domenica, Giugno 16, 2024
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IL MISTER / SENZA VALDES IL PARMA NON HA MAI VINTO UNA PARTITA: CON LUI IN CAMPO LA MEDIA PUNTI E’ 1,76, SENZA SCENDE A 0,6

image (6)(Il Mister) – Inizia l’anno che ci porterà al Centenario crociato. Inizia il 2013 e Roberto Donadoni è sul punto di festeggiare dodici mesi completi sulla panchina del Parma. Un anno fa, il debutto nel 2012 costò la panchina a Franco Colomba, travolto dall’Inter dopo i deludenti risultati ottenuti tra novembre e dicembre che gli avevano fatto terra bruciata attorno. Adesso, però, la situazione è diametralmente opposta. E, la sensazione comune è che, se il gruppo gialloblù terra botta in uno dei mesi più complicati della stagione (il gennaio con il mercato aperto sino al 31), ci potrebbe essere il tanto atteso salto di qualità. Dopo due vittorie consecutive contro Cagliari e Bologna, il Parma se la vedrà con un Palermo in linea teorica avversario diretto per la salvezza. Un’occasione ghiottissima per completare il secondo filotto di tre vittorie consecutive in stagione, il modo migliore per lanciarsi al giro di boa con una classifica incoraggiante. Considerando anche che nelle successive quattro sfide si incontreranno Juventus e Napoli in casa, oltre alla Fiorentina fuori. Servono tre punti, inutile girarci attorno. Ma per ottenerli serve un ulteriore salto di qualità, quello che è mancato ancora in questa stagione. A Bologna è arrivato un capolavoro senza Mirante, Rosi, Paletta e Zaccardo. Adesso bisognerà replicare pur avendo recuperato i primi tre della lista. Perché fuori, questa volta, è Jaime Valdés. Il regista inventato da Donadoni che è il fulcro autentico del gioco crociato, che si giochi con il 3-5-2 o con il 4-3-3. Tutto passa dai suoi piedi. Dai lanci per gli esterni alle conclusioni da fuori, senza dimenticarsi di quella fase di filtro che non è semplicissima da svolgere per giocatori dotati di una certa qualità. Il cileno è squalificato, pertanto Donadoni dovrà trovare un’alternativa valida. Non sarà facile, anzi. Basta pensare che con Valdés in campo il Parma ha ottenuto 23 punti in 13 partite (1,76 di media punti). Senza, invece, ne ha ottenuti soltanto 3 in 5 (0,6 di media), non riuscendo mai nell’impresa di vincere una partita. Con un’ulteriore precisazione. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le cinque sfide saltate da Valdés non sono sempre state contro grandissime squadre. Il Parma, in sua assenza, ha dovuto affrontare Milan, Siena, Udinese, Lazio e Atalanta. L’allarme, dunque, può scattare. Ma come ha deciso di tappare la falla mister Donadoni? In conferenza stampa, il tecnico è stato piuttosto prudente rispondendo alle domande incalzanti del nostro presidente Majo. Ha ammesso che le opzioni considerate sono quella di Musacci e quella di Marchionni, già visto in cabina di regia a Bergamo con l’Atalanta (ma soltanto per alcuni minuti, quelli iniziali piuttosto complicati) e nel finale con il Catania in Coppa Italia. Una scelta più tradizionale, che farebbe sì che il titolare fosse rimpiazzato dalla riserva di ruolo. E una più rischiosa, con l’esperimento di Marchionni in regia e l’inserimento di un altro interno destro adattato a scelta tra Acquah e Ninis. Che fare? Ammetto che non si tratta di una scelta semplice dal punto di vista tattico, dunque non mi resta che seguire l’istinto. Un istinto che mi fa pensare con sospetto alle molte sedute a porte chiuse degli ultimi giorni (di solito preludono a cambi tattici importanti) e mi impedisce di trascurare il suggerimento presidenziale. “Secondo te, con il mercato alle porte fa giocare Musacci?”, mi ha suggerito il patron Majo. E, effettivamente, non posso che concordare. Propendo dunque per l’opzione Marchionni regista, con uno tra Ninis e Acquah interno destro. Anche qui, però, c’è la questione mercato che potrebbe pesare. Il ghanese viene dato vicino all’Arsenal e, per giunta, è in prestito (con diritto di riscatto) proprio dal Palermo. Due motivi che mi fanno propendere per la candidatura del greco. Problematico quanto si vuole a livello tattico. Ma anche estremamente talentuoso e da sfruttare al massimo fino al suo completo inserimento, in considerazione del fatto che sia a titolo definitivo del Parma e possa costituire un ingente capitale futuro. Questa può essere la sua occasione, nonostante Donadoni abbia risposto piuttosto seccamente all’ipotesi di vederlo in cabina di regia. Ninis non farà il regista, ma a mio avviso probabilmente scenderà in campo da interno destro con Marchionni davanti alla difesa. Un rischio bello e buono, sia chiaro. Ma un rischio che bisogna prendersi contro una delle squadre peggiori del campionato e, soprattutto, contro una mediana a quattro sinora sconfortante. Il Palermo, nonostante Donadoni abbia rievocato lo scappellotto agostano inflitto dai rosanero ai crociati (paragone improprio perché si trattava di un test amichevole e l’allenatore era ancora Sannino), presentandosi al Tardini con un 3-4-2-1 correrà il forte rischio di doversela giocare soltanto in fase di ripartenza, schiacciando sette giocatori davanti all’area e parcheggiando il bus davanti alla porta. Se dovesse invece giocarsela più a viso aperto, invece, a centrocampo gli uomini di Gasperini potrebbero essere soverchiati dal 4-3-3 che in fase difensiva diventa un 4-5-1 del Parma. Barreto e Kurtic sulla carta sono facilmente aggirabili da una mediana a tre dinamica e di qualità come quella crociata, almeno quanto gli esterni Morganella e Sanseverino, sono tutt’altro che fenomeni (anzi, direi che Biabiany e Sansone potrebbero metterli parecchio in difficoltà). Per questo, in sostanza, rischierei. Non resterebbero che da temere le barricate rosanero (un po’ come contro il Siena, con meno qualità difensiva e più offensiva da parte dei siciliani) e il trio in attacco. Anche se, a tal proposito, non sono così d’accordo con Sandro Piovani, che ha ricordato a Donadoni tutta la forza offensiva del Palermo. Miccoli al 90% non giocherà (Gasperini ha ammesso di portarlo a Parma soltanto nella speranza di un recupero miracoloso), mentre Dybala è bravo ma ancora molto acerbo (compirà 20 anni a novembre e fisicamente è ancora molto esile). Brienza e Ilicic hanno qualità, certo. Ma come possono fare tutto da soli in una squadra che li supporta ben poco? Meglio rischiare, per una volta.

 


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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".