PARMA-INTER1-0, ECCO LA VITTORIA CHE PUO’ STRAVOLGERE IL COPIONE…

(Luca Russo) – Eccola la vittoria che può stravolgere il copione della nostra stagione. Eccolo lo scalpo eccellente che ci serviva fare per finire sotto le luci dei riflettori. Se siamo pronti per l’Europa, e a giudicare dalla prestazione contro i nerazzurri milanesi sembrerebbe di sì, a dircelo sarà la sfida contro la Lazio. A Roma saremo attesi dal primo vero banco di prova dell’anno: una vittoria ci spalancherebbe scenari che fino a due settimane fa non era lecito ritenere alla portata del Parma. Di quel Parma, sia chiaro. Perché quello ammirato, sì è il caso di dirlo, contro la Stramaccioni Band, non ha niente, ma proprio niente, della squadra che se l’è vista brutta sia a Catania che a Pescara, tanto per citare due partite in cui non abbiamo reso al massimo delle nostre potenzialità. Un Parma che, oltre ai tre punti strappati a Zanetti e compagni, ha inviato un segnale chiaro ed abbastanza forte al resto della compagnia: per ora, al Tardini non si passa.

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DSC00005Non ci è riuscito nessuno quest’anno, nemmeno l’Inter che all’Ennio cercava quei punti necessari per rimettere il proprio fiato sul collo della Juventus. Ma che sul nostro campo, invece, nulla ha potuto contro il miglior Parma della stagione, peraltro penalizzato da una direzione di gara tutt’altro che casalinga e simile a quella di cui aveva sofferto il Cagliari (contro il Napoli, vittorioso con una rete viziata da fuorigioco) nel primo posticipo di giornata. Ma torniamo a noi. E al miglior Parma della stagione. Che tale è stato non solo per merito di chi è sceso in DSC00008campo: nella vittoria che ci lancia ai margini della zona Euro, c’è, e si vede lontano un miglio, la mano di Donadoni. Il quale ha forgiato e presentato un undici in grado non solo di tenere in scacco l’Inter dal principio alla fine dell’incontro, ma anche di occuparsi delle due fasi senza concedere poi più di tanto alla qualità che i nerazzurri possono spendere dalla cintola in su (alzi la mano chi ha avuto l’impressione che i nerazzurri prima o dopo potessero segnare). Tanta roba per una squadra che nei turni precedenti solo raramente era riuscita a conciliare la DSC00016necessità di far gol con quella di evitarne. Del resto, se si dice che la potenza è nulla senza controllo, un motivo deve pur esserci. E allora: cosa ce ne faremmo di un Biabiany in forma così smagliante, se dietro non ci fosse un Paletta ad arginare, come la più insormontabile delle dighe, le esondazioni nerazzurre? E cosa ne sarebbe degli spunti di Rosi in assenza di un Acquah disposto a rimetterci il menisco pur di saccheggiare un pallone dopo l’altro dalle gambe degli avversari? E, last but not least, a cosa servirebbero le parate di un Mirante mai DSC00010insuperabile come questa sera, se davanti non ci pensasse Sansone a incenerire le ambizioni scudetto della compagine nerazzurra? Tre domande che hanno tutte la stessa risposta: è inutile disporre di un buon attacco quando il pacchetto arretrato si lascia bucare con estrema facilità, e, al contrario, una difesa d’acciaio serve a poco, molto poco, se il reparto avanzato non riesce a tagliare nemmeno quelle retroguardie tenere come il tonno. Al Parma, per una volta, è riuscito, ed anche abbastanza bene, interpretare sia una fase che l’altra: solido come un marmo di Carrara dietro e graffiante come una tigre in avanti. Fossimo nell’aquila Olimpia, da qui a domenica non dormiremmo sonni tranquilli… Luca Russo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

4 pensieri riguardo “PARMA-INTER1-0, ECCO LA VITTORIA CHE PUO’ STRAVOLGERE IL COPIONE…

  • 27 Novembre 2012 in 01:45
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    Grande Russo, ma non esaltiamoci. Questa sera al Tardini c'ero anch'io, complice un infortunio dell'inossidabile ultras Baroni. Io ho apprezzato Donadoni per un motivo soprattutto. La sua placida calma nel primo tempo quando le sue scommesse giovanissime (il bianco e lo scuro) erano deludenti ed immaturi. Quella perdita di acqua a centro campo e quella fascia sinistra senza mordente avrebbero scoraggiato chiunque. Ma lui ha insistito coi suoi giovincielli ed incredibilmente ha avuto ragione. L'ho visto anch'io lo scuro che sradicava palloni nel secondo tempo e che li giocava tutti come un veterano di mille battaglie. E l'ho visto quel ragazzino (che fortuna segnare in mondo visione) che si è fatto 50 metri per suggellare una gloria che speriamo non effimera. Ma su quel goal ho visto chi ha aperto la difesa neroazzurra con un movimento da grande attaccante. Su quel primo tempo incolore del centrocampista ho visto Gobbi e Marchionni tamponare con antica sagacia. Ora siam qui a festeggiare i nuovi talenti, ma non saranno sempre brindisi. Il portiere eccezionale incapperà prima o poi in qualche papera, il mezzo fondista (staasera tartassato, complice l'arbitro) non farà sempre miracoli, qualche tracollo succederà. Però godiamoci il raggiungimento nel girone di andata della quota salvezza (metà di quaranta son venti) cercando di mettere qualche punticino in più per non fare la strada in salita nel girone di ritorno. E godiamoci il nostro allenatore (che se dopo l'inserimento del terzino al posto di Rosi, se avesse segnato con quel colpo di testa, lo avremmo dovuto chiamare paragnosta) che le azzecca tutte e sta forse solo aspettando la maturazione del greco e del colombiano (lo scozzese è un sogno solo mio) per non bruciar loro le ali. Il paradiso può attendere, ma stasera ho proprio goduto, immaginando piena maturazione di quella fascia destra dove Rosi, Marchionni e bep bep faranno passare sonni poco tranquilli a molti allenatori del campionato.

  • 27 Novembre 2012 in 07:23
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    Eh si tutto vero quanto scritto sopra! Con un distinguo, a me Sansone è piaciuto un sacco anche nel primo tempo e di Acquah va detto che reggere la spinta dell'inter in mezzo a due ex attaccanti come Valdes e Marchionni è molto impegnativo dal punto di vista atletico, ma se l'è cavata bene.Aspettando Ninis e Pabon, stropicciamoci gli occhi e guardiamo avanti con serenità.Grazie Mister per il calcio propositivo che ci offri,anche in trasferta vogliamo giocarcela con chiunque a partire dalle prossime due (Lazio e Atalanta).

  • 27 Novembre 2012 in 09:42
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    Come sempre bello e conciso il commento di Luca Russo. Complimenti a lui, ma complimenti al nostro Parma… Davide

  • 27 Novembre 2012 in 12:47
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    se il parma vero è questo vuol dire che abbiamo finalmente trovato un assetto equilibrato e soddisfacente,certo si fà ancora fatica ad "andar dentro" si creano potenziali occasioni da gol ….e vere e propie palle gol ne ho contate tre/4 …ma insomma davanti c era l inter,(che è la seconda forza del cmpionato nolente o volente)ed era impensabile pensare di "impallinarli" nonostante una nostra netta e continua superiorità territoriale e di iniziative,interrotte solo da episodiche fiammate dei nerazzurri dovute ad colpo di testa su calcio da fermo,e su un tiro (gran botta!)da distanza a siderale di guarin…abbiamo giocato con una concentrazione,un verve,e mostrato una condizione fisica invidiabile…..marchionni(quant è utile!!!) ,amauri(lotta da vero leone) sono l esperienza che si fonde all esuberanza dei vari rosi, acquah,sansone ecc…e poi byabiani!!!…ieri sontuoso…qualche leziosismo di troppo nel primo tempo ma…..è il nostro valore aggiunto !imprescindibile per il parma ..se trova continuità….non me lo fater nemmeno dire..e un grazie anche al mister che ora ragiona anche sulle caratyteristiche degli avversari riesce a plasmare la squadra secondo esigenze,…ottimo direi tutto anche troppo bello….MA….
    ADESSO è ORA DI DARE CONTINUITà ALLE PRESTAZIONI in termini di gioco e mentalità in primis e anche di risultati nel limite del possibile….DOMENICA AL OLIMPICO UN TEST SEVERO E PROBANTE….RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A STRAPPARE UN PUNTO IN MANIERA CONVINCENTE O DOVREMO ASSISTERE ALLA SOLITA PICCHIATA CHE ACCOMPAGNA IL PARMA QUANDO è IL MOMENTEO DI FARE SUL SERIO??(per sul serio intendo altri punti per la salvezza ..non sofferta eh!!…)qualcuno in televisione ha detto che non abbiamo nel nostro dna questa dote……..vediamo
    filippo1968

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