“IL MISTER” / LA ‘GUIDOLINALIZZAZIONE’ DI DONADONI, BRAVO A PREPARARE UNA PARTITA PERFETTA A LIVELLO TATTICO

“L’ingresso di Belfodil, devastante su un campo impresentabile, è stato un piccolo fattore fortunato: con la sua solita attitudine a stare fuori dall’area, il francese non ha dato punti di riferimento a una difesa spaesata che ne cercava. Con Biabiany ha costituito una coppia veloce ed imprevedibile: con Amauri sarebbe stato diverso perché questi aveva già fatto capire di voler stare in area ad aspettare i traversoni di Rosi…”

rosi e zaccardo esultano dopo 3-1 alla Roma in ginocchio(Il Mister) – Bene, anzi benissimo. Tre vittorie di fila non sono un risultato che si ottiene facilmente anche in una Serie A dal valore medio piuttosto mediocre come quella attuale. Basta pensare che quest’anno è un’impresa riuscita a Juventus, Inter, Lazio, Napoli e Cagliari soltanto. Il Parma forse non ha ancora dato la svolta al proprio campionato (a mio avviso ci riuscirà completando il filotto con Pescara e Siena), ma di certo si è messo sulla strada migliore per una stagione che potrebbe regalare soddisfazioni. Cosa è accaduto tra Sampdoria, Torino e Roma? Innanzitutto il calendario ha finalmente regalato ai crociati due scontri diretti e un paio di episodi positivi. Poi, e questo è un merito tutto di Roberto Donadoni e i suoi, il Parma è riuscito a sfruttare le piccole-grandi occasioni che ti permettono di passare dalla sufficienza all’eccellenza.

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DSC09275Mi riferisco a quanto accaduto ieri sera al Tardini, quando i crociati sono riusciti a battere una formazione sulla carta più forte come la Roma, sfruttando non solo un campo a lungo ai limiti dell’impraticabilità (nel secondo tempo ne era ben oltre), ma anche tutti i problemi difensivi dell’assetto di Zdenek Zeman. Come avevamo sottolineato in sede di presentazione, serviva un atteggiamento diverso rispetto al solito, più simile a quello dell’Udinese di Francesco Guidolin che, proprio con lo stesso risultato aveva battuto i giallorossi domenica sera. Pressing a metà campo (né troppo basso – per non subire la loro mole di gioco – né troppo basso – per non concedere ripartenze) e attacchi basati quasi esclusivamente sulla velocità e la ricerca degli spazi. Donadoni è stato bravissimo in questo, nel preparare una partita perfetta a livello tattico. Un match nel quale l’unico momento di sofferenza è stato nei primi 20’, quando la Roma ha dimostrato di poter far malissimo dalla parte di Gobbi e Lucarelli, lì dove (grazie anche a un inedito assist di Zaccardo) è nato l’1-0 di Lamela. Ma dopo aver fatto sfogare gli avversari, è cresciuta l’intensità di gioco (proporzionalmente al peggioramento delle condizioni del campo). Il Parma ha alzato il baricentro con giudizio e ha iniziato a martellare a centrocampo. L’obiettivo è stato da subito chiaro. Alla vigilia avevamo ricordato a Donadoni quanto fosse importante sfondare dalla parte del balbettante Dodò, il terzino sinistro giallorosso che al Tardini ha tagliato quella che è soltanto la sua seconda presenza da titolare nell’ultimo anno a causa di problemi fisici. E così è stato. Valdés, ottimo in regia e sempre più padrone della squadra, ha cercato insistentemente Rosi piazzato da ala destra. Inizialmente sembrava soltanto un atteggiamento quasi nevrotico, dato che l’ex di turno non riusciva a sfondare. Ma con il passare dei minuti questo ha mandato Dodò in tilt, impedendogli di spingere e soprattutto di difendere adeguatamente. Così, quando finalmente è arrivato un lancio centrale (da parte di Mirante), il brasiliano ha regalato campo a un implacabile Belfodil che subito ha servito il pareggio. Tre minuti dopo, invece, proprio dalla corsia di sinistra sull’asse Rosi-Belfodil è stato costruito l’assist per il vantaggio rocambolesco di Parolo (un altro che mi sembra piuttosto ringalluzzito al punto da portarmi a credere che con Galloppa si pestasse un po’ i piedi). Lo scarto decisivo è nato lì. Tutto il resto è stato lotta in una pozzanghera nella quale il Parma ha gestito le operazioni con calma, forte di una predominanza a livello atletico evidente. I crociati arrivavano sempre primi sul pallone, come sta iniziando ad accadere sempre più spesso nelle ultime uscite, prova migliore del fatto che il lavoro atletico effettuato nella prima settimana di sosta abbia aiutato a trovare la brillantezza giusta. Ma, anche, prova del fatto che Donadoni abbia messo i suoi in campo al meglio. La trovata, che mi pare la vera novità tattica di questo avvio di stagione, è un cambiamento del modulo da fase di possesso e non possesso, come è sempre accaduto con il 3-5-2 di partenza. A inizio stagione, però, si passava da un 3-5-2 in fase offensiva a un 4-5-1 in difensiva. Adesso, con più equilibrio e miglior presidio del campo, si passa dal 3-5-2 al 4-4-2. Tradotto in altri termini, Gobbi (seppur con molto giudizio) in fase di possesso palla si sgancia a sinistra, mentre Zaccardo resta fermo. E Parolo si comporta più da ala sinistra che da interno mancino, come accadeva invece a Galloppa. Il tutto mentre Rosi tiene la fascia destra e Biabiany funge da ottimo guastatore dietro alla prima punta. Già, la prima punta. Amauri ha ricoperto quel ruolo per un quarto d’ora prima di essere rimpiazzato da un Belfodil a mio parere devastante su un campo impresentabile. Chissà che anche questo non sia stato un piccolo fattore fortunato nella partita che ha lanciato il Parma tra le grandi del campionato. Il francese, con la solita attitudine a stare fuori dall’area, non ha dato punti di riferimento a una difesa che ne cercava come quella spaesata di Zeman. E, così, ha portato alle dinamiche di almeno due dei tre gol, costituendo con Biabiany una coppia veloce ed imprevedibile. Con Amauri, invece, tutto ciò non si sarebbe visto, perché l’italo-brasiliano aveva già fatto capire chiaramente di voler stare in area e aspettare i traversoni di Rosi (anche qui l’insistenza di Valdés nel cercarlo). Forse sarebbe andata diversamente. Ma, a bocce ferme, sono discorsi che rischiano di contare ben poco. Quello che conta è che adesso il campionato inizia ad avere una prospettiva ben differente. Si attendono solo conferme.

 

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

13 pensieri riguardo ““IL MISTER” / LA ‘GUIDOLINALIZZAZIONE’ DI DONADONI, BRAVO A PREPARARE UNA PARTITA PERFETTA A LIVELLO TATTICO

  • 1 Novembre 2012 in 12:07
    Permalink

    Vittoria fondamentale. Netta e senza ombre.
    I due fuorigioco chiamati da Zeman non esistono.
    Detto questo occorre sottolineare che il secondo tempo non era da giocare, la palla per tre quarti del terreno di gioco non rimbalzava a causa delle pozze di acqua.
    Le regole a riguardo sono chiare, come lo sono anche le esigenza tv, 15 anni fa la partita sarebbe stata fermata.
    è vero che il campo bagnato c'era per entrambe le squadre, ma la Roma, piu' tecnica, ha sofferto maggiormente della situazione estrema.
    Detto questo godiamoci tre punti dal peso specifico mostruoso.

  • 1 Novembre 2012 in 12:44
    Permalink

    bEL RISULTATO E AVREMMO SOFFERTO DI MENO SENZA L'INGENUITà DI ACQUA (NON DAAL CIELO, IN AREA DI RIGORE). Però il Don ha il bisogno e l'intelligenza di voler disporre di tutta la panchina, inserendo pian piano i giovinastri che sono il futuro del Parma. Per intanto godiamoci (dopo Marchionii e Amauri di domenica) il cesenate e il romanista (se son Rosi fioriranno)E poi, come in uno sceneggiato di 40 anni fà, il fantasma Belfagor, che dagli che ti ridagli promette battaglie sui campi invernali che arrivano. Non siam diventati campioni ma siam pronti per giocarcele tutte, qualche volta con esiti positivi.

  • 1 Novembre 2012 in 13:10
    Permalink

    la guidolinalizzazione?
    solo una curiosità:ma questo mister scrive su imbeccata?

    lettore rassegnato

  • 1 Novembre 2012 in 14:08
    Permalink

    Egregio Lettore Rassegnato,

    "Il Mister", come gli altri writers di stadiotardini.com, non scrivono su "imbeccata" del direttore, ma esprimono il loro pensare. Che alle volte coincide, altre volta cozza con quello che è il suo (o il mio, per evitare insulse "terze persone").

    La "guidolinalizzazione", invece, è una mia licenza poetica. Su questo quotidiano on line, come nei fratelli più grandi cartacei, la titolazione, infatti, appartiene a chi "passa" la pagina, in questo caso al sottoscritto. Va da sé che un buon titolista debba rispecchiare appieno, nella sua opera, il pensiero dell'autore del pezzo. E io credo di esserci riuscito appieno: è ovvio che se Il Mister non si dovesse ritrovare nella titolazione proposta è liberissimo di espormi il suo punto di vista anche pubblicamente. E siccome non sono un mangia-allenatori non rischia l'esonero…
    Detto questo, nella mia omelia – che sta andando un po' a rilento, avendo preferito sinora privilegiare il dialogo diretto con i lettori qui nello spazio commenti – cercherò di spiegare, se farò in tempo, perché la guidolinalizzazione di Donadoni non è un'offesa per quest'ultimo, quanto, semmai, il riconoscimento della sua virtù di dare al suo Parma indubbiamente propositivo qualche accenno di concretezza ed umiltà, nel saper badare anche l'avversario. Con buona pace di Leonardi (e del suo clone Zappavigna) che plaudono alla presunta propositività di Donadoni che non si sarebbe preoccupato delle tre punte della Roma, scegliendo di fronteggiarla, in prima linea, tre contro tre: peccato, però, che nella ripresa, visto che Totti faceva l'esterno sinistro davvero, Donadoni ha giustamente pensato di virare allo schieramento a quattro affidando il Pupone a Zaccardo e affiancando Rosi al trio di centrocampisti. Particolare tattico che non è stato scritto dal mio Mister, bensì da quello in servizio permanente effettivo al quotidiano Upi, alias Paolo Grossi. E per me è un segnale di intelligenza e concretezza del confermato allenatore. Tutto il resto è fumo. Di sigaro o di sigaretta elettronica cambia poco…
    Cordialmente
    Gmajo

  • 1 Novembre 2012 in 14:11
    Permalink

    il tardini….eravamo 4 amici al bar

    gli altri bravi con la tastiera,qui o su qualche social network

    GINO PAOLI

  • 1 Novembre 2012 in 17:17
    Permalink

    Donadoni non è mica un estremista come Zeman, quindi è naturale che ricorra ad aggiustamenti tattici soprattutto in partite con avversari particolari come la Roma (squadra che usa per esempio un fuorigioco scriteriato di cui sarebbe assurdo non approfittare usando il lancio in verticale invece del football con possesso palla). Ciò nonostante questo non significa rinunciare al proprio calcio o "guidolinizzarsi": Donadoni rimane un allenatore che guarda prima di tutto alla propria squadra e preferisce piedi buoni e possesso palla, Guidolin un tecnico che invece predilige plasmarla sulle caratteristiche dell'avversario.
    Conclusione: la guidolinizzazione non esiste se non nella testa del titolista.E me ne dispiace, chi si occupa di calcio per mestiere dovrebbe infatti sapere che a parte pochi santoni alla Zeman, tutti gli allenatori hanno una loro filosofia che però applicano con flessibilità. In certe gare vedremo Guidolin chiedere calcio propositivo e Donadoni adattarsi ad alcune caratteristiche dell'avversario. Fermo restando che Guidolin sarà sempre un allenatore che preferisce aspettare e ripartire, Donadoni un allenatore che preferisce dettare il gioco.
    Ultima nota: per quanti anni ancora dovremo leggere titoli e testi che fanno scattare confronti con Guidolin e Colomba?

  • 1 Novembre 2012 in 17:54
    Permalink

    Fino a quando me ne sarà offerta la possibilità. Saluti Gmajo

  • 1 Novembre 2012 in 18:00
    Permalink

    Per me è Guidolin che dovrebbe Donadonizzarsi, dato che a parità di avversario e di risultato la sua rosa si è dimostrata inferiore a quella crociata.
    Avendo visto le ultime due partite della Roma risulta evidente che contro l'Udinese la squadra di Zeman ha evidenziato una superiorità notevole rispetto ai friulani (che sono stati anche fortunati a non subire diverse volte il 3-0), fino al goal del 2-1 (causato da un colpo di testa "sfortunato" di Osvaldo) che ha causato un incomprensibile crollo psicologico nella Roma e ha portato poi la squadra di Guidolin alla vittoria.
    Nel caso della partita di ieri invece è emerso l'esatto contrario, superiorità netta della squadra parmigiana che ha avuto sempre il pallino del gioco finché si era 11vs11 (e anche dopo non ha rischiato molto visto che la Roma gli ultimi minuti ha provato a vincerla con "mischioni" invece di giocarsela), basta vedere infatti che i loro goal sono stati fatti su respinta di un calcio di rigore e per un errore di Zaccardo, e non sono pervenute palle goal sbagliate dalla Roma. A differenza dei goal crociati, tutti su azione e con diversi contropiedi falliti (Biabiany è stato fermato più volte dalle pozzanghere che dai difensori romanisti).
    Non vedo quindi perchè Donadoni dovrebbe considerarsi "Guidolinizzato" visto che ha impostato la partita in modo diverso e superiore rispetto al tecnico dell'Udinese, dimostrando anche per l'ennesima volta di avere una notevole capacità di lettura della partita (capacità che negli ultimi allenatori del Parma non si è praticamente mai vista, specialmente in Guidolin che appena poteva inseriva solo difensori) visto che indovina da molte partite consecutive i cambi effettuati, sia per la scelta degli interpreti che per il tempismo.

    Ricky

  • 1 Novembre 2012 in 18:24
    Permalink

    quando ne vinceremo un'altra sarà merito di uno schema lasciato in un cassetto dell'ennio da cuper. quella dopo la vinceremo perché l'arbitro ha lontani parenti a colorno. quella dopo ancora la vinceremo perché la maglia bianca riflette il sole negli occhi degli avversari. un'altra la vinceremo perché la nascita del pargolo del ghiro caricherà a dovere la squadra. infine ne vinceremo un'altra perché pabon si sveglierà e gli avversari -poverini- non se lo aspettavano.

    un saluto,

    Gavino Trebbia Edizioni

  • 1 Novembre 2012 in 18:37
    Permalink

    Apprezzo l'ironia, Gavino Trebbia Edizioni, ma gli episodi in una partita, in un campionato livellato quale è questo (tesi di Leonardi), sono decisivi. Ma lo sono sia quando favoriscono, sia quando sfavoriscono il Parma. E Donadoni, nella lezione di stile di martedì (si riveda la conferenza stampa) lo ha spiegato molto bene, perché lui, a certi valori di sportività, crede davvero. Non come altri per cui il regolamento vale quando sancisce argomenti a favore del Parma, ma viene bellamente ignorato quando sancisce argomenti a sfavore. Purtroppo, in queste ore, di sfoggio di sportività da parte dei lettori attivi nel nostro spazio commenti ne ho vista ben poca. Solo faziosità. E con tali occhi, e con tale prevenzione è evidente che qualsiasi argomentazione portata avanti, con equilibrio, non vada bene.
    Il prendere in considerazione circostanze che favoriscano un successo non significa sminuirne la portata. E se il primo a capirlo fosse il Signor Leonardi, forse ci sarebbe un po' più di serenità e clima di simpatia attorno al Parma. No dico: perché non era forse vero che prima dell'inferiorità numerica contro Samp e Toro il Parma non era riuscito a sbloccarsi. Dopo c'è riuscito? Bene, bravo. Ma non è il caso di salire in sala stampa poi a far lo show come se qualcuno avesse limitato i meriti del Parma. Ma per piacere ! Ma se si permette di fare così un dirigente – che dovrebbe essere, per il ruolo che interpreta, un po' più distaccato e meno passionale – allora ecco che anche il tifoso si sente autorizzato a vedere dappertutto nemici. Ma diamoci una calmata, va là che è meglio…
    Cordialmente
    gmajo

  • 1 Novembre 2012 in 18:44
    Permalink

    Guardi che il clima di serenità e di simpatia intorno al Parma si trova ovunque, sia in città, allo stadio che sul web, l'unico posto dove manca è qui su questo portale. Chissà perché eh..

    Ricky

  • 1 Novembre 2012 in 19:32
    Permalink

    Dite quello che volete, ma una partita così non la si vedeva da tempo.
    E un acqua così non la prendevo da quella partita che non è mai esistita (Parma-Inter, a maggio, con doppieta di Ibra).
    Sono tornato in macchina, e dopo un quarto d'ora fermo al parcheggio col riscaldamento a balla, ero tentato di cambiarmi i vestiti con gli abiti di scena che avevo in macchina (vestito da cowboy – cabarettista) e tornare a Brescia così.
    Addirittura mi sono fermato da McDonalds solo per andare in bagno… e asciugare una piccola parte dei vestiti col phon classico da autogrill….
    In quel mentre è sceso uno che poteva essere un mio coetaneo, vestito elegante, e mi guardava con disprezzo. Io, fradicio, trasandato, ma che me la stavo godendo di sicuro di più di lui. Fiero di essere venuto anche se diluviava già a Brescia alle 19.

  • 1 Novembre 2012 in 21:44
    Permalink

    Grande "Il Plin"!
    L'importante è non consumare al McDonalds, ma sfruttare solo la loro corrente elettrica…
    Scherzi a parte, una partita così non la si vedeva da tempo al Tardini.
    Nemmeno in occasione del tragico Parma Inter il campo era tanto inzuppato.
    Stavolta i crociato hanno mostrato carattere in abbondanza.

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Il conferimento dei dati personali è facoltativo, ma esso è in parte necessario (cioè per quei dati le cui caselle sono contraddistinte da un asterisco) affinché Gabriele Majo possa soddisfare le esigenze dell’utente nell’ambito delle funzionalità del sito. Il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali contrassegnati da un asterisco, in quanto necessari per l'esecuzione della prestazione richiesta, non rende possibile tale esecuzione; mentre il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali facoltativi non necessari non comporta alcuna conseguenza.
Categorie di dati personali oggetto di trattamento
Oltre ai dati personali conferiti direttamente dagli utenti (quali nome, cognome, indirizzo postale, di posta elettronica, ecc.), in fase di connessione al sito, i sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del sito stesso acquisiscono indirettamente alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Tali dati vengono trattati al solo fine di effettuare indagini statistiche anonime.

Categorie di soggetti che potranno venire a conoscenza dei dati personali degli utenti
I dati personali potranno essere portati a conoscenza di dipendenti o collaboratori che, operando sotto la diretta autorità di quest’ultimo, sono nominati responsabili o incaricati del trattamento ai sensi degli artt. 29 e 30 del Codice e che riceveranno al riguardo adeguate istruzioni operative; lo stesso avverrà – a cura dei Responsabili nominati dal Titolare - nei confronti dei dipendenti o collaboratori dei Responsabili.

Ambito di comunicazione o diffusione dei dati personali degli utenti
I dati personali forniti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on line non saranno comunicati a terzi o diffusi, salvo il caso di inserimento nel sito di nomi di vincitori di eventuali concorsi od operazioni a premio promossi da Gabriele Majo tramite il sito.

Titolare e Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento è Gabriele Majo

Responsabili del trattamento sono:
1) Il Sig. Gabriele Majo, titolare del sito
Fornitori di servizi:
Gabriele Majo si avvale di aziende specializzate per quanto riguarda la gestione dei propri server, la connettività, la realizzazione e gestione di software stand alone e web. Gli addetti alla gestione dei suddetti servizi potrebbero entrare in contatto con dispositivi contenenti i dati memorizzati sui nostri server:
1) Gruppo Pegaso di Rodia Maria Teresa, via Abbeveratoia 27a, 43126 Parma, per quanto concerne l’amministrazione e la gestione del sito, e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
2) Euromaster di Roberto Cirianni, Via Agostino Valiero 12, Roma (Rm), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
3) OVH Srl Via Trieste, 25 - 20097, San Donato Milanese (MI), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso o porzioni di sito.

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