AL BENTEGODI GLI OBIETTORI DELLA TESSERA DOMANI ENTRANO GRAZIE A CHI HA LA TESSERA. E INTANTO IL PREFETTO MANGANELLI AUSPICA IL “RITORNO ALLA NORMALITA’”

DSC00112(gmajo) – Giovedì sera alla  Festa dei Danè  il presentatore Gian Luca Zurlini, redattore della Gazzetta di Parma, aveva riferito in anteprima ai presenti quella che sembra essere una vera e propria marcia indietro del Capo della Polizia Antonio Manganelli (in nomen omen) circa la Tessera del Tifoso, card avversata – soprattutto per motivi ideologici – dal movimento ultrà, ma che aveva finto per ostacolare anche gli altri sportivi desiderosi di seguire la propria squadra del cuore. Lo “Zurlo” aveva parlato di buona notizia, aveva condito con un “finalmente” e aveva aperto il cuore dei presenti, i quali, sia pure tutti regolarmente tesserati, sono particolarmente sensibili alle istanze dei Boys, gran parte dei quali, come noto sono “obiettori della tessera”. Testimonianza concreta di questa vicinanza è il fatto DSCF7477che proprio buona parte dei Danè si sono prestati – in occasione della trasferta di domani al Bentegodi – a “garantire” per quei Boys che domani si recheranno a Verona. Il meccanismo che consente, proprio grazie alla tessera, l’ingresso dei non tesserati è la formula “Porta un amico 1+1”, regolarmente prevista dalla normativa vigente, ed applicata dal club veneto in ogni gara casalinga, in ogni comparto, incluso il settore ospiti. In pratica un tifoso del Parma, in possesso della Y Blu crociata può portare con sé (di fatto DSCF7360garantendo per lui) una persona di propria fiducia non provvista della Tessera del Tifoso. E’ vero che ognuno è penalmente e civilmente responsabile delle proprie azioni, ma è evidente che ci possa essere un rischio di qualche sanzione amministrativa (leggi il Daspo) per l’amico che ha messo a disposizione la propria tessera, qualora si dovesse verificare qualche episodio increscioso. Circostanza obiettivamente piuttosto difficile dal momento che stiamo parlando di Chievo-Parma, con due tifoserie amiche e tra le più tranquille e civili d’Italia. Giovedì sera DSCF7465Simone Burani, un passato tra i Boys, ora presidente dei Danè e tra i Quindici del CCPC, dispiaciuto perché non erano ancora arrivati alcuni di quei ragazzi con cui aveva appuntamento per la conclusione della serata (sarebbero poi arrivati verso l’1, al termine della riunione monotematica sul Che fare per il Centenario?), aveva riferito ai presenti di questa possibilità, chiedendo ai presenti in pratica di “adottare” per  questa occasione un Boy, al fine di aumentare il loro numero in Curva. Fino a giovedì sera erano poco DSCF7483meno di una ventina i Tesserati che si erano messi a disposizione dei Non Tesserati. Mi piace rimarcare come l’amore per il Parma in questa occasione sia più forte dell’ideologia, perché comunque pur senza tessera di fatto l’accesso sarà consentito dalla tessera. Speriamo, come dice Manganelli, che “presto si possa davvero tornare alla normalità”, anche se c’è sempre da ricordarsi cosa c’è stato all’origine di queste leggi speciali, peraltro insulse, inutili e nocive per gli sportivi normali (non a caso gli stadi si sono svuotati, ma l’inizio dell’allontanamento era partito majoben prima per colpa della becera violenza, quella che personalmente non mi stancherò mai di combattere anche attraverso questo sito, sottolineando, come ho fatto anche lunedì scorso, eventuali episodi negativi che possano avere per protagonista anche dei supporters gialloblù: perché è giusto chiedere pene esemplari per chi ha dato l’assalto al Bar Gianni – dove i danni lamentati sono stati di gran lunga inferiori a quelli che potevano capitare, grazie alla prontezza di spirito del titolare che ha abbassato la saracinesca, garantendo l’incolumità ad altri avventori che nulla hanno a che fare con gli ultrà e che a quell’ora, inclusi diversamente giovani, donne e bambini,l stavano sorseggiando un cappuccino – ma altrettanto andrebbe fatto per chi ha ferito il tifoso juventino di Novara, di opinione majocui aveva riferito la Gazzetta di Parma, perché quella che deve interrompersi è la faida, il sentimento di ritorsione, vendetta e reazione che continua ad alimentarsi, certo anche per colpa di azioni vigliacche come quella dei Viking, che certo non invita a porgere l’altra guancia). Ma cosa ha detto Manganelli? Ecco quanto riportato da Repubblica a seguito dell’intervento del Capo della Polizia durante la Conferenza Interpol sul tema "Calcioscommesse: il lato oscuro di un bel gioco", svoltasi alla Scuola Superiore di Polizia a Roma, riunendo 50 Paesi del mondo e 20 organizzazioni internazionali impegnate nella lotta al fenomeno delle scommesse illecite: “L’adozione della normativa antiviolenza ha comportato delle forzature che personalmente mi pesano, anche se io stesso repubblica fulvio bianchisono stato fra i promotori, come il fatto che bisogna fare un ‘percorso di guerra’ per l’acquisto di un biglietto per assistere a una partita di calcio: speriamo di tornare presto alla normalità. Mi piacerebbe che mia zia potesse portare la sua nipotina allo stadio senza la tessera del tifoso, né il documento di riconoscimento”.  Maurizio Beretta, presidente della Lega di serie A, ha subito ringraziato Manganelli, "la normativa causa difficoltà ai tifosi perbene che vogliono acquistare i biglietti, torniamo DSC07958alla normalità. Noi siamo pronti a collaborare, il segnale che ha dato oggi il Capo della polizia è molto importante: lo ringrazio a nome dei venti club di serie A". C’è tuttavia qualcosa che non mi torna: il direttore generale della Lega Serie A, il parmigiano Marco Brunelli, ha sempre difeso a spada tratta la card maroniana, spendendosi in prima persona in dichiarazioni a sostegno; questa apertura di Beretta mi pare un po’ pelosa, così come ho sempre battezzato per populiste certe intemerate mediatiche contro la TdT dell’Ad del Parma FC Pietro Leonardi, nel momento in cui il suo presidente Tommaso Ghirardi faceva parte (e ne fa tuttora parte, essendo stato rinominato, congratulazioni) della Confindustria del Pallone, che maroni a stadiotardini coml’aveva sempre avallata. Del resto Maroni più di una volta era parso scocciato (anche in interviste che mi aveva concesso) contro quei club che da una parte strizzavano l’occhio ai tifosi contestando la card, dall’altra, appunto attraverso la Lega, aveva firmato il protocollo d’intesa. Io non mi trovo d’accordo con Manganelli quando asserisce, però che “quello delle tensioni nel calcio è forse il fenomeno delinquenziale che è stato meglio contrastato in questi anni. Un’azione che ci ha consentito di raggiungere risultati significativi. In passato, ogni fulvio-bianchidomenica pomeriggio ci trovavamo di fronte ad un vero e proprio bollettino di guerra, continui scontri tra tifoserie e centinaia di agenti feriti. Oggi il fenomeno è praticamente scomparso, lo abbiamo debellato. C’è ancora qualche problema soltanto con le trasferte". Fulvio Bianchi di Repubblica obietta: “Hanno fatto passare la voglia ai tifosi, ora aboliamo la tessera del tifoso, consentiamo alla gente perbene di poter acquistare il biglietto con più facilità, di poter seguire la parma juve alta tensione al bar giannisquadra del cuore. Torniamo con le famiglie negli stadi, con la polizia fuori (il "sogno" non solo di Manganelli) ma bisogna organizzare meglio il lavoro degli steward e cacciare via dagli stadi chi fa "buuu" a Boateng, chi prepara striscioni infami come quello su Superga, chi è così vile da assaltare (a Parma) un bar pieno di bambini e famiglie. Via questi violenti, idioti, solo in cerca di facile visibilità. L’Osservatorio del Viminale ora sta "valutando" se revocare la tessera del tifoso a quei sostenitori juventini, poco importa se di destra o sinistra, che hanno devastato il bar a Parma”. Io non ne farei una questione politica, lettura dei fatti del Bar Gianni che ha affascinato alcuni osservatori: le ruggini sportive ci sono per via dei trascorsi durante la grandeur in cui si era in settore crociato il biviocompetizione per i medesimi traguardi, peraltro mai raggiunti dal Parma e chissà perché, ma le azioni vigliacche come le bombe carta buttate nel Settore Ospiti, o gli assalti agli esercizi pubblici frequentati da ignari cittadini (oltre che dai competitor) non hanno quel tipo di matrice. Ma c’è da riflettere anche su cosa rispondono dalla sponda juventina a proposito delle circostanze che hanno portato alla morte di Bagnaresi, visto che in quello sciagurato autogrill non c’erano pullman né dei Drughi, né dei Viking. Settore Crociato, a quell’epoca, aveva indicato un bivio? Siamo sicuri di avere imboccato la direzione giusta? Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.