LEONARDI ALLA GDP: “SI SMETTA DI ACCOSTARE DONADONI AL MILAN, PERCHE’ SI MANCA DI RISPETTO A LUI, ALLA SOCIETA’ E AI TIFOSI. A SAN SIRO ABBIAMO AVUTO PIU’ OCCASIONI NOI DEL BARCELLONA…”

leonardi gdp(gmajo) – Se fosse stata tirata in ballo la citatissima, ma non titolata, formazione del Roccacannuccia (esistente piccola frazione che sorge sulla strada provinciale Nardò-Copertino, nel territorio di Lecce) lo avrei anche potuto capire, ma visto che la squadra che era stata accostata a Roberto Donadoni era il Milan, cioè il club più titolato al mondo, come orgogliosamente ricordato anche sulle cartelle stampa distribuite dalla struttura comunicazionale rossonera, io non ci trovo proprio nessuna “mancanza di rispetto”. “Mancanza di rispetto”: è proprio questa l’allocuzione scelta da Pietro Leonardi, nel rispondere al capo servizio sport della Gazzetta di Parma  Paolo Emilio Pacciani che così lo aveva provocato (provocato, naturalmente, si fa per dire): “Qualcuno ha pensato: meno male che il Milan ha vinto, così Berlusconi non ci porta via Donadoni…”.  «Io no, – ha replicato il Plenipotenziarioperché non ho mai avuto dubbi sul fatto che Donadoni resti qui con noi. Si è parlato pure troppo di un suo passaggio al Milan e adesso è il caso di smetterla perché si manca di rispetto nei confronti suoi, della società e dei tifosi del Parma». Spero che nel vedere queste parole la nostra dolcissima e romanticissima lettrice Claudia, che mi pare di aver intuito abbia una sorta di infatuazione per “Roberto”, non si metta in agitazione, in quanto spesso succede che in vicende di mercato accada proprio l’esatto contrario di quello che l’astuto Sommo Dirigente PRESENTAZIONE MARIGAspergiura (l’ultimo esempio è relativo a Mariga; e la cosa grave è che mi era sembrato così convincente nelle diverse pubbliche spiegazioni sul fatto che non sarebbe più tornato al Parma che c’ero cascato perfino io. E invece, poi, per la terza volta Mc Donald è tornato all’ovile, presentato con nonchalance dallo stesso Pietro lo Zar…). Insomma se Leonardi non ha mai avuto dubbi sulla permanenza a Parma di Donadoni, ci potrebbe essere il fondato timore che la pista rossonera non sia poi così peregrina. Nel caso vedremo se ricorrerà alla stessa nonchalance di quando ci ha ripresentato il centrocampista keniano che purtroppo sappiamo ora esser tornato ai box dopo il subitaneo infortunio occorsogli in Parma-Genoa. Il primo a mancare di rispetto a Donadoni, alla società e ai tifosi del Parma (e perché non aggiungere anche il Milan? Così, per par condicio…) è stato il Saltimbanco  Enrico Boni, colui che millanta (ma quanto millanta?) vicinanza ai vertici, e che non perde l’occasione per genuflettersi dinnanzi ai simulacri del suo Tomaso (con una s sola, del quale nell’ultima puntata di Calcio & Calcio aveva indosso una maglia celebrativa) e Pietro. Enrico Boni, il Saltimbanco, colui al quale, sempre nell’arco della medesima DSC01910trasmissione (la prossima puntata è stata rinviata, non per neve, ma per via delle elezioni politiche, al martedì, per lasciar spazio all’approfondimento di Parma Europa, anticipato al lunedì) Andrea Schianchi ha fatto una lezione su cosa sia una notizia (ad esempio il diverbio in allenamento tra Belfodil e il tecnico, all’origine della esclusione del giovane ribelle a San Siro) e una non notizia: appunto il passaggio di Donadoni al Milan, che ancora è tutto da acclarare, al di là delle reiterate piazzate del piazzista che qui già vede Gasperini. Mica un nome a caso, quest’ultimo. Sembra un po’ la vecchia storia di Marino. E i protagonisti, guarda un po’, sono sempre loro. Un po’ di rispetto, suvvia. Per Donadoni, per la Società e per i tifosi

MILAN PARMA 2 1 Sempre nell’intervista pubblicata stamani dal quotidiano in orbita Upi, c’è un altro accenno al Milan da parte del Plenipotenziario: «Non ho potuto fare a meno di pensare che contro i rossoneri abbiamo creato più palle gol noi del Barcellona… Abbiamo perso contro una squadra di notevole qualità e che mercoledì non aveva Balotelli. Questo per dire che la sconfitta a San Siro ci può stare e non dobbiamo farne un dramma». Posto che di drammi non mi pare ne abbia fatti nessuno (noi  soliti destabilizzatori  eravamo troppo impegnati a minare la positività e la serenità del nostro ambiente gonfiando il vacuo e inesistente caso Belfodil…) va ricordato, a onor del vero, che contro i nostri portacolori mancava un certo El Shaarawy e per il resto non mi sembrava l’undici titolare. Ma Leonardi ha ragione: il sansone esulta dopo golParma, a San Siro, ha saputo far meglio del Barcellona. Almeno, grazie a Sansone (la cui caparbietà dovrebbe esser d’esempio all’indolenza di altri suoi compagni) noi il gol della bandiera lo abbiamo trovato è il passivo è stato solo di un gol, e non due come quello dei rinomati catalani. Chissà che non ci si trovi di fronte direttamente in Champions League: magari l’Uefa potrebbe così premiare quelle formazioni che a 13 giornate dalla fine del campionato si trovano ad avere il maggior numero di punti degli ultimi 4 anni della propria centenaria storia (32). Eh sì, perché, è questa la chiave di lettura corretta, non quella della  critica avversa al Parma, dei censori a prescindere, che continuano a gonfiare casi come quellsettore crociato noi destabilizzatorii su Zaccardo, Mariga e Belfodil. Smettendola di essere eretico, dunque, obbediente alla parola del Salvatore e formato al suo divino insegnamento, trascrivo le parole di Leonardi alla GdP, che collimano con quelle del suo “portavoce” non so quanto ripudiato Boni, pronunziate durante l’ultima puntata di Calcio & Calcio: «Ci tengo a sottolineare che abbiamo il maggior numero di punti, a questo punto del torneo, da quando il Parma è tornato in serie A. Non avevamo mai fatto 32 punti dopo 25 giornate. Inoltre, se domenica battiamo il Catania, nel girone di ritorno avremo fatto gli stessi punti di quelli dell’andata. E abbiamo visto che la maggior parte dei punti li abbiamo fatti proprio dopo la sfida col Catania». Ma quei tre punti bisognerà farli, e l’impresa non si preannuncia facile, considerati i precedenti: al Massimino il Parma fece la prima delle sue peggiori prestazioni stagionali, e all’Ennio, sia pure dopo i Calci di Rigore, ci soffiarono il passaggio del turno in Coppa Italia, che avrebbe offerto una comoda scorciatoia per il ritorno in Europa per il Centenario. Il fatto, poi, che il maggior numero di punti il Parma li avesse fatti, all’andata, dopo la sfida con il Catania, leonardi boiata pazzescacome ha tenuto a sottolineare lo Zar Pietro (evidentemente in clima elettorale, come quei politici che sostengono di avere vinto anche quando hanno perso) testimonia, se proprio ce n’è bisogno, come il rendimento dell’inizio del girone di ritorno dei nostri eroi non sia stato un granché, dal momento che per aver lo stesso bottino di quello dell’andata (che corrisponde quindi al periodo in cui se ne erano raccolti di meno, secondo quanto sostiene il matematico dirigente) dovranno fare obbligatoriamente tre punti con i temibili siculi, loro sì davvero stupefacenti rivelazione del Torneo, avendo già in carniere ben 39 punti, tra l’altro non frutto di calcio noioso. Infatti, a 13 turni dal termine, loro possono pensare in grande, come a lungo avevano sperato di poter fare anche i nostri tifosi, specie nella stagione che accompagna al secolo di vita la squadra di pallone per la quale si dannano l’anima o gioiscono, e noi no. Leonardi, che ci ha sempre in mente, e noi di questa attenzione lo ringraziamo di vero cuore, ha tirato fuori anche la questione fortuna – per la quale lo avevamo fatto inalberare prima di inventarci la vacue e inesistenti polemiche sulla cessione di Zaccardo, sull’impiego che i suoi bardi definiscono mariga out dopo 5 minuti“calcolato” di Mariga col Genoa e secondo noi calcolato male o sul pigro Belfodil che non ha per nulla avuto un diverbio con Donadoni, il quale a San Siro lo aveva tenuto fuori solo per scelta tecnica. (Con questa neve non oso pensare al freddo dei piedi del povero Gesù Cristo. La croce è niente…) – e sfortuna: «Quando qualcuno parlava di  fortuna  per certe vittorie, io dicevo che la fortuna non esiste, di conseguenza sarebbe contraddittorio da parte mia attaccarmi alla  sfortuna. Ogni società raccoglie quello che può con le proprie potenzialità». Eh sì, il ragionamento non fa una grinza. E certo le espressioni “Parma sfortunato” (ad esempio dopo Bergamo, epiteto utilizzato per non attaccarsi ad altro e non venir meno al fioretto di non attaccare gli arbitri) la critica becera se le era sognate, anzi, inventate, giacché in malafede… Chiudo con quello che stamani era stato il mio  primo pensiero vedendo che sulla Gazza c’era un’intervista a Leonardi: pensavo che attraverso il maggior organo di informazione cittadino egli volesse annunziare in anteprima tutte le novità che bollono in pentola per il Centenario – dal nuovo sito, alla web radio (chissà che fine farà il majo intervista arcivieripovero Arcivieri), e soprattutto il nuovo logo che ha lasciato un po’ freddi i tifosi conservatori del gruppo di lavoro per le celebrazioni popolari del secolo – ed invece non c’è traccia di questo (del resto ci ha pensato la gran cassa un-official). In compenso – e questo è bello, ed al contrario di altre mie affermazioni di questo articolo non è ironia – gran parte della conversazione è stata riservata al buon andamento del Settore Giovanile, con le soddisfazioni che stanno arrivando dal Torneo di Viareggio (seconda semifinale consecutiva conquistata: domani alle 15 contenderà la Finale al Milan) da parte della Primavera, e il sorprendente avvio da allenatore di Cristiano Lucarelli negli Allievi (primi in classifica). Salutando e ringraziando per l’attenzione e la paziente lettura, vi lascio con le parole dell’amministratore delegato su Alberto Cerri, che dopo aver risposto alla convocazione dell’Under 17 domani sarà di nuovo a disposizione di Pizzi: «E’ un giocatore importante, che ha dimostrato di poter fare la differenza nella cerri stadiotardini itsua categoria ed ha giocato bene anche con la Primavera. Lo abbiamo già inquadrato contrattualmente e crediamo in lui, ma non dobbiamo accelerare i tempi. Se trasformerà le sue potenzialità in realtà allora diventerà un giocatore vero. Il difficile sarà affrontare le pressioni del calcio professionistico». Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

3 pensieri riguardo “LEONARDI ALLA GDP: “SI SMETTA DI ACCOSTARE DONADONI AL MILAN, PERCHE’ SI MANCA DI RISPETTO A LUI, ALLA SOCIETA’ E AI TIFOSI. A SAN SIRO ABBIAMO AVUTO PIU’ OCCASIONI NOI DEL BARCELLONA…”

  • 22 Febbraio 2013 in 20:28
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    Caro Gabriele quella per Roberto credo si più di un’infatuazione visto che sono 25 anni che gioisco e soffro insieme a lui .A me il parma piace era da tempo che speravo che Roby lo allenasse perché ero sicura che avrebbe fatto bene e poi Leonardi e Ghirardi lo hanno accolto come merita. Io vorrei che andasse al milan o comunque in una grande solo perché solo vincendo scudetti e coppe varie sei considerato un grande e poi perché so cosa significhi quella squadra per lui.Comunque al di là delle parole di ghirardi e Leonardi(ma dove è la mancanza di rispetto) non vedo perché il milan dovrebbe mandare via Allegri forse Boni è rimasto a qualche mese fa quando la cosa sembrava più verosimile.Comunque tienimi aggiornata e grazie per aver pensato a me quando hai letto l’intervista e sopratutto complimenti per aver indovinato il mio stato d’animo.Un saluto la tua romantica Claudia

    • 22 Febbraio 2013 in 21:19
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      Mia Romantica Claudia,

      pian pianino ho iniziato a conoscere i gusti di chi frequenta stadiotardini.it e non potevo non pensare a Te trattando di Donadoni. Sperando non si ingelosisca Febbredacalcio, la quale, a propria volta è pure sensibile al tema. Ma Lei è una plu-citata, per Te, invece, è stata la prima volta e mi fa piacere che tu abbia apprezzato.

      Sono d’accordo con Te: il Saltimbanco, che quando piglia un dritto non lo molla più, forse aveva fiutato (o gli avevano suggerito i suoi tanti “millantati” amici…) la pista giusta qualche mese fa, allorquando la ringiovanita squadra del Berlusca stava (come era logico attendersi) faticando. Io non so se nella gara di ritorno il Milan riuscirà ad essere altrettanto bravo al cospetto del Barcellona come all’andata, ma qualora i rossoneri eliminassero i catalani sarebbe un risultaato talmente di prestigio che renderebbe ancora più solida la panchina di Allegri, che mi par abbia smesso da tempo di tremare.

      Qualche mese fa, invece – esattamente quando Ghirardi lo aveva “blindato” con un biennale – Donadoni potrebbe esser stato davvero vicino al Milan: ma da uomo d’onore quale è immagino abbia immediatamente informato i suoi superiori – con i quali c’è un ottimo feeling – degli scenari che potevano accadere. Del resto alcune sue frasi sibilline lo dimostrerebbero, specificatamente quando lo stesso Donadoni (il quale la porta l’ha sempre lasciata socchiusa) aveva dichiarato che tutti e tre (lui, il Ghiro e il Leo) erano d’accordo sul futuro. Infatti Ghirardi, qualora Silvio lo avesse chiamato per chiedergli di liberare il suo allenatore – appunto blindato in quel periodo momento, addirittura con un biennale, quando invece il diktat post Guidolin era solo firme annuali anche per via di questa possibilità – non avrebbe opposto resistenza, così come ha confidato ad un giornalista amico suo (ma pure mio, visto che me lo ha raccontato).

      A presto, grazie

      Gabriele

  • 23 Febbraio 2013 in 03:07
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    Beh, la fortuna e la sfortuna non esistono. Un autogoal non è sfortuna, è un errore di un difensore. Meno male che lo ha fatto Paletta che è il più solido e a prova di linciaggio. Le occasioni da goal faallite non sono sfortuna: sono errori degli attaccanti, poco importa se non è un errore di gioventù che invece era in panchina. Non alla ricerca dei se e dei ma, solo a ricordare quello che dissi all’andata quando i risultati non arrivavano: prima o poi anche casualmente la palla rotolerà in rete tutte le volte che passa nei pressi dell’area avversaria, ci saranno errori arbitrali favorevoli al Parma e gli avversari falliranno dei goal già fatti e si segneranno da soli il goal della sconfitta. Quindi non fortuna o sfortuna, solo che la palla è rotonda, rigore è quando arbitro fischia e naturalmente era logico che dando fiducia al greco questi facesse una doppietta. Aspettando i baby goal di CERRI.

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