mercoledì, Febbraio 21, 2024
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IL MISTER / IL 4-3-3 DI DONADONI HA FATTO DARE I NUMERI A STRAMACCIONI, LA CUI GIRANDOLA DI MODULI, BEN CINQUE, NON HA FRUTTATO NULLA

DSC00054(Il Mister)Prima ha imbrigliato gran parte dei cronisti al seguito del Parma, poi anche Andrea Stramaccioni. Roberto Donadoni centra una serata perfetta e incarta per la seconda volta a distanza di quattro mesi il collega interista. Dopo il 3-1 della scorsa primavera, ecco così uno splendido 1-0 che lancia i crociati a quota 20 in classifica. Una partita che, a mio avviso, è stata vinta soprattutto dalla panchina. Basti pensare che il 4-3-3 ducale ha costretto l’Inter ad addirittura cinque cambi di modulo a partita in corso. Stramaccioni, che ha iniziato la gara con il 3-5-2, è passato presto al 4-3-1-2 abbassando Zanetti da terzino destro su Sansone e allargando Juan Jesus a sinistra su Biabiany. Poi, nell’ultimo quarto d’ora, ha adottato il 4-4-2 con l’ingresso in campo di Coutinho, il 4-3-1-2 con quello di Duncan al posto di Juan Jesus e, infine, il 4-3-3 con Livaja per Cambiasso. Una girandola di moduli che non ha prodotto nulla: l’Inter ha infatti creato due sole occasioni da gol…

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Una su calcio piazzato al 35′ (salvataggio sulla linea di Valdés su Cambiasso) e un tiro dalla lunga distanza di Guarin al 62′. Per il resto, è stata una costante caccia all’uomo con Biabiany che ne è uscito sempre vincitore. Una trama di gioco che, nonostante Donadoni abbia negato i confronti alla vigilia, ricordava molto da vicino l’ultimo Parma-Inter, quando il tecnico crociato riuscì a bucare i nerazzurri facendo leva sulla lentezza della loro retroguardia. Esattamente come accaduto nell’ultimo Monday Night. Se allora c’erano Jonathan e Biabiany, questa volta il modulo era un 4-3-3 con Amauri a fungere da punta pivot e le due ali pronte a tagliare dentro. L’Inter ci ha capito poco, cercando di tamponare su Biabiany in tutti i modi. Al punto da regalare il gol decisivo a Sansone. Uno svarione incredibile nato da una rimessa laterale a favore del Parma. Cambiasso non segue Sansone che triangola con Amauri a centrocampo e si lancia verso la porta. Guarin lo contrasta debolmente, mentre Biabiany taglia il campo da destra verso sinistra e gli porta via un paio di marcatori. Il resto, è storia. Con uno splendido destro che vale i tre punti, conclusione che Sansone sta affinando non poco in allenamento (vi avevamo detto alla vigilia dei suoi tiri alla Cristiano Ronaldo su punizione, no?). Stramaccioni, nel post-partita, ha dichiarato di aver previsto che il Parma avrebbe giocato in questa maniera. Bene, se è vero, si può dire che non abbia capito come contrastarlo. A mio avviso, si è trattata della miglior partita in stagione dei crociati, superiore nettamente al 3-1 inflitto alla Roma. Perché qui il Parma non ha mai sofferto e ha sempre dato l’impressione di avere il colpo in canna, ma, soprattutto, ha fatto un passo in avanti. La sensazione è che Donadoni abbia dato la scossa, esattamente come accadde qualche mese fa con il 3-5-2 e Valdés in regia. Il 4-3-3 è la nuova svolta e, ancora di più, contro l’Inter si ha avuto la sensazione che il tecnico abbia invertito la tendenza. Dopo alcune settimane passate a cercare di esaltare in tutti i modi le doti aeree di Amauri, ha voltato pagina. Adesso prima di tutto viene il gioco di squadra, con l’italo-brasiliano che è costretto ad adeguarsi e non il contrario. Solo così si spiega la prestazione di puro sacrificio che Amauri ha portato a termine contro l’Inter. Con un solo colpo di testa su uno dei tre cross provenuti dalle fasce. Ma molte sponde a palla bassa per lanciare Biabiany e Sansone, come in occasione del gol. La strada è questa? Probabilmente sì. Anche se, come avevamo sottolineato nella nostra analisi successiva allo 0-0 con il Siena, continuo ad avere la sensazione che il Parma, con questa quadratura, potrà regalare altre imprese contro big che concedono spazi. Ma, inesorabilmente, finirà per perderne parecchi contro tecnici arcigni come Cosmi. Manca ancora qualcosa, anche se l’assemblaggio inizia ad avere una sua compiutezza. Al punto che, in una serata in cui Valdés illumina meno del solito per i recenti problemi fisici, si riesce comunque a tenere il pallino del gioco e sfruttare le proprie qualità senza soffrire in difesa. Chi l’avrebbe detto leggendo le formazioni iniziali? L’azzardo ha pagato eccome. Anche perché dietro la coppia Zaccardo-Paletta è decisamente salita di tono (meraviglioso l’argentino, preciso e impeccabile l’ex bolognese). Bene, bravo, bis. A cominciare dalla trasferta insidiosissima con la Lazio. Non resta che sedersi comodamente sul divano e studiare la sfida dei biancocelesti all’ex Guidolin, il posticipo del posticipo del posticipo di questa interminabile giornata di Serie A. Siamo sicuri che Donadoni sarà in grado di analizzare i difetti dello schieramento di Petkovic per poi elaborare qualcosa di buono domenica prossima all’Olimpico. Anche se imbrigliarlo come è accaduto con Stramaccioni non sarà facile.

 

 

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

3 pensieri riguardo “IL MISTER / IL 4-3-3 DI DONADONI HA FATTO DARE I NUMERI A STRAMACCIONI, LA CUI GIRANDOLA DI MODULI, BEN CINQUE, NON HA FRUTTATO NULLA

  • Alle Vigatto

    La vogliamo chiamare la vittoria di Donadoni?
    Io direi di si.
    Lucarelli in panca e Sansone dal primo minuto…
    Non tutti erano convinti di questa scelta tecnica, che alle 22,45 di ieri ha portato a 3 punti pesantissimi per morale e classifica!

    Donadoni sempre e comunque!

  • Anonymous

    be certo ,nelll'azione di sansone che fa 40 metri palla al piede senza essere contrastato e poi spara un siluro all'angolino c'e' sicuramente la "mano" del mister…lo provano ripetutamente in allenamento ,credici

    the mentalist

  • Alle Vigatto

    Si bravo "The mentalist" hai capito tutto.
    Infatti era scontato che giocasse Sansone…
    Che cojò!

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