AMARCORD / IL ROMANZO GIALLOBLU’ DAL 14 AGOSTO 2010…

(Luca Bellelli) – Dal 14 agosto 2000 sono successe parecchie cose. Quel giorno, chi vi scrive vide la sua prima partita del Parma. Era un infernale pomeriggio e Italia1 trasmetteva l’amichevole degli allora gialloblu nel tempio di Anfield Road. Il Liverpool la prese molto sul serio e sgretolandoci 5-0. Non male come inizio, si potrebbe dire. Da tifoso sfiorai il nostro periodo d’oro, le tante Coppe, l’imperversare in Italia e in Europa, il dominare sul mercato comprando campioni da squadre che fino a una ventina d’anni prima sapevano a malapena della nostra esistenza, lo stadio sempre pieno tanto da indurre Zinedine Zidane, di certo non uno che si impressiona facilmente, a dichiarare “Il Tardini è lo stadio dove sento maggiormente la presenza e la spinta dei tifosi”. Ho sfiorato di un pelo quell’epoca fastosa e ricca di gioie, ma non rimpiango nulla. Il manifesto, per me, di quegli anni è il gol totale di Hernan alla Juve con Carlo Chiesa in sottofondo (forse “sottofondo” è riduttivo), ma se possibile, l’essere cresciuto con la precarietà del Parma come scimmia sulla spalla mia e di tanti altri ha rafforzato l’amore e l’attaccamento per la squadra. Se ogni tifoso dovesse stilare una top 5 dei migliori e peggiori momenti della storia recente, è facile che molti inserirebbero almeno 3 elementi comuni, di comprovata straordinarietà in un senso e nell’altro. Ora, cercheremo di scavare un po’ più a fondo, tralasciando circostanze palesemente note (spareggio di Bologna, lo 0-2 dall’Inter e retrocessione, Cittadella, le 3 vittorie di fila sulla Juventus tra Guidolin, Marino e Colomba, il record delle 7 vittorie consecutive, Parma-Empoli 3-1, crisi di inizio 2005/06 con crisi da stress post-Bologna e gli addii di Frey e Gilardino).
La lunga e sanguinosa strada che separa (o collega?) sconforto e delusione più totali alla più sfrenata, eccitante e feroce gioia è stata disseminata di alcuni momenti, partite, uomini, riflessioni che vogliamo rievocare ora, e che forse qualcuno si è dimenticato, oppure custodisce ancora nel cuore, e che ancora lo feriscono o lo fanno godere.

– Palermo-Parma 3-4, partita della svolta nella gestione Ranieri, un susseguirsi di gol da fare invidia a Italia-Germania 4-3, seguita almeno personalmente da una notte insonne. Un flash: la capriola di Fernando Couto dopo il gol del 2-2.

La stagione 2006/07 di Domenico Morfeo, che dopo l’altrettanto buona stagione dello spareggio sembrava essersi un po’ perso con Beretta. Partito malissimo con Pioli, il 10 di Pescina si rivelò autentico valore aggiunto con Ranieri. Lavorando molto dal punto di vista mentale, il tecnico toccò le corde giusto: Mimmo subentrava negli ultimi 20-25 minuti, non più inferocito o demotivato come gli succedeva prima, bensì conscio che col suo genio e le sue malizie (e con gli avversari ragionevolmente stanchi) poteva risultare il delizioso Direttore Artistico del Parma. Memorabile il modo con cui sgraffignava minuti al cronometro guadagnandosi falli da avversari che perdevano la testa. Poche altre in carriera seppe essere così disequilibrante e decisivo.

– Quel pallone che, a recupero quasi scaduto, mellifluamente sta per uscire e invece sbatte sulla bandierina, rimane in campo e da lì viene scaraventato in area in Parma-Napoli del 2007/08. Da questo particolare apparentemente insignificante si scatena il finimondo: Mariga salva su Mannini dopo un rimpallo, ma in maniera regolare, l’arbitro non la pensa così: rigore e rosso, dagli 11 metri gol di Domizzi. Nella ripresa è vero Far West: 8 contro 10, il Napoli passa 2-1. Una delle tantissime occasioni sprecate quell’anno per mettere punti in cascina.

Il salvataggio di Capitan Vince Grella su Quagliarella in Parma-Sampdoria 0-1 2006/07, prima di Ranieri sulla panchina crociata. Forse in pochi lo ricorderanno, ma l’australiano prima offrì un retropassaggio folle all’avversario che si involò occhi negli occhi con Bucci, salvo poi intervenire in un modo che tuttora si fatica a spiegare razionalmente, una sorta di spaccata sulla linea con gambe allungabili. Poi, tranquillamente, si rialzò per far ripartire l’azione.

– Alcuni pali: il doppio palleggio e tacco di Morfeo in Parma-Cagliari 3-2 2004/05, altra gara dopo la quale in molti ebbero bisogno di un check up in Cardiologia, una giocata che ha alimentato le fantasie erotiche di parecchi. Poi quello di Benny Carbone: tiro cross a pallonetto, nell’Inter-Parma 1-0 (ma sul palo si era 0-0) 2003/04, gara in cui ci giocavamo l’accesso alla Champions. Poi, sempre nell’anno di disgrazia 2007/08. Hernan Jorge Crespo II, dopo 8 secondi contro il Milan, con lo stadio che tremò, poi 2 pali su rigore: Castellini (?!) col Cagliari e Gasbarroni con la Sampdoria. Il livello di masochismo sportivo quell’anno fece davvero storia…

Il tacco: derubricato Mimmo per via del palo, ce ne sono un paio agli opposti: quello del gol di Adriano in Parma-Milan 1-0 2002/2003, uno dei picchi dell’Imperatore, che forse è stato tale solo qui, uno che avrebbe potuto raggiungere i livelli di Ronaldo e il cui talento sprecato grida vendetta. Il secondo, agli antipodi, è quello del Carneade Ianis Alin Zicu, che sulla linea ciccò clamorosamente il più facile dei  tap in  in Parma-Brescia 2-2 03/04. Era considerato l’erede di Hagi e Mutu, ora sverna in Corea del Sud.

Le parate: alcune monumentali, come Frey a Bologna su Tare, in maglia e pantaloncini azzurri si libra nell’aria estirpando una palla che il Destino aveva già visto dentro, davvero troppo grande per parlarne ancora. Buffon su un sinistro a uscire di Vieri nello spareggio Champions di Verona. De Lucia su Cruz in Parma-Inter 1-2 06/07, parata incredibile anch’essa, all’indietro in controtempo, purtroppo inutile in quella partita. Pavarini in Parma-Siena 2-2 07/08, su Bucchi, un balzo all’incrocio stratosferico, purtroppo inutile in quella stagione. Mirante su  Gila in Fiorentina-Parma 2-3 con Guidolin, all’ultimo secondo, davvero bella.

Bresciano che infila l’incrocio a Empoli per il 2-1 nel 05/06, poi si blocca, lo sguardo fisso, Cardone che gli prende la testa tra le mani incredulo per il supergol. Subito si pensa che Mark non stia esultando in quanto ex, invece le (tante) successive realizzazioni saranno sempre seguite dalla pietrificazione.

Parma-Siviglia 1-0 aprile 2005, a cui personalmente sono legatissimo, la prima volta al Tardini. Lo Stradone di corsa, dentro la pancia dello stadio, accecato dal bagliore dei fari, nel salire i gradini lo stomaco fa le capriole, poi Cardone che segna sotto la Nord. Un momento che capii ben presto non avrei dimenticato mai.

Fabio Firmani che segna l’1-0 in Lazio-Parma, si leva la maglia e corre a baciare la bandiera col volto di Gabriele Sandri. Quella fu la prima partita della Lazio dopo l’uccisione del suo tifoso nell’autogrill ad Arezzo e, per una tragica coincidenza, Parma-Lazio al ritorno fu la prima partita del Parma dopo l’altrettanto tragica morte di Matteo Bagnaresi.

Renato Olive, un centrocampista di 167 cm fortissimo di testa che il Parma ingaggiò a gennaio 2005 e che giocò da titolare lo spareggio d’andata vista la “casuale”  morìa disciplinare di giocatori dopo Lecce-Parma 3-3. Si arrampicava letteralmente in cielo per arrivare sui palloni, a rischio di atterraggi suicidi, rimettendoci più volte le costole e addirittura, al Tardini quando militava nel Bologna, un terribile impatto di collo sul terreno fece temere perfino la paralisi. Protagonista del cliccatissimo video in cui Gaucci accusa Matarrese, responsabile secondo Lucianone dell’ennesimo infortunio di Olive (ai tempi Renato militava nel Perugia).

Hector Raùl Cuper, el Hombre Vertical, che a Reggio Calabria, in una gara fondamentale per la salvezza, senza Falcone, Castellini, Mariga, Contini e Gasbarroni, sotto 2-1 e in 10 leva Cristiano Lucarelli per inserire Prijovic, punta serba della Primavera. Morrone che si gira e candidamente chiede “Ma che cazzo fai?”. Seguirono smentite da ambo le parti, ma è una domanda che si fecero in molti…

– Giocare a Verona nella primavera 2007, a 3 giornate dalla fine, con la maglia rossa a croce bianca una sorta di spareggio col Chievo che vincendo 1-0, pensò forse di essere uscito dalla palude. Non più di 3 settimane dopo retrocesse.

– Il gol di Junior nella finale di Coppa Italia 2002 con la palla che passa tra una selva di gambe juventine e si insacca sotto la Nord, dopo 2 minuti. Andata: 2-1 con gol speranza di Nakata al 95’

– Sempre in quella Coppa Italia, Taffarel che  dribbla in  stile carioca  Nomvethe dell’Udinese e, a rilancio effettuato, si scusa sinceramente…

– Ingaggiare Stefano Bettarini nell’inverno 2005, debutto con l’Inter (che pareggiò dopo essere stata sotto 2-0), 7 in pagella dalla Gazzetta.  “Sa cacciare la palla in tribuna quando serve”.

– Le partite più pazze di quegli anni: Parma-Lecce 2-1 con Gilardino al 97’, dopo aver fallito 2 rigori, Parma-Livorno 6-4 (dolcissima) 2004/05 e Torino-Parma 4-4 2007, tristissima.

– Aver vinto l’ultimo spareggio della storia della Serie A.

Daniele Dessena, il cui approdo in prima squadra altro non faceva presupporre che un rapporto idilliaco con la città e la gente, lui, il ragazzino che con una grinta leonina si faceva largo a spallate (dello spareggio di Bologna citiamo Gilardino: “Siamo entrati in campo contratti, paurosi, poi abbiamo visto Dessena che a 17 anni inseguiva e picchiava tutti e abbiamo capito che potevamo farcela”). Il gol alla Juve a Torino, “nei denti” come marchio di fabbrica. Poi la situazione precipita dopo quel gol sotto la Nord nel 2010 e relativa (e francamente non giustificabile con la presenza della sua ragazza in tribuna) esultanza. Urgerebbe un chiarimento.

– IL GESTO DELL’OMBRELLO DI LUCA BUCCI

– La presenza inquietante dei Sanz e Morfeo che dopo la sconfitta con la Juve non le manda a dire: li invita a girare al largo dalla squadra finché non ricopriranno un ruolo officiale. Poche altre volte s’è vista una simile quantità di fumo e zero arrosto…

– Un fatto che ha acquisito una certa rilevanza solo nell’ultimo periodo: serie B, Parma-Livorno 0-0, Paci che abbatte Diamanti con una bordata di punta dritta nel basso ventre. In molti risero e tirarono un sospiro di sollievo, quando poco dopo il fantasista uscì incapace ormai anche solo di camminare. Ora, certi incontri ravvicinati col pallone non si augurano a nessuno, ma vista anche la recente simpatia che Diamanti s’è guadagnato da Parma, si può dire che ai tempi fu ben fatto… Un lavoretto pulito, senza conseguenze disciplinari: per maggio, Sansone ci pensi…

Pietro Gedeone Carmignani che, sornione, si agita di gusto sulle tribune del Dallara quando mancano pochi secondi al fischio di Collina. L’immagine della goduria.

– La carriera a  ottovolante  di Valeri Bojinov, che nel primo anno fu davvero un fattore per noi, conquistati dalla straordinaria importanza dei suoi gol (ognuno portò punti, come quest’anno sta facendo Sansone). Dopo essersene andato, Sporting Lisbona, poi Lecce, Verona e ora Vicenza. L’inizio fu Lecce (debutto in A con delega speciale della Lega non ancora sedicenne), Fiorentina, Juventus, City.

– Uscire dallo stadio dopo aver pareggiato 0-0 con Modena, Treviso e Salernitana, non sapendo più che imprecazioni utilizzare.

– Per finire, ma non di certo ultimo in ordine di importanza, qualcosa in cui ci siamo imbattuti di recente, alla ricerca del tacco di Morfeo col Cagliari (di cui pare non esistano testimonianze audiovisive). Veniamo quindi reindirizzati a un altro video, che celebra la salvezza 2005. È un volto di una persona molto nota nel campo del tifo crociato. È il volto di Angelo Manfredini, baffo scuro, camicia bianca, imprigionato dentro le sbarre del Via Del Mare, mentre riceve la maglia che Frey gli porta. Vederlo ci ha fatto pensare a come ci sentivamo in quel momento, alle settimane che ci aspettavano, nell’ansia più totale, impegnati ad analizzare la situazione in cui eravamo impelagati, scinderla al fine di trovare qualche appiglio che sì, ci garantiva che ci saremmo salvati. Ci ha fatto pensare al sobbalzo e alle urla belluine quando Cristian Zenoni in Bologna-Sampdoria (l’altra sfida da cui dipendeva il nostro destino) centra il palo della porta di Pagliuca. Siamo tornato a quei momenti, forse proprio per il fatto di aver distino, nella solitamente anonima massa di tifosi, una faccia conosciuta. Lui, come tantissimi altri, c’è sempre stato,c’era e ci sarà, speriamo per tantissimo tempo. Luca Bellelli

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

3 pensieri riguardo “AMARCORD / IL ROMANZO GIALLOBLU’ DAL 14 AGOSTO 2010…

  • 8 Febbraio 2013 in 16:57
    Permalink

    Grande Luca!

  • 8 Febbraio 2013 in 18:47
    Permalink

    stupendo

  • 8 Febbraio 2013 in 20:33
    Permalink

    Grande bello! Un onore per me aver vissuto molti di questi monenti con te! Ed è solo l’inizio!

I commenti sono chiusi.

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