LA GAZZETTA E QUELLA IMPRECISA PRECISAZIONE SUI CONTI DEL PARMA

Clamorosa retromarcia del quotidiano UPI a proposito di quella che Ghirardi, davanti agli studenti di Scienze Motorie, aveva definito una “eredità pesante non solo a livello di risultati ma anche di numeri”…

conti del parma precisazione GdP(gmajo) – Nello spazio commenti di stadiotardini.com il Plin ha direttamente postato il link ad una jpg della pagina 41 della Gazzetta di Parma di stamani, mentre il nostro lettore Vladimiro ci ha scritto: “Leggendo la pagina sportiva della Gazzetta di oggi non ho capito la precisazione sui debiti del Parma e sugli investimenti di Ghirardi al momento dell’acquisto. Majo me la può spiegare lei? Ho scritto già una mail anche alla Gazzetta e attendo spiegazioni anche da loro.” Pur non avendo ricevuto dalla società Parma FC alcun tipo di richiesta – diretta o indiretta – in merito, intervengo volentieri sulla questione, non solo per le doverose spiegazioni ai lettori che me le hanno richieste, ma anche perché ero stato il primo a non esitare a definire subito quello pronunziato l’altro giorno da Ghirardi dinnanzi agli studenti del corso di laurea in Scienze motorie un falso storico E, nonostante la precisazione della Gazzetta di Parma di stamani, rimango convinto che sia tale, avendo  la Eventi Sportivi acquistato il 100% delle quote della società in bonis Parma FC, spinoff (diciamo così) dell’indebitatissimo Parma AC dei Tanzi, finito in amministrazione straordinaria…

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Nell’intervista esclusiva concessa al direttore della corazzata UPI Giuliano Molossi, il presidente Tommaso Ghirardi lunedì sera si era scusato per essersi spiegato male quando aveva pronunziato, nella sua orazione ufficiale nello stabilimento Parmacotto del 10 ottobre scorso, la frase: “Parma città provinciale che gode delle disgrazie degli altri” , ma evidentemente deve essere incappato nello stesso problema al Parma & Congressi, quando all’inaugurazione dell’anno accademico di Scienze Motorie aveva testualmente affermato: “Sono orgoglioso di esser riuscito a chiudere il bilancio in positivo dopo qualche anno di difficoltà. Indubbiamente io ho avuto una eredità pesante non solo a livello di risultati, ma di numeri. Sebbene la precedente gestione abbia dato dei risultati sportivi buoni, il discorso bilancistico era catastrofico”. Quando parla di eredità pesante in termini di risultati, infatti, il riferimento non può che andare alla dominazione dei Tanzi, giacché quella successiva – l’amministrazione straordinaria di Bondi & C. – non può certo vantare lo stesso invidiabile palmares, pur essendo riuscita a mantenere la categoria, nonostante le ristrettezze economiche. Ghirardi ha poi asserito di un “discorso bilancistico catastrofico”: magari sono io ad avere capito male e non lui ad essersi spiegato male, ma se uno accenna a un bilancio catastrofico per me non può che riferirsi alle centinaia di migliaia di euro di buco lasciato dal Parma AC tanziano e non certo alla sana gestione di Bondi & C, che altro non poteva fare che gestire il patrimonio giocatori ereditato (i debiti sarebbero rimasti al vecchio club finito in Amministrazione Strarodinaria), vendendo via via i pezzi più pregiati (il caso più eclatante è quello di Gilardino, ma poi anche Frey, Bresciano, Grella, Bonera etc. etc.) per ricavarne i proventi indispensabili per potersi iscrivere, e di conseguenza continuare a giocare, in serie A. Le due parti – venditore ed acquirente – non hanno mai reso pubbliche le cifre dell’operazione, ma, alla compagine di Ghirardi, rispetto ai competitor Sanz e Valenza, venne concesso un notevole sconto ed in più venne inserito nel pacchetto il Centro Sportivo di Collecchio: indubbiamente fu un affare, anche se poi Ghirardi & C. dovettero pianificare un considerevole piano di investimenti per garantire continuità al club, investimenti che, se non ricordo male, erano peraltro contrattualmente previsti e che nessuno nega che siano stati fatti. Ma non certo perché la situazione ereditata fosse pesantissima per un bilancio catastrofico. Guido Angiolini lasciò la compagnia qualche mese prima che la cessione venisse perfezionata, ma ricorda perfettamente – come ha confermato stamani a stadiotardini.com – che l’ultimo bilancio che firmò come presidente (a giugno del 2006): “aveva il conto economico in utile e la posizione finanziaria della società era in attivo. La società non aveva debiti”. Mi risulta difficile credere che l’altrettanto oculato Bondi potesse in pochi mesi (il Parma venne ceduto a gennaio 2007) far andar così tanto male il Parma da far trovare a Ghirardi “un discorso bilancistico catastrofico”. Alcune persone informate dei fatti mi riferiscono che probabilmente erano state lasciate a Ghirardi alcune mensilità pregresse degli stipendi (e sappiamo bene non esser roba da poco quelli dei calciatori) e che alcuni di loro erano solo in prestito o con comproprietà da confermare e altri ancora da acquistare. Benissimo, ma se ha anche speso, o meglio investito, qualche decina di migliaia di euro siamo ben distanti dal buco nero di Calisto & C. frutto indesiderato della grandeur calcistica fatta vivere alla piccola Parma. Insomma, magari si tratta solo di un misunderstanding ma per me è sbagliato veicolare agli studenti l’informazione di aver acquistato un Parma glorioso, ma fortemente indebitato. Se avesse ripianato quelle centinaia di milioni di euro lasciati da Tanzi & C. sarebbe stato assai diverso, ma il Parma di Bondi e Angiolini – sotto le cui dipendenze mi onoro di aver lavorato – era sì povero, ma ben amministrato. Per questo trovo imprecisa la precisazione della Gazzetta di Parma di stamani: giustamente, ieri, il redattore di turno aveva inserito una nota del redattore (ndr) che faceva riferimento “al fatto che il Parma era stato acquistato dall’amministrazione straordinaria al netto dei debiti pregressi”, situazione reale e ben circostanziata, a seguito del virgolettato ghirardiano in cui riferiva di aver ricevuto «un’eredità pesante non solo a livello di risultati ma anche di numeri». Quindi, per me, la Gazza ha fatto male a porre delle scuse agli interessati (lascio perdere ogni considerazione in merito ai collegamenti in seno all’UPI) poiché il supposto errore non c’è stato e dunque le scuse non erano dovute. Nessuno – né io, né tantomeno la GdP – ha invece mai negato che successivamente all’acquisto Ghirardi abbia dovuto effettuare “un’ingente iniezione di capitale”. Ma non certo, come ha scritto oggi il quotidiano “perché la situazione del bilancio ereditata da Ghirardi era tale da renderla necessaria”. Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

17 pensieri riguardo “LA GAZZETTA E QUELLA IMPRECISA PRECISAZIONE SUI CONTI DEL PARMA

  • 17 Ottobre 2012 in 12:11
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    se i conti non tornano,la servitu' e' libera

    sangueblu

  • 17 Ottobre 2012 in 12:53
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    non sono quasi mai d'accordo con Majo quando parla della Società Parma FC (e non della squadra), perchè, mea culpa, trovo che molte sue opinioni siano, diciamo così, influenzate dai suoi trascorsi professionali alle dipendenze della stessa ed al loro noto epilogo.
    Tuttavia questa volta non posso che concordare in pieno con la sua ricostruzione dei fatti che, d'altra parte, è nota ai più e documentata: Ghirardi può lamentarsi di quel che vuole, anche dei tifosi o della città, non c'è problema, sono libere e legittime opinioni (magare del tutto o in parte errate, ma è una questione di punti di vista), ma non può mentire sapendo di farlo, quando afferma di avere ereditato un bilancio catastrofico!!!
    Casomai dovrebbe ringraziare il cielo (e non solo…) per essersi portato a casa la società a prezzi ultimo giorno dei saldi, con bilanci rigorosamente "certificati" dalla procedura commissariale di Bondi & Co.
    Quindi pochi bali. 🙂

  • 17 Ottobre 2012 in 13:21
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    leccalecca e disinformatori

  • 17 Ottobre 2012 in 14:01
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    Il Parma bondiano era una societa' si priva di debiti ma senza patrimonio giocatori ( i migliori in prestito) per cui l'acquisto del parma calcio comportava un successivo esborso economico notevole pe riformare il parco giocatori e ridare patrimonio alla societa. Questa e' realta'. Che poi il Presidente ci sia riuscito solo con l'avvento di Leonardi questa e' un'altra storia

  • 17 Ottobre 2012 in 15:23
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    Beh Alfredo cosa pensava Ghirardi? Di prendere il Parma a costo zero e di trovare anche Messi e Ronaldo?

  • 17 Ottobre 2012 in 16:23
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    Egregio Peppone,

    la ringrazio perché bontà sua, una tantum, "quota" o "certifica" per buona una mia analisi, riconoscendomi che non sia condizionata dai miei pregressi con il Parma FC.

    Le sarei grato tuttavia, pur riconoscendole il pieno diritto di non essere d'accordo sulle mie analisi sulla società (e non sulla squadra) di indicarmi in maniera precisa – e non così "in soldoni" – come, dove, quando, io avrei parlato, a suo dire, in maniera condizionata da detti pregressi. Ormai mi sono un po' stancato di star qui a ribadire il mio modus operandi: se lo si vuole capire bene, se non lo si vuole capire e prestar fede alle infamanti accuse altrui amen, pazienza. Io in coscienza so di avere agito sempre, come in questo caso, con il massimo scrupolo giornalistico, nel pieno rispetto della deontologia professionale, e ben lontano da quel dente avvelenato che mi si addebita. Posto che anche in passato, come nel caso in esame, l'argomento di discussione (o la polemica come impropriamente viene definita da qualcuno) mi è stata posta su un piatto di platino e non sono certo andato a cercarla io. Perché non c'è certo bisogno del lanternino. Ho forse cercato io la polemica a Parmacotto, quando Ghirardi, poi scusatosi con Molossi per essersi espresso male, aveva definito Parma città provinciale con il dente avvelenato, o prima ancora quando, sempre durante una conferenza stampa di sapore commerciale mi aveva additato quale nemico del Parma perché a suo dire avrei fatto causa per arricchirmi alle spalle? In tre anni io non avevo mai toccato l'argomento e mi sarei ben guardato dal farlo: per rispetto suo, della giustizia e perché quella storia non c'entra un bel niente con il mio spirito critico. Lo stesso ben ricordato da chi mi conosce da anni. Ero forse in causa con Stefano Tanzi? O con Pastorello? O con Ernesto Ceresini? Direi di no: eppure anche in quell'epoca remota ebbi i miei guai per il mio modo di essere e di esprimermi. Vorrei che mi fosse riconosciuta la mia
    onestà intellettuale e il mio gioco sempre sopra la cintura. Altro che nemico ! Quando il CCPC voleva premiare Guidolin con una targa e poi misteriosamente ha fatto marcia indietro ero forse stato io a voler cercare la polemica? Ero forse stato io a cercare la polemica quando ho rintuzzato certi attacchi a Guidolin di Leonardi dopo innocenti dichiarazioni di quest'ultimo alla stampa? Mettere le cose a posto, o semplicemente offrire un punto di vista diverso significa essere nemici, prevenuti, col dente avvelenato? Così come preferire un più umile e meno arrogante calcio speculativo rispetto al calcio propositivo (che finora non ha mai dato soddisfazioni) significa essere polemici? E togliere a un giornalista il diritto sacrosanto di fare una lecita ed educata domanda in conferenza stampa solo perché aveva scritto – pronunziando i nomi "banditi" di Colomba e Guidolin – una verità incontrovertibile e cioè che al San Paolo il calcio presunto speculativo di questi due tecnici non della nouvelle vogue rende di più di quello propositivo, le pare una cosa normale? No, perché se questo è normale allora non mi deve dar ragione quando prendo le difese dell'amministrazione straordinaria che ha venduto un Parma povero ma sano all'eventi Sportivi. Anche perché, onorandomi di esserne stato al servizio (dell'amministrazione straordinaria), sono caduto nel personale o nel pregresso. E allora perché qui va bene e se parlo di Colomba cacciato ingiustamente no?
    Cordialmente
    Gmajo

  • 17 Ottobre 2012 in 17:44
    Permalink

    Caro Zappavigna,

    il Parma di Ghirardi aveva già iniziato il suo processo di ricapitalizzazione del patrimonio giocatori anche prima dell'avvento di Leonardi, magari non azzeccando, o toppando di brutto, alcuni acquisti (e quaalche conferma), se al primo anno di sua gestione "integrale" c'è stata immediatamente la retrocessione in serie B. Né credo che le colpe fossero tutte da additare a Berta, che era sempre stato fatto incolpevole parafulmine allora da chi non aveva il coraggio di sparare al bersaglio grosso, visto che le decisioni capitali venivano prese in prima persona da Ghirardi (l'imprenditore), anche quando Berta lo sconsigliava (vedi C. Lucarelli). Proprio per la voglia di costruire un Parma che fosse suo (il Ghiro ne parlò in interviste rilasciate allora, quando tra l'altro sentenziò: "Mai più giocatori in prestito") andò a finire che per esempio Giuseppe Rossi non rimase al Parma, quando, invece, se si fosse mandato a questuare fra' Zamagna da Sir Fergusson (come un anno prima) forse ce lo avrebbero lasciato una stagione ancora. Purtroppo si preferì mostrare orgogliosi il petto dicendo che lo si voleva acquistare, altro che farselo prestare!, e così si aprì di fatto un'asta, senza poi avere la concreta possibilità di prenderlo al prezzo nel frattempo lievitato (non solo del cartellino, ma anche dell'ingaggio). Questo al di là di qualche errore di comunicazione con gli inglesi, che pure abbia influito nel mancato raggiungimento della concretizzazione del sogno.
    Comunque sia, ha ragione Vladimiro: l'operazione non fu certo a costo zero come scrive il nostro lettore, ma comunque si trattò di un'occasione. Dopo di ché se si trattò di rimpolpare l'organico dei calciatori via via depauperato durante la gestione dell'amministrazione straordinaria, per poter continuare a giocare, mantenendo la categoria, è un altro discorso. Ma è diverso affermare, come Ghirardi ha fatto dinnanzi agli studenti di Scienze Motorie, di aver ereditato un “discorso bilancistico catastrofico”. Cordialmente. Gmajo

  • 17 Ottobre 2012 in 17:58
    Permalink

    Suvvia Majo, lo dica e nessuno più le farà storie: a lei l'attuale proprietà e società stanno sulle scatole e si vede così tanto che sono ormai innumerevoli i lettori che glielo hanno scritto. Che poi a lei piaccia fare il bastian contrario e lo facesse anche con Ceresini (che, tra parentesi, se la prendeva con gli imprenditori parmigiani e con la stessa piazza di Parma anche più di quel che fa Ghirardi, ma lui "poteva" perché era di Parma, invece un bresciano non può dire neppure delle ovvietà… se non è provincialismo questo…) o Tanzi, può essere: sappiamo che lei scambia la polemica a ogni costo con il diritto-dovere di criticare e pensa che essere un giornalista scomodo – in questo caso scomodo è sinonimo di polemico – equivalga a essere un giornalista bravo.
    Comunque magari se mi indica i suoi scritti nei quali faceva le pulci anche a Ceresini e Tanzi, potrei anche parzialmente cambiare idea. Ma qualcosa mi dice che non era così insistente, indisponente e partigiano come è ora con l'attuale proprietà, sbaglio?. Comunque, lo ripeto, mi piacerebbe leggere le sue eroiche denunce di allora. Ha qualche link da passare a noi cattivoni o magari prezzolati che la accusiamo di cose false, istigati dalla campagna denigratoria del Parma Calcio verso di lei?

  • 17 Ottobre 2012 in 18:02
    Permalink

    Ma invece di polemizzare SEMPRE con Ghirardi e Leonardi e le scelte della società, perché i vari Vladimiro e compagnia non vanno a tifare qualche altra squadra? Poi, quando Ghirardi avrà lasciato la società e non sarà più presidente, potranno tornare a occuparsi del Parma. Lo so, ci vorranno purtroppo per loro degli anni, visto che l'attuale proprietà mi pare non abbia nessuna voglia di andarsene nonostante le proteste di costoro, ma forse ci guadagneranno evitando di farsi il sangue amaro…

  • 17 Ottobre 2012 in 18:20
    Permalink

    Senta Pericle Ferrari,

    mi venga a trovare e le offrirò un piatto di spaghetti all'arrabbiata al peperoncino e intanto le metterò a disposizione il mio archivio cartaceo in cui troverà tutta la mia collezione, visto che non si fida delle testimonianze di chi lavorava con me allora.
    Dimenticavo: vada a chiedere a Prandelli quanto gli stavo simpatico, visto che anche a lui ho rotto i coglioni visto che non faceva giocare Gilardino quando questi segnava gol a raffica nell'Under 21 e peccato poi l'abbia fatto giocare solo dopo che si era rotto Adriano…
    Le pulci le ho fatte a tutti, indistintamente. Se poi lei è un avventizio, che tifa Parma da quando ci sono Ghirardi e Leonardi è un altro discorso.
    A me non stanno sulle scatole né Ghirardi né Leonardi ai quali riservo lo stesso trattamento dei loro predecessori.
    Poi sul provincialismo di Parma non venga a dirlo a me, perché sempre negli anni '90 ero tra i pochi a non essersi fatti compatire nella campagna contro Malesani (solo perché andava a casa a Verona dopo aver lavorato a Parma e non abitava qui) o contro Ancelotti (perché masticava il chewingum).
    Poi non capovolga le cose: chi scambia per polemica il normale dovere/diritto di informazione è lei (e pure qualcun altro che mi ha preso per nemico) e non certo io. E poi cosa dovevo fare dopo l'ultima corbelleria ghirardiana: star qui a certificare che lui aveva comprato un Parma pieno di debiti quando, invece, ha comprato una società in bonis completamente ripulita dai debiti di Tanzi? Se il Parma lo avessero acquistato i mitici russi di cui ci aveva parlato nel 2003 il buon Schianchi, avrebbero speso circa un paio di zeri in più rispetto a quanto messo sul piatto da Ghirardi, dal momento che i primi avrebbero appunto acquistato debiti e crediti di Calisto e non già la società "ripulita" da Bondi & C. Poi nessuno nega che Ghirardi abbia fatto investimenti successivi al suo acquisto, ma parlare di situazione debitoria catastrofica eredita mi pare fuori luogo e irreale. (senza polemica)
    Cordialmente
    Gmajo

  • 17 Ottobre 2012 in 20:41
    Permalink

    Poichè il Parma calcio è a tutti gli effetti un'azienda i tifosi, essendo i clienti della medesima azienda, hanno il sacrosanto diritto di protestare se sono insoddisfatti del prodotto finale: qui invece il prodotto è balordo, i clienti giustamente manifestano il loro disappunto e l'imprenditore ha la faccia di tolla di pretendere la loro servile ed untuosa approvazione.

  • 18 Ottobre 2012 in 08:59
    Permalink

    Majo grazie per la spiegazione come sempre dettagliata. Ho un'altra curiosità, non mi prenda per un rompiscatole: perchè non ha documentato la visita del Parma alla Biblioteca lei che è sempre presente, se non sbaglio in quel caso Donadoni aveva parlato del rinnovo del suo contratto? Non mi dica che non era gradito…
    Cordiali saluti

  • 18 Ottobre 2012 in 10:33
    Permalink

    Buondì Vladimiro. Io non la prendo certo per rompiscatole (io). Del resto io stesso passo (e probabilmente lo sono davvero) per esserlo a mia volta. E proprio per questo talora risulto "persona non gradita, o peggio ancora nemica del Parma e del suo presidente". Nonostante l'amarezza per quella diffamazione – che ha compiuto un mese ieri, senza che nel frattempo l'autore abbia avuto il buon senso di chiedermi scusa (ne restano altri due) né pubblicamente né privatamente – ho cercato di portare avanti con la medesima serenità e passione di sempre l'amoroso lavoro informativo sul pianeta Parma Calcio e dintorni. In effetti, ammetto, mi avrebbe fatto piacere assai poter documentare la visita (svoltasi in forma ufficiale e non privata) del Parma FC alla biblioteca cui lei fa cenno, tuttavia non sono stato invitato all'evento. No, anche se mi accusano di fare il Calimero piccolo e nero, questa volta non mi sento di tirare a mano la discriminazione, dal momento che sono in buona compagnia, visto che l'invito dal Parma FC – ufficialmente – non è stato mandato a nessuno, anche se poi qualcuno (a me risulta la GdP e Repubblica) lo è venuto a sapere. Potrebbe esser stata la stessa benemerita istituzione "per farsi un po' di pubblicità", ma in tal caso saltando di chiamare al di là di stadiotardini.com, per esempio, Teleducato e Radio Bruno (che è l'emittente ufficiale del Parma FC) non ha certo perseguito la finalità nel modo migliore.
    Certo Marco Vasini scatta fotografie decisamente più artistiche e più professionali di quelle "amatoriali" che propiniamo noi, tuttavia avrebbero potuto starci anche loro, così come la conferma diretta di Donadoni che il suo contratto sarà (quantomeno) biennale (parlo di conferma perché l'indiscrezione appartiene ad Andrea Schianchi che per primo ne aveva accennato lunedì sera a Calcio & Calcio) sarebbe stato bella non leggerla solo sul quotidiano consociato UPI ma anche sugli altri organi di stampa, vedendo la felicità del volto in Tv e sul web, o percependo la soddisfazione e la gioia nella voce per radio. Ma tant'è… Certo dopo Catania c'è stato un periodo un po' particolare per la comunicazione del Parma FC: l'unico calciatore mandato in sala stampa è stato ieri Biabiany, al punto che si poteva ragionevolmente pensare che ci fosse in atto una sorta di silenzio stampa (al di là del provvedimento delle porte chiuse che sta accompagnando le ultime sessioni di allenamento). Sì certo, aveva parlato anche Parolo, sempre con la GdP: in quella occasione ci venne spiegato dagli incaricati che il giornalista (Piovani) aveva raccolto il materiale la serata precedente ad una festa di Parma Club a Noceto, versione che cozza con quanto ci aveva precedentemente detto lo stesso popolare cronista che ci aveva spiegato di essere a Collecchio appunto per mettere insieme un po' di elementi per fare il previsto articolo di apertura guardando l'allenamento. Se avesse già avuto Parolo nel carniere, forse, si sarebbe risparmiato la trasferta a Collecchio, dove quel giorno a disposizione della stampa era stato messo l'allenatore primavera Fausto Pizzi. E per la GdP era presente lo specialista del settore giovanile Vittorio Campanini. Sì, certo, Piovanone è assai amico di Pizzi e magari un giro a Collecchio lo avrebbe fatto lo stesso volentieri per ascoltarlo.
    Cordialmente
    Gmajo

  • 18 Ottobre 2012 in 12:09
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    Io ho una domanda per il tifosissimo Pericle Ferrari: e se invece di essere noi a dover cambiare squadra in quanto non ci conformiamo al volere del padrone fosse lei a girare l'angolo e tifare qualcos'altro? Secondo me il Parma ne guadagnerebbe perchè non si è tifosi solo perchè si dice sempre sissignore. -Il Manno-

  • 18 Ottobre 2012 in 13:44
    Permalink

    A mio parere non aveva alcun senso prendere ancora in prestito Pepito Rossi perche' il risultato finale e' che lo avremmo perso comunque. E i grandi direttori degli squadroni che all'epoca non hanno voluto dare una mano a Ghirardi per comprarlo si sono dimostrati dei grandissimi pirla. Che poi abche Ghirardi abbia sbagliato nei suoi primi anni e' evidente: il primo sbaglio e' proprio stato l'incarico a Berta, assolutamente inadatto al compito. La sua carriera successiva ne e' la conferma lampante. E solo grazie a Leonardi il Parma ha rivisto la luce economica. I fatti lo testimoniano e lo Sto arrivando! Benissimo anche il Presidente che infatti l'ha nominato AD e gli ha fatto un contratto lunghissimo

  • 19 Ottobre 2012 in 07:33
    Permalink

    Buondì Gabriele, cosa intendevi dire con "ne restano altri due"? Ti sei forse posto un limite di tempo entro il quale attendere le scuse di Ghirardi prima di prendere ulteriori provvedimenti? Ciao, Dino.

  • 19 Ottobre 2012 in 16:29
    Permalink

    Guardi, caro Manno, io non dico sissignore proprio a nessuno, anzi nella mia vita ho detto dei no a personaggi un po' più potenti di Tommaso Ghirardi, quindi faccia un po' lei. Semplicemente trovo che tra il dire "sissignore" e avere il fucile puntato contro qualcuno o perché si hanno dei conti personali da regolare (e qui NON mi riferisco a Majo) o perché (questo è il suo caso) sta antipatico, magari solo perché viene da un'altra città o non è bravo a usare le parole, ci sia un atteggiamento un attimino più intelligente, che è quello di valutare le cose senza pregiudizi e usando il buon senso.
    Quanto all'invito ad andare a tifare qualche altra squadra, non ha senso che lo rivolga a me: io a tifare il Parma, con questa proprietà e questa società, ci sto benone. E' lei che si lamenta e si sente a disagio, quindi è lei che semmai dovrebbe cambiare stadio fino a che finalmente un imprenditore parmigiano che parla come piace a lei sarà presidente del Parma

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L'accesso ad alcune sezioni del sito e/o eventuali richieste di informazioni o di servizi da parte degli utenti del sito potranno essere subordinati all'inserimento di dati personali il cui trattamento da parte di Gabriele Majo (di seguito “Gabriele Majo”), quale Titolare del trattamento, avverrà nel rispetto del D.Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (di seguito il “Codice”) .

La presente informativa ha lo scopo di consentire agli utenti di conoscere, anche prima di accedere alle varie sezioni del sito e di conferire i propri dati, in che modo Gabriele Majo tratta i dati personali degli utenti e sarà comunque necessario che l’utente ne prenda visione prima che egli conferisca propri dati personali compilando gli appositi spazi nelle varie sezioni del sito.

Finalità del trattamento
Secondo le esigenze di volta in volta manifestate dall’utente che accede alle varie sezioni del sito, le finalità del trattamento dei dati personali conferiti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on-line potranno essere le seguenti:

a) consentire la registrazione sul sito, che è necessaria per l’accesso a particolari sezioni del sito stesso e per erogare e gestire i vari servizi offerti;
< b) previo consenso dell’utente e fino alla revoca dello stesso, effettuare attività di marketing (quali, in via meramente esemplificativa ma non esaustiva, invio di materiale promozionale e pubblicitario, svolgimento di connesse analisi sugli utenti registrati, che consentano a Gabriele Majo di migliorare i servizi e prodotti offerti alla propria clientela); e ciò anche a mezzo di e.mail, fax, mms e sms, previo specifico consenso e fino alla revoca dello stesso;
c) inviare newsletter per ricevere aggiornamenti su tutte le novità del sito, ricette, menu, consigli del nutrizionista, e tante altre notizie sui servizi Gabriele Majo (sezione “Abbonati alla newsletter” del sito);
d) rispondere alle richieste degli utenti in relazione a prodotti e servizi Gabriele Majo, alla pubblicità, ovvero al sito (sezione “Contattaci” del sito).

La registrazione degli utenti sul sito non è richiesta per la prestazione di alcuni servizi offerti da Gabriele Majo (ad es., quelli di cui ai precedenti paragrafi c) e d)). Tuttavia, al fine di evadere le eventuali richieste degli utenti riguardanti tali servizi e ordini, essi saranno invitati a conferire dati personali, che saranno trattati per le sole relative finalità e per il tempo strettamente necessario al completamento delle suddette operazioni.
Modalità del trattamento
I dati personali saranno trattati in forma prevalentemente automatizzata, con logiche strettamente correlate alle predette finalità.

Natura del conferimento dei dati personali degli utenti
Il conferimento dei dati personali è facoltativo, ma esso è in parte necessario (cioè per quei dati le cui caselle sono contraddistinte da un asterisco) affinché Gabriele Majo possa soddisfare le esigenze dell’utente nell’ambito delle funzionalità del sito. Il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali contrassegnati da un asterisco, in quanto necessari per l'esecuzione della prestazione richiesta, non rende possibile tale esecuzione; mentre il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali facoltativi non necessari non comporta alcuna conseguenza.
Categorie di dati personali oggetto di trattamento
Oltre ai dati personali conferiti direttamente dagli utenti (quali nome, cognome, indirizzo postale, di posta elettronica, ecc.), in fase di connessione al sito, i sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del sito stesso acquisiscono indirettamente alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Tali dati vengono trattati al solo fine di effettuare indagini statistiche anonime.

Categorie di soggetti che potranno venire a conoscenza dei dati personali degli utenti
I dati personali potranno essere portati a conoscenza di dipendenti o collaboratori che, operando sotto la diretta autorità di quest’ultimo, sono nominati responsabili o incaricati del trattamento ai sensi degli artt. 29 e 30 del Codice e che riceveranno al riguardo adeguate istruzioni operative; lo stesso avverrà – a cura dei Responsabili nominati dal Titolare - nei confronti dei dipendenti o collaboratori dei Responsabili.

Ambito di comunicazione o diffusione dei dati personali degli utenti
I dati personali forniti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on line non saranno comunicati a terzi o diffusi, salvo il caso di inserimento nel sito di nomi di vincitori di eventuali concorsi od operazioni a premio promossi da Gabriele Majo tramite il sito.

Titolare e Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento è Gabriele Majo

Responsabili del trattamento sono:
1) Il Sig. Gabriele Majo, titolare del sito
Fornitori di servizi:
Gabriele Majo si avvale di aziende specializzate per quanto riguarda la gestione dei propri server, la connettività, la realizzazione e gestione di software stand alone e web. Gli addetti alla gestione dei suddetti servizi potrebbero entrare in contatto con dispositivi contenenti i dati memorizzati sui nostri server:
1) Gruppo Pegaso di Rodia Maria Teresa, via Abbeveratoia 27a, 43126 Parma, per quanto concerne l’amministrazione e la gestione del sito, e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
2) Euromaster di Roberto Cirianni, Via Agostino Valiero 12, Roma (Rm), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
3) OVH Srl Via Trieste, 25 - 20097, San Donato Milanese (MI), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso o porzioni di sito.

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