martedì, Maggio 28, 2024
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SECONDO SETTORE CROCIATO NOI SAREMMO DEI DESTABILIZZATORI CHE MIRANO A INQUINARE LA POSITIVITA’ E LA SERENITA’ DELL’AMBIENTE PARMA. MA ORA CI SPIEGHINO COSA SONO LORO…

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Proprio oggi, come ha ricordato qualche lettore che ringrazio, compio 49 anni: me ne manca appena uno alla veneranda età di 50 che cercherò di raggiungere mantenendo quella spina dorsale diritta che ha sempre contraddistinto la mia vita, inclusa quella professionale, precocemente iniziata ad appena 11 anni, quando da  bambino prodigio  bussai alla porta di Radio Parma e venni scritturato all’istante dall’allora direttore Carlo Drapkind. Storia che conosce molto bene anche Giuseppe Squarcia, ex ultrà di Potere Crociato, nonché giornalista professionista, che proprio ieri ha rivendicato la paternità degli scritti che appaiono sul rinnovato (in tutti i sensi) sito settorecrociatoparma.it, avendo tratteggiato – all’alba di gabriele majo secondo settore crociato nel 2009 all'alba di una ideaun’idea, ben prima che intraprendesse la nuova missioneun ritratto che mi fece commuovere, riconoscendo la mia storia legata a doppio filo con il club crociato, da quando andavo a montare le antenne all’Ennio, facendo impazzire il custode storico Corrado Esposti, per consentire il migliore servizio possibile ai colleghi radiocronisti, fino a quando ho impugnato personalmente il microfono per narrare le gesta della squadra crociata. Dunque Giuseppe Squarcia dovrebbe conoscere chi è Gabriele Majo: non è come chi è qui da appena quattro anni o sei e si permette di affibbiare patenti del tipo “nemico del Parma” et similaria. Che sia lui a bollare GHIRARDI A MAJO PERSONA SGRADITA E NEMICAdel normalissimi articoli giornalistici per delle “polemiche destabilizzanti” che mirerebbero a “inquinare la positività e la serenità del nostro ambiente” è francamente inaccettabile. Ed offensivo.  Direi di più: una calunniosa diffamazione. Si possono avere della stessa identica situazione due differenti punti di vista: ma quello che non dovrebbe venire mai meno è il rispetto per l’avversario. Se poi è un collega, iscritto al medesimo Ordine, ancora di più. A parte che simili risibili accuse, che lasciano il tempo che trovano, denotano una pochezza di argomenti. E quando non si hanno argomenti si passa all’invettiva, all’attacco personale, inventandosi “obiettivi” che non passano certo per la testa a chi, a testa alta come il sottoscritto, rivendica solo di poter esercitare il proprio dovere, prima ancora che diritto, che poi sarebbe anche il suo. Giacché il fatto di essere iscritti all’Ordine dei Giornalisti  viene ancor prima – quando si lavora, sia pure per passione – dell’amore per una squadra di calcio. Io il mio amore per il Parma – che è però prima di tutto amore per la mia professione – lo esercito non prostituendo mai la mia rettitudine: per questo respingo con forza al mittente quanto – di nuovo in maniera calunniosamente diffamatoria – ha asserito a proposito della querelle Zaccardo fomentata a suo dire da coloro i “quali non vogliono bene al Parma Calcio”, poiché “contraddittori simili” a suo dire sarebbero “utili solo a minarne la tranquillità in un’annata agonistica che sta portando molte gioie alla nostra tifoseria, nel contesto di una programmazione strutturale a medio lungo termine che sta facendo crescere il nostro club”. Io non mino un bel niente: e se il signor Leonardi avesse evitato – lui sì in modo inopportuno – di offendere Zaccardo durante la presentazione di Mariga (tra l’altro dinnanzi al tesserato!) quando ha specificato che sono stati trattenuti altri giocatori più importanti di lui sotto il profilo patrimoniale e delle prestazioni, io non sarei andato oltre nella polemica, cui ha dato, a mio parere in modo improvvido, la stura proprio lui. Io non sto qui a sindacare – e l’ho già scritto a chiare lettere su stadiotardini.it e detto in televisione – l’operazione di per sé, la quale può avere anche la sua valenza: ma rivendico il diritto di rimarcare come fossero profondamente ingiuste nei confronti di chi ha onorata la maglia Crociata per alcune stagioni, quelle ingrate parole, per le quali avrebbe fatto meglio a chiedere scusa. E all’alba di un’idea avrebbe condiviso anche lo stesso Squarcia questa mia valutazione, visto che a proposito di Guidolin eravamo schierati sullo stesso fronte, anziché tentare di giustificare l’ingiustificabile uscita di Leonardi, arrampicandosi sugli specchi. Ma se la vuole giustificare, lo facesse pure, ma lasciando agli altri la possibilità di non essere d’accordo, senza per questo tentare di delegittimarlo agli occhi della tifoseria e dei suoi tanti lettori come un nemico del Parma che ad arte alimenta polemiche per minare l’ambiente sano. Mo dailà, per piaser ! Io mica ho scritto che Squarcia è un pessimo giornalista perché legge diversamente da me le parole di Leonardi su Zaccardo: e allora perché lui deve togliermi la patente di amante del Parma solo perché quelle parole le ho trovate fuori luogo e l’ho scritto? Giuseppe Squarcia dice che non è vero come qualcuno (io almeno i nomi e i cognomi li faccio mettendoci la faccia, a Giuseppe Squarcia fa schifo scrivere sul suo sito, cioè settorecrociatoparma.it, Gabriele Majo o stadiotardini.it: lui parla solo di astratte entità…) ha titolato che Settore ha attaccato Zaccardo: no, dico, ma la statistica, l’ingenerosissima statistica in precedenza inviata via sms anche ad altri opinionisti, che lui ha pubblicato specificando che il Parma è vincente anche senza Zaccardo (“La realtà, non la fantasia”), cosa era?  Un attacco, a suo dire, non al Campione del Mondo, ma a chi ha rimarcato come senza di lui il Parma avesse buscato due gol dal Napoli, ma toh, proprio nella zona un tempo presidiata dall’attuale milanista! No, dico, Giuseppe Squarcia, ma tu non hai ascoltato cosa diceva il tifoso medio all’uscita dell’Ennio quel giorno? Non si parlava di altro! E allora se uno ne parla in televisione cos’è? Un nemico del Parma? Un destabilizzatore? Uno che ha l’obiettivo di inquinare la serenità? Ma dailà.., Beviamoci su una bionda camomilla, che è meglio! Anche perché quello che si vuole dipingere in quella maniera è in realtà solo uno che ascolta la gente e riporta. E lo fa in maniera pulita, serena e pacata. Senza alcuna dietrologia. No, dico: stiamo parlando di pallone e non si può nemmeno dire che sono stati presi due gol dove prima c’era Zaccardo? Ma stiamo scherzando, vero? Ma dove siamo finiti se non si può disquisire neppure di questo! E io l’avrei anche finita subito (mai più pensavo venisse fuori codesto polverone, giacché stavo dicendo una cosa ai miei occhi ovvia e banale!), se non ci fosse stata l’esternazione di Leonardi durante la conferenza di Mariga e tutti i tentativi di interferenze da parte di chi vanta amicizia e continuità con il Plenipotenziario durante l’ultima puntata di Calcio & Calcio, quando, andando contro ai miei principi e alla mia abituale etiologia, sono sbottato con decisione chiedendo “Per quale motivo non si può parlare di Zaccardo, spiegatemi perché non si può parlare di Zaccardo”. Squarcia me lo ha spiegato perché: perché agli occhi suoi e di Leonardi il mio fine sarebbe quello di “criticare una scelta percorsa dalla società al calciomercato di gennaio”. No, dico: perché non si può criticare una scelta percorsa dalla società al calciomercato di gennaio? E noi giornalisti cosa ci stiamo a fare: dobbiamo essere lobotomizzati e dire sempre e solo: ma quanto è bravo Leonardi, ma quanto è bello Leonardi? Ma dove siamo!?!?!?! E poi, ripeto, io non è che contesti l’operazione (ne ho giustificate anche mille di peggiori, dello stesso Leonardi) contesto le parole, gli atteggiamenti, l’arroganza, la mancanza di riconoscenza. Squarcia, poi, raggiunge il punto più alto della calunniosa diffamazione quando ha l’ardire di argomentare: “Il nostro ex giocatore, purtroppo, é stato condotto pretestuosamente in una polemica creata ad arte da loro, andando perfino a provocarlo a Milanello, durante la sua conferenza stampa di ieri”. Noi non abbiamo condotto pretestuosamente alcuno in alcuna polemica, egregio Giuseppe Squarcia: e se non ci credi lo vai a chiedere allo stesso Cristian Zaccardo, il quale, ovviamente, in conferenza stampa si è limitato ad esprimere in modo essenziale (mica è uno che fa piazzate, lui!) il suo disappunto esposto, invece, a cuore aperto il giorno precedente ad alcune persone di mia totale fiducia che me lo hanno riferito, persone che avevano incontrato l’ex campione del mondo in Via Mazzini a Parma, mentre stava facendo trasloco. Persone cui aveva riferito che avrebbe esposto pubblicamente in sala stampa il giorno successivo il suo punto di vista. E allora, visto che siamo un quotidiano on line, regolarmente registrato in Tribunale, monotematico sul Parma Calcio e l’universo che ci ruota attorno, malgrado gli scarsissimi mezzi a nostra disposizione, ci siamo attrezzati per seguire l’evento. Non c’è stato bisogno di alcuna “provocazione”, caro il mio calunnia-diffamatore, poiché sull’argomento, toccato in apertura di conferenza, è andato “Milan Channel”, alias il canale tematico del Milan, e se la domanda l’ha posta il canale tematico del Milan, mi pare evidente che si trattasse di un argomento concordato in precedenza tra l’attuale club e l’interessato. O no? Io ho fatto il capo ufficio stampa e comunicazione del Parma Calcio e so come funzionano queste cose, se mi permetti. E quando militavo nel Parma ostentavo con orgoglio la mia divisa, perché interpretavo un ruolo chiaro, limpido, cristallino, evidente sotto gli occhi di tutti. L’unica domanda che ha posto il mite Luca Savarese (il quale è un tifoso doc con la pagella altissima, dal momento che qui scrive pura elegia e non ha mai sollevato alcuna polemica), e dietro precisa direttiva del suo direttore, che sarei io, è stata relativa al saluto finale di Zaccardo ai tifosi, poiché qualcuno aveva scritto nello spazio commenti di stadiotardini.it che se ne era andato senza salutare. Tutto qui. Alcuna provocazione quindi. E non devi preoccuparti perché la nota spese Luca Savarese non la manda né a Settore Crociato, né al Parma FC, per cui se decidiamo di “dirigere le nostre energie altrove, a Milano per esempio” (che poi Milanello è in Comune di Carnago, provincia di Varese) saranno poi cavolacci nostri. E la frase “solo chi vuole aizzare inventa controproducenti contrasti” fa parte dell’ampio repertorio calunnioso-diffamatorio di cui siamo stati fatti oggetto ieri sera da Settore Crociato. Il caso non è “inesistente”, come certificato anche dalla stessa Gazzetta di Parma, che del Parma FC è consociata in UPI, il che è tutto dire, e da diversi altri organi di stampa, come abbiamo già riportato nei giorni scorsi. Solo Settore Crociato ha letto diversamente i fatti, offrendone una visione distorta e diffamatoria nei confronti del non citato stadiotardini.it.Stadiotardini.it e Gabriele Majo, caro Giuseppe Squarcia, non hanno bisogno di “scompigliare”, né di essere “distruttivi”. Mettitelo bene in testa tu, e se lo metta bene in testa il Parma FC. Nell’attesa che vogliate elargire alla Comunità in trepida attesa la risposta alle legittime domande poste ieri sera da Mario Robusti su Parmaonline.info: “Rimane poco chiaro che ruolo ricopra Settore Crociato Parma, quale Pubbli News che raccoglie pubblicità sia per l’house organ ufficiale del Parma che per Beppe Squarcia”. Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

11 pensieri riguardo “SECONDO SETTORE CROCIATO NOI SAREMMO DEI DESTABILIZZATORI CHE MIRANO A INQUINARE LA POSITIVITA’ E LA SERENITA’ DELL’AMBIENTE PARMA. MA ORA CI SPIEGHINO COSA SONO LORO…

  • Io sto con majo! forza parma!

  • Questo, a casa mia, si chiama parlar chiaro e averci le palle.
    Totale solidarietà Direttore!
    W Gabriele Majo, unica voce fuori dal coro!!!

  • Il nemico del mio nemico e’ mio amico. Ma cento volte meglio un “nemico” che permette di migliorare evidenziando i nostri errori che un amico che ci dice sempre si. Quando siamo in cima e quando franiamo.
    Vai Majo, siamo con te.

  • Mo maaaama….. che pasticcio, e io che volevo smorzare i tony (possibilmente meglio di Lucarelli domenica scorsa), sta storia sta andando oltre (che Oltre avrebbe interesse a lasciarla morire) p.s. Oltre è nota ditta di onoranze funebri in Fidenza.

    • Il problema non sei tu, China, che giustamente avresti voluto abbassare i toni. Toni, e volume, che non avrei voluto alzare neppure io, ma quando mi vengono a toccare sulla mia professionalità, unico bene che mi è rimasto, mi difendo con tutte le mie forze. Ho sempre scritto che non pretendo che tutti la pensino come me, né mi frega di fare proseliti (se no starei qui a portare avanti tesi più populistiche o più comode), però esigo il rispetto e il fair play dai competitor, non la delegittimazione non motivata. Poi è uno di giocarsi la propria credibilità come meglio crede, ma il fair play nei confronti dell’avversario quello ci vuole sempre. Specie se poi si predica bene (pur razzolando male) volendo fare i buonisti.
      Per me Leonardi ha sbagliato atteggiamento nei confronti di Zaccardo (e ripeto, non discuto la bontà o meno della operazione) con le frasi ingenerose pronunziate davanti a Mariga, ed è un dato di fatto che i tifosi dopo Parma-Napoli all’unisono avessero notato come le due reti fossero nate dalla zona che fu di competenza dell’attuale rossonero. Questo è la sintesi del mio ragionamento che credo inoppugnabile. Se proprio poi per motivi x c’è chi lo vuole difendere, lo faccia pure, portando motivazioni che non siano la becera delegittimazione dell’avversario (o puerile, come l’accusa di non volere il bene del Parma, del cercare di inquinare l’ambiente sano e pulito, che poi sano e pulito lo certificano loro stessi).
      Ringrazio anche chi mi ha espresso solidarietà, anche se non vorrei che si trasformasse in un muro contro muro, che è sterile e non porta a niente. Farebbe più bella figura il Plenipotenziario ad ammettere di averla fatta fuori dal vaso, piuttosto che affidarsi ad una difesa fragile, fragilissima, di un comportamento che non è certo stato da grande dirigente. Perché non si può offendere in quel modo Zaccardo. E non si può pretendere che la gente – che non è scema – non faccia le sue osservazioni.
      Io la patente di nemico del Parma non l’accetto proprio da nessuno. E penso faccia il male del Parma chi dice acriticamente signorsì.
      Cordialmente
      Gmajo

  • Vladimiro

    Leonardi se va a fare il dirigente da un’altra parte (che non sia il Chievo) dopo tre giorni si spara dalla disperazione. Qualche giornalista lo potrai anche ‘comprare’ (nel senso di fartelo amico, non nel sneso di pagarlo, ci mancherebbe …), ma in certe piazze su tutto quello che fai ti fanno il pelo e il contropelo, altro che Parma.
    Una domanda Majo: come mai sulla Gazzetta di Parma non c’era una riga sul caso dell’ex ultrà ed ex estremista di destra chiamato ad occuparsi della web radio crociata? (Immagino sia per non dare spazio ad un futuro concorrente di radioparma, ah ah ah).
    Saluti (non romani).
    Vladimiro

    • A proposito di Leonardi io mi pongo il dubbio che si pongono in tanti per il Saltimbanco: ci è o ci fa? Nel senso: certe sue esternazioni gli vengono fuori spontanee o sono fatte ad arte? Se in tanti propendono per la seconda tesi “alla Mourinho”, allo scopo di proteggere il gruppo (da che?) o di distrarre da altri problemi (più importanti), io propenderei più per la prima: nel senso che i cavalli gli scappano dalla stalla, perché alla fine dei conti è un istintivo. Poi lui, e i suoi ammiratori, per giustificare anche l’ingiustificabile, tirano fuori, a posteriori, la faccenda dell’ombrello protettivo. Per altro aperto in casa anche senza intemperie. Cosa che notoriamente porta bene…
      Se, dunque, Leonardi fosse, come a me pare, un istintivo che perde le staffe quando con lo sguardo trova dinnanzi qualcuno che gli sta sugli zebedei e dice anche quello che razionalmente non direbbe mai, concordo con Vladimiro che potrei davvero trovarsi male in una piazza dove i Majo e gli Angella sono moltiplicati a dismisura, e magari non utilizzano lo stesso fair play, di dire le cose, ma senza mai scendere sotto la cintura.
      La domanda sul perché la GdP – né nella sua versione on line, né nella sua versione stampata – abbia toccato l’argomento web radio crociata andrebbe posta al Plenipotenziario di Via Mantova (Giuliano Molossi) più che al sottoscritto. Ma forse hanno avuto ragione loro, visto che alla fine si è trattato di una non notizia… Adesso la web radio non si fa più. O la si rallenta. O si chiede a un giornalista (sia solo pubblicista) di fare l’elettricista che stende i cavi…
      Io comunque reputo la gestione dell’operazione web radio l’ennesimo passo falso del club: Pietro Leonardi conosce ed è intimo del fu-candidato a metterla in piedi Arcivieri da oltre 20 anni, non credo avesse bisogno del servizio di Teleducato per sapere delle sue simpatie passate per una certa colorazione politica, delle vicissitudini giudiziarie che ha passato e tutte superate (come onestamente riconosciuto nel suo pezzo per il TG dal conduttore di Calcio & Calcio) “a testa alta”. Se nonostante quelle referenze personali e non professionali c’era, però, la fiducia nel professionista, nell’uomo di radio, perché compiere la precipitosa retromarcia bloccando il progetto in fieri (Arcivieri ci aveva raccontato che da ottobre era venuto a Parma sistematicamente appunto per mettere in piedi il progetto e le sue competenze, ad onta del comunicato emesso dal Parma FC erano di carattere editoriale e non tecnico strutturale, dal momento che aveva avuto carta bianca, perfino per contattare e coinvolgere quello che Ghirardi aveva definito un nemico del Parma come il sottoscritto, ritenuto un “destabilizzatore” anche da chi si è preso il compito di spiegare la bontà di ogni scelta societaria)? Il servizio di Angella gli ha fatto capire di avere toppato? Certo che se dopo 20 anni di amicizia Leonardi mette alla porta (o almeno demansiona) Arcivieri vuol dire che, minimo minimo, qualcosa non era stato ben calcolato. Ad esempio, magari, la proprietà non era consapevole di chi fosse Paolo Arcivieri. Ma, come dimostrano anche le recenti nomine in Iren, specie dopo certi polveroni che hanno scosso la nostra città, è fisiologico che un giornalista passi ai raggi x il passato di un candidato ad occupare una determinata posizione. Poi Arcivieri ha il diritto all’oblio, certo: nel senso che non può perdere un lavoro che gli era già stato affidato (o vederlo mutato sostanzialmente) solo per questioni di carattere ideologico che appartengono al suo passato.
      Sulla ipotesi ironica posta da Vladimiro in conclusione “per non dare spazio ad un futuro concorrente di radio Parma”, posso dire che dal colloquio intercorso con Arcivieri, durato oltre due ore, (e al Palace Hotel Maria Luigia ero stato chiamato da lui, non mi ero certo offerto io) durante le quali mi aveva parlato di progetti editoriali e non di dove meglio far passare i cavi, o di quale connessione scegliere, era emersa la possibilità concreta che il canale radiofonico potesse essere ospitato su uno dei canali del bouquet digitale di Radio Tv Parma, proprio in virtù dello stesso legame in Upi.
      Cordialmente
      Gmajo

  • per quanto mi riguarda sono decenni che contribuisco alla causa con soldi tempo e salute,qualcuno che i soldi li prende e tanti magari solo di passaggio per poi sparire dovrebbe ricordarselo.

    scusate la demagogia crociata

  • Bhe ma chissene sbatte (passatemi il francesismo) se Arcivieri è un ultrà laziale o di destra, sarann mica fatti suoi ? Posso capire benissimo il discorso che forse sarebbe stato meglio affidare il lavoro ad un Pràmzan dal sàss però dire di cacciarlo per i suoi pensieri politici è scorretto e sbagliato.

    F.

    • Caro Dents, io fossi stato nel Parma avrei fatto altre valutazioni prima, tenendo conto di tutto: perchè Arcivieri, che ricordo essere stato ad esempio il direttore del fenomeno radiofonico “Radio manà manà” di estremo successo, è sì un eccellente professionista del settore radiofonico, però le sue non certo nascoste (anzi!) simpatie politiche del passato andavano forse meglio calcolate, dovendolo trapiantare a Parma, città medaglia d’Oro per l’antifascismo.
      Sono d’accordo sul fatto che l’ideologia (anche se in passato per Arcivieri è stato un vanto) non dovrebbe penalizzare il professionista: però un bel chissenefrega come dice lei mi pare un po’ esagerato. Piuttosto, una volta che la cosa è stata ben soppesata, se lo stesso uno decide di fare una scelta a quel punto deve andare avanti. Perché fare marcia indietro significa innanzitutto ammettere di aver sbagliato, dando ragione a chi aveva avanzato dei dubbi.
      In parole povere: visto che Arcivieri non era certo un Carneade, soprattutto per Leonardi, che lo conosce da 20 anni (è sempre Arcivieri uno dei suoi famosi amici romani che gli curano il sito pietroleonardi.com, peraltro non più accessibile) e decidi di “fregartene” del fatto che è un ex ultrà della Lazio (e non ci trovi nulla di strano che un ex capo ultrà laziale guidi la radio del Parma Calcio) e che la pensa (o pensava) politicamente in un certo modo (avendo fatto politica attiva), poi non puoi metterlo alla porta per questi “capi d’imputazione”, o demansionarlo (attribuendogli una consulenza tecnico-operativa, che non era assolutamente quella di cui Arcivieri mi aveva parlato in oltre due ore di colloquio mercoledì sera al palace Hotel Maria Luigia.
      Cordialmente
      Gmajo

  • La pace sia con voi. E con i pionieri della radio in Italia, compreso il Majo. Che ripioneristicamente parlando in un progetto di web-radio da associare al suo blog non lo vedrei male. Cose di questo mondo che cambia. Però lo ripeterò sino alla noia. Contro qualcuno sono energie perse, per qualche cosa si potrebbe-dovrebbe lavorare. Pensiamoci, il Parma A.C. ha bisogno di tutti i suoi tifosi, non di una frangia avversa all’altra.

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