TARDINI COPERTO O RIFATTO PER IL CENTENARIO? NON E’ UNA MISSION IMPOSSIBLE…

I tifosi lo vorrebbero come regalo e la questione è meno ingarbugliata di quanto lo si creda: basterebbe un po’ di buona volontà ed apertura. Se il Comune alienasse il “diritto di superficie” il gioco sarebbe fatto. E non ci sarebbe neppure bisogno di attendere la fantomatica legge sugli stadi di proprietà…

DSC00187(gmajo) – Un Tardini con le Curve coperte o totalmente rifatto entro la data del Centenario? Non è una mission impossible: almeno, questa è la conclusione alla quale siamo giunti dopo un colloquio informale con Andrea Valentini (nella foto a fianco è al centro, con Vittorio Adorni a sinistra e Tonino Raffa a destra), attuale presidente di STS, nonché ex presidente dell’Istituto di Credito Sportivo. Riavvolgiamo il nastro di una settimana: esattamente a lunedì scorso, durante il convivio al Park Hotel Stendhal al termine di Sport Civiltà. Durante i saluti finali Valentini, a proposito di quel progetto da 200 milioni di euro per la totale riqualificazione dell’Ennio (rivelazione che a stadiotardini.com era stata fatta da in influente imprenditore parmigiano al quale sarebbe stato mostrato), ci ha spiegato che la cifra non poteva essere considerata verosimile, se si pensa che per lo Juventus Stadium ne sono stati spesi soltanto 135. In effetti sia a noi, che a qualche nostro lettore (specie quello che si era qualificato come “Il costruttore”) l’importo pareva piuttosto elevato, ma tanto ci era stato riferito dall’autorevole fonte. Ciò non toglie che, sia pure con importi del tutto differenti, si possa davvero arrivare entro dicembre 2013, ad avere un rinnovato Tardini

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La soluzione potrebbe risiedere nella alienazione, da parte del Comune di Parma, del cosiddetto “diritto di superficie” dell’intera area Tardini a favore del Parma F.C. (o di una delle sue emanazioni), in modo tale che il club possa ragionevolmente esser tutelato nel rientro nel medio-lungo termine del cospicuo investimento sostenuto. E, secondo Valentini, mettendoci un po’ di disponibilità ed apertura, si potrebbe operare fin da subito, nel rispetto delle leggi vigenti, facendo le cose per bene, senza dover attendere che giunga finalmente in porto la fantomatica legge sugli stadi di proprietà, il cui iter, come noto, è piuttosto tormentato. Sfruttando dunque gli odierni strumenti a disposizione non sarebbe fantascientifico ipotizzare un Tardini nuovo, completamente ristrutturato con risorse private, senza il ricorso alla finanze pubbliche. Del resto su quest’ultimo punto, al microfono di stadiotardini.com il sindaco Federico Pizzarotti (tra l’altro anche lui, lunedì scorso, ospite del banchetto di Sport Civiltà) era stato piuttosto categorico: “Ristrutturazione del Tardini? Sicuramente non c’è uno spazio per una spesa dell’amministrazione. C’è il Centenario? Spero che la società e la squadra facciano il loro dovere”. Il dovere della squadra è senza dubbio quello di tener alto sul campo il nome di Parma; il dovere di dare un’adeguata ospitalità ai propri tifosi, invece, dovrebbe essere della Società, ma questa, ovviamente, è portata ad investire su proprie strutture, non su quelle di proprietà comunale. Ed ecco, appunto, che l’escamotage, potrebbe essere l’alienazione da parte della Municipalità del cosiddetto “diritto di superficie”. Ci si può lavorare su e, come detto, nel pieno rispetto di quanto la Legge già prevede. Valentini mi è parso piuttosto ottimista sulla possibilità di raggiungere l’obiettivo in tempi brevi, cioè entro il Centenario, ma se si dovesse trovare la strada spianata di fronte il tutto diverrebbe più semplice. Ma non mancherebbero certo le complicazioni: posto che mi pare più probabile che l’intervento possa essere di maquillage totale e non parziale (la sola copertura delle Curve) durante i lavori il Parma dovrebbe emigrare altrove (rischio già paventato dall’ex responsabile marketing e commerciale Martino Ferrari, ora alla Fiorentina, che per primo aveva ipotizzato, ospite a Teleducato, il temporaneo trasferimento) perché difficilmente si potrebbe risolvere il tutto nei soli mesi estivi. In più dicembre 2013, Maya permettendo, è molto vicino, appena 12 mesi, e le pastoie burocratiche, da quanto mi pare di capire, non si sono ancora delineate, in quanto i vari soggetti mi paiono piuttosto ancorati sulle proprie posizioni. Ai tifosi gialloblù più della nuova piazza nell’antistadio del Tardini, ideata da Parma Brand, interessa che quella che tutti riconoscono come la loro casa sia abitabile e confortevole non solo negli spazi destinati all’upper class (dove il Parma FC e G Sport hanno dimostrato di saperci fare), ma anche nei popolari, dove, oggi non è esattamente così, nonostante sia l’anno di grazia 2012, e sia vergognoso – sono parole dell’AD Leonardi – che piova in testa ai supporters. Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

6 pensieri riguardo “TARDINI COPERTO O RIFATTO PER IL CENTENARIO? NON E’ UNA MISSION IMPOSSIBLE…

  • 26 Novembre 2012 in 15:06
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    Mi scusi Majo ma non capisco cosa significa: l’alienazione da parte della Municipalità del cosiddetto “diritto di superficie”. Vuol dire che il diritto di superficie passerebbe ad un privato? Se si, per quanti anni e con che vincoli? Passerebbe per forza al Parma FC di oggi o farebbero un asta pubblica? Il valore dell'area chi lo fisserebbe?
    Non ho ancora capito cosa farà il Parma in piazzale Risorgimento. Una specie di bar con i tavolini? Ci sarà anche un plateatico?
    Mi scusi le tante domande ma non saprei a chi altro farle. Forse al Parma ma non so se mi darebbe risposta.
    Possibile che di tutte queste opere in progetto nessuno ci mostri un disegno o almeno uno schizzo?
    Un caro saluto, Marcello

  • 26 Novembre 2012 in 15:30
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    Salve Marcello,
    non sono un grosso esperto della materia, ecco perché nel comporre il pezzo proposto non mi sono troppo sbilanciato, e limitato all'essenziale. Anche perché la questione merita di essere indubbiamente approfondita.
    Per quel che ne posso sapere o aver capito io – ma le due chiacchiere con Valentini erano in un contesto informale, né era una intervista ufficiale: ho solo riportato la correzione sul valore dell'operazione complessiva (poiché, in effetti, i 200 milioni di cui si era parlato, erano in effetti esagerati) e l'ipotesi di fattibilità entro il dicembre 2013, previa l'alienazione del diritto di superficie, vera e propria conditio "sine qua non". Il privato cui il pubblico alienerebbe sarebbe, ovviamente, il Parma FC, o più verosimilmente una delle sue controllate. Non conosco "l'istituto" in questione nei dettagli, per cui non saprei dirle, al momento, se la procedura di alienazione preveda un'asta pubblica, o altre forme. Non appena avrò avuto modo di approfondire cercherò, magari, di essere più preciso. Gli anni, immagino, possano essere 99, così come di solito avviene in questi casi (mi si perdoni l'esempio funebre, ma penso valga la stessa durata di tombe e cappelle cimiteriali).
    Come mi ha detto Alberto Volpi, presidente di Parma Brand, nell'intervista un conto è l'attività collaterale alla restaurata Palazzina Maria Luigia (il restauro, peraltro, mi è parso più interno che esterno) ora divenuta sede del nuovo negozio di merchandising del Parma FC, un conto è la copertura e il totale rifacimento dello stadio. Ghirardi, poco prima, al microfono di Radio Bruno aveva affermato che il Parma con la palazzina Maria Luigia ha iniziato a mettere mano alle strutture dell'Ennio, ma per altri interventi (appunto la copertura o il rifacimento) è indispensabile un certo mix di situazioni (che io leggo, appunto, con l'acquisizione dalla Municipalità del diritto di superficie: del resto come qualcuno ha scritto nello spazio commenti chi è che investirebbe del suo su un terreno di altri?)
    Bar e tavolini, saranno nella piazza ombelico, che secondo me ricaveranno all'interno dell'antistadio del Tardini e non all'esterno su Piazzale Risorgimento. Ma sono tutte cose che avverranno con relativa calma, non credo immediatamente. Anche se il Centenario è alle porte.
    I progetti saranno presentati quando tutto quaglierà: ora siamo nella fase dei "preliminari". Del resto della Palazzina del nuovo centro direzionale a Collecchio il progetto era stato illustrato e dato alla stampa a cose fatte. Ora non si sa neppure se la Municipalità abbia l'intenzione o meno di cedere il diritto di superficie, che pare essere l'elemento utile per sbloccare la situazione, e appunto a quali condizioni.
    A proposito di disegni, progetti, schizzi: anche in questo caso ne esistono molteplici. Ma a quanto si ha ragione di credere al momento non né è stato battezzato neppure uno. A tempo debito, immagino, ci diranno. Anche se a onor del vero con Parma Brand ci è stato illustrato più fumo che arrosto…
    Cordialmente gmajo

  • 26 Novembre 2012 in 15:35
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    Signor Majo grazie per la risposta. Complimenti per la completezza e la velocità che sempre la contraddistinguono. L'argomento è molto interessante, per fortuna che c'è lei ad informarci. Se uno si limitasse a leggere il sito del Parma, la Gazzetta, o a vedere i tg locali, sarebbe all'oscuro di tutto….. Un caro saluto, Marcello

  • 26 Novembre 2012 in 15:56
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    c'e' poco da "ricamarci" intorno,nessuno ci mettera' un euro se non avra' tornaconto,quindi
    fine del discorso

    SINGER

  • 26 Novembre 2012 in 17:10
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    A me il Tardini piacerebbe con tutti i settori uniformati alla medesima altezza e coperti…insomma, una specie di stadio all'inglese. Con una differenza: che non sarebbe necessario rifarlo daccapo, ma basterebbe, semplicemente, fargli un lifting abbastanza contenuto.

  • 26 Novembre 2012 in 19:12
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    Quando lo stadio venne rifatto dissero che le curve non potevano essere coperte, perchè troppo alte. Se era vero il problema rimane. Non so neppure se sia possibile rifare la copertura dei distinti, perchè mi pare sia in deroga.
    Se lo stadio rimane questo credo non possa cambiare granchè.

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