25 ANNI PRIMA DI BERLUSCONI ANCH’IO PREFERII COLOMBO A DONADONI. E PURE SACCHI…

berlusconi scorda donadoni stadiotardini itGianni Barone (*) – Sono tornato indietro di 25 anni nel leggere, su StadioTardini.it, la  formazione del miglior Milan possibile secondo Berlusconi. In effetti in quegli anni 86-87-88-89 il Grande Milan di allora, allenato dal  guru  Arrigo Sacchi, rappresentava per noi, cultori della tattica calcistica, argomento di discussione nei pomeriggi allo stadio o in radio o nelle wembleyserate al ristorante. E come il Presidente rossonero ricordo che disquisendo con l’amico e il collega Gabriele Majo, di tattica e dintorni, fatalmente si arrivava ad analizzare il “verbo sacchiano” e in più di un ‘occasione, facendo inorridire i benpensanti, ebbi l’ardire di affermare che ai ghirigori di Donadoni, giocatore stilisticamente perfetto, era preferibile privilegiare la durezza, la concretezza e la corsa inesauribile di tal Gianni4Angelo Colombo, mediano centopolmoni della Corazzata rossonera. Colombo avrebbe incarnato, meglio di Oriali la “Vita da mediano” cantata in seguito dall’ex centrocampista della Correggese Calcio 1948 Luciano Ligabue. Eppure per quel giocatore nessuno, ovviamente tranne me e Sacchi, nutriva all’epoca ammirazione, proprio perché era oltraggioso pensare solamente di accostarlo alla tecnica di Roberto Donadoni, fine dicitore della BERLUSCONI MIGLIOR 11 DI SEMPREpedata.  E quindi oggi, Berlusconi, preferendo Colombo a Donadoni (almeno nel suo scritto, perché a voce l’ha declamata diversamente) si conferma grande esperto di calcio e soprattutto di  equilibrio tattico. La sua esperienza maturata sulla panchina di Terza Categoria della sua gloriosa “Edilnord”, impresa e squadra di calcio di famiglia MILAN IDEALE SECONDO BERLUSCONI di quel tempo, gli ha permesso di poter esprimere questo e altri giudizi sul calcio, una volta diventato Patron del Club del club più titolato  al mondo, come si legge nelle cartelle stampa in distribuzione a San Siro. Di quel Milan, che ha fatto la storia della tattica calcistica, tutti ricordano Baresi, Maldini, Ancelotti e soprattutto i tre olandesi (Rijkard, Gullit, Van Basten), ma tutti hanno dimenticato Angelo Colombo, forse uno dei giocatori più utili. Se Zeman avesse avuto un Colombo, forse avrebbe salvato la panchina alla Roma; se Montella nell’attuale Fiorentina avesse un Colombo, probabilmente potrebbe lottare per lo scudetto. Perché di giocatori alla Donadoni ce sono tanti (Totti, Jovetic, Gianni3Cuadrado), ma purtroppo scarseggiano i Colombo e qualcuno se n’è accorto. In quel tempo poi Colombo era insieme proprio a Baresi, Maldini e Ancelotti uno dei giocatori insostituibili e indispensabili per lo scudetto del Milan 87/88, l’unico dell’era sacchiana, mentre il tecnico di Fusignano sull’altare della corsa e dei muscoli di Colombo sacrificava spesso e volentieri uno fra Gullit e Donadoni, chissà perché? Non me ne Gianni2voglia Donadoni, ma la memoria mi suggerisce queste valutazione che nulla tolgono al talento e al valore dell’attuale tecnico del Parma, gran giocatore apprezzato da tifosi, critici tranne… Berlusconi che appunto a voce lo cita, ma per iscritto se ne dimentica. Il quale Berlusconi, sempre sullo stesso pezzo di carta, in omaggio forse ad altri grandi tecnici del passato milanista quali Nereo Rocco e Gipo Viani, disegna uno schieramento con Baresi indicato dietro a Costacurta, non linea secondo lo il metodistaschieramento a zona, ma alle spalle secondo la  grande tradizione catenacciara italiana. Lui che ha nobilitato la zona valorizzando Sacchi, dopo Liedholm, si rifà alla tradizione. Brera, tra un bicchiere di Cabernet friulano 13 gradi e l’altro concorderebbe. In questo caso non si tratta solo di nostalgia, vero? E per concludere autocitandomi riporto la descrizione del calcio a zona tratto dal “Metodista”, di cui sono il coautore. “La zona richiede a tutti i giocatori spirito di mutualità e dispendio fisico continuo (vedi Colombo) perché se gli schemi non vengono ben supportati da automatismi e sincronie di movimento (raddoppi di marcatura, sovrapposizioni, marcatura a scalare ecc.) si trasforma in un colabrodo difensivo”. Vero Zeman? Gianni Barone (*)

(*) Gianni Barone, il primo a destra nella foto scattata a Londra, dopo il Trionfo di Wembley, è stato radiocronista dai primi anni ’80 di Radio Emilia e Radio Onda Emilia. Negli anni ’90 ha raccontato le gesta dei Crociati su Radio Elle e Lattemiele in coppia con Gabriele Majo. E’ stato telecronista di La 7 e Tele Nova, nonché opinionista di Teleducato. E’ autore, con Paolo Corsanici, del saggio “Il Metodista”

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

5 pensieri riguardo “25 ANNI PRIMA DI BERLUSCONI ANCH’IO PREFERII COLOMBO A DONADONI. E PURE SACCHI…

  • 19 Febbraio 2013 in 20:26
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    donadoni era imprescindibile per il milan era il faro era tutto sacchi non gli ha mai preferito colombo roberto saltava le partite solo quando non stava bene ve lo posso assicurare io che non mi sono persa una partita di donadoni è stato l’unico giocatore che mi ha fatto divertire fantasioso ma anche straordinariamente intelligente tatticamente il pelé bianco come lo chiamava cucci ne sacchi ne capello hanno mai fatto a meno di lui se stava bene e poi per chiudere berlusconi nel video lo nomina forse quel foglio gli e lo aveva scritto qualcun altro non molto competente

    • 19 Febbraio 2013 in 20:46
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      Mia Dolce Claudia,
      io non ho una gran memoria storica, in ispecie delle cose milaniste. Però stamani notando come curiosamente Berlusconi avesse preferito Colombo a Donadoni non ho potuto esitare dal contattare Gianni Barone, con il quale ho condiviso la parte iniziale della mia carriera da cronista sportivo (prima della brusca virata mi occupavo dei GR in generale), in quanto egli, temporibus illis, predicava l’utilità di Colombo, la cui concretezza gli piaceva più dei ghirigori (come ha scritto lui) di Roberto. Non mi pare avesse saltato solo partite per ragioni fisiche, ma anche per motivi tattici come ha scritto il collega. Siccome sono un amante della par condicio, però, ho commissionato un ulteriore pezzo al collega Riccardo Schiroli, milanista doc, che ricordo come donadoniano nelle dispute a tavola e in redazione di 25 e rotti anni fa. Vediamo cosa ci racconta. Sempre ammesso che ci produca qualcosa. Io la buona volontà ce l’ho messa. Perché su stadiotardini.it gli argomenti si affrontano da più punti di vista e sempre in modo costruttivo. Non abbiamo prezzolati paraocchi. Preferiamo, nella nostra bruttezza, essere poveri ma belli…
      Circa il foglio, invece, propenderei per credere che si sia trattato di un manoscritto di Berlusconi, il quale, poi, davanti alle telecamere avrebbe corretto il tiro.
      Alla fine si è trattato di un simpatico tormentone: a meno che adesso non vengano i soliti soloni ad imputarci di aver voluto infangare Donadoni servendoci di Silvio. Perché c’è della gente in giro che è capace di tutto.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 19 Febbraio 2013 in 23:16
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    spero ci sia del sarcasmo ne “la gloriosa Edilnord”.
    Dissento tatticamente su alcune cose, non riferibili a quel Milan ma ad altri esempi. Uno in particolare: se anche Zeman avesse avuto un Colombo, probabilmente invece non l’avrebbe fatto giocare. Altrimenti non sarebbe Zeman, l’allenatore con la peggior fase difensiva degli ultimi trent’anni

  • 20 Febbraio 2013 in 05:43
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    chi è nella foto, con te e Gianni Barone? Uno mi pare di riconoscerlo, lavora alla gazzetta di parma… un saluto

    • 20 Febbraio 2013 in 12:47
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      Ciao Wanny, non hai fatto bingo. Infatti nella immagine scatta in ristorante londinese dopo il trionfo di Wembley, sono ritratti, nell’ordine da sinistra: il sottoscritto, senza occhiali, barba e qualche anno; l’ex editore e voce principe di Radio 12 Luigi Furlotti, oggi il comico Gino del duo Gino e Dino, che secondo me tu hai confuso per Matteo Scipioni della Gazzetta di Parma; quello in mezzo, la memoria non mi tradisce, è Franco Badolato, inviato de “La Stampa”, e quindi sulla destra Gianni Barone.
      Cordialmente
      Gmajo

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