CARO GIANNI, L’UNICA COSA CHE COLOMBO FACEVA MEGLIO DI DONADONI ERANO LE INTERVISTE: ALMENO LA SUA VOCE SI SENTIVA…

schiro con zorba a certosa (2)Riccardo Schiroli (*) – Nell’estate del 1986 ho passato le vacanze in Turchia. Con il budget da studente, tutto quello che mi potevo permettere era un treno di seconda classe da Venezia a Istanbul. Ricordo che da qualche parte tra Zagabria e Belgrado, avevo iniziato a chiacchierare con un tizio che si esprimeva solo in Slavo e che in Italiano conosceva solo una parola: Ro-ber-to Dona-doni. E non si dava pace (almeno da quel che capivo della sua gestualità) per il fatto che il Milan lo avesse strappato alla Juventus. Era il Milan di Berlusconi prima maniera, quello che arrivava ai raduni in elicottero e intratteneva i giornalisti in conferenze stampa forzate e interminabili (abitudine poi presa dal Presidente del Parma Pedraneschi negli anni ’90, ma non c’entra con quello che stiamo dicendo). Donadoni, lo ammetto, era il mio idolo. Un po’ perché è nato nel 1963 come me, ma soprattutto perché aveva quel cambio di passo: sembrava si fermasse e poi via, dribbling secco. E poi andava a crossare quasi dalla linea di fondo. Penso che avrei fatto gol anch’io, berlusconi scorda donadoni stadiotardini itgiocando centravanti in una squadra con Donadoni come numero 7. Così, quando ho letto su stadiotardini.it che Berlusconi si era scordato Donadoni dal suo Milan ideale, ho un po’ trasalito. Ma come?! E’ stato il suo primo grande acquisto, strappato alla Juventus e tutto. E poi ricordo benissimo che Donadoni era riuscito a far capire al Talebano da Fusignano che non è che lui avesse l’obbligo di correre lungo la fascia e basta. Magari poteva accentrarsi, portarsi in quella posizione che chiamavano una volta del centravanti arretrato (se fossi il  Talebano da Fusignano, direi "come Carlo Volpi” del Parma di Sereni. Il mitico attacco Sega-Regali-Volpi-Colonnelli-Rizzati. E le punte erano Sega e Rizzati) e creare superiorità numerica in attacco oppure giocare tra le linee. E non è un merito da poco. Secondo me, Silvio barone come berlusconiquel  foglietto galeotto senza il nome di Donadoni (mi dicono che poi, a voce, si è corretto) lo ha ricevuto da Gianni Barone. Al quale per poco non ho tolto il saluto, quando in uno dei nostri mitici lunedì sera mi ha detto che fosse stato per lui, Donadoni sarebbe finito in panchina e sulla fascia destra ci avrebbe giocato Colombo. Che è un po’ come dire che la Cicciolata è più buona del Culatello, la Malvasia è meglio dello Champagne millesimato e quello del Barcellona è il miglior calcio del mondo: insomma, un’eresia. Adesso che siamo cresciuti, caro Gianni, lo riconoscerai: l’unica cosa che Colombo faceva meglio di Donadoni erano le interviste. Che almeno, la sua voce si sentiva… Riccardo Schiroli (*)

Riccardo Schiroli (*), nella foto vintage con gli operatori Paolo Ceruti e Marcello Penna, è un giornalista professionista che ha iniziato la sua carriera giornalistica nel 1984 a Radio Onda Emilia, divenendone nel 1991 responsabile del Giornale Radio. Nel 1996 è a Teleducato Parma quale curatore del Telegiornale, nel 2000 diviene direttore di Teleducato Piacenza. Dopo un breve periodo quale coordinatore della redazione giornalistica di Sportal, dal gennaio 2002 è responsabile della comunicazione della FIBS (Federazione Italiana Baseball e Softball). Tifa per il Milan

Stadio Tardini

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One thought on “CARO GIANNI, L’UNICA COSA CHE COLOMBO FACEVA MEGLIO DI DONADONI ERANO LE INTERVISTE: ALMENO LA SUA VOCE SI SENTIVA…

  • 19 Febbraio 2013 in 22:36
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    ripeto discutere se sia meglio il dona o colombo è la fine del calcio roby è stato un giocatore immenso punto e se berlusconi sul foglio se ne è dimenticato sarà stato per l’età o per lo stress elettorale

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