AMAURI, LA PENSIONE PUO’ ATTENDERE. E SULLA ROSEA AVVERTE: “MA QUALE PANCHINA? ASPETTO LA JUVE” (P.S. MA L’ ‘OBIETTORE’ SCHIANCHI SI E’ RIFIUTATO DI INTERVISTARLO?)

amauri(Luca Russo) – Esodato? Macché. La pensione, almeno per ora, può attendere. La pensione di chi? Ma è ovvio: quella di Amauri! Ed è lo stesso brasiliano, intervistato da Andrea Tosi (redattore bolognese de La Gazzetta dello Sport), a farcelo sapere. Sarà che il clima da ‘elezioni politiche alla porta’, con tutti gli effetti collaterali che ne conseguono, ha ormai contagiato la quasi totalità del paese, per cui non storcete il naso se anche il match winner della gara contro il Palermo propone la sua di candidatura. Sia bene inteso: non con lo scopo di ottenere un posto in Parlamento (né in Senato, come il decano degli allenatori Ulivieri) o la poltrona di Premier, ma con quello decisamente più nobile (non ce ne vogliano i nostri onorevoli) di guadagnarsi una maglia da titolare nella sfida che opporrà la squadra per cui ora gioca, il Parma, ad una sua vecchia (e poco amata?) fiamma, la Juventus. Candidatura che, diciamocelo senza peli sulla lingua, mal si concilia con l’eccellente stato di forma in cui versa Belfodil. L’algerino è in crescita e, nonostante Donadoni non si faccia sfuggire nemmeno un’occasione per bacchettarlo pubblicamente (l’ultima domenica scorsa, quando al termine della vittoriosa sfida contro il Palermo non ha esitato a dire, prima ai microfoni di Brughini di Radio Rai e poi in sala stampa, che ‘oggi Belfodil ha fatto due o tre cose importanti, ma ne ha fatte dieci che mi hanno fatto arrabbiare’), pare destinato a conservare il suo posto (fisso?) in attacco. Una prospettiva, questa, che ad Amauri proprio non va giù: “Io riserva di lusso di Belfodil? No! Perché se pensassi di essere un giocatore buono solo per la panchina allora dovrei pensare al ritiro. Non mi sento ancora pronto per la pensione, intendo lottare forte per riconquistare il posto da titolare. E’ quel che Donadoni si aspetta da me”. Può essere. Non meno importante è capire cosa effettivamente si aspetta Amauri da Donadoni. E cioè, un posto nella lista dei ‘garantiti’ o semplicemente la possibilità di essere preso in considerazione se la sua tenuta atletica, insieme a quella nervosa, dovesse sensibilmente migliorare da qui in avanti? A tal proposito, e senza presunzione, mi permetto di fargli notare un paio di cosucce. Reclamare la maglia da titolare dopo aver deciso, con una rete siglata ad un soffio dai titoli di coda, una sfida che il Parma avrebbe meritato di pareggiare, è lecito. Del resto, se nemmeno questo è il momento in cui l’ex juventino è legittimato ad invocare un minimo di gloria, mi chiedo quale altro momento possa essere compatibile con una tale rimostranza. Ma farlo senza tener conto delle conseguenze, tecniche e tattiche, che una richiesta del genere, se accolta, scatenerebbe, lo è molto meno. Posto che Donadoni contro la Juventus voglia (ri)lanciare l’italo-brasiliano, dovrebbe: o far fuori Belfodil (l’uomo delle 6 reti in 17 presenze) senza stravolgere il sistema di gioco (4-3-3), oppure cambiare modulo (per passare al 4-4-2 così come supposto, nell’ultima puntata di Calcio & Calcio, dal direttore di  stadiotardini.it  Gabriele Majo) e decidere di far rifiatare un Biabiany che ha perso parecchio dello smalto che impreziosiva le sue prestazioni fino ad un mesetto fa. Chiedo, dunque, ad Amauri: se lei fosse al posto di Donadoni, modificherebbe gli equilibri che tecnico e squadra hanno raggiunto non senza smarrirsi in qualche imprevisto e che sono all’origine della classifica, a tinte più che allegre, di cui proprio squadra e tecnico (oltre che i soliti Ghirardi e Leonardi) tanto (e giustamente) si vantano? Non credo. Al contrario, ritengo che se fosse titolare della panchina, continuerebbe a puntare su un Belfodil così magnificamente indemoniato, e decisivo, senza però scordarsi di quell’attaccante attempato un po’ sudamericano e un po’ italiano che ha già dimostrato di poter garantire reti pesanti anche nelle vesti di rincalzo di lusso. Non si offenda se implicitamente le ho appena dato del vecchietto (per il calcio, s’intende). E non se la prenda se non riuscirò mai ad apprezzare le sue doti così come  (incondizionatamente)  le apprezza quel Saltimbanco di Boni, che anche nell’ultima puntata di Calcio & Calcio si è preso la briga di neutralizzare le battute di cui Schianchi dispone in quantità industriali se si tratta di (s)parlare di lei. Ma non mi dia del Roseo, che in lei, quando non lo considera una risorsa a favore degli avversari, vede uno stopper piuttosto che un attaccante. Io, così come Gabriele Majo che gentilmente, e non senza rischiare, ospita le mie elucubrazioni, credo che lei possa esserci molto più utile nella parte di supplente ‘incazzato’ che in quella di ordinario con la pancia gonfia. A proposito di panchinari e titolari, mi concedo un poscritto relativo alla paternità dell’intervista al numero 11 Crociato: perché mai affidarla ad Andrea Tosi, noto per essere il ‘bolognologo’ de La Gazzetta dello Sport, piuttosto che ad Andrea Schianchi, che magari non sarà un ‘parmologo’ a tutti gli effetti ma che il Parma lo conosce più o meno come le sue tasche essendo nato qui, e qui opinando ogni lunedì sera sui Crociati? Forse che il Roseo si sia rifiutato di scambiare due paroline con Amauri di cui non apprezza, e lo sanno anche i muri, il modo di giocare? Luca Russo

 

ADDENDUM:  L’INTERVISTA DI AMAURI A SKY SPORT 24  (da gazzettadiparma.it)

amauri gazzettadiparmait“Tornare al gol è sempre bello”. Carvalho  De Oliveira Amauri domenica pomeriggio ha gonfiato la rete, non  gli capitava da qualche settimana e nonostante tutto non ha  esultato perché il gol è stato quello del 2-1 ai danni del Palermo, una squadra che è e sarà sempre nel cuore  dell’italo-brasiliano. Domenica i crociati affronteranno al  Tardini la Juventus, altra ex squadra di Amauri che, però, non sa  ancora se sarà della partita dal primo minuto. “Titolare o no un  giocatore deve sempre avere voglia di giocare, ma se mi  accontentassi della panchina sarebbe meglio smettere”, ha  spiegato, ai microfoni di Sky Sport 24, l’attaccante del Parma che  poi si è concentrato sul match contro i bianconeri di Conte.  “Quando si affronta una grande squadra, la prima della classe,  c’è un entusiasmo particolare. Sono un ex e sono stato  felicissimo di indossare quella maglia, ma adesso la Juve è  un’avversaria e cercherò di far gol come è successo contro il  Palermo, spero di fare una bella prestazione e di portare a casa  il risultato. Non ho rimpianti, le storie nascono e si chiudono, a  volte bene e altre male, bisogna andare avanti. Non so se  esulterò in caso di gol, adesso penso a dare il massimo negli  allenamenti per farmi trovare pronto per la partita. Il gol è  sempre una gioia, vedremo, domenica non ho esultato perché ho  segnato al Palermo, una squadra che mi ha dato tantissimo e che  amo”.