EXCURSUS RAGIONATO SUI LOGHI DEGLI ALTRI CENTENARI: LA BOMBATURA CROCIATA REGGE IL CONFRONTO?

centenario_juventus(Lorenzo Longhi) Mettiamola così, “alla Catalano”, come sarebbe piaciuto a Claudio Ranieri: cent’anni si compiono una sola volta nella vita. E di grazia, peraltro. Logico allora che vadano festeggiati al meglio e, secondo gli imperanti principi del marketing, nessun club si lascia sfuggire la possibilità di celebrarli attraverso un logo ad hoc. Lo ha fatto anche il Parma, ma con una singolarità che non sfugge e si centenario_laziodifferenzia – nel bene o nel male lo decideranno i tifosi – dalla filosofia degli altri club con età a tre cifre: il logo centenario, nel caso della società gialloblù, modifica (e sostituirà, forse?) lo scudo tradizionale. Senza stravolgerlo, ma rinfrescandolo. Il che, nell’anno che celebra la storia e la tradizione, lascia comunque un po’ perplessi.

centenario_bolognaLa scelta è senz’altro originale, considerando quanto deciso da altri club che, in passato, hanno coniato un logo a latere, senza intaccare in alcun modo lo stemma sociale, o vi hanno agito all’esterno o comunque, quando lo hanno modificato/sostituito, casomai lo hanno fatto con occhio retrò e non in prospettiva futuristica. Il primo caso, quello del logo celebrativo a latere, accompagnò il centenario della Juventus nel 1997 (un 100 dorato scritto in numeri, con la scritta “Juvecentus” che rappresentò il brand del centenario), ma anche quello del Bologna (anche qui un 100 dorato, ma in campo circolare, con il logo centenario_centeseclassico ovale del club incastonato nel primo zero) che, nel 2009, inserì entrambi i loghi sulla maglia. Per restare in Emilia, ha mutuato la soluzione scelta dal Bologna la Centese, centenaria – e vabbè, mai come in questo caso: nomen omen – nel 2013 proprio come il Parma. Un logo a parte anche per il Modena che ha compiuto 100 anni nel 2012. Il cento è dorato e nel primo zero, intreccia il monogramma MFC, classico del club. Logo di grande stile, tra l’altro, senz’altro la centenario_modenacosa migliore del centenario del club gialloblù che, per il resto, è riuscito nella complicata impresa di vedersi boicottare la festa dai propri tifosi, organizzando il tutto al PalaPanini, tempio del volley, e giocando in trasferta la partita più vicina alla data del compleanno. Attenzione, però: in trasferta, ma al Braglia, col Sassuolo padrone di casa… Ma questo è un altro discorso.

centenario_interTornando ai loghi centenari, l’Inter nel 2008 scelse la seconda soluzione in maniera minimal ma elegante: un anello esterno al cerchio con il monogramma  IMFC con la scritta 1908-2008 in alto e 100 anni Inter in basso. Per continuare con esempi di questo tipo, anche il Monza nel 2012 ha agito all’esterno dello stemma del club. Al contrario, la Lazio adottò nel 2000 una soluzione stile Parma, inserendo il numero 100 all’interno del logo, quest’ultimo però non modificato nelle sue linee. Passato il centenario, il numero sparì e tutto tornò come prima. Curiosa l’idea del centenario_bariBari: un logo a parte molto pieno, con il numero 100 e, nei due zeri, il simbolo con il galletto e il primo simbolo, a losanga, del club, piazzato inoltre da solo come stemma sul petto per l’annata centenaria.  Un misto di storia e presente.

centenario_milanPoi c’è la scelta del Milan che, nel 1999, giocò con la maglia a strisce strettissime dei pionieri sostituendo il logo classico con lo scudo con croce piana rossa su campo bianco. Maglia di grande fascino, di certo assai storica: come dire che, in fondo, il centenario si può festeggiare anche senza il numero 100. E il primo club centenario d’Italia? Il Genoa, nel 1993, anticipò il Milan: maglie dal design retrò (rossoblù e bianca) larghissime nelle dimensioni e genoa-maglia-centenario-rossoblucon i lacci sul collo (oggi i regolamenti lo vietano), stemma pionieristico. Applausi.  Si tratta solamente di alcuni esempi fra i quali, tuttavia, la bombatura dello scudo del Parma non appare reggere il confronto. Questione di gusti estetici, per carità. Ma, se il senso del centenario è celebrare il passato, il logo del Parma va nella direzione opposta. Al di là della diminuzione delle strisce (giustificata come citazione dello scudo anni Cinquanta, ma la realtà è che inevitabilmente una citazione in cent’anni di centenario_varesemodifiche dovute allo zeitgeist la si trova sempre…), c’è la scelta di utilizzare il colore blu ed un font arrotondato in un numero che dovrebbe dare solennità a stridere. Non affidarsi alla doratura significa, visti i precedenti, differenziarsi. Ma non è proprio la stessa cosaLorenzo Longhi

 

LA SCHEDA DI LORENZO LONGHI

lorenzo longhi calcio e calcio 28 11 2011[2]Classe 1979, modenese della Bassa di stanza a Bologna dopo avere vissuto e lavorato a Parma, in Inghilterra e a Milano. Incline ad una diffusa eterodossia e fermamente convinto che la colpa non sia sempre degli altri, degli arbitri, del mondo; questo perché – per dirla con Paolo Conte – in un mondo adulto si sbaglia da professionisti. Insomma: all’opposto rispetto a baciapile e vittimisti cronici. Titoli? Una laurea quinquennale in Scienze della Comunicazione, un master in Diritto ed Economia dello Sport. Freelance onnivoro, con predilezione per lo sport e le storie del calcio in cui c’erano "le squadre dell’Est" e, se un giocatore indossava il numero 2, era un terzino destro che nessuno si sarebbe mai sognato di definire "esterno basso".

POETICA Per dire: quando, dopo anni di collaborazioni per testate di notevole rilievo, mi hanno assunto con regolare contratto Fnsi (a Sky, che ringrazio e dove mi sono trovato bene), ad un certo punto mi sono dimesso rinunciando – cito – "a quello che per molti è il contratto perfetto" per proseguire a lavorare da libero professionista. Scelte. Del resto – scriveva Stefano Benni in Baol – "bisogna assomigliare alle parole che si dicono. Forse non parola per parola, ma insomma ci siamo capiti".

info@lorenzolonghifreelance.com

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.