere fiducia, specie il francese, che è la prima alternativa di Amauri. Sempre ammesso che non divenga Amauri la prima alternativa di Belfodil, dal momento che l’ex bolognese ha saputo timbrare subito il cartellino con quella che Carlo Chiesa, nella sua radiocronaca diretta su Radio Bruno, ha sapientemente definito una rete alla Bettega. Si dirà che è giovane, che non può puntare i piedi: io, invece, penso che debba essere rispettata la meritocrazia. Specie quando questa frutta punti importanti per la squadra. Pabòn, al contrario del suo partener, ha ciccato anche la seconda chance: gliene restano altre dieci, prima che si debba dare ragione, assai obtorto collo, alla sparata di Mauro (Sky): “In B 15 più forti di lui”. Rintuzzata da Leonardi: “Chi ne trova 15 più forti di lui in B venga a fare l’osservatore per noi”. Però non è che debba avere il posto garantito solo perché il Parma ha investito su di lui 5 milioni di euro. Diciamo che la continuità non è certo il suo pregio, anche del precampionato, per quello che può valere, non è che ci si ricordi molto di più della gara con il Panionios decisa completamente da lui o con gol (2) o con assist. Ieri sera Giovanni Scaramuzzino di Radio Rai lo ha definito fumoso, da rivedere. Da rivedere certo, possibilmente non così fumoso… Ma chi sa essere concreto ed è una pertica da due metri è bene che sia sempre in campo – nonostante Donadoni sia più propenso, esattamente come il sottoscritto con Lorenzo Fava, ad usare più il bastone che la carota, visto che ieri sera lo ha punzecchiato dicendo di essere contento per il gol, ma soprattutto perché il suo allievo ha capito che per farlo deve stare in area e non nei pressi  anche per risolvere la contesa magari sfruttandone le doti aeree con qualche vituperato e poco propositivo lancio lungo, perché non sempre riesce di confezionare servizi al bacio, di pregevole fattura, come ieri sera al ritrovato Galloppa. Ottima la prova del centrocampista che ha mostrato una notevole personalità. Da vice-capitano, direi. Il “maggiore”, Morrone, ormai i gradi di capitano li ha stabilmente passati ad A. Lucarelli. Ieri, a sorpresa, il veterano della milizia è stato riciclato nel finale di gara da Donadoni. Non abbiamo esitato, in conferenza stampa, a chiedergliene il motivo, giacché per tutti è ormai un ex, anche se è romanticamente bello che sia rimasto rifiutando i vari ponti d’oro di altri club. Avevo proprio ragione – scusate se mi auto-cito come Fanfani – nel rintuzzare la Gazzetta di Parma che scriveva, appena prima di fine mercato: “Morrone potrebbe cedere alle lusinghe del Verona”. Per me non era affatto Stefano a volersene andare, semmai era spronato a farlo. Comunque sia il lungo abbraccio con il preparatore atletico non era un addio. Come non lo era stato il suo gol durante il vernissage. Magari anche grazie alla panchina allungata, che consente all’allenatore di meglio capire chi sia il più adatto alla contesa nel minuto in cui decide un cambio. A  Torino non aveva forse giocato Pellè, poi ceduto poche ore dopo? Ieri sera è toccato a Morrone: “Semplicemente – ci ha spiegato Donadoniperché io ho 25-26 giocatori che per me sono tutti all’altezza di poter giocare”.

E già che siamo entrati in tema mercato debbo coscienziosamente affrontare il caso Paletta. Solo chi ha letto in un modo superficiale i miei articoli dei giorni scorsi poteva arrivare alla conclusione che io avessi scritto che Paletta sarebbe stato ceduto sicuramente dal Parma. E dispiace che questo tipo di lettura l’ abbia fatta perfino l’AD Leonardi (basta sentirne l’intervento a TG Parma Le Ultimissime di venerdì sera, appena finita la lunghissima sessione estiva di compravendite) o chi per lui, in società, gliene ha fatto una sintesi. Io mi ero permesso solo di chiosare che se l’italo-argentino se ne fosse andato (periodo ipotetico) – il 31 agosto, diverso, il ragionamento, se fosse avvenuto ad inizio mercato – sarebbe stata una iattura. Ovviamente dal punto di vista tecnico, non certo da quello economico. L’incertezza sul suo ipotetico colpo in uscita era stata alimentata dallo stesso difensore il quale, a precisa domanda di stadiotardini.com – a mio avviso perfettamente capibile anche da un italo-argentino come lui – egli aveva risposto con una serie di inequivocabili dubbi, che poco si coniugavano con le parole di orgoglio per il rinnovo contrattuale fino al 2017 da lui pronunziate poco prima. E siccome per primi nel salotto, targato Upi, di Tv Parma, lunedì scorso avevano ricordato che certi rinnovi ad orologeria erano prodromici a cessioni eccellenti seguenti, abbiamo mantenuto alta l’attenzione sul possibile, sebbene improbabile, colpo di scena, peraltro paventato anche dallo stesso Saltimbanco Enrico Boni, che vanta o millanta strette aderenze con i piani alti del Parma, a Calcio & Calcio. Ora che Paletta è rimasto non c’è che da esserne contenti, dal punto di vista tecnico-tattico. Chiaro che dal punto di vista mercantile-economico – visto che confermarsi è sempre più difficile di affermarsi – fosse arrivata una offerta da otto milioni di euro il Parma bene avrebbe fatto a prenderla al volo. Ovviamente ad inizio mercato, non a inizio campionato, quando non c’è più il tempo di sistemare determinati meccanismi, come predica Lupo Grigio. E vediamo pure come Donadoni sia così attento a misurare le forze nuove da mettere in campo. (Non oso pensare se lo avesse fatto Colomba…). Del resto se l’attacco – volenti o nolenti – non poteva che essere nuovo di zecca (a parte l’usato poco sicuro Amauri), andare a fare rivoluzioni anche in difesa diventava pericoloso. Quindi stadiotardini.com non aveva mai detto che Paletta andava via: stadiotardini.com ha solo rimarcato le incertezze del giocatore dopo una precisa domanda. Tutto lì. Senza voler costruire gialli o casi. Senza voler fare caccie alle streghe o rincorre fantasmi.

Infine eccoci alla questione abbonamenti: sono circa 1.500 in meno rispetto a quelli della passata stagione, sostanzialmente gli stessi dell’anno della B. Indubbiamente numeri penalizzanti, al di là del sorriso a denti stretti del presidente Tommaso Ghirardi, che a Michele Angella di Teleducato ha detto di essere contento per quelli che ci sono, che li ringrazia, anche perché in percentuale ce ne sono più che altrove. Parere che, su stadiotardini.com, è stato salutato con entusiasmo dai lettori Fedele e Manno, che hanno definito le parole presidenziali “mature e intelligenti”. Io, al contrariom reputo quell’intervento anacronistico e diplomatico. Nel trattare di questo tema il presidente del Parma, spesso sanguigno e genuino, a mio avviso ha fatto il politico, per non andare ad urtare (ulteriormente) i parmigiani che si sa hanno la pelle un po’ sottile. In realtà non credo affatto sia contento (basti pensare quando un anno fa o poco più veniva accostato alla Fiorentina o al Palermo, insomma a piazze decisamente più calde) del modesto risultato raccolto, al di là delle comprensibili attenuanti. Già in passato ho avuto modo di evidenziare come la società ce ne abbia messo del suo nel depauperare, nel tempo, quello zoccolo duro di 10.000 abbonati che era una sorta di garanzia nel tempo, senza al contempo saper motivare le forze nuove, con prezzi esagerati in tempo di crisi e alcuna politica economica per favorire l’avvicinamento delle folle. Gli sconti per i vecchi abbonati, come predico da secoli, non dovrebbero riguardare solo quelli degli ultimi anni, ma almeno quelli dell’intera era ghirardiana (chissà che non ci arrivino per il Centenario a capirlo) e i nuovi non andrebbero stangati. Senza dimenticare che il marketing così pronto a strologare idee per l’upper class, potrebbe favorire (sempre ammesso che Ghirardi e Leonardi & C. li ascoltino) l’ingresso alle famiglie nei popolari con pacchetti studiati ad hoc. Vedesi il virtuoso modello Atalanta. Il Parma era una moda? Credo che l’obiettivo di Ghirardi fosse rigenerarla. Alle volte tornano, come i pantaloni a zampe d’elefante. Però anche la moda va aiutata… E non penalizzata. Intervento anacronistico, dicevo: anacronistico, fuori dal tempo, perché il ragionamento della proporzione abitanti/abbonati è un vecchio cavallo di battaglia di Settore Crociato. Che aveva senso 5-6 anni fa, non certo oggi che lo zoccolo duro si è consumato e il numero degli abitanti incrementato, anche per via dell’afflusso dei nuovi italiani o nuovi parmigiani. Anzi, senza che qualche razzista (alegher) storca il naso andrebbe favorito anche il coinvolgimento di questi ultimi, con DSC05144apposite iniziative studiate assieme alle varie associazioni. Invece la sensibilità è solo per sponsor ed affini coccolati con aree ad hoc all’inverosimile, vedi l’ultimo nato il Club dei 200 (foto a lato) con gli spazi ricavati dagli uffici e dall’area centralino, appunto messo a disposizione di chi va al Tardini a far business (e non a tifare). Senza arrivare a pensare alla copertura delle Curve, basterebbe un po’ di cura e manutenzione anche dell’esistente. E spendere un decimo di quanto lo si fa per l’Upper Class, per cercare di rendere un po’ più ospitali anche i popolari. Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

5 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-CHIEVO 2-0: “BELFODIL, LA GIUSTA MEDICINA. ANCHE PIU’ DI AMAURI. GHIRARDI E I POCHI ABBONATI: DICHIARAZIONI DIPLOMATICHE E ANACRONISTICHE”

  • 3 Settembre 2012 in 14:49
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    pseudo compagno Majo ti stimo per le ultime righe. Tifosi borghesi ancora pochi mesi

  • 3 Settembre 2012 in 15:29
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    Che ne pensate dell'esultanza di Rosi?

    Io la mia stronzata in merito l'ho già sparata.

  • 3 Settembre 2012 in 18:05
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    beh Gabriele, permettimi di dirti che nelle ultime righe sei stato un pò politico anche tu, sicuramente non diplomatico, ma anche gli pseudo-slogan del proletariato sono triti e ritriti. Concettualmente sono d'accordo con le tue proposte ma non puoi criticare la demagogia ghirardiana se ricambi con la stessa moneta.

  • 3 Settembre 2012 in 18:59
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    plin solo una liberazione dopo la brutta prova di torino. o forse qualche sassolino romano…

    del resto gli hanno regalato il cartellino,brutta storia comunque

    turella

  • 3 Settembre 2012 in 21:00
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    Forse sì.
    Molti però in curva (per lo meno nella mia zona) ritenevano evitabilissimo il plateale bacio della maglia.
    Vojo dì, sei qua da due settimane… Mo' lo chiamiamo Capitan Futuro?
    Fermo restando i complimenti per come è entrato in partita e per il gol, ci mancherebbe.

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