martedì, Maggio 28, 2024
Carmina ParmaNews

CARMINA PARMA / DAVIDE, GOLIA, BARRICADERI E UN RE TAUMATURGO. ECCO IL ROMANZO DELLA NOSTRA CLASSICA

(Luca Savarese) – Iniziamo dalla fine come per riavvolgere un film che non vorremo mai finire di vedere: è da pochi minuti finita la partita, in quei momenti così liberatori e beati se hai vinto o raggiunto un pareggio che sa di vittoria o dannati, se hai perso miseramente, mentre Nevio Scala faceva fare il defatigante ai suoi fidi scudieri, Amauri Carvalho va a cercare Sansone Nicola. Il primo ha lasciato il posto al secondo, quindi potrebbe essere un tantino scocciato. Nella società dell’homo hominis lupus est, funziona così, chi esce s’incavola, chi entra gode: certo nella società frenetica e misantropa non nel ducato, dove, alla corte di Donadoni,si respira un’aria serena e distesa, fonte di gioia per tutti i prodi cavalieri. Allora l’oriundo Amauri va a cercare il foggiano-teutonico Sansone non per fargli predicozze o sguardi d’indifferenza, ma per abbracciarlo, per immergersi nella sua festa che è visibilmente,senza nessun marchingegno mediatico, anche la sua festa. Nel ducato non si finge, si vince e si dipinge un calcio dove si può remare tutti nella stessa direzione. Diceva San Francesco di Sales chenon è necessario fare  cose straordinarie, ma fare in modo straordinario le cose ordinarie. Ce lo ricorda l’abbraccio fraterno, sincero e fragoroso tra quelli che sulla lavagna tattica nascono duellanti, che se gioca uno non può giocare anche l’altro. Sky ci mostra per alcuni lunghi istanti Ama che va da Sanso e lo abbraccia, si ferma, ride con lui, si fa probabilmente spiegare quando ha pensato quel tiro beffardo. In barba a tutti i dualismi severi, a tutti gli ingegneri di un pallone elettronico che pensano solo che uno esclude l’altro, ma che non potranno mai capire che l’uno include l’altro in un abbraccio. Un bacio è qualcosa di più  recitava la pubblicità dei Baci Perugina. Un abbraccio tra sfidanti è qualcosa di più,è l’evidente cartina di tornasole dell’animus pugnandi, vincendi e pareggiandi di questo strenuo Parma delle prime venti giornate di campionato. Le impressioni cominciano a lasciar il passo a dei segni netti: quest’anno siamo d’acciaio inox. Davide contro Golia è un‘immagine plurigettonata per descrivere quando si contendono qualcosa un debole ed un forte. L’episodio si trova nella Bibbia nel primo libro di Samuele. Davide è il futuro re d‘IsraeleGolia il gigante capo dei Filistei che sfida l’esercito giudeo di Saul dove tutti hanno paura di sfidarlo. Il giovane Davide però ad un certo punto, dice a Saul: nessuno si perda d’animo a causa di costui. Il tuo servo andrà a combattere contro questo filisteo. Sembra l’annuncio che di tanto in tanto formula il Parma nelle varie tappe di questa partita. Cari tifosi, cari crociati, il Parma farà di tutto per combattere contro questa Juve. Golia era alto sei cubiti ed un palmo, la Juve ieri, tutta nera e per niente bianca ed ancor più titanica, molto di più con Paul Pogba che da solo si ergeva a colosso del centrocampo e, nel suo palmo, la Signora mostrava sempre il deciso passo (Golia infatti significa passaggio) di lasciare il graffio che non perdona, che ti lascia lì così come birillo impaurito malauguratamente caduto nel suo strike. Cara Juve-Golia,ieri il Parma-Davide ha combattuto a viso aperto e ti ha imbrigliata mica male, non permettendoti di ferire colpo mortale. Il gol di Pirlo ( da ascrivere alla guancia pafutella di Biabiany) il solo graffio, mentre gli artigli dei temibili Vucinic,  Giovinco e Quagliarella, sono stati ben curati dagli attrezzi di Davide-Parma, una fionda ed una pietra. La fionda di Paletta, gagliardo pastore della difesa, bastone e vincastro a difesa delle sue pecorelle, contro ogni agguato di nero vestito. La pietra di Mirante, tre sue parate sono state un gol anticipato, su tutte, il blocco sicuro con cui ha ipnotizzato lo sgusciante puntero napoletano nel primo tempo. Bravi barricaderi, per non dire di Marco Marchionni (ieri capitano) che ha giocato con una garra quasi sudamericana anche lui mostrando di voler dare un altro corso alle sorti in campo, scontato dal solito monologo bianconero trionfante. La storia ufficiale dice poi che Davide ha ucciso il gigante e decapitato la sua testa. Noi non abbiamo ucciso la Juve ma abbiamo evitato al meglio che ci uccidesse ed anzi l’abbiamo ferita.  Lo storico francese Marc Bloch, nel 1924 diede alle stampe in saggio intitolato I re taumaturgi, dedicato ai sovrani francesi del Medioevo che, venivano considerati miracolosi per la loro imposizione delle mani. Re di rimonte e taumaturgo con guarigioni di partite date per spacciate, è sempre di più Nicola Sansone. Senza di lui ad oggi avremmo solo venti punti, dieci preziosi punti in meno. Senza di lui non avremmo quattro gol di rara potenza (sinistro al Toro, destro all’Inter, sinistro al Bologna, destro alla Juve) che da un viaggio tra i borsoni nella stiva del campionato ci hanno proiettato in business class. Ah per la valigia giusta, garantisce lui stesso: Sansonite, nulla a che vedere con il famoso marchio di sacche, ma disegna la sua tendenza benedetta: utile come una valigia, leggero come un subbuteo, potente come un aratro che lascia il solco. Fa bene, benissimo ad abbracciarlo Amauri e noi ci uniamo stupiti a questo abbraccio. Vale più di mille stregonerie tattiche. Juve ritenta, sarai più fortunata. Firmato Davide, anzi ParmaLuca Savarese

 

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

Un pensiero su “CARMINA PARMA / DAVIDE, GOLIA, BARRICADERI E UN RE TAUMATURGO. ECCO IL ROMANZO DELLA NOSTRA CLASSICA

  • Epico come sempre oggi il Carmina ci porta in un mondo romantico ed arcano che è lo spogliatoio del Don. Per farci immaginare le emozioni che vivono i nostri eroi nelle loro imprese comuni in commistione fra giovani rampanti in cerca di gloria e gloriosi guerrieri alla ricerca del gioco perduto. Di questi ultimi senz’altro Amauri e Marchionni sempre più sugli scudi. In questo Campo dei miracoli che sta diventando lo spogliatoio gialloblu chi semina i suoi valori li raccoglie moltiplicati, chi investe in lavoro raccoglie scampoli di gloria. Sembra una favola felice e forse lo è, ma di sicuro il Don che guarda compiaciuto i suoi tesori sà che nelle favole (e nella vita) arriverà il momento difficile prima del lieto fine. Auspico che le tregende non abbiano ad incrinare le mura di un castello dove la serenità e la gioia sono imperanti, ma che i sovrani capiscano che la felicità a volte effimera appartiene al popolo e al saggio Generale.

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