venerdì, Maggio 24, 2024
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DONADONI: “MAJO E’ PIU’ BRAVO DI ME…”

Siparietto durante la prima parte della conferenza stampa tra l’allenatore e il direttore di stadiotardini.com, secondo il quale il tecnico, a Pescara, avrebbe dovuto anticipare le sue mosse della ripresa (alias il tridente anomalo Biabiany-Pabon-Sansone): “Questo è il vantaggio di essere più bravi…”, la pronta replica del mister

(gmajo) – Diciamo che ci ho preso un po’ troppo gusto ad indossare i panni del presidente: e così oltre a tediare il Mister di stadiotardini.com con le mie idee tattiche, più o meno strampalate, ho provato a fare altrettanto con quello vero del Parma FC, alias Roberto Donadoni

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In realtà la vera impudenza è nel titolo proposto a questo articolo, perché dalla bocca di Donadoni non è venuta fuori virgolettata esattamente la frase: “Majo è più bravo di me”, ma quella era la sintesi giornalistica, diciamo così, del suo discorso, e mi sono preso una piccola licenza poetica… Quello che più fa piacere è il sorriso sulle labbra, il non prendersi troppo sul serio, lo scherzare (si badi bene non dopo una vittoria, che è più facile…) , l’essere ironici e il riconoscere a chi sta di fronte comunque un ruolo: “Contano anche le cose che sento, perché tutto quello che sento e che ascolto mi è utile, a patto che sia tutto un ragionare e un discutere costruttivo e non disfattista, perché altrimenti lascia il tempo che trova”. Riconoscendoci pienamente in questo atteggiamento critico-costruttivo, dal momento che Donadoni aveva ammesso: “A giochi fatti, se potessi tornare indietro farei anche qualcosa di diverso, che però tengo chiaramente per me, anche perché le cose non possono tornare indietro” io non avevo tenuto per me quella che era mia idea e, spudoratamente gliel’ho buttata lì. Alias il tridente anomalo Biabiany-Pabon-Sansone, arrischiato solo nella parte conclusiva della partita. E’ stato a quel punto che Donadoni ha fatto la battuta sul vantaggio di esser più bravi. Poi, ricompostosi, ha aggiunto: “E’ chiaro che a giochi fatti, ripeto, anch’io avrei fatto qualcosa di diverso, però è troppo semplice. così come quando le ciambelle riescono con il buco è facile, poi, fare gli elogi tutti quanti; insomma ci vuole sempre un equilibrio che non è facile da ottenere o da avere o raggiungere per nessuno. però soprattutto dirle dopo le cose è molto comodo e molto semplicistico. E’ chiaro, però, che questo rientra nelle funzioni di ognuno di noi. Ognuno di noi deve fare il suo mestiere e di conseguenza dire determinate cose, però quello che conta, poi. è quello che si fa”. Chiarito che il mio era un senno di poi, ma anche del prima, nel senso che l’idea di un 3 4 3, o comunque di un occasionale tridente l’avevo suggerita al mio, di Mister (ma anche lui non mi aveva dato retta…) dopo che avevo sentito menzionare da Donadoni, alla vigilia, l’ipotesi dell’utilizzo di Sansone, spiego al lettore che a trattare di questi argomenti eravamo arrivati dopo una mia domanda all’allenatore crociato a proposito del turn over, uno dei temi caldi di Calcio & Calcio ieri sera, con il parterre spaccato tra chi sosteneva che c’era stato troppo turn over e chi troppo poco. Insomma non si accontenta mai nessuno, era la mia conclusione… “Questo è il bello del nostro mestiere – ha affermato Donadoni tutto il contorno è lecito ed è pacifico che ci sia, con tutte le sue valutazioni e tutto il suo modo di giudicare le cose. E’ bello che anche in un salotto ci sia un contradditorio con chi dice che c’è stato troppo turn over e chi troppo poco. Per quanto mi riguarda io l’idea mia ce l’ho, ed è quella che conta. Così come contano anche le cose che sento…” E poi vedesi sopra, con “sdoganato” il ruolo di chi suggerisce qualche idea con spirito costruttivo. Tra l’altro non è la prima volta che Donadoni ammette di aver tenuto in debita considerazione dei pareri espressi dai media: io, sarò di parte, ma ci leggo un elogio al nostro Mister. E non posso che elogiare, per questa aperura di vedute che gli fa onore, Roberto Donadoni. Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

4 pensieri riguardo “DONADONI: “MAJO E’ PIU’ BRAVO DI ME…”

  • Anonymous

    donadoni così dicendo…è ancora più un signore..credo che majo abbia apprezzato davvero tanto la disponibilità al dialogo dell allenatore,accettando il contradditorio propio come piace a lui serenamente e in modo costruttivo spieno stile stadiotardini.com….
    Filippo1968

  • Gabriele Majo

    Esatto, Filippo. E' proprio questo lo spirito di stadiotardini.com e mi fa davvero piacere rimarcare quanto Donadoni l'abbia apprezzato.
    Non è la prima volta che diamo vita insieme a qualche sketch in sala stampa, spezzando la monotonia delle conferenze pre-confezionate nel cellophane con qualche piccolo colpo di teatro. Al contrario di altri ha inteso lo spirito costruttivo che ci può essere anche in qualche provocazione o calembour nei nostri titoli che al contrario fanno "imbrusiare" qualcun altro. E' con questo spirito e con questa leggerezza, ma dicendo cose serie, che si può fare un passettino più in là nel rispetto reciproco. Indubbiamente un esempio da imitare.
    Grazie di cuore Donadoni e grazie a Filippo1968 che l'ha sottolineato ancora.
    Cordialmente
    Gmajo

  • Anonymous

    Potevi dargli consigli migliori…….Domenica a Pescara ha messo da parte il "calcio propositivo" colombizzandosi-guidolinandosi e infatti si sono visti i risultati………..

    Carlo

  • Gabriele Majo

    Io, infatti, gli avrei proposto il 3 4 3 con davanti Biabiany-Pabon-Sansone protetti dietro da quattro centrocampisti (Rosi-Morrone-Musacci-Gobbi, non avendo quest'ultimo delle controfigure) e i soliti tre dietro (o Benalouane per Zaccardo se questi, come pare, aveva dei problemi).
    Io non sono d'accordo con l'espressione "colombizzato" usato dal mio mister nel suo pezzo, mentre rimango del'idea che "guidolinizzarsi" un po' (nell'accezione di tener presente anche gli avversari, studiandone le giuste contrarie senza intestardirsi sulla purezza del calcio propositivo) non possa che far bene a Donadoni, che in prospettiva potrebbe anche superare Guidolin di cui è ben più giovane.
    Cordialmente Gmajo

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