NATALE GIALLOBLU’ / IL PENTIMENTO DI BELFODIL: “IL GESTO NON ERA RIVOLTO A NESSUNO, MA CHIEDO SCUSA A TUTTI”

“Il Medicinale”, parlando con i giornalisti a margine della festa del Centro di Coordinamento Parma Club ha svelato: “Il Mister mi ha fatto l’esempio di Zidane, che ha fatto una grandissima carriera ma tutti si ricordano della sua ultima gara ai mondiali”. Cioè la testata a Materazzi…

belfodil natale gialloblù(gmajo) – A Natale siamo tutti buoni, e così anche se mancano ancora una ventina di giorni alla nascita di Gesù Bambino, Ishak Belfodil ha approfittato della festa organizzata dal Centro di Coordinamento Parma Club all’Escalier per cospargersi il capo di cenere parlando con i giornalisti, ai quali intelligentemente è stato messo a disposizione dal club (scelta che avevo personalmente consigliato, pur non essendocene bisogno, lunedì sera durante Calcio & Calcio). Il Medicinale, dopo aver spiegato la dinamica dell’incidente (diplomatico), nel rispondere a Michele Gallerani di Sky, ha spiegato che Roberto Donadoni gli ha fatto un esempio piuttosto significativo, con protagonista (negativo) un suo illustre connazionale, per fargli capire, pur con tutte le proporzioni del caso, la portata di certi gesti: Zidane ha fatto una grandissima carriera, però tutti si ricordano del suo gesto nell’ultima partita ai mondiali con Materazzi ed è un peccato. Io ho solo vent’anni e non esiste che io faccia di queste cose”. Anche perché ha ancora tanto da dimostrare. Ma con chi ce l’aveva precisamente Ishak? Non è dato sapersi, poiché la sua risposta è stata un vago “loro”, anche se il gesto del silenzio – su cui ha ironizzato sul palco capitan Lucarelli (“Così ci dice a tutti di star zitti, Belfodil…”), quando lo ha chiamato a cantare assieme agli altri suoi compagni al karaoke di Michela Tedeschi  – sembrava, in verità, più rivolto alla panchina del Parma, che non a quella biancazzurra…

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belfodil e compagni palco natale gialloblùFatto sta che la vulgata su cui un po’ tutti i media hanno convenuto era che Belfodil pur chiedendo scusa a tutti, non ce l’avesse con nessuno in particolare: "Tutto è partito dal rigore – così è cominciato l’atto di dolore del pentito Belfodil nel confessionale di don Alberto Rugolotto di Tv Parma Doveva calciare Marchionni, ma io avevo capito che lui non voleva calciare. E allora ho preso io la palla. Poi lui mi ha detto ‘Ok calcialo pure tu, basta che fai gol’ e alla fine ho fatto gol”. Se è rimasto insoluto come il Mistero di Ustica chi fosse il destinatario del plateale invito a tacere, è ben evidente, al contrario, a chi ha chiesto venia il bomber: “Ieri avevo già chiesto scusa al mister, a tutto lo staff e alla squadra e oggi, poi, anche al direttore e al presidente. Tutti loro mi hanno detto tutti che è stato un brutto gesto, e lo sapevo già, ma sul campo a caldo, fai le cose senza pensare. Lo so che non è stato un bel gesto per l’immagine del Parma, per l’immagine del calcio e che non si dovrebbe fare:  per questo ho chiesto scusa e ne approfitto adesso per chiedere scusa anche ai tifosi che erano allo stadio e a quelli che hanno guardato la partita in tv”. Proseguendo nel suo colloquio con i cronisti Il Medicinale ha ribadito l’importanza di far gol per un attaccante: “Serve sempre belfodil scende dal palcosegnare. Io spero di farne ancora di gol, magari non su rigore, visto che non li devo calciare io…”. Infine la chiusura sul prossimo avversario, dopo domanda in merito di Jonathan Belletti di Radio Bruno: “Sabato abbiamo l’Atalanta che viene da tre sconfitte. A casa loro vorranno sicuramente ritornare alla vittoria, ma anche noi vogliamo la vittoria e andiamo a Bergamo per fare risultato e rimanere in alto in classifica”. Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

4 pensieri riguardo “NATALE GIALLOBLU’ / IL PENTIMENTO DI BELFODIL: “IL GESTO NON ERA RIVOLTO A NESSUNO, MA CHIEDO SCUSA A TUTTI”

  • 5 Dicembre 2012 in 10:05
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    Bravo Donadoni a smorzare i toni del gesto di Belfodil, diamogli una mano a non "menarla" tanto ancora!!
    Poi, se MEDICINALE è una battuta ok! ma che diventi un tormentone non mi sembra nè costruttivo nè elegante, scherzare sulla assonanza del cognome ad un antibiotico, può esser simpatico e confidenziale in forma verbale….ma sostituire regolarmente al nome BELFODIL il nomignolo medicinale è "pesa". Fin che questa operazione riguarda opinionisti che fanno della satira del paradosso e della caricatura la loro ragion d'essere ( o meglio di apparire) sui media locali appare legittima, ma non è la stessa cosa per un giovane atleta,straniero che si "arrangia" con la lingua senza apprezzarne sino in fondo la raffinata ironia non lo trovo gradevole. Con immutata stima Angioldo

  • 5 Dicembre 2012 in 11:14
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    Buondì Angioldo,
    metto a repentaglio la stima immutata che sostieni di avere (ricambiata, veh…) nei miei confronti, sperando non si muti dopo l'espressione, invero un po' volgare, che sto per utilizzare per risponderti per via del richiamo a non abusare dell'espressione "Il Medicinale" quale "stranòm" per Belfodil, il cui cognome, come da Te riconosciuto, ha assonanze con un qualsiasi "Antibiotico", altro nomignolo che gira tra i tifosi a proposito del capocannoniere crociato.
    Prendo spunto dal nostro recente armistizio (peraltro non ce n'era bisogno, poiché nelle dispute verbali, se propositive e ragionate, anche se col ricorso ad una certa vis oratoria non c'è la volontà di recar danno all'avversario, mai colpito sotto la cintura) celebrato nella bassa al November Porc, per riciclare una battuta, quella appunto non proprio finissima cui accennavo poco sopra, che a mia volta avevo incassato da un uomo della bassa, Sandrone Piovani, il quale, dopo una volta che nei panni di zelante responsabile comunicazione del Parma FC gli mossi un rilievo a lui parso esagerato, mi disse di "non prender le mosche col culo". In dialetto: "non ciaper i moschi col cul" (Maletti mi perdonerà per la non precisa trascrizione ortografica). Piovanone mi avrebbe poi specificato che quella espressione non è tipica della bassa, quanto più della montagna, avendola lui appresa da Paolo Grossi, originario di Neviano, cioè della zona appenninica sopra Traversetolo, ma in generale utilizzata nel nostro territorio. La volta precedente che io la spesi, rivolgendomi a chi anni dopo avrebbe occupato il mio ufficio, ottenni come risultato che si offese, bollandomi per maleducato. Spero proprio che Angioldo, che ha sempre dimostrato indubbie doti di incassatore, non se la prenda altrettanto. Anche perché quell'espressione contiene si una volgarità (il lessema culo in luodo di deretano), ma va difesa come patrimonio popolare della nostra cultura. Dialetto incluso. E allora, caro Angioldo, non prendere le mosche col culo!
    Voglio dire: capisco la tua sensibilità per Belfodil che arriva da un altro paese e magari non può capire lo spirito parmigiano (ma siamo o non siamo la Piccola Parigi) all'origine delle espressioni "Il Medicinale" (da me lanciata) o "Antibiotico" (dalla tifoseria), ma invero tale sensibilità mi pare del tutto eccessiva. Non c'è proprio niente di offensivo nel chiamare Belfodil Medicinale o Antibiotico.
    Ci sono, poi, altri stimati fruitori dello spazio commenti di stadiotardini.com che lo chiamano "Belfagor", espressione che, appunto per sensibilità, non mutuo perché la trovo meno gradevole rispetto agli innocui Medicinale ed Antibiotico. L'utilizzo scritto di tali soprannomi serve, allo "scrittore" – specie se non avvezzo alla sintesi, ma ad una prosa più fluente e pomposa – non per "fare il goduto", quanto per evitare di ripetere in continuazione il cognome del soggetto nel proprio elaborato. va bene, quindi, utilizzare bomber, capocannoniere, franco algerino e compagnia bella, ma ci può anche stare tranquillamente un "Medicinale" o "Antibiotico". Soprannomi che servono, anzi, per creare simpatia attorno al soggetto in questione, che tra l'altro, nel caso specifico, dopo i fatti dell'Olimpico, ne ha pure bisogno.
    CONTINUA

  • 5 Dicembre 2012 in 11:14
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    (PROSEGUE) – Per non tacere che gli stessi tifosi, con i quali viaggio regolarmente andando in trasferta sui loro pullman, sono soliti intonare la celebre "hit" di Henry Rotelli "Penetril" sostituendo tale espressione con "Belfodil", e dunque va a finire che "al sesso gentil consigliam Belfodil".
    Utilizzare "Medicinale" in luogo di "Belfodil" non è quindi, almeno per quanto mi riguarda, un esercizio da "opinionisti che fanno della satira del paradosso e della caricatura la loro ragion d'essere ( o meglio di apparire)".
    E non trovo che sia assolutamente "peso" utilizzarlo, con parsimonia, e senza eccedere, anche in forma scritta.
    Dunque, caro Angioldo, con immutata stima "non prender le mosche col culo". O se sei raffinato "non catturare un generico insetto dell'ordine dei Ditteri con le natiche".
    Gabriele Majo

  • 5 Dicembre 2012 in 12:25
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    Non hai capito, o meglio non mi sono spiegato,volevo dire che finchè "stranomi" con Roseo o Saltimbanco,Schianchi e Boni ci stà in quanto il loro apporto dialettico è altrettanto vivace…ma con Belfodil è diversa….poi sul tuo modo di prendere le mosche…non eccepisco, ma neppure mi meraviglio nè scandalizzo dopo una citazione così particolareggiata delle fonti….personalmente preferisco la racchetta con la scarica elettrica, ma nella bassa siamo tecnologicamente avanti……Ciao burlone!

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