SETTORE CROCIATO CERTIFICA: “DALL’AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA AD OGGI QUASI 3.000 ABBONAMENTI IN MENO”

La risposta alle osservazioni del nostro lettore Enrico AR che aveva confutato un dato sulla quota degli abbonati del 2009-10, ma che non muta, a parere del portale, la sostanza del discorso: “Il Ghiro comprò un Parma da 11.029 abbonati”

settore(da Settore Crociato) – Nello spazio di discussione della Comunità Crociata che è diventato stadiotardini.com, la testata giornalistica on line diretta dal popolare professionista Gabriele Majo, il quale, in questi due giorni, ha ripreso le nostre considerazioni sul calo costante degli abbonamenti al Parma Calcio, Enrico Ar, un tifoso di Arezzo, confuta giustamente i dati da noi pubblicati. Pone l’accento, in particolare, su quelle 13.691 tessere sottoscritte nella stagione 2009/2010, all’indomani della promozione in Serie A, precisando come in questa quota fossero comprese le oltre duemila fedeltà acquistate da alcune aziende, Pizzarotti e Parmacotto soprattutto. Enrico ha ragione, quel numero era complessivo. Gli abbonamenti venduti al termine della campagna, in quell’annata, furono, scevri dalle iniziative aziendali, 10.621. La doverosa e opportuna precisazione, in ogni caso, non disattende il calo costante degli abbonati nell’era del Parma Calcio del presidente Tommaso Ghirardi, il quale dalla proprietà dell’amministrazione straordinaria del commissario Enrico Bondi e del presidente Guido Angiolini aveva ereditato un patrimonio di 11.029 fedelissimi, oggi eroso di quasi tremila unità (2.840).

Continua all’interno con tutti i dati sulla campagna abbonamenti dal 2006-2007 in poi

  • Stagione 2006/2007 (Tommaso Ghirardi diventa proprietario del Parma Calcio ad annata inoltrata, a fine gennaio 2007, quando la campagna abbonamenti era già stata chiusa) – 11.029 abbonati

  • Stagione 2007/2008 – 11.381 abbonati

  • Stagione 2008/2009 (Serie B) – 8.946 abbonati

  • Stagione 2009/2010 – 10.621 abbonati (13.691 con gli abbonamenti acquistati dalle aziende)

  • Stagione 2010/2011 – 10.578 abbonati

  • Stagione 2011/2012 -   9.620 abbonati

  • Stagione 2012/2013 -   8.189 (il dato è provvisorio, perché la campagna abbonamenti è riaperta da mercoledì cinque settembre fino a giovedì venti settembre).

(da Settore Crociato)

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

13 pensieri riguardo “SETTORE CROCIATO CERTIFICA: “DALL’AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA AD OGGI QUASI 3.000 ABBONAMENTI IN MENO”

  • 5 Settembre 2012 in 10:25
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    Ragazzi, vuoi per la tessera, vuoi per vari motivi ma secondo me il motivo è semplice: la gente si sta disaffezionando al calcio… Le scommesse sono state il colpo di grazia… Non ci sarebbe altra spiegazione per un numero minore della Serie B. Lei Majo cosa ne pensa?

  • 5 Settembre 2012 in 10:44
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    E' vero….. ma non fate passare il calo degli abbonati come un giudizio negativo sulla campagna acquisti!! A parte la crisi economica,il rifiuto ideologico della tessera del tifoso, il calcio s
    pezzatino, e la credibilità del calcio stesso con le vicende delle scommesse, è lo strapotere di SKY ormai che allontana sempre più dagli stadi (scomodi,accessibili in orari impropri,con parcheggi disagevoli). Ma tuttavia nulla evoca le stesse emozioni della partita allo stadio…..pantofolai teledipendenti, non sapete che vi perdete!!! Poi per favore non cavalcate la polemica del numero degli abbonati che ha grande valore simbolico ed affettivo ma scarso peso economico nei bilanci della società!!! Obiettività rispetto e se possibile…affetto per una proprietà che si muove con un'occhio ai valori tecnici e una mano (forse due) al portafoglio!!
    Angioldo

  • 5 Settembre 2012 in 11:44
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    I motivi di disaffezione dei tifosi del Parma sono tanti. Strutture obsolete (anche se a livello nazionale ci difendiamo molto bene), credibilità del giuoco compromessa a più riprese, compagini modeste, seguire la propria squadra solo se va bene (cosa molto italiana)et cetera et cetera. Sono abbonato al Parma in curva nord da 3 anni. Non mi dispiacerebbe come caldeggia Lei un reinvestimento dei proventi derivanti dagli introiti dei box ultralusso per un riammodernamento della tribuna est e per dare una degna copertura alle curve. Urge seguire la falsariga del calcio inglese in tutti gli aspetti. Primo fra tutti la mentalità dei tifosi e dei calciatori, i primi calorosi, sempre presenti e per la maggior parte sportivi, i secondi un pò più educati e meno simulatori.

  • 5 Settembre 2012 in 12:12
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    La crisi è nazionale, non solo del Parma.
    I biglietti sono cari.

  • 5 Settembre 2012 in 12:26
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    Ormai tutta la serie di fattori stranoti che hanno portato al cronico ed irreversibile calo di abbonati fanno si che andare allo stadio sia diventata una faccenda per pochi appassionati che rappresentano la netta minoranza dei tifosi. Considerando il bacino del Parma perciò non si potrà mai piû sperare di riempire uno stadio così capiente come il Tardini e poichè questo concetto è chiarissimo al Ghileo essi se ne guardano bene dal fare anche il benchè minimo investimento in una struttura talmente fatiscente, obsoleta e destinata ad una inevitabile demolizione (per una migliore e ben più utile destinazione d'uso collettiva) come è il buon vecchio Ennio Tardini, con buona pace dei sempre più sparuti nostalgici difensori del medesimo impianto sportivo, che tra l'altro nacque, negli intenti del noto benefattore proprietario dell'area, per dare spazio a tutti gli sport cittadini e non certamente solo al calcio privato. Sono certo perciò che Ghirardi non aspetti altro di costruire un nuovo impianto privato a Collecchio, dotato di tutte le comodità del caso e magari che sia pure prefabbricato così lo si potrebbe poi vendere all'occorrenza qualora egli dovesse successivamente vendere la società.

  • 5 Settembre 2012 in 12:34
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    Caro Parmigiano, anche se l'espressione non mi piace tanto, la copio da Schianchi e la utilizzo per te: "Cambia spacciatore…"
    Ciao
    Gmajo

  • 5 Settembre 2012 in 12:43
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    Caro Alle,
    la crisi è nazionale e nessuno lo nega: ma certi risvolti di ambito locale andavano con buon senso prevenuti, giacché l'emorragia – come ben certificato da Settore Crociato – non è improvvisa, ma direi ben regolare da tempo. Alla pericolosa erosione dello zoccolo duro non è corrisposta una pari entrata di forze nuove, scoraggiate da una politica di prezzi a mio avviso dissennata, con una forbice troppo ampia rispetto al prezzo riservato ai fedeli. Fedeli, poi, che è assurdo siano solo quelli della ultima stagione: chi si è abbonato due anni fa perché deve pagare il prezzo come se fosse la prima volta che si abbona? Curioso concetto di fedeltà. Il vecchio abbonato dovrebbe essere minimo chi si è fidelizzato nell'era Ghirardi, ma il concetto dovrebbe essere esteso, nel senso che uno è un vecchio abbonato a vita, perenne. Non solo chi lo è dell'ultima stagione. Sempre ammesso che abbia un senso avere questa distinzione quando perdi circa 2.000 vecchi abbonati a stagione e ne rinnovi se ti va bene la metà. Fenomeno in atto da anni, non da giorni, magari indipendente dalla crisi economica. Flussi che dovrebbero essere studiati, senza trincerarsi dietro la superficialità, i luoghi comuni o i signorsì dei timorosi yes men.
    Cordialmente
    Gmajo

  • 5 Settembre 2012 in 12:47
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    Grazie per il consiglio Gabriele: dici che devo metterci dentro anche un po' di tabacco per diluirla?

  • 5 Settembre 2012 in 12:58
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    Sarà meglio…
    Ma non solo sulla vexata quaestio del Tardini, che ci vede su sponde ben opposte, quanto anche per le considerazioni sullo stadio prefabbricato…
    Cmq che Il Ghiro non voglia investire sul Tardini non mi risulta se si era persino rischiato di giocare un campionato lontano da Parma per favorirne una totale ristrutturazione. O meglio ricostruzione. Perché l'ipotesi al momento più probabile rimane proprio quella: di un Tardini nuovo sulle ceneri del Tardini vecchio, con tanto di parcheggi interni e compagnia bella.
    Certo in mezzo ci sono state le elezioni con tutte le conseguenti novità, ma mi pare che il feeling tra il nuovo primo cittadino e Ghirardi sia già iniziato.
    Non penso, invece, che possano spuntare le coperture o che si proceda a rattoppi. Il mio suggerimento di reinvestire il 10% dei proventi dell'upper class nei popolari riguarda soprattutto la manutenzione e magari pure la pulizia. Non si può certo procedere alle coperture con quegli importi.
    Certo è un Ennio a due velocità: da una parte l'Upper Class che fa dire al Ghiro che il Tardini è il più bello stadio d'Italia dopo quello della Juve, dall'altra la pietosa situazione della Nord, della Est (oltre che la Sud e la parte povera della Ovest).
    Cordialmente
    Gmajo

  • 5 Settembre 2012 in 13:08
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    Ma certo la mia era solo una provocazione di bassa lega e in tono scherzoso per rinfocolare un po' il dibattito che recentemente era passato nel dimenticatoio: quello cioè del progetto per il nuovo Tardini, di cui tra l'altro non ero a conoscenza (forse che mi sono perso qualche puntata o la tua soffiata della ricostruzione ex novo sulle ceneri del vecchio è una new entry?). Siccome siamo di pareri opposti ho voluto giocarci su e mi ha fatto piacere che hai colto perfettamente il senso della mia boutade. Un caro saluto e scusami per la mia licenziosità. Buon lavoro, Parmigiano.

  • 5 Settembre 2012 in 18:02
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    Majo condivido a pieno il commento a me dedicato.
    La penso come lei.
    La discrepanza di costi tra fedeli e neo abbonati è davvero rilevante.

    Inoltre sostengo che, viste le esigue entrate che puo' ottenere una società di calcio, in modo particolare con uno stadio piccolo come il nostro, con abbonamenti e biglietti, varrebbe la pena rendere i prezzi popolarissimi ed avere gli spalti quasi pieni.
    Il guadagno sarebbe il medesimo.

  • 5 Settembre 2012 in 18:06
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    si fumacchia eh ? e non la passate ? 🙂

    seriamente in ultima analisi direi che si sono impegnati parecchio in questi ultimi tre anni e non parlo solo del fu parma AC,adesso stanno solo raccogliendo i frutti di tanto sudore.

    chissenefrega giochera' la primavera

    joe dimaggio

  • 5 Settembre 2012 in 20:49
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    Salve Majo, ci siamo visti sotto la Nord durante la consegna delle maglie con i nomi dei tifosi. Vorrei intervenire solo per dire che secondo me l'analisi della diminuzione degli abbonamenti, effettuata solo con i dati riportati nell'articolo, è poco signoficativa. Servirebbe sapere qual è stato negli ultimi anni il trend di diminuzione degli abbonamenti in Serie A e poi raffrontarlo con quello del Parma, ma così, senza sapere se siamo dominuiti più o meno degl altri, commentare è come tirare un dado. Potremmo anche scoprire che siamo diminuiti meno in percentuale degli altri e a quel punto non dovremmo nemmeno cercare motivazioni"locali" al trend, ma solo "nazionali" (es. crisi economica, calcioscommesse, ecc.)…

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