SPORT CIVILTA’ – ABETE: “JUVENTUS E INTER ANZICHE’ PENSARE ALLE SCORIE DEL PASSATO SI PROIETTINO NEL FUTURO”. E SULL’EUROPA LEAGUE: “AVERLA SNOBBATA CI HA FATTO PERDERE UN POSTO IN CHAMPIONS. MA CON PLATINI ABBIAMO UN’IDEA PER RILANCIARLA…”

Video intervista con il presidente federale, che a Sport Civiltà ha ricevuto il Premio Dirigente: “Parma ha risposto alla grande al richiamo della nazionale”. Sui fischi alla Marsigliese coperti dagli applausi: “Molto spesso gli stadi sono utilizzati per del protagonismo becero di qualcuno che prevarica la dimensione corretta della gran parte dei tifosi: questo determina un disagio, un disturbo, dà una immagine negativa da evitare. Vanno attuati meccanismi di comportamento virtuoso per contrastare questo becero protagonismo”

(gmajo) – L’iper produzione di stadiotardini.com su Sport Civiltà ci porta a pubblicare quasi 24 ore dopo la registrazione l’interessante intervista che il presidente della FIGC Giancarlo Abete ci ha concesso ieri, a margine del Premio Internazionale celebratosi con l’evento al Teatro Regio presentato da Massimo De Luca e Francesca Strozzi (il filmato integrale andrà in onda in prima serata domani sera, mercoledì, su Tv Parma). Abbiamo cercato di evidenziare già nella titolazione alcuni degli argomenti trattati: ma se ci seguite all’interno troverete la trascrizione ragionata delle sue parole sui veleni post Calciopoli che ancora disturbano il nostro calcio (vedesi l’esternazione morattiana, che per qualcuno potrebbe influenzare negativamente l’operato dell’arbitro nel “posticipissimo” di lunedì sera), la revisione dei campionati che qualcuno (non certo i club dalle dimensioni del Parma) vorrebbero ridotto a 18 squadre e lo scarso appeal della Europa League che si è tradotto con un autogol del calcio italiano nella superiore Champions e la rivoluzionaria proposta per rilanciarla…

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Se parliamo qui su stadiotardini.com delle beghe tra Inter e Juve è proprio perché c’è il rischio di qualche ripercussione nella prossima partita. Il presidente federale invita però i due club a non fossilizzarsi sul passato, ma a guarda con animo sereno il futuro: “Questo non significa – ha spiegato Abete non mantenere le proprie posizioni fortemente differenziate, e mi riferisco a Calciopoli e a questa competizione che da sempre accompagna i grandi club, però il futuro ci proietta su una qualità diversa degli stadi, sulla valorizzazione dei vivai, sulla competitività a livello internazionale, sull’equilibrio costi ricavi, sull’abbattimento di ogni forma di vicinanza nei confronti dei violenti. Le scorie riguardano più il passato che non il futuro e questo non penso che  sia di interesse né dei club, né del calcio italiano”. Sul palco, durante la premiazione, Massimo De Luca ha più volte sollecitato il numero uno della FIGC (che avrebbe dovuto ricevere il Premio Dirigente dalle mani del presidente del Parma FC Tommaso Ghirardi, costretto alla dolorosa defezione dall’influenza che già gli aveva fatto disertare la trasferta al Friuli, e che è stato sostituto da Gian Paolo Dallara, leader della omonima casa automobilistica) sul tema della revisione dei campionati, insistendo soprattutto sulla riduzione delle squadre iscritte alla serie A. Ma per Abete questa non sarebbe la panacea di tutti i mali, come ha ribadito a stadiotardini.com durante le interviste a margine della premiazione: “E’ una opportunità quella di avere un campionato più snello per poter avere una maggiore competitività a livello internazionale, meglio qualificare gli impegni ed evitare questo sovraffollamento del calendario internazionale, soprattutto per i club italiani che danno giocatori a tutte le nazionali, non soltanto a quella italiana, però ricordavo sul palco che nei cinque campionati principali europei, soltanto in Germania hanno un campionato a 18 squadre. La Spagna sta vincendo in tutto quanto il mondo con un campionato a 20 squadre, l’Inghilterra ha una Premier League di qualità con 20 squadre, la stessa cosa avviene per la Francia: quindi bisogna cercare da una parte di lavorare in questa direzione, dall’altra parte di non commettere l’errore di creare un collegamento diretto tra la riduzione del numero delle squadre e un miglior livello competitivo del nostro calcio, perché quello che vale per l’Italia può tranquillamente valere per l’Inghilterra, che tra l’altro dà un valore alle Coppe nazionali, di gran lunga superiore di quello che ha l’Italia, per tradizione storica”. Il collega Orazio Giuseppe Vasta  di  Parmasera.it ha esteso la discussione su un altro tema interessante: al presidente federale ha chiesto: “Il nostro campionato ha perso, negli anni, la nomea del più bello in assoluto, ma rimane il più difficile perché comunque, tra le 20 squadre, il livello non è molto sproporzionato: perché, dunque, le nostre squadre faticano nelle coppe, soprattutto in Europa League?”. Rispondendo al quesito Abete ha svelato un progetto di ristrutturazione di quello che potremmo considerare il campionato continentale di serie B, che prevedrà una promozione diretta (per le prime qualificate) alla serie A, vale a dire la Champions. La proposta è dello stesso Abete, e ha già trovato l’avallo di Platini. Una notizia interessante per i tanti nostri lettori che sperano in un ritorno del Parma in Europa: dalla porta di servizio della Europa League potrebbe arrivare addirittura la Champions. Ecco la trascrizione integrale della risposta: “Quest’anno abbiamo la prova del nove, perché abbiamo quattro grandi squadre, comunque quattro squadre importanti, che giocano in Europa League: il Napoli, l’Inter, la Lazio e l’Udinese, sono tutte e quattro competitive, c’è qualche difficoltà in più per l’Udinese, ma possibilità per Napoli, Lazio ed Inter di andare avanti. C’è sempre stata, in Italia, una sottovalutazione dell’Europa League e questo è un grave errore, perché poi, con la sottovalutazione dell’Europa League, siamo arrivati a perdere la quarta squadra della Champions, a perdere posizioni nel ranking internazionale e l’Europa League vede primissime squadre, squadre di qualità che competono e quindi noi non dobbiamo avere l’impressione che esista solo la Champions League. D’altro canto quest’anno, dopo tantissimi anni, siamo andati a fare la Champions a gironi soltanto con due squadre, perché avevamo la terza squadra ai preliminari, l’Udinese, che ha perduto lo spareggio per il secondo anno consecutivo e noi ci troviamo ad avere soltanto due tra le 32 squadre che partecipano ai gruppi della Champions League, quindi bisogna valorizzare l’Europa League che peraltro dà l’opportunità di poter competere poi nella Supercoppa, per il vincitore. C’è una mia proposta e poi c’è anche un impegno del presidente Platini, che lo sta portando avanti, in maniera idonea, di valorizzare i risultati ottenuti nella Europa League facendo sì che le prime squadre che si qualificano nella Europa League possano accedere alla Champions dell’anno successivo. Questo aiuterebbe molto, perché di fatto un club, nel momento in cui inizia una stagione, e partecipa all’Europa League, ha due opportunità per arrivare alla Champions: o quella di qualificarsi in maniera significativa nel proprio campionato, o quella di arrivare nelle prime posizioni dell’Europa League.” Una anticipazione questa che sicuramente interesserà i tifosi gialloblù che possono, dunque, legittimamente sognare non solo di tornare nella piccola Europa, ma anche nella Grande… Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.