LA STORIA DI ITALIA-FRANCIA / NON CI SIAMO MAI TANTO AMATI…

DSC00134(Luca Savarese) – Italia-Francia non sarà mai una partita come le altre: troppo italiani noi per non tentare anche se il contesto è amichevole, qualche sgambetto ai napoleonici. Troppo francesi loro per non fare qualche scherzetto a les italiens, che sia una sgambata o una gara ufficiale, poco importa. Cugini europei che da sempre non si sono mai tanto amati…

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Andiamo indietro di centododici anni: 15 maggio 1910. All’Arena civica di Milano voluta da Napoleone, guarda un po’, gli italiani che non si chiamavano ancora azzurri perchè giocavano in bianco battono la Francia, largamente, finisce 6 a 2. Partita che resterà negli annali: fu infatti la prima volta dell’Italia del calcio, esordio assoluto. Sugli scudi il milanista Pietro Lana, autore del primo gol italiano della storia e poi di una gara maiuscola: tre dei sei centri, ebbero la sua firma.

Intanto la rivalità continua: noi gli diamo dei sofisticati, loro ci danno dei sempliciotti. Le prime sfide somigliano a delle vere caccie grosse tutte italiane, ci mangiamo i galletti in tutti i modi. Bologna, 1931, con Pozzo in panca ci pensa Pepin Meazza che Gianni Brera battezzò, nel giorno della morte del centravanti, il folber, cioè uno nato per giocare a football.

Poi venne il 1938, mondiale in casa loro e vittoria tutta nostra ai quarti,li facciamo fuori nei supplementari con doppietta di Pioli e rete di Colaussi.

Ecco dunque il 1978, ci gioca e si balla a ritmo di tango argentino. Andiamo sotto con Lacombe ma ci rifacciamo con Rossi e Zaccarelli. Venti anni dopo e in Francia ci fermano loro o meglio, sbattiamo noi su una traversa che fa ancora male: quella colpita da Gigi Di Biagio che ci elimina dal mondiale e li lancia alla vittoria finale. Quattro anni dopo ed arriva un altro schiaffo, forse vogliono farci pagare gli altri precedenti kappao contro di noi. E a Rotterdam, che diverrà poi nelle nostre menti Rotterdram, con Wiltord e Trezeguet ci tolgono un europeo già nostro.

Nel 2006 a Berlino, ci rifacciamo eccome, con gli interessi. Sono passati tanti volti, tante strategie diversi papati ma Italia e Francia sono lì, a scrutarsi e a schernirsi. Non dite loro però di amarsi, non sanno proprio come farlo. Luca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.