IL MISTER / “LA MIA FOLLIA? LASCEREI FUORI AMAURI PER PUNTARE TUTTO, COME NELLO SCORSO CAMPIONATO, SU UNA SQUADRA VELOCISSIMA CHE SFRUTTI LE PECCHE DI UN’INTER TANTO FISICA QUANTO LENTA”

“Bisognerebbe replicare quanto accaduto contro la Roma, quando non fu decisivo soltanto il campo impraticabile, ma anche la capacità degli attaccanti di portare avanti la squadra con ampi spazi da coprire. Belfodil, subentrato ad Amauri fu decisivo e potrebbe fare parecchio male anche ai nerazzurri, se inserito in un tridente con il rampante Sansone e l’ex di turno Biabiany…”

image (4)(Il Mister) – Roberto Donadoni non ama il catenaccio. Ma, questo, accade soltanto sul campo. Fuori, come testimonia l’andamento dell’ultima settimana di allenamenti, cerca di ottenere l’effetto opposto. Da gran signore qual è evita attentamente ogni polemica con una classe pari a quella che da giocatore lo ha reso una delle ali più forti nella storia del calcio italiano (e non solo). Da esperto uomo di calcio, poi, quando ha di fronte un allenatore molto furbo come Andrea Stramaccioni fa di tutto per nascondere le proprie mosse. Venerdì, l’unica seduta prima della rifinitura al Tardini in cui è stata provata la formazione, è stato blindato Collecchio. Altrettanto è valso per l’ultimo collaudo di domenica sera allo stadio. E, soprattutto, per una conferenza stampa straordinariamente sparagnina dell’allenatore crociato, che si è ben guardato dall’aver dato il benché minimo indizio sulla formazione del Monday Night

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L’unica indicazione reale è che Jaime Valdés è recuperato e partirà dal primo minuto, tutto il resto è da intuire. Così, come accade in tutte le presentazioni di gara in cui Donadoni ci regala ben poco da discutere (soprattutto negando l’accesso alle sedute d’allenamento anche alla stampa, nonostante qualche settimana fa avesse promesso l’opposto), è il nostro turno di dimostrarsi mister e di provare a giocarsela a modo nostro, magari regalando qualche suggerimento al tecnico del Parma, da sempre molto attento alla critica costruttiva. Ecco dunque come mi giocherei io la sfida con l’Inter. I presupposti sono due: lo splendido successo del Parma contro i nerazzurri nello scorso girone di ritorno e l’atteggiamento di Stramaccioni. L’allenatore interista, che la settimana scorsa in un’intervista a "Sette" ha svelato di essere stato un osservatore proprio del Parma prima di diventare mister, è un autentico perfezionista, che basa gran parte delle proprie scelte sulle informazioni che gli arrivano sull’avversario di turno. Quando allenava gli Allievi della Roma, mandava un amico a filmare le partite della squadra che avrebbe incontrato e, per la prima seduta d’allenamento della settimana, voleva già conoscere le misure del campo in cui i suoi avrebbero giocato. Se faceva così a quei livelli, immaginatevi quanto possa ragionare sulle mosse di Donadoni alla vigilia di una partita che per il tecnico nerazzurro è cruciale alla luce del ko di Bergamo e del pareggio sofferto con il Cagliari. Stramaccioni, quindi, arriverà privo dello squalificato Cassano e dell’epurato Sneijder. E, per quello che so di lui, penso che ne approfitterà per rinfoltire la mediana con il recuperato Guarin in un 3-5-2 che punterà meno del solito a spaccare in due la partita per giocarsela in avanti con il tridente pesante composto in pianta stabile da Milito e Palacio (più FantAntonio, solitamente). Sarà un’Inter più accorta del solito, uno svantaggio per Donadoni. Che, però, potrà ancora far leva sui due difetti principali dell’avversario. Una squadra che tende ad allungarsi troppo in campo e, quindi, in campo aperto finisce per lasciare troppo sola una retroguardia a tre abbastanza statica (escluso Juan Jesus). E, qui, si torna al fantastico 3-1 dello scorso anno, quando Donadoni stupì tutti schierando il Parma con un 3-5-2 nel quale le punte erano Marques e Giovinco, gli esterni Jonathan e Biabiany (a sinistra) e in mediana si muovevano Valiani, Valdés e Galloppa. Una squadra molto offensiva, con quattro giocatori velocissimi in avanti che fecero la differenza sfruttando le pecche di un’Inter tanto fisica quanto lenta. Proprio per questo, me la giocherei in un modo analogo. Prenderei di buono le indicazioni date recentemente dal Parma, che sembra più a suo agio con un 4-3-3 duttile che con un 3-5-2, e aggiungerei una mossa a sorpresa che il razionale Stramaccioni non potrebbe prevedere. Come potete vedere dalla formazione in grafica, sì, io punterei su una follia autentica. Quella di lasciare fuori dalla formazione titolare Amauri. Dalla mia prospettiva, infatti, l’obiettivo di Donadoni dovrebbe essere quello di replicare quanto accaduto contro la Roma. Quando non fu decisivo soltanto il campo impraticabile, quanto anche la capacità degli attaccanti di portare avanti la squadra con ampi spazi da coprire. Belfodil, da questo punto di vista, fu decisivo subentrando al posto dell’infortunato Amauri. E, a mio avviso, potrebbe fare parecchio male se inserito in un tridente con il rampante Sansone (a proposito, il ragazzo si sta esercitando nelle punizioni "alla Cristiano Ronaldo", speriamo di vederle presto in partita) e l’ex di turno Biabiany. Tre attaccanti capaci di scambiarsi costantemente la posizione e di far girare la testa alla difesa interista, una soluzione che con Amauri viene meno per la necessità di cercare l’italo-brasiliano quasi esclusivamente con i cross dalle fasce. Per il resto, toccherei il meno possibile il 4-3-3 delle ultime settimane. Dentro un lottatore come Acquah al posto dello squalificato Parolo e spazio ancora a Marchionni, con il rientro di Gobbi sulla fascia sinistra di difesa. La soluzione migliore per giocarsela a viso aperto, senza pensare troppo alle qualità dell’Inter, ma sfruttandone comunque i lati deboli. Come Donadoni ha saputo fare pochi mesi fa, come speriamo che possa fare anche questa volta…

 

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

3 pensieri riguardo “IL MISTER / “LA MIA FOLLIA? LASCEREI FUORI AMAURI PER PUNTARE TUTTO, COME NELLO SCORSO CAMPIONATO, SU UNA SQUADRA VELOCISSIMA CHE SFRUTTI LE PECCHE DI UN’INTER TANTO FISICA QUANTO LENTA”

  • 26 Novembre 2012 in 08:32
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    Completamente d'accordo!!
    Angioldo

  • 26 Novembre 2012 in 10:23
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    che belfodil e sansone siano cosi' veloci pero' non mi risulta…o quantomeno qualcuno mi dimostri che lo siano piu' dei difensori dell'inDer,non mi risulta inoltre che bradipo lucio giochi ancora per i nerazzurri

  • 26 Novembre 2012 in 13:44
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    già, anche secondo me sta cosa andava bene l'anno scorso, con Lucio.
    Credo poi che con l'Inter obbligato alle due punte, Donadoni partirà con la difesa a tre.

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