METTI UNA DOMENICA MATTINA CON UGO RUSSO. UNA CAREZZA DI UMANITA’

La presentazione di “Un microfono a due facce”, organizzata da stadiotardini.com all’Aquila Longhi e condotta dal direttore Gabriele Majo, vista da Luca Savarese, autore di "Carmina Parma”, arrivato apposta da Milano con papà… GUARDA LE FOTO DI ALESSANDRO BOCELLI E GUSTA L’EVENTO NEI FILMATI DI JONATHAN BELLETTI

DSC09716(Luca Savarese) – Parafrasando la famosa frase del mandato di Papa Giovanni XXIII, espresso nel discorso alla luna, portate una carezza ai vostri bambini, portiamo una carezza a tutti quelli che hanno il calcio nel cuore: parole e musica, visto la sua doppia veste di radiocronista e cantante imitatore, che trapelano dall’incontro con Ugo Russo, un papà, un amico fidato. Mentre molti s’intristiscono per la giornata piovosa, ed alcuni cercano improbabili cavalcate o castagnate o sortite tra colpi di caccia e pesca, ecco che ci è stato anche chi ha avuto la fortuna di ritrovarsi presso il Circolo Arci Aquila Longhi, in vicolo Santa Maria a Parma, luogo di antichi sapori e nuove essenze made in Parma calcio: foto di schiere di pedatori gialloblù appese alle pareti, vari gagliardetti e stemmi, capisaldi del dna parmense, dove una simpatica cricca di signori ti dà il benvenuto con una torta offerta ed un’accoglienza vera.  Qui il duo Majo-Russo mette insieme una conferenza che parte come presentazione del volume di Ugo Russo Un microfono a due facce e che fa di più: presenta un’umanità che è essa stessa un fine libro di discrezione e serenità.

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Majo-81Piccola convention che non ha nulla di formale ma crea il gusto di una tavola rotonda piacevole e che staresti ad ascoltare all’infinito, sulle vicende di Ugo Russo, raccontate e sorseggiate, proposte ed indicate con quelle leggerezza di chi ha davvero qualcosa da dirti e da darti. La storica voice di Tutto il calcio minuto per minuto diventa per una mattina voce, parole, ricordi, pensieri ed aneddoti per un pubblico interessato e docile a questa lezione sui generis dai cliché che ultimamente Majo-65impongono senza proporre, il prodotto calcio. Nella chiacchierata tra Majo-Russo ed i presenti, si parla di calcio e oltre, e si riesce a percepirne tutta la fragranza. Siate sempre pronti a mettervi a disposizione, a fare sacrifici e ad essere molto umili, suggerisce Ugo ai giovani desiderosi di intraprendere la carriera di giornalista o di radiocronista. In questa maniera  con certezza, si arriva. Un dottor Jekyll e un mister Hyde  come lo definisce Majo all’inizio del dibattito, un trasformista agile che ha sperimentato sia il Majo-132volto dell’imitatore-sosia di cantanti, che quello di giornalista. Intuiamo, sentendolo parlare, che queste due facce siano in fondo di una stessa medaglia,della quale, nel mondo urlante e scontato dei telecronisti che van per la maggiore nel calcio rumoroso del XXI secolo, sembra essersi perso lo stampino. Ugo dice che la vita è un palcoscenico, che siamo al cospetto della vita e di quello che ci offre e che quando parli e sei tu al centro della scena è qualcosa che ti inebria, sei tu che comandi l’orchestra, che hai la bacchetta e ti isoli e canti e ti senti come se ti sentissi sollevato da terra. La stessa forza, le stesse sensazioni, sia per la voce che crea spassose ed attendibilissime imitazioni, sia per il timbro che passa in rassegna le formazioni di due squadre.  Gli anni della scuola superiore, sono stati la sua palestra di vita, dove si divertiva ad imitare cantanti e canzoni, dai Cugini di campagna a Berry White. Poi imitò Sandro Ciotti del quale regala un assolo in diretta Majo-128e Niccolo Carosio che riproduce fedelmente in un passo nella versione rigorosa della radiocronaca lapidaria di Italia-Corea del Nord al mondiale inglese del 1966. Un vita di mimesi che lo ha poi portato a giocarsi le sue carte e le sue corde vocali anche tra i quartieri di Tutto il calcio minuto per minuto, dove la vita non era così facile come forse la si poteva immaginare ascoltandola ed eccolo Majo-157narrare di un certo signor Fisco che aveva la casa vista Marassi a Genova e che sotto compensi, accoglieva Ugo e la sua truppa che da lì, consegnavano alle orecchie degli ascoltatori la partita in questione. Accenti ed assoli quindi, che vanno a braccetto nel percorso di Ugo. Una nota rischiava però di diventare drammatica ma è invece diventata nuova melodia: Livorno, 4 settembre 2011 ed una radiocronaca di Livorno-Nocerina che spettava a lui e mai trasmessa perché una forte ischemia cerebrale lo colse di 0 cop_Microfonosorpresa: undici giorni di coma e, quando gli spartiti sembravano dover rimanere vuoti per sempre, ecco una prodigiosa ripresa, senza scorie, senza tracce, quasi come se il buon Dio salvandolo, gli avesse lasciato quello che ama di più, la sua voce e la sua arte di immergersi in infiniti personaggi: come quel Demis Roussos che, propone con un consenso universale. All’ improvviso poi il dolce simposio si arricchisce ulteriormente. Sembra la casa di Fedro dove i filosofi si riunivano per parlare della natura di Eros. Al circolo Aquila si parla della natura umana del dio pallone. Come un deus ex machina spunta Pietro Leonardi, si proprio lui, il dirigente dei crociati che lascia per un attimo i panni del dirigente e racconta i suoi ricordi di Ugo Russo, degli ambienti romani e delle radiocronache che sentiva prima da bambino tifoso laziale e poi da grande come dirigente dell’Empoli quando dopo aver battuto il Vicenza Majo-146scoprì, con la radiolina, che l’Atalanta non fece risultato e, l’allora suo Empoli ,era così salvo. Da esportare il botta e risposta tra Ugo e Leonardi: Aspetta prima di andare al Barcellona o altrove,a Parma si sta bene, e Parma ha bisogno di persone vere, genuine,oneste ed intenditrici di calcio. Lunga vita a Leonardi al Parma.   Consiglia Ugo. Per me Parma e il Parma sono un punto d’arrivo,io quando mi alzo la domenica mattina ho dentro un fuoco per la partita che Majo-133si spegne solo alle cinque. Risponde Pietro. L’umanità di Ugo sussurra all’umanità dell’a.d di lasciarsi andare e sentiamo parlare un dirigente con il cuore e non di conti.  Ma come ha detto pochi giorni fa Barak Obama in, in questa conferenza dal volto, anzi dai volti umani, il meglio deve ancora venire,anzi è un crescendo di emozioni.Parla anche l’ex fischietto parmigiano Alberto Michelotti che guarda Ugo e gli dice: Mi hai commosso, non ti credevo così umano. Un arbitro che si commuove non lo avevamo sinceramente ancora visto. Poteri e magie di Majo e della sua band che senza nessun saccentone da ultima moda televisiva, parla di calcio e vita in un modo così intenso e liscio che quando ti alzi dalla seggiola, ti domandi, ma stavo sognando o li ho ascoltati veramente? Oggi l’invidia ha superato l’amicizia sentenzia Ugo dopo un’osservazione di Giancarlo Ceci, voce storica dei gialloblù, sull’amicizia,vero mastice per lui, dei cronisti di lunga data e dura tempra. Si, questa mattina Majo-199al Circolo Aquila Longhi se n’e respirata parecchia, sana, onesta, senza compromessi. A tutti quelli che non c’erano, non resta che dire la frase usata dai tifosi napoletani e rivolta ai defunti, quando vinsero il primo scudetto: non sapete quello che vi siete persi. Quelli che c’erano si sono riconciliati con il calcio, e non solo.

 

 

 

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

2 pensieri riguardo “METTI UNA DOMENICA MATTINA CON UGO RUSSO. UNA CAREZZA DI UMANITA’

  • 12 Novembre 2012 in 10:49
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    SAVARESE FOREVER!!!
    sangue gialloblu nelle vene, un cuore crociato che pulsa, io lo proporrei in pianta stabile nella società parmense; non può che portare un contributo costante, sincero, incondizionato, fresco e nuovo nell'ambiente.
    Cordialmente,
    Alessandro

  • 12 Novembre 2012 in 14:55
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    Grande Sava! Deve essere stato proprio un incontro notevole, mi è spiaciuto non esserci. Continuate così! Le tv satellitari se li scordano momenti così! By Lorenzo da Forlì, calciofilo

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