CARMINA PARMA / ADRENALINA A INTERMITTENZA E SPUNTATA. DOPO UNA FALSA PARTENZA…

(Luca Savarese) – All’Olimpico non c’è verso, contro i giallorossi il Parma è destinato a fare la parte di Toto Cutugno a Sanremo, ad arrivare cioè sempre dopo il primo, la Roma, ieri sera particolarmente fresca e pimpante. Altra regola capitale nella Capitale, è il timbro dell’ex pupone, attuale re dei gol che, almeno metà delle sue biografie le ha scritte sulle nostre malcapitate pagine. Date queste due leges romanae, in mezzo i Crociati hanno provato a dire la loro anche se le cartucce di Amauri questa volta non hanno prodotto colorati cofanetti gol e né lo spaccadifese, al secolo Nicola Sansone, l’ha messa dentro. Parma non brutto certo ma nemmeno bello, sicuramente spuntato, come una macchina da scrivere che, tra una battuta e l’altra, non presenta poi i fogli per trasformare dalla potenza all’atto le idee e le impressioni. Amauri e Sansone prima, Biabiany e Belfodil (che nella gara in terra laziale contro gli aquilotti riuscì ad insaccare almeno il gol della bandiera sulla respinta del portiere sul suo penalty rubato, finendo per zittire Donadoni) non hanno lasciato il segno, ma i segni (ai quali speriamo che nelle prossime ore Donadoni possa applicare intelligenti cure); li hanno lasciati i liberi e spigliati, i ragazzi del dopo-Zeman, i quali, da quando è stato consegnato al boemo il non expedit, sembrano essersi tolti un grosso fardello, ed ora giocano e corrono leggeri, ricordando felici e non troppo antiche, trame spallettiane, delle quali, non a caso, Aurelio Andreazzoli, ne è stato appassionato accompagnatore. Il Parma ieri è entrato in campo dopo quindici minuti, in medias res, come amava iniziare le sue opere Omero, nel bel mezzo delle cose, quando queste ultime avevano già avuto un senso ed un desiderio: quello dei romani di far la partita e quello del loro centrocampo di tirare con ogni mezzo, in porta, non appena sarebbero stazionati nella nostra area di rigore. Ed allora, gira e rigira o meglio, tira e ritira, era facilmente intuibile che la debole e poco tripallica maginot parmense, venisse presto aggirata e battuta. Subìto quindi il gol, ci siamo si scossi ed abbiamo provato a pungere, senza però trovare mai quella vis agonistica capace di farci realizzare il pokerissimo al Toro. Punture ad intermittenza quindi, come graffi di zanzarine che pungono, ma non sbranano. Intanto la Roma avanzava, non ha mai smesso di farlo, ed il solito amico delle reti ducali, Totti Francesco, ha benedetto (a guisa del suo omonimo e già mirabile papa Francesco) la partita con una punizione delle sue. Pezzo d’autore? Sicuro, prodezza improvvisa? Non proprio, visto che il capitanissimo aveva poco prima fatto le prove generali di punizione letale, andando a togliere la polvere a palo e traversa con un solo tiro ed una sola botta. Sai che loro con le punizioni son dei maghi? Non dovresti nemmeno conceder possibilità di arrivare al momento dello sparo, dove Totti preme il grilletto ed undici volte su dieci son dolori. Siamo stati vivaci, abbiamo detto la nostra, e solo una traversa ha tolto ad un certo punto la gioia del pareggio dalla testa di Paletta; si, poi si è sentito per alcuni tratti il profumo del gol, ma gli sforzi fatti per cercare di ottenerlo, ci hanno si galvanizzato, ma pure spompato e quando Florenzi, De Rossi, Marquinho, ripartivano, trovavano facile cacciagione e poca, pochissima prigione. Il Fabula docet?  Se l’attacco è spuntato ed il centrocampo depauperato di piglio e spada, va da sé che sei costretto a fare una gara ad intermittenza, vivacchiando, giochicchiando. Sempre meglio di stare a guardare per novanta minuti ma, non ancora sufficiente per far punti contro queste corazzate. Luca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.