IL COLUMNIST / DONADONI-ALLEGRI-ZEMAN: IL TRIANGOLO NO, NON L’AVEVAMO CONSIDERATO…

(Luca Russo) – Il triangolo no, non l’avevamo considerato. Ci toccherà farlo, d’ora in avanti. Colpa di Sabatini, direttore sportivo della Roma a stelle e strisce, che ha annunciato, con una certa disinvoltura, ma comunque consapevole dell’effetto mediatico della sua rivelazione, il “licenziamento” di Zdenek Zeman. Il virgolettato è d’obbligo, perché il boemo, almeno per adesso, e pur tra le perplessità della società ed il sostegno, quasi incondizionato, di una parte della tifoseria (che non vorrebbe vederlo andar via), resta alla guida dei giallorossi. Per adesso, appunto. Ma la sensazione è che a fine stagione lo scenario cambierà radicalmente. Tra Zeman, questo Zeman, e la Roma, questa Roma, di feeling non ce n’è mai stato tanto. Le minestre riscaldate, come lo era il boemo per la Magggica e la Magggica per il boemo, è bene evitarle, sempre: sanno di poco, se non di niente, e la fame la saziano solo per pochi istanti, ché poi l’appetito ricompare immediatamente. E non fidatevi troppo di chi dice che ‘certi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano’. Il principio, se applicato agli uomini, possiamo anche ritenerlo dotato di un certo fondamento. Il calcio, però, è tutta un’altra cosa. E’ soprattutto campo. E sul campo la Roma, la Roma di Zeman, mai ci ha illuso che potesse emulare, fosse pure alla larga, il Pescara, sempre di stampo zemaniano, dell’anno passato. Certo, i giallorossi continuano a imporsi come miglior attacco della serie A. Ma, per dirla alla Sabatini, questo dato si limita a spiegarci che la Roma sa come si fanno i gol. Bastasse questo per essere forti…Sulla difesa, invece, è meglio soprassedere. Del resto chi sceglie Zeman, sa a quale tipo di calcio va incontro. E allora perché il d.s. giallorosso apre alla possibilità che il boemo cambi aria a fine stagione? Per una ragione. Zeman e la sua filosofica calcistica non hanno convinto fino in fondo i nuovi vertici societari, la squadra segna tanto, ma subisce troppo e ancora non ha imparato a maneggiare con accortezza certe situazioni di gioco. Perfino Luis Enrique ha fatto meglio in campionato, raccogliendo, nello stesso periodo della stagione scorsa, un punto in più rispetto al boemo. Ebbene, vi state chiedendo cosa c’entri il Parma con Zeman? E cosa c’entri un triangolo col Parma? C’entrano, c’entrano…se Zeman dovesse essere defenestrato, lascerebbe il testimone ad Allegri (che sembra si sia già ‘promesso’ alla Roma), che a sua volta libererebbe il posto per Donadoni (sul cui trasferimento ai rossoneri il Saltimbanco Boni fornisce ampie e dettagliate conferme una settimana sì e l’altra pure). A quel punto resterebbe scoperta solamente una panchina: quella del Parma. Ghirardi, volendolo (chi vi scrive lo vorrebbe), potrebbe affidarla proprio al boemo. Che a Collecchio troverebbe tutto ciò che gli sarebbe servito a Trigoria per replicare l’impresa di Pescara: non troppe risorse da investire sul mercato ed un drappello, per ora non abbastanza nutrito, di giovanotti di belle speranze disposti a sacrificarsi per assimilare al meglio gli insegnamenti del tecnico di Praga. E Insigne e Immobile? Beh, in un certo senso (e con un pizzico di immaginazione) abbiamo, e dunque troverà, pure loro due. Sansone e Belfodil, per bagaglio tecnico, collocazione tattica ed equipaggiamento muscolare, somigliano tantissimo ai due attaccanti partenopei. Sì, il Parma, questo Parma, è il suo habitat naturale, se ce n’è uno. Allegri, Donadoni e Zeman…no, il triangolo non l’avevamo (ancora) considerato… Luca Russo

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8 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / DONADONI-ALLEGRI-ZEMAN: IL TRIANGOLO NO, NON L’AVEVAMO CONSIDERATO…

  • 29 Gennaio 2013 in 11:42
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    Mio buon columnist, capisco che tu sia affascinato da Zeman (ma non eri uno “speculativo” come il tuo eretico direttore?), però mi sembri in evidente contraddizione con te stesso nel momento in cui reputi una inspida minestra Zeman per la Roma, ma non per il Parma… Apposta ho corredato il tuo articolo con una foto storica del 1987, quando, giovanissimo o quasi, sia pure per un brevissimo lasso di tempo era stato alla guida dei gialloblù. Se il principio ‘certi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano’ secondo te vale solo per gli uomini, ma non nel calcio, ti contraddici nel momento in cui caldeggi il boemo. D’accordo che quello fu un rapidissimo flirt – che però ha folgorato tanti, tipo Bellè, suo grande estimatore, che non a caso intervistammo l’anno scorso subito dopo la promozione del Pescara (trovate i link tra i contriburi correlati) – e non una vera e propria storia d’amore, ma non so se il ritorno 25 e sciufla anni dopo possa essere la stessa cosa… La bella ragazza di un tempo ora magari ha le rughe e le tette cadenti: ci può essere affetto sì, magari anche un certo tipo di amore, ma non certo la stessa passione. Insomma Zeman se tornasse al Parma potremmo metterlo in competizione con il maestro Maurizio Trapelli per impersonare “Al Dsèvod”. W Trapattoni e il catenaccio. (E i suoi presunti emuli da Guidolin a Colomba…)
    Ciao
    Gmajo

  • 29 Gennaio 2013 in 12:01
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    di sicuro sarebbe un triangolo scaleno ,sta a voi immaginare a chi toccherebbe il lato piu’ corto, a meno che non si voglia rivivere un sogno di una notte di mezza estate…..turrini ,gambaro

  • 29 Gennaio 2013 in 13:45
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    Ahahaha vi giuro questa malsana idea mi era venuta in mente sentendo Di Marzio parlare di un’interessamente della Roma per Allegri….

    Io ne sarei felicissimo come il Columnist perchè sono un fedele zemaniano e vedendo anche il 4-3-3 che utiliazziamo potrebbe lavorare con profitto sulla squadra e soprattutto sui giovani.

    Ma pensandoci non so se al Parma serva un “santone” o uno più pragmatico.

    Mi ricorderò sempre quando Zeman sulla panchina del Parma battè il Real Madrid seppur in amichevole !

  • 29 Gennaio 2013 in 17:59
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    Avevo preventivato che mi si facesse notare d’essere caduto in contraddizione con me stesso. Per questo mi ero già preparato un’arringa difensiva che smontasse tutti i capi d’accusa che, come m’aspettavo, mi sono stati imputati dal direttore.

    Se una rondine non fa primavera, le sette panchine crociate di Zeman durante la serie B del 1987/1988, non solo non hanno generato amore; non hanno nemmeno fatto sì che tra il Parma e Il tecnico di Praga potesse sbocciare un briciolo d’amicizia. Esperienza troppo breve e poco intensa per qualificarla come amore di ritorno, vecchia fiamma o minestra riscaldata. Titolo che invece calza meglio alla seconda vita del boemo in giallorosso, dato che nella prima s’è trattato, e nessuno può negarlo, di passione autentica.

    In secondo luogo, divento amante del calcio speculativo nel minuto in cui mi rendo conto che la mia squadra non è in grado di proporne uno offensivo o per lo meno spavaldo. Se invece fossi tifoso del Barcellona o del Paris Saint-Germain, che in rosa hanno giocatori che al pallone danno del ‘tu’, non so quanto gradirei vederli giocare di rimessa. Tolti pochi elementi, coi giocatori che attualmente vestono la nostra casacca, l’unico calcio immaginabile, e dunque auspicabile se vogliamo evitare certi trappoloni in cui già siam finiti in passato, è lo stesso che negli anni scorsi hanno praticato, e con successo, Colomba e Guidolin. Ciò detto, l’ingaggio di Zeman, da qualunque squadra esso sia operato, porta sempre con sé qualche giocatore giovanissimo o semisconosciuto disposto a qualsiasi sacrificio, e Dio solo sa quanti ne servano per risultare graditi al boemo, pur di applicarne, alla lettera, gli ordini o, se preferite, le indicazioni. Se De Rossi ha fatto, purtroppo, la fine che noi tutti sappiamo, non è solo per scelta tecnica, ma, verosimilmente, anche per ragioni disciplinari (nessuno ci assicura che fosse disponibile a sottoporsi agli sforzi cui normalmente ci si deve sottomettere durante gli allenamenti del ‘praghese’). Con l’arrivo di Zeman, do per scontato che Ghirardi ringiovanisca la rosa per renderla più rispondente alle sue richieste. Che io reputo assolutamente alla portata della società: il boemo, semmai dovesse arrivare a Parma (e io spero tanto che accada), non pretenderebbe la luna o che gli si dia in mano una squadra di campioni, ma semplicemente un manipolo di ragazzi, naturalmente giovani e preferibilmente sconosciuti ai più, che abbiano la volontà di trasferire sul campo l’idea di calcio offensivo, ed il suo sì che lo sarebbe, che da qualche decennio porta in giro per l’Italia. Io l’ho visto un allenamento di Zeman: è successo nell’ottobre del 2011 a Città Sant’Angelo, là dove s’allena il Pescara. Lavoro in palestra ridotto all’essenziale, visto che il grosso lo si fa in estate, e tanti esercizi con la palla tra i piedi. Movimenti d’attacco ripetuti svariate volte e meccanismi difensivi che vengono allenati allenando la fase offensiva. Serve applicazione. In dosi massicce. Non sempre è garantita da giocatori già affermati, e l’esperienza di Zeman a Roma ce lo sta dimostrando; quelli che invece sono in attesa di consacrazione, nove volte su dieci ce la mettono. L’unica circostanza in cui non lo fanno, ha luogo quando non sono allenati dal boemo.

  • 29 Gennaio 2013 in 19:09
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    scusa Luca una domanda sbaglio o speri che donadoni vada via ?

  • 29 Gennaio 2013 in 22:03
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    No, Claudia. C’è la possibilità, paventata non solo dal Variopinto, che Donadoni, a fine stagione, vada al Milan. Dunque, dovendo sostituirlo in qualche modo, mi piacerebbe che Ghirardi scegliesse il boemo. È un mio vecchio pallino e in estate, vista l’aria che tira a Roma, ci sono buone possibilità che Zeman sia libero. La dimensione di Parma è quella che più gli si addice: non avrebbe l’obbligo di vincere e i soldi che Ghirardi può spendere possono garantirgli quei giocatori, giovani e preferibilmente sconosciuti, di cui ha bisogno per il calcio che intende fare. L’esonero, il probabile esonero, di Zeman è un’occasione, ghiotta, per Ghirardi. Speriamo se ne renda conto abbastanza presto.

    E comunque…ribaltando la questione: posto che Donadoni vada via, tolto Zeman, chi prendereste al suo posto?

  • 30 Gennaio 2013 in 13:27
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    Signor Russo, sarebbe molto suggestivo l’ingaggio di Stramaccioni non trova ? Allenatore giovane e capace e adattissimo al progetto Parma. Perchè secondo me infatti a fine anno l’Inter lo silura…

  • 31 Gennaio 2013 in 00:28
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    Stramaccioni? Non riscuote il mio gradimento. O meglio: non mi piace il gioco, né carne né pesce, che ha dato alla sua Inter. Vero è che i nerazzurri hanno un centrocampo muscolare, in cui i pensatori non hanno permesso di soggiorno. Ma con la qualità che hanno in attacco, ed in dosi contenute anche nel reparto arretrato, mi aspetterei di assistere a spettacoli migliori di quello che ci hanno propinato domenica sera, quando, secondo l’unanime giudizio di giornalisti e opinionisti, il Torino avrebbe meritato qualcosa in più del pari. Una cosa però gli va riconosciuta: è abbastanza aziendalista da potersi meritare le attenzioni di Ghirardi e Leonardi. Che, però, mi pare frequentino molto di più Via Turati che Corso Vittorio Emanuele. Non mi stupirei se, una volta ceduto Donadoni al Milan, il Milan ricambiasse girandoci il suo storico viceallenatore: Tassotti…che prima o poi una panchina tutta sua pur dovrà averla. Chissà che non capiti col Parma.

    Ciò detto, qualora Zeman dovesse restare alla guida della Roma anche per il prossimo campionato, possibilità che al momento mi sembra abbastanza remota, fossi in Ghirardi, cercherei di prendere Di Francesco. Ma ad una condizione, che in fin dei conti è la stessa cui dovrebbe essere vincolato l’eventuale ingaggio di Zeman: gli si dia una squadra con giocatori giovani e non troppo conosciuti, ma che abbiano voglia di…applicarsi.

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