AL ‘TEDESCO’ ACQUAH, DISMESSO A GENNAIO, PARMA E’ RIMASTA NEL CUORE: “UN GIORNO VORREI TORNARE”

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Sono un conservatore nostalgico, come noto, per cui gli eterni progressisti propositivi mi potranno accusare di guardarmi sempre un po’ troppo alle spalle. Anche se adesso alle spalle è lo stesso Parma che deve iniziare a guardarsi, non tanto per il discorso retrocessione, che pare uno spauracchio lontano, quanto dalle altre “mediocri” che via via lo stanno raggiungendo o superando. Da conservatore non avrei apportato modifiche alla ricetta vincente del Parma che aveva raccolto una trentina di punti fino al mercatino invernale, dopo il quale – ma sicuramente si tratta solo di una curiosa congiuntura temporale – ha iniziato a marciar lento. Perlomeno come risultati, che per noi retrogradi del pallone è l’essenza del calcio. Più del platonico bel gioco. Sempre 483185_3469898229919_840462457_nammesso si sia visto. O dello sterile tentare di imporre il proprio predominio, salvo farsi uccellare alla prima occasione e sciogliersi come la tarda neve di febbraio al primo tiepido sole. Alcuni calciatori dismessi – incluso Zaccardo, caro Bellè, perché la sua media voto non era poi così inferiore a quella di altri suoi ex compagni di reparto, inclusi quelli più anziani di lui – sebbene non ingredienti fondamentali contribuivano a quella famosa alchimia di quanto tutto andava bene e sembrava la stagione giusta per combinare qualcosa. Tra questi c’era senza dubbio anche Afriyie Acquah, che era il primo dei non eletti in mediana, il quale avrebbe potuto tornare comodo ora, in questa seconda parte di stagione, in cui chi ha tirato più o meno bene DSC02889la carretta prima sta dando segni di cedimento. Ieri dal congelatore è stato tirato fuori Strasser, esordio stagionale per lui con la maglia numero 14 che una volta era impreziosita da Johan Cruijff e che forse stona sulle spalle di quello che Andrea Schianchi aveva ribattezzato come un “medianaccio”. E che da medianaccio ha subito beccato uno dei tanti cartellini gialli comminati da Valeri II (Valeri I, invece, dirigeva all’inglese, avendo lasciato correre parecchio all’inizio). Certo non 551114_3469903150042_868825839_nbasta uno spezzone di gioco per giudicare un calciatore, ma io, da conservatore nostalgico, mi sarei tenuto stretto Acquah. Sebbene anche per Afriyie Leonardi, in sede di commiato (del resto con Zaccardo fece anche di peggio), sia stato piuttosto ingeneroso come giudizio (affermò che non aveva inciso come Sansone e Belfodil, ma per le opportunità avute, a mio modesto avviso, ha fatto il suo; non solo: il Plenipotenziario affermò che Strasser rispetto ad Acquah e Musacci era meno monotematico, potendo interpretare tutti e tre i ruoli di centrocampo, regia inclusa…) egli, dalla Germania, intervistato in esclusiva da Alessio Alaimo di TMW per la rubrica di mezzanotte “A tu per tu con…” non ha nascosto, affatto!, la sua ACQUAH TMWsimpatia per l’ambiente Parma, che gli manca, e dove tornerebbe al volo. Non a Palermo, dove, invece, c’era una sorta di incompatibilità ambientale con alcuni ex compagni: “C’’erano alcuni giocatori che mi rompevano le scatole", ha detto senza troppi giri di parole, anzi, un po’ educlorato dall’articolista, che gli ha chiesto: Fuori i nomi. E lui non si è certo fatto pregare: "Migliaccio e Cassani. Mi infastidivano e mi dicevano fai questo e fai quello. Ed era diverso da quello che mi chiedeva l’allenatore Rossi. Quando sono migliorato a loro dava DSC02882fastidio che in campo andasse un giovane come me". A Parma, invece, le cose sono andate diversamente: “Lì tutti erano bravi con me. I più anziani – per esempio Lucarelli, Zaccardo, Paletta e Marchionni – mi aiutavano". E per questo, pur essendo stato accolto bene all’ Hoffenheim il centrocampista classe ’92 ammette di avere nostalgia della Penisola. E soprattutto del Ducato: "Mi piacerebbe 396015_3469915110341_480696247_nritornare a Parma. Ma se ci fosse un’altra possibilità andrei comunque, a me interessa giocare. Però, darei la priorità al Parma". Leonardi ammise che la cessione durante il mercato di gennaio fu obbligata per non ostacolare la plusvalenza di Zamparini, proprietario del cartellino: fu meno convincente, almeno per me, invece, quando spiegò che il prezzo di riscatto (che era stato prefissato in estate, ma non credo gli avessero puntato la pistola alla gola…) era troppo elevato se paragonato alle prestazioni offerte. Certo, a un “prospetto” impiegato come rincalzo dal suo allenatore, non è che si potesse chiedere molto di più di quello che è stato il suo rendimento. Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

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