BAR SPORT / LA PROPOSTA DI UN TELESPETTATORE: “APRITE IL ‘SETTORE BORTOLON’ AI TIFOSI JUVENTINI E LASCIATE LA SUD AI CROCIATI”. E SANSONE SOGNA IL GOL IN ROVESCIATA ALLA JUVE

sansone(Luca Russo) – Un occhio al Palermo, ultima squadra in ordine cronologico a non aver raccolto bottino pieno al Tardini, e l’altro alla Juventus, prossima formazione contro cui i Crociati cercheranno di preservare la sacralità (limitata al campionato corrente) del campo amico. Senza, però, tralasciare il mercato. Che di questi tempi, e ci mancherebbe, non può che essere uno dei temi più discussi: allo stadio come nei salotti televisivi (ed in quelli virtuali). Insomma, ce n’è per tutti gusti a Bar Sport. E c’è, tra gli ospiti in studio, anche Nicola Sansone, giocatore rivelazione del girone d’andata, giunto alla corte di Donadoni dopo un anno, quello scorso, passato al Crotone (35 presenze e 5 reti). Evidentemente con costrutto visto il bene che ci ha fatto poter contare sulle sue prestazioni. Un esempio? Il gol firmato contro l’Inter: una rete che al Parma è valsa tre punti e che Sansone ricorda come la più bella della sua (fin qui) breve carriera: “Il mio gol più bello? Quello realizzato contro sansone2l’Inter. Ma ho un sogno: farne uno in rovesciata. Finora non mi è mai capitato. Magari contro la Juventus…”.A proposito dell’impegno che domenica prossima opporrà i Crociati ai bianconeri piemontesi, qualche tifoso da casa suggerisce di trasferire gli juventini nel ‘vecchio’ settore ospiti del Tardini (a lungo rimasto sotto sequestro a seguito della scomparsa di Eugenio Bortolon), facendo spazio ai sostenitori gialloblu nella Curva Sud. L’ipotesi secondo il conduttore Milano sarebbe però impraticabile: “Il vecchio settore ospiti risulta sì dissequestrato, ma perché il provvedimento diventi operativo occorre ancora del tempo”. Da come la sapevamo noi dovrebbe esser già tornato nella piena disponibilità del club dopo la sentenza, ma potrebbero esserci problemi tecnici per una imminente riapertura: “L’idea è suggestiva – spiega Gabriele Majo, direttore di stadiotardini.it però il ‘Bortolon’ è accessibile dagli stessi cancelli e quindi dagli stessi tornelli GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007della porzione di Curva Sud utilizzata negli ultimi anni come settore ospiti in luogo di quello sequestrato. Diciamo che al massimo – sempre ammesso che il ‘Bortolon’ sia a norma (e non credo, poiché non mi risulta siano stati fatti lavori dopo il dissequestro) e quindi con la possibilità di essere riaperto al pubblico – si potrebbe lasciare ai supporter gialloblù la Curva Sud ‘classica’, cioè la metà più vicina alla Tribuna Centrale Petitot, mentre l’altra metà (alias l’attuale Settore Ospiti) non può che essere riservata, come avvenuto fino ad ora, alla tifoseria avversaria, proprio per un oggettivo problema di ‘viabilità’. In futuro si potrebbe ragionare di cambiare queste vie di accesso, sempre ammesso ce ne sia la possibilità tecnica e la volontà, riservando agli ospiti solo lo spicchio ‘Bortolon’ e tutta la Sud ai Crociati: tuttavia mi chiedo quanto possa essere conveniente dal punto di vista economico per il club, dal momento che l’intero Tardini non è mai tutto esaurito dai soli parmigiani e quindi per far cassa converrebbe, come ora, lasciare più spazio agli ospiti.” Contro la Juve, comunque, servirà una squadra diversa rispetto a quella che ha saputo imporsi sui rosanero di Gasperini. Superare i Campioni d’Italia sarebbe un compito proibitivo anche per il miglior Parma della stagione. Figuriamoci se studiodovesse esprimersi sui livelli di domenica scorsa. Per carità, sono arrivati i tre punti e Dio solo sa quanto ce ne fosse il bisogno per avvicinarsi ulteriormente alla quota salvezza. Ma, va detto (ed in effetti l’abbiamo già detto e ripetuto), la prestazione non è stata delle migliori. Particolare, questo, che non è sfuggito nemmeno al più ‘aziendalista’ dei cronisti al seguito del Parma, Sandro Piovani: “Contro il Palermo abbiamo vinto giocando male. Ed è la prima volta che accade quest’anno”. Stessa considerazione di Leonardi. Stessa considerazione di Donadoni. Prima volta, Piovani? Non mi pare dal momento che anche contro Sampdoria e Bologna (per citarne solamente due) i tre punti sono arrivati per effetto di prestazioni per cui nessuno, ma proprio nessuno (nemmeno giornali e giornalisti di cui pur tanto se ne reclamano le attenzioni), ha dovuto stropicciarsi o sgranare gli occhi. Qualcuno potrà obiettare che il cinismo, inteso come capacità di andare in rete pur bertinicostruendo poche occasioni per farlo, è una dote che non fa difetto alle squadre attrezzate per certi traguardi. Posto che il Parma possa scoprirsi all’altezza delle sette formazioni che lo precedono (e, di conseguenza, degli obiettivi che esse perseguono), mi riesce difficile credere o supporre che chi è in panca (Donadoni, nda) alleni la squadra perché offra un calcio speculativo invece che il tanto sbandierato e chiacchierato calcio propositivo. In tal senso mi unisco proprio a Piovani quando asserisce che Donadoni non può essere contento della prestazione di domenica scorsa perché non è quello l’atteggiamento che esige dai suoi uomini” e dissento da Cervi che invece ne esalta, appunto, il cinismo, l’opportunismo. Una squadra, cinica o opportunista può esserlo (o diventarlo) per scelta, e non credo sia stato il caso dei gialloblù contro il Palermo, oppure per necessità. E domenica il Parma, anche per effetto di un avversario più in palla di quanto si potesse immaginare alla vigilia, è stato quasi costretto a far del cinismo piovaniuna virtù. Buon per noi, e per la classifica, che ci sia riuscito. Un po’ meno, suppongo, per il trio Ghirardi-Leonardi-Donadoni (in rispettoso ordine gerarchico) che ha la pretesa, mai taciuta a microfoni e taccuini, di vederlo sfoggiare, sempre e comunque, un calcio che sia allo stesso tempo divertente e redditizio. A me, che il palato fine l’ho appeso al chiodo un attimo dopo l’implosione della Belle Époque tanziana, bastano, semplicemente, i punti. In quale modo essi arrivino, mi interessa ben poco. Del resto siamo il Parma e, fino a prova contraria, il nostro obiettivo principale è quello di conservare la categoria. Concetto, questo, che dovrebbe essere rafforzato dal fatto che le sette sorelle, fin qui, paiono poco interessate a diventare otto. Certo, arrivare ottavi è sempre meglio che arrivare diciassettesimi. Ma che non sia questa la ragione per cui andare al mercato a fare compere. Io, per intenderci, ci andrei solo se si decidesse di puntare con convinzione alle posizioni che schiudono le porte dell’Europa. A proposito di columnistmercato, il sempre bene informato Piovani ha riferito che nell’immediata vigilia di Parma-Palermo si è consumato, al Tardini, un summit di mercato tra i dirigenti del sodalizio emiliano e quelli dello Stoccarda. Oggetto dell’incontro è stato Cristian Molinaro, terzino sinistro ex Juventus e attualmente in forza al club tedesco. Ci farebbe comodo, e non poco, per dare il cambio a Gobbi. Qualora non si trovasse l’accordo coi tedeschi, Leonardi busserebbe alla porta del Padova per assicurarsi le prestazioni di Renzetti (in maglia biancoscudata, 130 presenze ed una rete). Pabon, invece, resta con noi. Almeno per i prossimi dieci giorni. Poi si valuterà (diversi club argentini, peraltro di alto livello, sembrano interessati al colombiano). Ma io, come Piovani, farei di tutto per trattenerlo in Emilia. Sul suo conto mi sono già espresso: bisogna dargli il tempo di mostrarci il potenziale di cui dispone. Delle due, l’una: o scopriamo un talento che ci libera dai nostri problemi (con soddisfazione di chiunque abbia a cuore le sorti del Parma), oppure saremo noi a liberarci del colombiano. Prima, però, che la classifica ne risenta. E per la ‘gioia’ di chi è convinto che si tratti di un bidone. Luca Russo