DENTRO IL BILANCIO / IL PERSONALE DEL PARMA COSTA BEN DI PIU’ DI QUELLO DEL CATANIA…

Nell’analisi del commercialista Luca Marotta i Costi e i Ricavi della Serie A

calcio e calcio angella smentisce saltimbanco(gmajo) – Il Catania, oggi, ha dieci punti in più del Parma: dopo lo scontro diretto del Tardini di qualche settimana fa – che avrebbe potuto ridurre le distanze, ma che anzi le dilatò – Michele Angella, durante  Calcio & Calcio ebbe modo di smentire l’assioma leonardiano, amplificato dal Saltimbanco  Enrico Boni, secondo cui allestire la squadra etnea sarebbe michele-angella-e-alice-passera-a-calcio-e-calciocostato molto di più di quella crociata. Il preparato giornalista di Teleducato, dopo aver messo mano al proprio archivio, aveva pubblicato una grafica che ribaltava completamente la tesi sulla differente quota di investimenti tra i due club: “Caro Enrico, visto che questo discorso lo avevo già sentito fare ed ero certo che potesse emergere anche stasera, mi sono andato a rivedere i dati diffusi in estate da alcuni organi di informazione. Il Catania aveva investito 8,4 milioni di euro (a fronte di 3,1 milioni di entrate), il Parma aveva speso 14,6 milioni di euro per entrate pari a 16,9 milioni di euro (fonte Panorama 01.09.2012). Per quanto riguarda il monte stipendi stadiotardini it intervista marottaquello del Parma è di 21 milioni di euro, mentre il Catania per i salari dei calciatori spende 18 milioni di euro annui (fonte La Gazzetta dello Sport  12.09.2012)”. E ora, grazie al dottore commercialista Luca Marottaesperto di bilanci sportivi, che nei giorni scorsi ha concesso a  stadiotardini.it una lunga intervista esclusiva di approfondimento sui conti del Parma e del quale abbiamo pubblicato nelle ultime ore altri contributi, tra cui l’articolo che testimonia come il club ducale sia tra i più marotta player tradingspecializzati (dopo Udinese e Genoa) nel “player trading” – siamo in grado di aggiungere ulteriori dettagli che scaturiscono dai bilanci chiusi al 30.06.2012 dalle due società. Per onestà di ragionamento va anche ricordato, tuttavia, che al termine della passata stagione nostri eroi collezionarono 56 punti, guadagnando l’8° posto in classifica, rispetto all’11° dei rossazzurri, che ne raccolsero 48, pur essendo stati a classifica finale serie a 2011 2012 fonte wikipedialungo la sorpresa del campionato (del resto come nel presente), prima di un calo simultaneo alla esplosione finale dei Donadoniani con la serie aurea di sette vittorie consecutive. Ebbene, sbirciando le  preziose elaborazioni del dottor Marotta, di cui sotto riproponiamo l’articolo integrale sui costi e ricavi della serie A tratto dal suo blog, notiamo come il costo del personale del Catania, penultimo in graduatoria in ordine di grandezza, sia di appena 19.836.079 euro (inferiore persino a quello del Chievo (terzultimo, 19.930.737), mentre quello del Parma (43.005.301) sia il nono, alle parma channel di chiara ghirardispalle delle storiche grandi (nell’ordine Milan, Inter, Juve, Roma, che spese ben 102.818.000 per mettere nel carniere gli stessi 56 punti dei crociati), e di altre semi-grandi (Napoli, Lazio, Fiorentina e Genoa). Insomma, la squadra etnea è tra le più risparmiose circa gli stipendi dei propri atleti. Qualche giorno fa il presidente Ghirardi, nell’intervista fatta in casa con  Di Chiara, aveva onestamente dichiarato: “Non ho vergogna di dire che come spunto ho preso quelle società che negli ultimi anni hanno fatto benissimo come Udinese e Catania. E’ chiaro che vorrei fare di più di questi club ed anche se non so se ci udinese marottariusciremo, ce lo dobbiamo porre come obiettivo. Stiamo lavorando per dotarci di una struttura da grande squadra che in Italia e in Europa pochi hanno”. Affermazione che gli fa onore, perché riconosce – al contrario di altri – i meriti di chi ha saputo finora fare meglio sul campo e nei conti. Direi, però, che l’Udinese rimane il modello ideale: nel player trading (ossia se l’acquisto e la rivendita di calciatori, che dal punto di vista economico produce plusvalenze e/o minusvalenze, riesca a coprire il costo annuale dei cartellini dei calciatori, rappresentati dagli ammortamenti della rosa calciatori), come certificato da Marotta, sono i migliori in assoluto. Il Parma è terzo, preceduto dal Genoa, però al termine di una stagione in cui ha realizzato la plusvalenza record di Giovinco (17,5 milioni di euro) difficilmente catania marottareplicabile a breve. Il Catania, invece, secondo Marotta, “merita una nota di merito, perché si è specializzato nei calciatori argentini”. L’Udinese, però, oltre a brillare nella classifica dei migliori mercanti di piedi, è particolarmente oculata anche negli stipendi: infatti, per raggiungere il terzo posto in graduatoria (64 punti), valsole il piazzamento al preliminare di Champions League, aveva speso 34.078.491 euro nella voce “costo del personale”, 14^ in graduatoria, con quasi 10.000.000 di euro in meno rispetto al club di Ghirardi. Gabriele Majo

I COSTI E I RICAVI DELLA SERIE A

marotta_luca(Luca Marotta) –  Per avere un’idea approssimativa sul quadro di sintesi della situazione economica delle squadre che attualmente militano nella Serie A 2012/13, si è ritenuto opportuno considerare solo pochi dati quali: il valore della produzione, il costo del personale, i costi della produzione, il rapporto tra costo del personale e valore della produzione e l’incidenza del costo del personale sui costi della produzione.

I limiti del quadro di sintesi sono la non omogeneità dei dati. Infatti, alcune società terminano l’esercizio il 31 dicembre e altre società il 30 giugno. Alcuni bilanci si riferiscono alla stagione sportiva disputata in Serie A e altri alla stagione sportiva disputata in Serie B.

Il dato che emerge chiaramente è che i costi della produzione superano il valore della produzione di 318 milioni di euro. In media il costo del personale ha un’incidenza del 59% sul valore della produzione e rappresenta il 51% dei costi. Si è in presenza di un quadro generale che presenta uno squilibrio economico determinato dal fatto che i costi superano i ricavi.

Il Valore della Produzione.

Il Milan è il club italiano col più elevato Valore della Produzione. Torino e Pescara sono penalizzate dal campionato disputato in Serie B, mentre la Sampdoria, avendo una durata dell’esercizio in base all’anno solare, sfrutta la seconda parte della stagione sportiva 2010/11 disputata in serie A. Per l’Atalanta vale il discorso inverso a quello fatto per la Sampdoria. Il Napoli supera la Romasoprattutto per la Champions League, cui si riferisce il bilancio al 30/06/2012. Per quanto riguarda l’Udinese il valore della produzione considera anche le plusvalenze (57,5 milioni), che la stessa società, al contrario delle altre, ha allocato tra i proventi straordinari. A differenza di Milan e Inter,la Juventus nel 2011/12 non ha usufruito dei ricavi da Champions League. Il Genoa, i cui dati si riferiscono all’anno solare 2011, si colloca a ridosso dell’Udinese a causa del gran volume di plusvalenze registrato (62 milioni). E grazie alle plusvalenze (53 milioni) anche il Parma si colloca in una buona posizione. I club che superano i 100 milioni sono 8, mentre i club che superano i 200 milioni sono Milan, Inter e Juve. Sotto la soglia dei 50 milioni si trovano Atalanta, Torino e Pescara sulle quali esercita un’influenza notevole il campionato di Serie B.

Il Costo del Personale.

Per quanto riguarda il costo del personale, mentre i primi tre posti rimangono invariati, la Roma supera il Napoli, collocandosi al quarto posto. Il Torino, nonostante la Serie B, ha superato due club di Serie A: il Chievo ed il Catania. Ragionando per fasce di costo si potrebbe individuare la fascia più bassa fino a 26 milioni. In tale fascia si trovano club come Pescara, Torino, Chievo, Cagliari, Catania e Atalanta Tranne Chievo Cagliari e Catania, il fattore serie B ha svolto un ruolo di contenimento. Un’altra fascia potrebbe individuarsi tra i 34 e i 43 milioni di costo del personale. In tale fascia si ritrovano l’Udinese, il Bologna, la Sampdoria, il Siena, il Palermo e il Parma. Nella seconda fascia per volume di costo del personale, individuabile tra i 52 e i 57 milioni, si trovano Genoa, Fiorentina, Lazio e Napoli. Nella prima fascia tra 100 e 200 milioni si collocano Roma, Juve, Inter e Milan.

I Costi della Produzione.

Anche per quanto riguarda il totale dei costi della produzione i primi tre posti restano invariati e la Roma supera il Napoli in riferimento al quarto posto. Torino e Pescara occupano le ultime posizioni a causa del campionato di Serie B. Tuttavia, il Torino registra solo una piccola differenza col Catania. Le squadre che superano i 100 milioni sono sette: Milan, Inter, Juve, Roma, Napoli, Genoa e Fiorentina. Al di sotto dei 100 milioni, ma con un importo superiore ai 70 milioni di costi della produzione si collocano 7 squadre: Palermo, Udinese , Lazio, Parma, Sampdoria, Bologna e Siena. Tra 53 e 46 milioni si trovano Atalanta, Cagliari, Chiedo e Catania.

Quadro di Sintesi.

Nel rapporto tra costo del personale e valore della produzione, il club più virtuoso è l’Udinese. Il rapporto è molto basso anche grazie alle plusvalenze e al fatto che l’Udinese punta molto su calciatori giovani e semisconosciuti. Anche l’incidenza bassa del costo del personale sui costi della produzione conferma l’ipotesi che all’Udinese il personale non assorbe il valore aggiunto, ma lo produce con la sua valorizzazione.

Anche Cagliari, Catania, Napoli e Chievo hanno un rapporto tra costo del personale e valore della produzione inferiore al 40%. Per quanto riguarda il Napoli il risultato è indipendente dal discorso plusvalenze. Per quanto riguarda il rapporto tra costo del personale e valore della produzione, al di sopra del dato medio, che è del 59%, si collocano 10 club. Per quanto riguarda l’incidenza del costo del personale sui costi della produzione, il dato medio è del 51% e ben 7 club si collocano al di sopra.

In sintesi, la Serie A deve tagliare i costi per riequilibrare la situazione economica. La strada dell’aumento dei ricavi deve fare il conto con il quadro economico generale complessivo che non è dei migliori.

 

A cura di Luca Marotta (jstargio@gmail.com)

Luca Marotta, dottore commercialista e revisore contabile, appassionato lettore di bilanci delle società di calcio italiane e straniere sul suo blog personale  Appunti di Luca Marotta raccoglie tutte le sue riflessioni, regolarmente riprese da altri siti specializzati come Juventino Vero, Tifoso Bilanciato, Sport Business Management, Sporteconomy e StadioTardini.it. Recentemente ha concesso interviste a Inside Roma e JC Melegnano, ed è stato citato anche da alcuni siti stranieri per il bilancio del PSG come il sito brasiliano Futebol Business o l’inglese Financial Fair Play.

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

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