MAJO A MILANO: A “SERIE B TV” HA RACCONTATO LA CADETTERIA E POI IN AUTO, AMICHEVOLMENTE, ALCUNI ANEDDOTI DELLA SUA VITA DA CRONISTA CROCIATO (E NON SOLO)

“Quando un’ora sembra una giornata. E molto di più…” – GUARDA IL “CARMINA CALENDAR 2013”

DSCF3396(Luca Savarese) – Milano 15 dicembre 2012 ore 17e15. In Duomo ci sono le bancarelle di Natale, alla Tiennale sono in corso i festeggiamenti per i centotredici anni di storia del Milan, in galleria corso Vittorio Emanuele impazza lo shopping sfrenato natalizio, le luminarie formano ovunque un grosso coro elettrico. Capita anche però che, negli studi di Infront in via Deruta si parli e si viva live la diciannovesima giornata del campionato di serie B. E’ in scena anche Gabriele Majo, direttore di stadiotardini.com, che, nobilita il duo formato da Massimo Caputi e Laura Esposto, nell’offrire analisi sulle partite del campionato cadetto. Vivendo a Milano, non posso non vederlo e stare un pochino con lui. Gli comunico questo desiderio, acconsente. Ci accordiamo di vederci dopo la diretta…

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DSCF3394Segue tutto il palinsesto delle gare, profetizza un arrivo sulla panchina patavina, depressa dopo la sconfitta interna contro il Sassuolo, di Ballardini o di Colomba e parla di una serie che, nell’attuale standard, il Parma ha toccato, e trionfalmente, solo per una stagione, quella 2008-09. C’è chi nasce e vive e muore per te cantava Claudio Baglioni a proposito dell’azzurro e della nazionale. Caro calcio e vivissima passione per le cose che sanno di te! La catabasi di Majo nella serie B finisce appena esce dagli studi. Qui atteso dal duo Savarese, senior, DSCF3398papà Luigi e junior, Luca, non inizia solo un percorso che porta il direttore di stadiotardini.com in stazione centrale per prendere il treno di ritorno a Parma ma, ecco, inaspettato, un racconto della Majo-persona. Tanti articoli, innumerevoli post, infiniti commenti, ed ulteriori commenti ai commenti, per una volta aspettano. Ora tocca a Gabriele che, qualità non comune a molti scontati gestori di un sito, ne riporta, mentre lo vedi dal vivo, alcuni argomenti ma, sa benissimo andare al di là e parlare d’altro. Gabriele è molto di più della sua ottima DSCF3395creazione telematica; per una volta esce dal contenitore di stadiotardini per entrare nel suoi contenuti; il suoi battiti, le corde della sua anima, i suoi ricordi, le note di una vita fatta di notizie dalle radio, non solo calcio agli inizi e non solo Parma ma anche i racconti di altri campanili per Radio Capital, dove, per amor del vero, poneva ascolto prima alla radio locale della squadra dove veniva inviato che, forniva curiosità sui protagonisti in questione e poi, forniva i suoi interventi. Già, la radio, fil rouge del suo percorso. Proprio le cuffiette si porta al seguito, dentro la messa in onda televisiva del programma sulla B. Racconta di aver seguito una sua scaletta e di aver dato ascolto agli inviati odierni di Tutto il calcio, fedeli al riporto dei fatti ma, un pochino disattenti sulla notifica dei marcatori precisi. Questa è una lezione: all’interno di un programma di una televisione del terzo millennio e all’ultimo grido, lui DSCF3397concede adito ai media di prima maniera, umile ed attento ascoltatore della realtà pallonara, non solo nelle forme asettiche in cui ce la vogliono propinare ultimamente, ma a trecento sessanta gradi, occhi ed orecchi, per una visione che ascolta e per un udito che guarda: sinestesia da diretta, by GM. Per un pomeriggio ho la possibilità di gustare il Majo uomo dopo che quotidianamente apprezzo il Majo giornalista e narratore di res parmensi. Nel tragitto in macchina io, crociato incantato, mi sento come quel frammento del profeta Geremia in DSCF3401cui si esclama quando le tue parole mi vennero incontro, io le divorati con avidità. Non è solo un viaggio verso la stazione ma, sembra una matriosca russa: dentro c’è un altro viaggio, quello di Gabriele. Parla del Parma targato 1989-90, di come fosse fatto da gente umile, capace di creare una squadra che ha vissuto molto bene l’ultimo anno di purgatorio prima di esplodere in A. Quell’anno non fu tutto oro ma, ci furono anche sette sconfitte consecutive nel bel mezzo del cammino. Ricorda quella data come l’inizio delle sue avventurose e DSCF3399vitalissime trasferte per far vivere a chi rimaneva a casa, cosa accadeva, come quando, con coraggio andò in avan scoperta a Cagliari perché capì l’importanza della sfida mentre molti inviati in trasferta non ci volevano andare, poco consci dell’alta classifica di quella formazione. Genuina e forte ma con anche fine tecnica come in Tarcisio Catanese, un fine dicitore di giocate ma, che molti, rimproveravano forse per la poca personalità. E’ una chiacchierata (o meglio un ammirato ascolto) nel traffico, bellissima e spontanea, io spero che i semafori siano tanti e tutti rossi, per godermi tutto il profumo di un Parma che non so perché ero ancora piccolo. Come quando in profumeria ti provi ogni sorta di profumo e speri che la profumiera non ti chieda cosa vuoi comprare perché, sei invaso da essenze uniche e finissime. Si, per un momento, avrei voluto che la stazione non arrivasse più. Un difetto del Parma di DSCF3402quegli anni? Da quando entrò di diritto a partecipare alle coppe, tutti iniziarono a pensare allo scudetto e quindi ad ambire, dimenticandosi quello che avevano costruito prima e da dove erano partiti. Forse di questa dimenticanza ne soffre anche il Parma di oggi… Poi arriviamo a destinazione. Proseguo il pezzo con Gabriele, mio papà va a parcheggiare, in fondo lui è milanista… Andiamo verso il tabellone che segnala le partenze, anche se ho in mente solo arrivi, nella mia testa, di parole e ed emozioni. Poi andiamo a bere un caffè, al bar, un sano momento di convivialità. Un piccolo simposio nella fretta di Milano, nel vagabondaggio caleidoscopico di gente della Centrale, in piedi davanti ad un bancone e ad una cioccolata lui, io vado di cappuccino e papà, nel frattempo ritornato, di caffè. Vien fuori che da bambino respirava il calcio con suo fratello più grande, che una volta a Roma, prima di un Lazio-Parma ha mangiato tanto e bene da arrivare in sede di commento satollo. E che quando mangia poi di solito ne beneficia anche la sua narratio. Non solo un giornalista ma un allegro cantastorie di passi di Parma intrecciati ai suoi passi, alle sue avventure professionali ed umane. E’ passata solo un’oretta nemmeno, ma mi sembra di aver vissuto con lui un’intera giornata. Aveva ragione Dante: quando sei così preso da una situazione piacevole, non ti accorgi del tempo e delle sue leggi. Chissà perché quando uno sta bene ad un certo punto devono sempre arrivare i treni. Ma è giusto così,lui ritorna nella sua base(ma anche indirettamente mia, di crociato incantato di Milano e di tutti gli altri affascinati crociati esuli) Parma, perché stadiotardini.com non può restare per troppo tempo senza il suo direttore che per un pomeriggio ha parlato di serie B, certo ma ha poi fatto sorseggiare un pochino di sé a due milanesi. Le cose semplici sono quelle che alla fine sono le più belle andava cantando San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia. Non l’avrei mai detto: non pensavo che la serie B fosse in fondo un pretesto per coccolarci ed essere coccolati da Gabriele, per fermarsi un attimo, perché le immagini di questo incontro nessuna rete mai le trasmetterà né in chiaro né a pagamento ma io, continuo a pensarle e, ne sono felice. Luca Savarese

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Luca non ci potrà credere, ma mi ha lasciato senza parole. Non ci potrà credere perché di parole l’ho inondato nel percorso da Via Deruta alla Centrale FS, ma ora non me ne rimane che una: GRAZIE. Grazie per come ha saputo dipingere la mia anima. E c’è riuscito perché ha un’ottima qualità: saper ascoltare. Non a caso anche lui è un aficionado di Tutto il Calcio Minuto per Minuto, e ama la radio. Grazie anche per il Carmina Calendar 2013 (e mi perdoni se é un po’ sgualcito…) che ha sfoderato al momento del nostro abbraccio crociato prima che la Freccia Bianca, gentilmente messami a disposizione dalla Lega B, mi riportasse a Parma. E il Parma sia felice di avere cuori crociati che pulsano così. Soprattutto nel giorno del suo 99° compleanno…

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 59 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.