GHIRARDI ALLA GDP SPIEGA CHE SE FISCHIANO TROPPI RIGORI CONTRO IL PARMA LA COLPA E’ DEI MEDIA…

Il presidente del Parma Calcio è stato intervistato da Paolo Emilio Pacciani per il quotidiano UPI, ma non c’è ancora l’annuncio ufficiale del rinnovo di Donadoni: le riflessioni in merito del direttore di stadiotardini.com

ghirardi non teme scippo donadoni gdp(gmajo) – Nella opinione postata nottetempo avevo fatto riferimento alle voci che ieri circolavano nell’ambiente di un presunto annuncio telefonico a Bar Sport – eccezionalmente andato in onda di domenica, per lasciar spazio stasera alla diretta del Rigoletto  –  della conferma ufficiale del prolungamento del contratto di Roberto Donadoni. Il controspionaggio aveva fiutato giusto: dei contatti tra i vertici del club crociato e l’associato gruppo comunicativo confindustriale ieri ce n’erano stati, ma il frutto non è stata la prevista telefonata al salotto televisivo di Tv Parma, bensì la chiacchierata tra il presidente Tommaso Ghirardi e il capo dei servizi sportivi della Gazzetta di Parma Paolo Emilio Pacciani – per noi semplicemente Pep – che però non ha potuto riportare l’attesa fumata bianca. Siamo, sostanzialmente, allo stesso punto di partenza, cioè alla anticipazione concessa venerdì scorso ad Andrea Schianchi della Gazzetta dello Sport (nonché volto di Calcio & Calcio, che stasera alle 20.30 sarà regolarmente in onda su Teleducato), dei lavori in corso per raggiungere quell’obiettivo. Nulla di più, nulla di meno, dal momento che ancora non si è messo nero su bianco.

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Cosa significa, questo? Che c’è forse qualche complicanza? Beh, una complicanza in effetti c’è, e si chiama Silvio Berlusconi. Donadoni sembra essere – e l’impressione ci è stata confermata sabato sera dai diversi inviati milanesi con cui abbiamo scambiato un po’ di impressioni – l’allenatore ideale per il Cavaliere e quindi se effettivamente decidesse di mettergli gli occhi addosso per il post Allegri non sarebbe certo la firma di un contratto col Parma a fermarlo, né Tommaso – che considera il Berlusca un mito prima ancora che un collega – potrebbe prodursi in una strenua opposizione. E dunque la sensazione che si avverte è che si sia un po’ in attesa di conoscere bene gli sviluppi delle cose di casa Milan, consapevoli, sì, che tra presidente, ad e tecnico crociati c’è un feeling consolidato, che potrebbe in un qualsiasi momento essere concretato nel prolungamento del contratto in questi giorni particolarmente di moda, proprio perché il precedente turno di campionato vedeva opposti i nostri al Milan, ma che nello stesso tempo l’incognita rossonera pesi ben di più – sul futuro del progetto del Parma – di quanto non dicano le parole spese in queste ore. Se dopo che sono naufragati precedenti progetti tecnici – prima di tutto quello Guidolin – con la perdita di tempo di un paio di anni e l’avvicendamento di tre allenatori per tornare al punto di partenza (l’ottavo posto) si finisse per perdere anche l’attuale certezza, si profilerebbe un ulteriore antipatico periodo di turbolenze prima di ripristinare un volo tranquillo. La discriminante, comunque, non è certo il foglio di carta che a ore sarà firmato, anche se indubbiamente questo potrà avere un certo peso per limitare eventuali altre sirene (in questo calcio usa e getta si parla anche della Roma per il post Zeman), ma non determinante se proprio l’uomo di Arcore lo vorrà di nuovo suo. Registriamo quindi per interlocutorie le frasi concesse da Tommaso a Pep, benché il rassicurante titolo virgolettato sia: “Non temo scippi. Donadoni resterà”. Sì, certo resterà fino a fine stagione. E lo scrivo chiaro e tondo per il Manno che, non so come o dove, abbia letto di panchina traballante: io credo che l’attuale Mister sia al riparo da pessime sorprese financo dovesse andar peggio di Marino (e ce ne vorrebbe…). Però altrettanto non mi sento di giurare per il prossimo futuro. E sarebbe una gran perdita. Ghirardi stesso, nell’intervista a Pep, che gli aveva ricordato il precedente di Ancelotti, non è poi così antiscippo come vorrebbe far credere: «Oggi c’è la nostra volontà di continuare con Donadoni e di Donadoni di restare qui. Se poi il Milan si farà avanti fra due, sei, nove mesi o fra due anni, allora sarà motivo d’orgoglio per noi che il nostro allenatore sia appetito dal Milan e per Donadoni, che ne è stato un bandiera, sarà motivo di orgoglio essere cercato dalla sua vecchia squadra. Oggi lui è l’allenatore del Parma e il Parma desidera che resti qui per tanti anni. Poi il futuro non lo conosce nessuno». Capito? Il futuro non lo conosce nessuno. O come direbbe Angiolini, è nelle ginocchia di Giove. Io penso che se l’ipotesi Milan non dovesse tramontare alla svelta (ma sempre i colleghi milanesi mi davano per concluso il breve ciclo di Allegri indipendentemente dai risultati) per il Parma sarebbero guai seri, poiché la componente allenatore è altrettanto fondamentale come la componente amministratore delegato. Ed è il motivo per cui mi sono sempre chiesto poiché al primo si fa sottoscrivere un contratto annuale (e non tiene solo il discorso del sempre possibile rischio esonero, specie se il tecnico è di categoria superiore) mentre al dirigente pluriennale (5+3). Secondo me tutti quanti dovrebbero avere lo stesso tipo di trattamento. Anche se nel caso specifico del triangolo Donadoni-Ghirardi-Berlusconi il ragionamento non vale per i motivi precedentemente esposti. Questo mio libero pensiero – certo non frutto di malafede, o di inimicizia per il Parma – unito alle parole presidenziali pocanzi riportate, non mi rendono particolarmente tranquillo per il prossimo futuro.

Esaurito il discorso sulla fumata grigia (per quello che può valere) passo ad un’altra parte della intervista a Ghirardi di Pacciani, quella cui abbiamo concesso il titolo, giacché tutti i discorsi su Donadoni sono al momento una non notizia e cioè che secondo il presidente del Parma sarebbe colpa dei media se vengono fischiati troppi rigori contro i crociati. Il teorema ghirardiano verte su questa tesi:  «Sicuramente non credo nella mala fede. Penso piuttosto che sia colpa dei media che danno sempre più attenzione alle grandi e sempre meno a tutte le altre squadre. Gli arbitri sanno che se sbagliano a favore di Juve, Milan, Napoli e Inter il risalto che hanno è molto diverso rispetto ad un errore ai loro danni. Per questo io chiedo maggiore attenzione per le piccole squadre. Non dimentichiamo che il campionato è composto da 20 squadre ed io e altri presidenti ci stiamo stufando». Io lascerei perdere la rivolta delle Cenerentole avverso le Genoveffe (felice, davvero, definizione coniata proprio dal Ghiro), ché fare i Masanielli serve fino lì, specie se gli altri ti mandano avanti e ti fanno pagare lo scotto della rivolta (Io non ci credo, ma in tanti pensano che la famosa retrocessione di qualche anno fa fu anche frutto dello sgarro di Ghirardi alla Juve, cui soffiò il posto nel Consiglio di Lega). Posto che è vero che i media dovrebbero riservare una maggiore attenzione alle piccole, io non penso proprio che sia colpa del risalto che viene più o meno dato dalle tv agli episodi dagli organi di informazione. Anche perché non ha senso da una parte dire che si crede alla buonafede degli arbitri e dall’altra accusarli di essere consapevoli che se sbagliano a favore di Juve, Milan, Napoli e Inter il risalto che hanno è molto diverso rispetto ad un errore ai loro danni. Io non penso che sia colpa dei giornali o delle tv se accadono certi fatti: non è colpevole chi riporta la mala-azione, semmai chi la commette. Trovo contraddittorio anche il passaggio precedente, quando Tommaso argomenta: «Nessuno pensi che abbiamo le fette di salame sugli occhi. Siamo molto attenti a quello che sta succedendo e abbiamo imparato a non infilarci nel gruppo di tutte quelle persone che ogni domenica si lamentano a prescindere, ma vogliamo dimostrare serietà ed educazione. Ma nessuno pensi che non venderemo cara la pelle a tutti i costi». Allora: se si fa professione di buona fede nei confronti degli arbitri, poi non si può lanciare l’avvertimento – che ammicca al popolo dei tifosi che vorrebbero che battesse i pugni sul tavolo – “nessuno pensi che abbiamo le fette di salame”, perché questo significa dire chiaro e tondo (esattamente come fanno gli altri competitors da cui ci si vorrebbe distinguere) che alla buona fede non ci si crede. Del resto chi chiede che si battano i pugni sul tavolo sono coloro che ritengono che così facendo si ottiene qualcosa: (Come siamo indietro!) e se lo si ottenesse davvero vorrebbe dire che, appunto, c’è malafede. Se si pensa che ci sia malafede – lasciatelo dire a me che sono considerato uno specialista – la denunzia, circostanziata, sarebbe sacrosanta. Ma le frasette a effetto, dal sapore oculistico-alimentare, non servono a niente come il finto buonismo. E Cappuccetto Rosso insegna che serve fino lì che il lupo si vesta da agnello. Ma torniamo ai media: io ricordo perfettamente come dopo un Parma-Napoli 1-3 vennero concessi minuti e minuti di diretta da Sky (ma anche dalle altre tv) a Ghirardi e Leonardi, in cui poterono illustrare i torti subiti. Bene: i media gli diedero spazio. La settimana successiva – sarà stata una coincidenza – seguì un arbitraggio ancor più discutibile. Già ho dei dubbi che la poco propositiva ed antica polemica del lamento funzioni se ti chiami Juve, Milan, Inter o Napoli, ma ancor di meno se sei il Parma. Pacciani poi offrfe questo assist al Ghiro: “Non crede che questo sia il risultato dell’essersi messi completamente nelle mani delle tv a pagamento, che poi fanno il loro gioco visto che le grandi fanno sottoscrivere più abbonamenti…”, il quale gli risponde così: «Sì, lo penso, ma stanno facendo una politica che a lungo andare non pagherà. Fra due anni sarà concluso anche questo contratto televisivo e bisogna che chi gestisce questi aspetti sia molto attento, perché da parte di molte squadre comincia ad image (3)esserci molta agitazione». Sì, certo: ci saranno anche squadre agitate, ma senza i proventi delle Satellitari, che continuano ad  oscillare tra il 60 e l’80% dei fatturati dei club, non possono certo andare molto lontano…

Per chiudere, una curiosità: Ghirardi ha ragione a lamentarsi del fatto che Mamma Sky voglia più bene ai figlioletti grandi che ai piccoli: sabato sera su Twitter viaggiava questa foto – di pessima qualità, ma significativa – che raffigurava l’errata grafica Parma-Milan 1-2. Uno sbaglio o un auspicio? Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

7 pensieri riguardo “GHIRARDI ALLA GDP SPIEGA CHE SE FISCHIANO TROPPI RIGORI CONTRO IL PARMA LA COLPA E’ DEI MEDIA…

  • 1 Ottobre 2012 in 16:05
    Permalink

    il ghiro pensiero io lo traduco così….memore delt rattamento ricevuto dopo genoa e napoli dello scorso anno…e per la risposta ricevuta da nicchi poi… "insomma io non dico nulla ma andate avanti voi "…..un pò…"armatevi e pertite"(SENZA SCOMODARE PARAGONI TRA I 2 !"PERSONAGGI" CHE NON è IL CASO …ERA SOLO UNA BATTUTA…SOLO PER RIDERE STOP!…COME NEI TITOLI DI CODA OGNI RIFERIMENTO è PURAMENTE CASUALE)bhò atteggiamento discutibile,a fare i signori così sono capaci tutti!! ..sperare che qualcuno ti difenda per quale motivo se sei il primo che tace ?(faticando parecchio a tacere però!) anche se non accossenti?? …….o ci crEdi nella linea che hai adottato o cambi e ti lamenti come fanno tutti…..sperare che qualcuno perorare la causa rigori contro parma …è un utopia pura.
    Filippo1968

  • 1 Ottobre 2012 in 16:41
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    A riguardo dell'esonero di Donadoni voglio precisare che sono stato io, commentando l'opinione post-partita, a chiedermi ed a chiedere agli altri utenti quanto segue:

    'Credete che un'altro pareggio o, peggio ancora, una sconfitta possano far perdere la pazienza a Ghirardi? Io rispondo con un NI. Mi spiego: non credo che Donadoni rischierebbe l'esonero immediato. Ma temo che Ghirardi inizi a guardarsi intorno'.

    Penso che da questo post sia nato l'equivoco relativo al possibile esonero di Donadoni.

  • 1 Ottobre 2012 in 17:31
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    è tutto chiaro luca….io dico che il percorso di donadoni sia da giocatore e anche da tecnico GLI FUNGE DA OMBRELLO E ANCHE DA PARAFULMINE…..IL CREDITO CH EGODE IL MISTER CON IL GHIRO è ANCORA MOLTO MOLTO LUNGO…ricordiamoci che è stato ct della nazionale agli europei,e questa secondo me è stata una delle cose che ha fatto maggiormente propendere ghirardi nella scelta del tecnico bergamasconei confronti di altri papabili…..insomma avere un ex ct è molto più figo che avere un emergente di probabile successo,o un vecchio italianista pragmatico
    detto ciò ,abbiamo potuto però constatare che la scelta indipendentementa dai motivi per cui secondo me è stata fatta si è rivelata azzeccata….e possiamo bearci di avere donadoni sulla nostra panca
    Filippo1968

  • 1 Ottobre 2012 in 21:34
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    Posto che Donadoni sia già del Milan, così come velatamente (ma nemmeno troppo) riferito in studio a Calcio&Calcio, chi viene da noi dopo per dare seguito al nostro progetto? A me piacerebbe Zenga, per tanti motivi…soprattutto di ordine caratteriale. Il punto è: sarebbe compatibile con un presidente come Ghirardi? Non credo.

  • 2 Ottobre 2012 in 09:17
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    Ma perché Berlusconi amante del 4-4-2 o del 4-3-1-2 che gli hanno fatto vincere tanti trofei dovrebbe voler nel suo Milan un Donadoni abbonato alla difesa a 3? Ricordiamoci poi che il nostro mister ha ben figurato a Livorno e Cagliari e sta facendo bene qui a Parma, ma in nazionale e a Napoli (grandi palcoscenici) non ha fatto poi così bene. Con tutto il rispetto fossi nel Milan punterei a Spalletti o a Prandelli o a mazzarri (anch'egli però da difesa a 3) e non a un Donadoni… Il nostro mister lo vedo più da realtà provinciale e non è assolutamente una critica

  • 2 Ottobre 2012 in 18:24
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    io dopo donadoni vedrei bene marino perani

    Turella

  • 2 Ottobre 2012 in 20:25
    Permalink

    Filippo1968 e Luca Russo. Dialogo tra giganti

I commenti sono chiusi.

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