I BOYS, PARMA BRAND E GLI SPIGOLI DA SMUSSARE

Gli Ultras del Parma rivendicano un ruolo attivo per le celebrazioni del Centenario: “Crediamo fermamente di aver diritto di dire la nostra: che lo si voglia ammettere o meno, siamo stati parte integrante di più di un terzo della storia del Parma”. Ma Leonardi aveva già detto che la volontà del club “è quella di  assemblare tutte quelle che sono le realtà, le forme di associazionismo, vicine al Parma, perché sono loro che devono proporre, sono loro che dovranno organizzare e fare attivamente una festa che dura un anno intero e non soltanto per una giornata”. Il ruolo chiave di Settore Crociato, maitre à penser della materia…

boys parma brand(gmajo) – Quello striscione “Parma Brand una domanda vogliamo fare non c’è qualche spigolo da smussare?” issato domenica scorsa dai Boys era stato capito al volo da Pietro Leonardi, il quale prontamente, al microfono di Michele Angella di Teleducato, nell’immediato post partita, aveva spiegato che gli autori dello scritto intendevano riferirsi alla testa quadra dei reggiani. Altri, meno perspicaci, però (o ai quali non era stato precedentemente spiegato) ci hanno messo un po’ di più a capirlo: ad esempio qualcuno aveva chiesto lumi proprio a me, attraverso un SMS pervenuto a Calcio & Calcio. La spiegazione che diedi – perfettamente in linea con l’esatta interpretazione di Leonardi – non convinse, però, quel Saltimbanco di Boni, forse perché, essendo d’Oltr’Enza, qualche spigolo sulla capa ce l’ha pure lui… Questi stigmatizzò lo striscione, al punto da invocarne il sequestro preventivo da parte della Digos, non tanto per i contenuti offensivi, quanto perché, secondo lui non si capiva cosa volessero dire. Ma anziché cambiare il writer quei ragazzi hanno preferito oggi affidarsi al proprio sito per spiegare cosa volessero dire.

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“Parma Brand una domanda vogliamo fare non c’è qualche spigolo da smussare?” Questo è quanto abbiamo esposto in Nord durante la partita Parma- Cagliari. Cosa volevamo dire con questa frase? La nostra è stata in parte una domanda provocatoria ed in parte una presa di posizione. Infatti, lo scopo di questo striscione era di far notare ai tifosi di Parma che il simbolo scelto da Parma Brand non rappresenta nulla se non il cubo delle Teste Quadre di Reggio Emilia, e pure di ricordare a tutti (società compresa) che se non si coinvolgono i tifosi, non si celebra proprio un bel niente. La festa dei cento anni del Parma, è la festa della maglia e dei tifosi, uniche costanti nel ciclo di vita di una squadra! Abbiamo visto come nel corso degli anni siano cambiati i giocatori, gli allenatori e come si siano susseguiti burrascosi cambiamenti societari. In mezzo a tutto questo trambusto, i tifosi veri sono ancora al loro posto, nel nostro caso da 35 anni  a questa parte non ci siamo mossi di un millimetro. Quindi crediamo fermamente di aver diritto di dire la nostra e di partecipare attivamente alla celebrazione del centenario e di tutto quello che ne concerne poiché, che lo si voglia ammettere o meno, siamo stati parte integrante di più di un terzo della storia del  Parma!

Il virgolettato sopra riportato è la trascrizione di quanto spiegato su boysparma1977.it e non credo ci sia bisogno di ulteriori traduzioni neppure per chi è un uovo sodo (cioè, come argomentava Suor Donata del Liceo Sant’Orsola chi è un po’ duro di comprendonio, o chi è de coccio, come direbbe Leonardi). Vorrei solo specificare, però – sempre che non abbia male interpretato le parole dell’AD pronunziate in occasione della recente visita in Pediatria – che il club, a proposito del Centenario, è aperto ad ogni istanza che sorga spontanea dalla Comunità: immaginarsi, quindi se non verranno tenuti in debita considerazione i Boys, di cui – non solo a parole, ma anche in opere – hanno sempre ammesso che facciano parte integrante di più di un terzo della storia del Parma. Direttamente o attraverso i funzionari preposti del club (Melli e Levati) il presidente Ghirardi si è sempre mostrato attento al pensiero della base. Che ci sia un’ “apertura comunitaria” del Parma FC per il Centenario, oltre a quanto affermato in Pediatria da Leonardi (“E’ la vostra festa, non la mia: io sono qui solo da 4 anni, è giusto che festeggi che da anni segue con amore soffrendo o godendo questa squadra. Tante volte mi dicono che cosa farà il Parma per il Centenario? Il Parma farà degli eventi importanti, ma la nostra intenzione è quella di assemblare tutte quelle che sono le realtà, le forme di associazionismo, vicine al Parma, perché sono loro che devono proporre, sono loro che dovranno organizzare e fare attivamente una festa che dura un anno intero e non soltanto per una giornata”), lo dimostra anche il rinnovato sito web di Settore Crociato, il cui catenaccio sotto la testata è: “Apriamo le porte del Parma Calcio al suo Centenario”. Abbiamo ragione di credere che il vero maitre à penser della materia sia proprio lì. Ed è rassicurante sapere che sia cresciuto respirando il Vento della Nord. Ma affinché non prevalga quella che Achille Mezzadri, direttore di pramzanblog.com, definisce la logica delle parrocchiette, purtroppo, ahinoi, così praticata da queste parti. Vale lo stesso ragionamento buttato lì, con garbo, dal presidente della Corale Verdi Andrea Rinaldi, quando ha rilanciato l’idea del concerto verdiano al Tardini per il 200° del Cigno di Busseto e i 100 del Parma FC: “Uniamo le forze”. Chissà che il Centenario sia più forte delle piccinerie e dei personalismi e  non riesca a farci camminare tutti nella stessa direzione tutti insieme, appassionatamente. Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

3 pensieri riguardo “I BOYS, PARMA BRAND E GLI SPIGOLI DA SMUSSARE

  • 20 Dicembre 2012 in 18:33
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    Mi scuso per l'intrusione, ma non ho trovato altro spazio per porre il quesito. Premetto che non sono parmigiano e nemmeno tifo Parma, pur vivendo qui e seguendo attentamente le vicende della squadra crociata anche attraverso questo sito che reputo molto interessante e obiettivo. Vorrei sapere se il Direttore Generale della Lega Calcio dott. Brunelli, assiduo ospite delle cene, delle feste e degli eventi organizzati dal Parma FC, partecipa anche a tutti gli altri appuntamenti delle altre 19 società di serie A. Perchè se no ci vedo un pochino di parzialità. Ma come a cena con i dirigenti del Parma si e con quelli del Pescara no?
    Grazie per l'attenzione (sono all'esordio nello spazio commenti)
    Giuseppe F.

  • 20 Dicembre 2012 in 19:05
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    Buonasera Giuseppe F., benvenuto nella nostra community e grazie per l'apprezzamento espresso che ci inorgoglisce.
    Non ho idea se il DG Brunelli partecipi proprio a tutti, dico tutti, gli eventi delle (altre) 19 squadre di serie A, ma, ovviamente, il fatto di esser parmigiano lo agevola ad esser presente alle molteplici iniziative del Parma FC, dove è di casa. Ieri sera, tuttavia, non l'ho visto alla Cena degli sponsor di Monte delle Vigne e mi sono anche meravigliato di questo, giacché 12 mesi prima era presente, eccome, dal momento che mi aveva fatto ironicamente i complimenti, immagino perché avevo rimarcato l'iniziativa di Ghirardi di donare come strenna ai tifosi una cuffia gialla fosforescente come emblematica protesta nei confronti della Lega per via della disputata della famosa partita nella nebbia con il Palermo. In quella come in altre occasioni mi ero chiesto (pubblicamente, cioè scrivendolo qui): Ma quando si trovano a tavola o in Lega Ghirardi gliele canta a Brunelli, così come fa quando "arringa" i tifosi?
    Io non so se la parmigianità di Brunelli possa esser all'origine della decisione di far giocare Cagliari-Juventus al Tardini, magari pensava di fare un piacere a Ghirardi (che come noto è juventino): il fatto è che dare ospitalità a questa squadra non garba molto ai tifosi del Parma, i quali considerano i "gobbi" alla stregua dell'odiata Reggiana. E' pur vero, però, che i bianconeri sono odiati un po' dappertutto: quindi idiosincrasia tra tifosi a parte (qui è stato vinto diverse volte il premio fair play, dunque c'è fiducia nella civiltà del tifo ducale) non sarebbe stato meglio scegliere una sede geograficamente meno penalizzata dalle condizioni meteo?
    Cordialmente
    Gmajo

  • 21 Dicembre 2012 in 23:25
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    non dobimao ragionare da provicniali

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