SETTORE CROCIATO, LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE…

settore crociato noi destabilizzatori(gmajo) – Mi ero ripromesso, dopo esser già intervenuto in maniera piuttosto esauriente, nei giorni scorsi, di non occuparmi più della anomalia “Settore Crociato”, ma dal momento che l’autore di quel sito, all’alba di un’idea  espressione dei tifosi, continua, durante la nuova missione (peraltro ancora non acclarata non avendo risposto alle legittime domande poste da parmaonline.info) ad infangare il lecito ed onesto lavoro giornalistico altrui, mi tocca, controvoglia, tornare sul tema, sperando vivamente sia l’ultima. Anche perché le bugie hanno le gambe corte. Ed è una colossale balla – glielo scrivo con questo termine dialettale, così lui, custode delle tradizioni locali capisce meglio – quanto egli ha sostenuto a proposito di quello che lui ha il coraggio (da leoni) di definire “il nuovo caso inesistente e fatuo”  di Ishak Belfodil. Gli altri casi inesistenti e fatui, specificati dall’estensore del testo (non ricorro alla aggettivazione perché non è il caso) sono, a suo dire, quelli relativi a Zaccardo e Mariga, trattati nelle precedenti puntate di Calcio & Calcio su Teleducato, quando ebbe l’ardire di vergare la calunniosa diffamazione “di soliti destabilizzatori” che mirerebbero a “inquinare la positività e la serenità del nostro ambiente” riferendosi al sottoscritto e agli altri che li avevano affrontati e su cui non torno oggi.

settore su belfodilA proposito del “caso inesistente e fatuo Belfodil”, l’ineffabile scrittore arguisce: “E’ bastato che il giornalista parmigiano de La Gazzetta dello Sport, Andrea Schianchi, opinionista in una trasmissione televisiva locale del lunedì sera, nel proprio consueto editoriale, spiegasse, approvando la scelta di mister Roberto Donadoni, come la giovane punta fosse stata semplicemente esclusa per non essersi allenata bene, nei giorni precedenti, sui campi del complesso sportivo di Collecchio, affinché i censori a prescindere alimentassero la polemica, supponendo che tra i due ci sia stato un diverbio”. A parte che costui (e qualcun altro) farebbe bene ad iniziare ad imparare la DSC01998distinzione concettuale tra il lessema da lui/loro utilizzato a sproposito (“polemica”) e il più adatto vocabolo “dibattito”, non deve dire delle panzane, perché Andrea Schianchi (è scomodo, eh, prendersela con il rappresentante della Gazzetta dello Sport, vero? Meglio additare all’indice chi dirige un piccolo quotidiano on line, o con il conduttore di una trasmissione non allineata di una emittente con non poche difficoltà…), nel suo editoriale che sotto riportiamo integralmente, ha scritto testualmente: “Belfodil non è stato schierato perché si è allenato male, in particolar modo negli ultimi giorni prima della sfida di San Siro. E Donadoni lo ha ripreso piuttosto duramente. Il suo accantonamento, dunque, ha motivazioni comportamentali e non tecniche”. Capito, egregio? Non sono stati  i soliti destabilizzatori (o “censori a prescindere”) ad amplificare il caso: è stato Andrea Schianchi a riferire alla comunità che Donadoni ha ripreso piuttosto duramente Belfodil, e DSC01932che il suo accantonamento ha motivazioni comportamentali e non tecniche. Andrea Schianchi ha scritto anche: “Qualche telefonata, qualche colloquio, una parola di qua e una parola di là, com’è normale per chi esercita la professione di giornalista, ed ecco che si delinea il quadro della situazione”. A chi avrà telefonato Schianchi per informarsi (registrando, da buon giornalista, le conversazioni)? Ma agli stessi interlocutori che oggi hanno arricchito i propri operatori telefonici chiamando a destra e a manca per lamentarsi.

Ormai la misura è ricolma: si impari a rispettare chi esercita, onorevolmente la professione giornalistica dando l’anima e la si smetta in via diretta, o indiretta, a delegittimare il lavoro altrui. Si risponda nel merito e si evitino perniciosi e non costruttivi (quelli sì! altro che la nostra sana critica) muro contro muro. Gabriele Majo

L’EDITORIALE DI ANDREA SCHIANCHI

(da Calcio & Calcio in onda su Teleducato lunedì 18.02.2013)

DSC01953Confesso il peccato: quando ho visto la formazione del Parma con Amauri in campo e Belfodil in panchina mi sono stupito parecchio. Un po’ perché non sono tra gli estimatori di Amauri e un po’ perché Belfodil mi era sembrato abbastanza  in palla nelle ultime esibizioni. Perché una scelta simile?, mi sono chiesto. Poi mi sono guardato la partita, Amauri (come spesso gli accade) non mi ha incantato, ma Belfodil (quando è entrato), se possibile, ha fatto peggio: quattro palloni sbagliati su quattro palloni toccati. A quel punto, con la sconfitta in tasca nonostante una discreta prestazione del Parma, ho deciso di indagare, partendo dal presupposto che nessun allenatore è autolesionista: se Donadoni ha scelto di non far giocare Belfodil dall’inizio, un motivo serio dev’esserci stato. Qualche telefonata, qualche colloquio, una parola di qua e una parola di là, com’è normale per chi esercita la professione di giornalista, ed ecco che si delinea il quadro della situazione: Belfodil non è stato schierato perché si è allenato male, in particolar modo negli ultimi giorni prima della sfida di San Siro. E Donadoni lo ha ripreso piuttosto duramente. Il suo accantonamento, dunque, ha motivazioni comportamentali e non tecniche, perché al Bisontino il talento non manca. Il problema è che il carattere va tenuto a freno, e non vorremmo che le voci di mercato su un suo possibile trasferimento alla Juve, proprio nelle ultime ore di mercato, gli avesse fatto girare la testa. E no, caro Belfodil, lasciatelo dire da uno, il sottoscritto, che crede tantissimo nelle tue potenzialità: il comportamento, l’educazione, il rispetto dei compagni e degli avversari, l’impegno durante gli allenamenti sono doti che valgono, a volte, più di un gol o di un dribbling. E quando si entra in campo dalla panchina si dà l’anima, si sputano i polmoni sul campo! Se così stanno le cose, Donadoni bene ha fatto a tenerlo fuori: certe lezioni sono molto più salutari di una carezza. Andrea Schianchi (da Calcio & Calcio in onda su Teleducato lunedì 18.02.2013)

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

16 pensieri riguardo “SETTORE CROCIATO, LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE…

  • 20 Febbraio 2013 in 09:29
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    Oramai è chiaro MAJO………SETTORE CROCIATO F.C. è il nuovo nome del sito dei “tifosi” crociati……

  • 20 Febbraio 2013 in 11:45
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    se così fosse allora il parma fc punta veramenet al famoso”conseso totale di stampo coreano”….che delusione sarebbe !

    • 20 Febbraio 2013 in 12:38
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      E’ giusto proteggersi con dei condizionali, ma credo che i fatti siano lapalissiani. E non avrei alcuna difficoltà a sottoporre a un jury neutrale (cioè non condizionabile) il mio operato affinché sancisse la buona fede, l’onestà, la competenza, la professionalità nel rispetto della deontologia che ha dei doveri prima che diritti, il mio operato. Ripeto: rispondano nel merito ai rilievi mossi, io ho sempre ospitato le ragioni altrui, senza mai arrivare alla delegittimazione degli altri, ed è assurdo essere delegittimati non solo da coloro che hanno interessi diretti a delegittimare una delle rare voci “critiche”, ma anche da chi in maniera non trasparente giudica e mette all’indice come eretici i non allineati.
      E, ribadisco, non è oltremodo tollerabile che vengano fatte continue pressioni ai direttori delle televisioni che scelgono di avvalersi della mia professionalità, adducendo motivazioni che non fanno certo onore a chi le pronunzia.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 20 Febbraio 2013 in 12:43
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    Caspita….

  • 20 Febbraio 2013 in 13:34
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    Chi è che scrive gli articoli su Settore Crociato? Sono direttamente gli addetti stampa del Parma? Oppure chi altro? E questo altro è pagato dal Parma?

    PS Scusi Majo chi telefona a chi? A questo punto siamo curiosi?

    • 20 Febbraio 2013 in 14:11
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      Gentile Vladimiro,
      da buon giornalista, non in malafede, mi debbo basare sui fatti e non solo sulle sensazioni che potrebbero ricondurre a trarre conclusioni simili alle tue. Ma datosi che Giuseppe Squarcia, il curatore del sito “all’alba di un’idea” ha rivendicato ufficialmente qualche giorno fa il pieno possesso della sua creatura anche durante la “nuova missione” (a parmaonline.info che aveva parlato di cessione del portale aveva ufficialmente risposto che Settore Crociato non aveva cambiato proprietà) io non posso che ritenere che in effetti il sito sia da lui controllato e per quello che ne posso sapere è anche l’autore di tutti (o quasi) gli articoli inseriti. Ma parmaonline.info aveva chiesto anche altri chiarimenti rimasti lettera morta: per esempio il rapporto esistente tra il sito, all’alba di un’idea espressione dei tifosi e non commerciale, e la concessionaria di pubblicità che attualmente (cioè durante la nuova missione) raccoglie gli sponsor per il medesimo, dato che detta concessionaria di pubblicità è la medesima che si è aggiudicata la realizzazione e la cura del magazine in distribuzione al Tardini. Tra l’altro oggi Settore ripubblica un articolo dedicato allo scomparso presidente Ceresini che era apparso sul cartaceo da stadio in distribuzione domenica.
      Io non voglio criminalizzare nessuno (neppure chi si permette di criminalizzare me), ma prima di dare dei destabilizzatori agli altri sarebbe bene fare chiarezza su questi intrecci. Leciti, per carità del Signore, ma che si sappia con precisione che ruolo si sta interpretando. Quando io ero capo ufficio stampa del Parma Calcio indossavo con orgoglio la divisa e tutti sapevano in che veste parlavo; ora che sono giornalista (del resto come nei 20 e rotti anni precedenti la mia esperienza diretta nel club) si sa che esercito la mia attività con la passione e la libertà di sempre. Certe accuse infamanti possono essere pensate solo da chi è avvezzo alla dietrologia. E mi riferisco a chi sostiene che io non sarei limpido nei miei giudizi avendo una causa in corso con il Parma. La causa in corso è una normale rivendicazione per l’interruzione a mio avviso illegittima del mio precedente rapporto di lavoro, non ci sono altre cose di mezzo. Ma non ho mai pensato alla causa durante la mia attività perchè io sono una persona seria che ama la professione giornalistica, intrapresa fin da bambino e portata avanti – nonostante le traversie – con lo stesso entusiasmo anche su questo sito aperto proprio per poter continuare a lavorare nel campo a cui ho dedicato la mia intera vita, anche con sacrifici di natura personale, viste le tante porte in faccia, frutto della terra arsa che mi sono trovato vicino.
      Chi telefona a chi? Diciamo dialoghi tra direttori.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 20 Febbraio 2013 in 17:08
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    bhe ma per favore dire che Majo e Angella sono giornalisti scomodi è una bestialità…. scomodi de che ? Perchè magari dicono che zaccardo si poteva tenere e che pabon non ha reso ? Ma per favore… Sono semplici punti di vista che nel calcio abbondano… al per che a seconda di quello che dice Majo o Angella tutta la massa tifosa venga influenzata… come se un tifoso non la pensasse come vuole e più gli piace…

    mi chiedo (ma magari me lo chiedo solo io) quale sia il metro di giudizio nel mondo calcistico per definire un giornalista “scomodo”… in special modo nella piazza di parma…

    P.S. per mera curiosità Majo, che squadra tifa Angella ??

    • 20 Febbraio 2013 in 17:45
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      Caro Federico hai centrato il problema: se io e Angella passiamo per giornalisti scomodi – visto che stiamo facendo solo il nostro mestiere, senza colpi sotto la cintura tipo quelli che cercano di imprimerci altri – vuol dire che c’è proprio qualcosa di poco sano (altro che l’ambiente sano che rovineremmo noi destabilizzatori, secondo Settore Crociato). Quando avevo parlato in tv o scritto qui di Zaccardo mai più pensavo venisse giù il mondo. La frase riportata era stata ascoltata da me e da altri giornalisti pronunziata da decine e decine di tifosi a fine gara col Napoli (quella, cioè dei due gol subiti, curiosamente, proprio dalla zona lasciata libera dall’ex campione del mondo). E io l’avrei anche finita subito se Leonardi, durante la presentazione di Mariga, non l’avesse fatta fuori dal vaso offendendo Zaccardo, il quale c’è pure rimasto male. E sulla questione Mariga, poi, credo che si possa serenamente dibattere senza indicare altri per nemici, giusta o meno che sia la tesi portata avanti, sempre con onestà.
      Angella tiene per lo Spezia.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 20 Febbraio 2013 in 21:51
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    Sinceramente penso che a Majo stia sul groppone non il processo ma il benservito con pochi saluti del Presidente. E da allora il dente e’ diventato viperino e il ravanare negli angoli bui l’attivita’ preferita.
    Ogni tanto faccia un sorriso Majo e non si alteri troppo quando la punzecchiano sul vivo

    • 20 Febbraio 2013 in 22:31
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      Quello che mi sta sul groppone, egregio Zappavigna, lo so io. E quello che mi sta sul groppone o sugli zebedei non l’ho mai nascosto. Ad esempio mi sta sugli zebedei e sul groppone – e non mi fa per nulla sorridere – il suo commento. E non mi tocca affatto sul vivo. SOLO – E LO SCRIVO MAIUSCOLO, CHE’C VORREI FOSSE CHIARO AI DURI DI ORECCHIO O DI COMPRENDONIO – CHE MI DA’ FASTIDIO CHE NON POSSA ESSERE TRANQUILLAMENTE RICONOSCIUTA LA MIA PROFESSIONALITA’ CHE E’ LA MEDESIMA DA 35 ANNI A QUESTA PARTE. MA LEI DOV’ERA QUANDO FACEVO LE PULCI AL PARMA DI CALISTO? SULLA LUNA? E’ ANCHE LEI UN PARVENU’ QUI DA 4 O 6 ANNI CHE PENSA CHE MAJO SIA DIVENTATO QUELLO CHE E’ OGGI? MA SI INFORMI E NON SI PERMETTA DI INFANGARE IL LAVORO E L’ONORABILITA’ ALTRUI.

      E poi, come giustamente ha scritto Federido Dents prima, se pensiamo che uno sia un giornalista scomodo solo perché parla di Zaccardo o Mariga… Dailà, siamo seri. Se volessi tirare fuori gli angoli bui (dando colpi bassi, e visti quelli che mi danno loro ci starebbe anche, ma non rientra nella mia indole ed è contro la mia professionalità) non starei qui a giochicchiare su quisquilie come i casi Zaccardo, Mariga e Belfodil che tanto hanno fatto inviperire Leonardi e compagnia bela.

      Poi, ogni tanto, non farebbe male mettersi nei panni altrui, anziché sparare cazzate. Se lei perdesse (ingiustamente) il lavoro a 45 anni, dopo che a 40 aveva mollato tutto quanto costruito nei 20 e rotti anni precedenti di attività investendo, per amore, su una società che stava per scomparire, non penso avrebbe un millesimo della mia odierna serenità, dovuta all’educazione, all’onestà e all’amore per la mia professione. E una persona con i miei valori meriterebbe maggiore rispetto.

      Gmajo

  • 22 Febbraio 2013 in 21:54
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    Veda io ho qlc anno piu’ di lei, abbiamo frequentato le stesse superiori e seguo il Parma dall’eta’ di anni 6. Sono stato in posti sperduti a seguire la Parmense, ero al campo industriale della Snia Varedo quando con un goal di Casini il Parma di Angeleri ha conquistato la promozione in D tanto per mettere i puntini sulle i. Il parvenu del Parma forse sara’ lei. E lo dico col sorriso. Veda il problema del dente viperino e’ ad esempio considerate Negli articoli la societa’ un po’ rimbecillita perche’ ha ceduto Zaccardo. Pensa che finora i risultati li abbiano ottenuti solo perche’ c’era lui? E gli altri erano dei pirla? Dai la’ sono stati dei fenomeni a piazzarlo. Adesso o mai piu’. E’ cosi che si fanno gli affari. Davvero be sono convintissimo

    • 22 Febbraio 2013 in 22:19
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      Gli articoli, egregio Zappavigna, bisogna leggerli tutti, anche se mi rendo conto di quanto costi fatica leggere i miei dal momento che sono estremamente lunghi, ma lo sono per precisa scelta del sottoscritto che motiva ogni affermazione che fa entrando nel merito (al contrario di altri capaci solo di dare degli scorretti agli altri, farli passare come gente in malafede etc. etc).
      Ebbene, io non ho mai considerato rimbecillita la società per aver ceduto Zaccardo: né l’ho mai scritto su questo sito, né l’ho mai detto per televisione. Anche perché considero più gravi ancora le operazioni a centrocampo con la dismissione di calciatori sani e l’arrivo di altri con problematiche fisiche. Nel fare questa considerazione – che ritengo lecita per chi esercita una professioen come la mia che comporta questo tipo di dovere, prima ancora che di diritto – però non do del rimebecillito a Leonardi: semplicemente dico che, a mio avviso, ha sbagliato. Poi mi potrei sbagliare io, e non penso di essere rimbecillito per questo. Però il dono di non sbagliare nulla non ce l’aveva neppure Gesù Cristo, quindi immaginiamoci Leonardi. Il problema, però. è che lui, Leonardi, non accetta la benché minima critica, specie se formulata dal sottoscritto, perché lui ha il dente viperino nei miei confronti (cerchiamo di non cambiare le carte in tavola: perché io non gli ho mai detto che lui è in malafede, disonesto e terrorista: e le mie idee le porto avanti con convinzione e motivando “nel merito” tutto.
      Il mio pensiero su Zaccardo – ma sarà sicuramente colpa mia se non sono riuscito a veicolarlo bene, non certo sua, che sicuramente non ha i paraocchi della prevenzione – non era tanto legato alla sua cessione (la quale più volte ho detto ci poteva anche stare) quando alla “condotta” di Leonardi che, denigrandolo in una pubblica conferenza stampa alla presenza di un neo-tesserato (Mariga) che stava presentando, non si è certo comportato da dirigente ricercato e di grido quale si ritiene comunemente sia.
      E il fatto che lo abbia fatto poiché stizzito con me o con altri della critica che per tv o su questo sito avevano scritto che il Parma aveva preso due gol nella zona dove operava Zaccardo (dato di fatto realmente accaduto in occasione della gara interna con il Napoli, anche se sicuramente è stato un caso fortuito) è ancora più grave. Perché un top manager dovrebbe saper mantenere l’aplomb dinnanzi a queste considerazioni, peraltro anche piuttosto banali, che non fanno male a nessuno, tranne a chi ha la coda di paglia. E allora reagendo in questo modo lo si nota ancora di più.
      Zaccardo per quelle parole (“Abbiamo ci era rimasto male, come ha detto a persone di mia fiducia: e anche nella conferenza stampa di Milanello lo ha fatto capire per bene. Anche se c’è stato chi ha toccato il ridicolo negando anche questo. Ma ognuno è padrone della propria credibilità. Purché non parli della malafede altrui.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 23 Febbraio 2013 in 10:25
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    L’intrvista di Leonardi l’ho seguita anch’io(anche grazie al suo sito). A me pare di capire pero’ che non era un attacco al giocatore ma solo che aveva verificato il fatto che Zaccardo a Milano sarebbe andato volentieri, forse anche di corsa(e questo e’ comprensibilissimo per un calciatore alla sua eta’ e onestamente tutti noi ci saremmo comportato come Zac). A quel punto non aveva piu’ senso tenerlo. Ci stava l’affare economico e tanto valeva verificare l’abilita’ pedatoria di altri giocatori in rosa. E onestamente le partite perse, lo sa benissimo anche lei, non dipendono dalla presenza di Zac e/o Acquah.Stoppo qui la querelle che altrimenti diverrebbe stucchevole e noiosa. Forza Parma!

    • 23 Febbraio 2013 in 11:13
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      La “querelle” posta nei termini in cui l’ha affrontata oggi è esattemente come dovrebbe sempre avvenire, a tutti i livelli. Cioè l’esposizione di idee, anche contrastanti, ma portate avanti senza dare al competitor del disonesto, o che è in malafede o che è un nemico del Parma o che ha il dente viperino e tutto il campionario che ben conosciamo. Giustamente lei può affermare – e io non le do torto – che non è la cessione di Zaccardo ed Acquah la causa di una data sconfitta del Parma (né l’ho mai affermato), anche se la loro partenza, a mio avviso (il che non è la verità, ma il mio pensiero, che “motivandolo nel merito” come ho fatto dovrei avere la libertà di poter esporre) ha indebolito il Parma. Io non ho gettato il sasso e nascosto la mano: ho pubblicamente “bocciato” il mercato invernale, sia qui che a Calcio & Calcio, arrecando le mie spiegazioni. Poi andrà a finire che il Parma arriverà ottavo come l’anno scorso e Leonardi, pur avendo indebolito (a mio avviso) la squadra a gennaio potrà gonfiare il petto e dire che il Parma ha fatto una grande stagione, nonostante le mie critiche. Critiche che potranno essere, ripeto, anche sbagliate – poiché già nostro Signore quyalche corbelleria può averla fatta, immaginiamoci Leonardi ed io che stiamo solo cercando di raggiungerlo… – ma sempre esposte con raziocinio, onestà e in modo costruttivo.
      Qualora questo venisse capito dal Sommo Dirigente e dalla sua clacque forse avremo fatto un passo avanti, ma dopo quattro anni che passo per essere il nemico del Parma – cosa risibile se non fosse un danno alla mia immagine professionale e alla mia credibilità, unico patrimonio che mi è rimasto – dubito che ci si riesca ad arrivare.
      Io vengo accusato di personalismi: beh, penso che Ghirardi e Leonardi con le loro “performance” nei miei confronti – loro sì ! – abbiano dimostrato di avere il dente avvelenato. Poi se non posso neppure permettermi di “chiosare” le loro parole ed azioni è un altro discorso. Anche perché la maggior parte dei miei interventi che a loro sono risultati essere spinosi (in un fianco) sono stati cagionati da loro precedenti affemrazioni od opere, meritevoli, a mio avviso di essere viste anche da punti di vista diversi dal loro. E questo loro dovrebbero accettarlo serenamente, non andare in escandescenze come fanno spesso.
      La loro avversione personale nei miei confronti (cosa davvero inspiegabile perché chi è la parte lesa nella questione che loro amano tirare in ballo – e che io onestamente avevo sempre evitato di cavalcare, tenendola fuori il più possibile dagli argomenti del sito di cui sono direttore – è il sottoscritto che ci ha perso un lavoro, all’età di 45 anni, di questi tempi in cui trovarne un altro è difficile, specie se – curiosamente, certo ! – la terra attorno appare piuttosto arsa e non verde) mi pare appaia evidente con i palesi ed occulti tentativi di delegittimazione attuati. Io, al contrario, mi sono sempre limitato ad esercitare un sereno dovere/diritto di critica con la spina dorsale diritta per rispetto e amore di quel lavoro che scelsi da bambino e che iniziai a “praticare” alla tenera età di 11 anni, e che non tradirò mai, come i miei valori fondanti, trasmessi da mio padre e da mia madre e dal mio “padre putativo” come si definiva lui, o padre professionale come lo chiamo io Carlo Drapkind.
      Anche ieri ho avuto modo di comporre un articolo un po’ ironico nei confronti di Leonardi, chiosando la sua intervista concessa (bello, eh, il verbo “concedere”…) a Pep: ma del resto io ho trovato esiliranti le sue trovate a proposito della presunta mancanza di rispetto a Donadoni, alla società e ai tifosi per via dell’accostamento del tecnico al Milan. Alle volte mi pare che anziché essere quel dirigente navigato e di alta scuola che è il nostro Plenipotenziario arrivi da Marte: ma come fa a ritenere offensivo l’accostamento al Milan di un tecnico, che peraltro di quella squadra è stata la bandiera. Avrò o non avrò la possibilità di poterlo rimarcare? Ma l’avrei rimarcato anche se la stessa cosa l’avesse detta Cinquini, Zamagna o Pastorello, tanto per citare alcuni suoi (più o meno) colleghi? Che cavolo c’entra la causa di lavoro, sacrosanta, che ho intentato, poiché in maniera a mio avviso illegittima si era arrivati alla mia interruzione del rapporto con loro? C’entra solo per dire che se io scrivo questo è perché a loro dire ho il dente avvelenato. No, signori: lo scrivo perché per me è una corbelleria. Vogliamo proseguire con la frase secondo cui il Parma a San Siro ha costruito più palle gol del Barcellona? Facciamolo pure: appunto grazie ai 32 punti finora raccolti, miglior punteggio degli ultimi quattro anni della secolare storia del Parma, la UEFA sta studiando l’opportunità di darci una wild card per partecipare alla prossima Champions League… Insomma un po’ di sana ironia non ci può stare, senza esser tacciati per “i soliti destabilizzatori”?
      Se non avesse avuto la mania del consenso assoluto Leonardi avrebbe evitato diverse “pestate” comunicazionali: perché lui, per giustificare la cessione di Zaccardo (ribadisco, plausibilissima, anche se come tutte le cose oggetto di discussione) non avrebbe dovuto offenderlo spiegando che il Parma ha trattenuto calciatori patrimonialmente più importanti di lui anche come prestazioni. Quelle parole hanno offeso, giustamente, il campione del mondo che tanto ha dato alla nostra causa. E io non avrei fatto tutto il can can che ho fatto su questo argomento, a seguire. Io non ho difficoltà ad ammettere con grande onestà e serenità d’animo che mai più pensavo ci venisse fuori questo polverone solo perché avevo riportato in tv e su questo sito il pensiero comune di tanti tifosi dopo la gara persa col Napoli dei due gol presi dalla posizione ove tradizionalmente operava Zaccardo. Osservazione anche banale che io mi aspetterei scivolasse addosso a un dirigente ricercato e di spessore come Leonardi e non che se la prendesse al punto che, alla prima occasione utile, cioé la conferenza di Mariga (presente il tesserato, altro errore, per me, capitale) la facesse fuori dal vaso arrivando ad avere ingenerose parole nei confronti di Zac.
      Forza Parma,
      Gmajo

  • 23 Febbraio 2013 in 11:35
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    Beh, Majo, delle volte sei più ripetitivo tu con la storia dei due goal presi dalla parte di Zaccardo che io quando invoco l’avvento dello scozzese. Ma io ho cambiato tormentone, adesso reclamo l’arrivo in prima squadra dell’ex sindaco di Fidenza (battuta capita dal Majo e dai borghigiani). Mal non me ne venga da questa benigna critica, ci aggiungo un “luogo comune” nonchè proverbio “acquah passata non macina più” dove invece l’umorismo fidentino (che fa ridere solo quelli dell’Oriola) pare evidente. Termino con un rimbrotto anche verso il Leo; caro lei, ci pensi e ci capisca, noi vorremmo che il Parma continuasse a giocar bene ma che venissero i tre punti, perchè, come dicono gli odiati cugini “lè mey guser che tusar”. E non tacciatemi di turpiloquio, qua all’osteria dove sono se ne sentono di molto peggio.

    • 23 Febbraio 2013 in 11:51
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      Veramente la storia dei due gol presi dalla parte di Zaccardo l’ho detto una volta di sfuggita in tv e non ricordo neppure se qui l’avevo scritto, riportando il comune pensiero dei tifosi. E’ stato poi Leonardi, come spiegavo prima a zappavigna, a farmi fare tutto il can can dopo che aveva offeso lo zac durante la presentazione di mariga. Se ricordate bene sia io che il mio staff avevamo anzi motivato come un pacco tirato al milan la cessione del campione del mondo che a noi risulterebbe affetto da pubalgia. Poi se avevamo beccato due gol da quella parte – dettaglio al quale a caldo non avevo fatto caso, poiché stavo filmando nella cabina di radio rai e dunque la mia visione della gara non era al top, ma che mi era stato riferito dai tanti tifosi quando stavo andando a casa – è un dato di fatto, fortuito fin che si vuole, ma un dato di fatto. Quindi non è vero che io ho insistito su quello. Quello è stata solo la causa scatenante del diluvio. Ma ribadisco: a un dirigente come il leo queste cose dovrebbero scivolargli addosso, anziché “sbroccare” e farla fuori dal vaso. La cessione di Zac per me ha indebolito il Parma – e penso di poter esser libero di poterlo dire – ma la cosa che mi ha dato fastidio è stata la mancanza di rispetto nei confronti di chi, come il campione del mondo, ha dato tanto alla causa. Un discorso morale: lo stesso alla base delle mie critiche sulla condotta avuta nei confronti di Guidolin e Colomba, tanto per capirci.
      Detto questo vengo al proverbio reggiano: bello… Non lo avevo mai sentito, ma è proprio calzante, e quando ci vuole ci vuole: anche se mi piace il parlar fino, ogni tanto qualche allocuzione da osteria mi piace infilarla, dunque ben venga.
      A proposito di osteria: sei forse al Ciukito?
      Ciao Gmajo

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