martedì, Maggio 28, 2024
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MEZZADRI, DIRETTORE DI PRAMZANBLOG, E QUEL CONCERTO VERDIANO AL TARDINI CHE S’HA DA FARE. SE SI SAPRA’ SUPERARE LA LOGICA DELLE PARROCCHIETTE DEI TANTI SORRISI DI FACCIATA E DEI DISPETTI SOTTERRANEI…

Editorialino dell’ex capo-redattore di Gente, secondo cui, a parte la volontà di far fronte comune, è mancato “un comitato organizzatore che, dopo aver creduto nell’ottima idea di Rinaldi, avrebbe dovuto mettersi subito al lavoro coinvolgendo i grandi nomi, capaci di aggregazione, di superare gli ostacoli e di trovare gli sponsor per un evento legato alla memoria di Verdi e alla storia del Parma che meriterebbe una grande risonanza internazionale”

Concerto-verdian-crociato(Achille Mezzadri, da Pramzanblog.com) – Ieri, alla Corale Verdi, alla fine del concerto d’auguri per gli ex gialloblu, Andrea Rinaldi, presidente della “Verdi”, al microfono di Stadiotardini.com ha ribadito una sua proposta di oltre due anni fa, avallata allora anche dal grande basso parmigiano Michele Pertusi: l’organizzazione allo stadio Tardini di un grande concerto per celebrare contemporaneamente, nel nome di Verdi, il Bicentenario verdiano e il centenario del Parma Calcio. Noi non ci limitiamo ad “avallare”, sosteniamo che l’idea è bellissima, perfino “d’obbligo” – Ma abbiamo dubbi sulla sua possibile realizzazione – Il motivo?

Leggete all’interno…

 

Bicentenario verdiano e centenario del Parma calcio: ci può essere un filo conduttore unico per aggregare i due eventi, soprattutto in considerazione del fatto che la società calcistica fu la conseguenza della prima squadra cittadina di calcio, il Verdi Football Club? Certo che ci può essere. E non a caso già più di due anni fa Andrea Rinaldi, presidente della Corale Verdi, lanciò l’ottima proposta di un concerto da fare al Tardini, per suggellare con un evento straordinario questo matrimonio Verdi – calcio. Ne parlò a Michele Angella, durante una puntata della sua trasmissione su Teleducato, ribadì la sua proposta poco dopo al microfono di Gabriele Majo, il mai domo direttore di Stadiotardini.com, che la rilanciò con enfasi, beneficiando anche dell’”avallo” del grande basso parmigiano Michele Pertusi, che lui stesso sollecitò. Un’idea bellissima, da applausi, quella di Rinaldi. Pramzanblog ha sempre applaudito, virtualmente, senza però “avallare”, perché ritiene che gli “avalli” siano parole e che invece le grandi idee debbano essere seguite dai fatti. Ma adesso non può più tirarsi indietro. Deve dire la sua, visto che l’anno del Bicentenario verdiano e del centenario crociato-gialloblu sono ormai alle porte e visto che Andrea Rinaldi, ancora ieri, due anni dopo, ha rinnovato la sua bella proposta sempre al microfono di Stadiotardini.com. Sì, è una gran bella idea e mi piace, così come sono convinto che piaccia a tutti i parmigiani malati di calcio e di lirica. Ma il concerto si farà? Ecco, qui comincio ad avere qualche dubbio e vi spiego perché.

1 Un evento del genere, legato alla memoria di Verdi e alla storia del Parma, società di serie A, in una città che ospita l’Efsa, l’agenzia alimentare europea, merita grande risonanza nazionale, quindi con protagonisti di assoluto primo piano. Certo, noi abbiamo Pertusi, Spotti, Salsi, Iori, Tagliavini… abbiamo la Corale Verdi, il Coro del Regio, il Coro Tebaldi… Sarebbe già un cast stratosferico. Ma una cosa del genere, più o meno, fu già fatta un paio d’anni fa con il concerto al Regio anti-Sla. Grande successo, ma rilievo mediatico solo locale. Qui invece, secondo me, ci vorrebbero, oltre ai nomi già citati, altri grandissimi nomi
mondiali, tenori, soprani, mezzosoprani (e aggiungiamoci anche magari ballerini, perché non Bolle?) di prima grandezza, per avere un “prodotto” appetibile dalla Rai, dall’Eurovisione. Con un regista di grande prestigio (vogliamo osare? Bernardo Bertolucci). Con un presentatore di richiamo mondiale (vogliamo osare? Franco Nero). Ovvio, in diretta. Ma una cosa così avrebbe bisogno di una macchina organizzativa efficiente, di un sacco di persone ed enti coinvolti. Ci vorrebbe un paio d’anni per arrivare allo scopo, perché personaggi di tale fatta hanno calendari zeppi di impegni. Metterli insieme tutti in una sera è
impresa da Titani. Quindi due anni. Già, due anni…

2 Perché, a due anni dalla proposta di Rinaldi, siamo ancora fermi agli “avalli”? Perché Parma è una città bellissima, da amare, ma quando si tratta di mettere in piedi qualcosa nell’interesse comune della città, spesso si impantana in quella che io ho già chiamato in passato la “logica delle parrocchiette”. “Se l’idea è del tale… allora non ci sto”. “Ah se c’è lui allora niente”. “Questa idea non è mia allora se la facciano loro”. Tanti sorrisi di facciata, ma dispetti sotterranei. Che importa se un’idea è vincente? Invece: “Se piace tanto a quello che mi sta sui santissimi… non se ne fa niente”. Sapete come si chiama questo modo di pensare e di fare? Provincialismo.

3 È quindi mancato, a mio parere, un comitato organizzatore che, dopo aver creduto nell’ottima idea di Rinaldi, avrebbe dovuto mettersi subito al lavoro per verificare almeno se fosse stato possibile, o no, mettere in piedi un evento così grande. Un comitato con dentro persone capaci e appassionate. Capaci di coinvolgere i grandi nomi, capaci di aggregazione, capaci di superare gli ostacoli, capaci di trovare gli sponsor (che in tempi di crisi sono scarsi, ma quando il ritorno mediatico è enorme si trovano ancora). E appassionati di Verdi, del Parma, di Parma. Posso fare un esempio con autocitazione (non per darmi arie, ma soltanto per spiegare un modo di agire). Dunque, quando con Pramzanblog mi resi conto che uno dei crucci maggiori di Paolo Ampollini, ex presidente storico di Parma Lirica, era il fatto che non era ancora stata data la cittadinanza onoraria a Leo Nucci, mi informai e venni a sapere che già la proposta era stata avanzata anni prima ed era “caduta” in consiglio comunale, evidentemente per motivi di ripicche politiche (“dico no perché l’idea viene da quelli là”…): Allora, visto che io sono malato di pragmatismo, presi a cuore il tema e, con la collaborazione del mio amico e collaboratore Paolo Zoppi, coinvolsi
direttamente la bellezza di cento (dico: cento) personaggi cittadini, anche famosissimi, per creare un battage mediatico. Nacque così la famosa “carica dei 101”: il centounesimo ero io. Ma non mi fermai: sempre con la collaborazione di Zoppi, feci firmare un documento alle
principali associazioni culturali cittadine e lo portai personalmente al sindaco di allora, Pietro Vignali, “strappandogli” la promessa di portare avanti la cosa. Che, come tutti sapete, andò in porto.

4 Voglio sgombrare il campo da sospetti. Non ho detto questo per dimostrare quanto sono bravo o per avanzare la mia candidatura all’organizzazione di un evento così importante ed auspicabile. L’ho detto solo per dimostrare che per i grandi sogni ci vogliono i grandi impegni. E in questo caso l’impegno non di una persona sola, ma di tante persone, tutte unite nell’interesse della città, non divise da parrocchie e parrocchiette. Tutte le associazioni culturali unite, le corali unite, Comune, Provincia, Regione, il battage ad ampio raggio della “Gazzetta di Parma” e di tutti i media locali, il coinvolgimento diretto e appassionato del Parma calcio. E perfino il contributo dei massimi Teatri mondiali che ci “vivono” sulle opere di Verdi. Ma si doveva partire a suo tempo.

5 Certo, si può partire anche adesso, anche tra qualche mese, ma dubito che si possa creare un evento di prima grandezza, se non la ripetizione di quello già stratosferico che mise in piedi Biondini anti-Sla. Dice Rinaldi: “Io credo a questo progetto. Ne parlai due anni fa ad Angella e a Majo, ne ho parlato adesso ancora con Majo. Sarebbe bello che andasse in porto”. Dice Majo, che ha fatto da cassa di risonanza, con il suo stile e la sua professionalità: “L’idea non è stata mia, ma di Rinaldi. Io l’ho solo sponsorizzata. Credo che il Parma calcio compirebbe un atto molto apprezzato da tutta la città se contribuisse ad attuarla”. E nel suo sito fa intendere anche i retroscena, perché scrive: “… altri angoli che
sarebbero all’origine della mancata prosecuzione di importanti progetti solo perché promossi, avallati o sostenuti dal sottoscritto e dal quotidiano on line che dirige. Le importanti ricorrenze del 2013 dovrebbero far superare queste piccinerie…”.

6 Ecco, io non credo proprio che il Parma Calcio tergiversi sul progetto, o per lo meno dia l’impressione di tergiversare, per osteggiare l’”avallo” di Majo. Ghirardi e Leonardi sono persone che personalmente ritengo superiori a certe piccinerie. Credo più semplicemente che tutta la città, su questa bella idea di Rinaldi, che piace a tutti (compresi, ieri sera, gli ex
gialloblu) ci abbia dormito un po’ su. Forse non è stato capito, distratti dalla crisi economica, quanto sarebbe importante un evento del genere. Evento che darebbe lustro a Parma, al Parma Calcio, a tutti gli enti e alle associazioni di Parma e provincia. Avremmo in mano un’opportunità in più, enorme, per onorare Verdi (che era parmigiano, sì, ma soprattutto un cittadino del mondo), per accentrare l’attenzione su Parma in una sera di fine maggio (quindi a campionato concluso), sotto le stelle, come all’Arena di Verona, con le candeline accese dal pubblico tra un’ola e l’altra. Ma ovviamente anche sul Parma, che dovrebbe assicurare la presenza dei grandi del passato, da Taffarel ad Asprilla, da Crespo a Brolin, da Thuram a Zola, ad Ancelotti e via discorrendo… Insomma, una serata da Oscar, non un
concerto pramzàn sì, ma con l’importanza ridotta di una partita di vecchie glorie crociate contro una mista di scapoli e ammogliati. Però, per una cosa veramente super ci vorrebbero due anni di lavoro. Già, due anni…
di Achille Mezzadri (direttore pramzanblog.com)

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".