IL COLUMNIST / “CERRI IN UNA MANCIATA DI MINUTI HA ATTACCATO LA PROFONDITA’ E SI E’ MOSSO DA VERO CENTRAVANTI PIU’ DI QUANTO ABBIA FATTO AMAURI IN TUTTA LA GARA”

(Luca Russo) – Come l’araba fenice il Parma risorge dalle sue ceneri. E allo stesso tempo polverizza le ultime speranze di un Pescara tenuto in vita solamente dall’aritmetica: i delfini dell’Adriatico, salvo miracoli che è sempre meglio non escludere nei paraggi della Pasqua, ritorneranno a navigare le acque poco accoglienti della cadetteria. A loro auguriamo fin d’ora un immediato rientro nella massima serie, ma che sia celebrato con una squadra più attrezzata e meglio allestita del roster che quest’anno è riuscito a rimediare solo brutte figure. Così come al Tardini, dove su un campo ai limiti della praticabilità, ma lontano dal poter vagamente somigliare al terreno di gioco sul quale in autunno i Crociati si esibirono contro la Roma di Zeman, gli abruzzesi han preso tre sberle da un Parma tanto bravo nel saper capitalizzare le palle gol create, quanto attento nell’evitare di farsi infilzare dalle linee nemiche. Certo, di fronte c’era appunto il Pescara, mica il Barcellona, il Bayern o il Real Madrid. Però, chiunque conosca il Parma, sa perfettamente che son proprio queste le partite che i Crociati generalmente steccano. Donadoni alla vigilia aveva messo tutti in guardia: non fidatevi dei biancazzurri adriatici, venderanno cara la propria pelle. I suoi ragazzi hanno recepito il messaggio e ne è venuta fuori una prestazione tutto sommato convincente e in linea con le necessità attuali del Parma: più che il bel gioco, che comunque a tratti si è visto, servivano i tre punti. Detto, fatto. E così tutti vissero una Pasqua felici e contenti. Deve esserlo anche Donadoni, e per più di una ragione. Ninis si è mosso bene, ha sfiorato il gol con una botta dalla distanza ed è dai suoi piedi che sono partiti gli angoli che hanno consegnato al Parma prima il meritato vantaggio e poi l’altrettanto meritato raddoppio. A proposito delle reti: esclusa la segnatura di Amauri, al decimo gol stagionale e dunque temporaneamente al comando della classifica marcatori crociata, le altre portano la firma di due difensori. Che sono stati bravi non solo a proteggere la porta dell’inoperoso Mirante, ma anche a mettere nel mirino e colpire con estrema lucidità quella degli avversari. Benalouane, al primo gol in serie A, ha dato il la alla fuga e Paletta, risolvendo una mischia abbastanza complessa, ha assestato il colpo di grazia. Tanta roba per un Parma che anche su un campo ridotto in quelle condizioni ha cercato, sbagliando secondo il parere di chi vi scrive, di esibire il calcio delle sue giornate migliori: quando il rettangolo di gioco ricorda un acquitrino più che un campo di golf, sarebbe il caso di affidarsi al lancio lungo piuttosto che al titic titoc in salsa catalana. Non è un caso che i gol pesanti, i primi due, siano arrivati dagli sviluppi di calci piazzati. Del resto chi doveva suggerire tempi e geometrie del gioco, e cioè Marchionni, non ha vissuto un sabato particolarmente felice. Lo stessa si dica per Sansone, che si è concesso una giornata di ferie in più rispetto a quelle che Donadoni concederà alla squadra in vista dell’imminente Pasqua. Detto della bella prestazione di Ninis, lì in mezzo Parolo si è guadagnato la sufficienza piena: l’impegno non lo fa mancare mai, ma oggi ci ha messo quel qualcosa in più che a momenti gli permetteva di trovare la terza gioia stagionale. In attacco Biabiany conferma, una volta ancora, la sua recente involuzione: che fine ha fatto la  Freccianera  che in circostanze passate più di una volta ha fatto deragliare le retroguardie avversarie? Deludente. Come Amauri. Ok, il suo è un gol che con un atto di estrema generosità potremmo anche inserire in una qualche cineteca (a patto di ignorare il contesto in cui l’ha siglato). Ma per il resto ha quasi sempre agito in zone del campo che non crediamo siano di sua competenza. È un bene che vada ad aiutare i colleghi del centrocampo, ma tutta questa generosità dovrebbe usarla con un pizzico in più di parsimonia. Insomma, pensi a fare l‘attaccante puro piuttosto che il centrocampista aggiunto. In tal senso, si faccia dare qualche consiglio dal debuttante Cerri che in una manciata di minuti ha attaccato la profondità e si è mosso da vero centravanti più di quanto abbia fatto l’italo-brasiliano fino al cambio che l’ha messo fuori gara. Positiva anche la prima volta di Boniperti junior: ci pare che abbia la stoffa per fare tanta strada. Con buona pace di chi oggi gli ha ‘ricordato’ le sue origini bianconere. Luca Russo

11 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / “CERRI IN UNA MANCIATA DI MINUTI HA ATTACCATO LA PROFONDITA’ E SI E’ MOSSO DA VERO CENTRAVANTI PIU’ DI QUANTO ABBIA FATTO AMAURI IN TUTTA LA GARA”

  • 31 Marzo 2013 in 13:59
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    Adesso a basta buttarci giù col morale, a dire che la stagione è deludente, che al Parma manca qualcosa. Invece una riflessione vorrei farla. La squadra dei giovani che forse qualcuno sognava è lungi a vedersi. Cosa sarebbe senza le certezze dei vecchietti come il Luca, il Marchio, il Gobbi e l’ Amauri ? Ieri mi ha impressionato il Benny, ci ha un fisico e una corsa e una potenza notevoli, però ha fatto un goal da solo al centro dell’area, mi è piaciuto il greco ma solo nel secondo tempo quando sulla fascia sinistra (e non da interno) ha fatto 4 cross in 5 minuti (ma il Biabia non è mica capace di crossare ?). Qui io vedo un equivoco importaante. Perchè deve giocare da interno quando ha i numeri della mezza punta ? Quel ruolo li non esiste negli schemi del Don ? Ma il bravo allenatore gialloblu si è accorto che il Biabia non vede la porta ? Anche ieri ha avuto due occasioni (quando ha fatto fuori il suo marcatore e ha puntato la porta non ha tirato, quando gli è capitata sulla testa una palla d’oro l’ha spedita fuori) ma mi sembra che il goal sia per lui una chimera. Adesso nel gioco con tre punte Ninis non può proprio far la punta di dx ? Vabbè, non mi aspetto una risposta, a meno che il buon Majo non rivolga la domanda al Don. Poi sempre per via dell’attacco mi aspetto che Cerri sia sempre con la prima squadra anche l’anno prossimo e che cresca all’ombra del brasiliano. Poi mi toglierò anche un altra curiosità. Belfodil è divenuto veramente Belfagor, ovverosia un fantasma non del Louvre ma del Tardini. Lo so, Don, lo so che per far crescere sti ragazzi viziati c’è bisogno del bastone e della carota, però tieni duro e falli giocare, magari l’anno prox ma falli giocare. A piccole dosi, che non ci abbiamo fretta, ma recupera appieno Ninis che i numeri ce li ha, li abbiamo intravisti ieri e anche se ti fa arrabbiare insisti, fagli capire che per diventar campioni devono sudare e tribolare, ma se è vero che che i vecchietti ti dan certezze e applicazione tattica, i giovinastri sono il futuro e vanno cresciuti col criterio del buon padre di famiglia, e soprattutto non essere troppo rigido nei ruoli, ci hai 8 partite utili per costruire il futuro, facci divertire e dacci qualche soddisfazione, ormai solo quello possiamo chiedere a questo campionato. E per il centenario sboccerà quel Parma che ci farà divertire, abbiamo anche qualche talento in giro a farsi le ossa (Sassuolo, Crotone, Spezia, in Primavera e Allievi), qualche sorpresa ci aspetta e comunque sarebbe da irriconoscenti non ringraziarti sin d’ora per una salvezza raggiunta a Pasqua, perchè va bene essere incontentabili ma un pochino di sano realismo non guasta mai.

    • 31 Marzo 2013 in 15:21
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      se per lei amauri e stato deludente………
      forse abbiamo visto partite diverse

  • 31 Marzo 2013 in 18:55
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    No, caro Bruno , abbiam visto la stessa partita ma lei ha letto cose mai scritte. Ho sostenuto invece che senza i vecchietti il Parma non starebbe in piedi. Anzi, per via di Amauri son felice di rivaleggiare con gli amici Napoletani su chi ha il miglior brasiliano. Per spirito, impegno e risultati Amauri sta cantando e portando la croce. Ed infatti auspico che i giovani attaccanti crescano sotto la sua ala che han tutto da imparare. Se invece si riferiva all’articolo di testa Amauri è “accusato” di troppa generosità. Cosa peraltro indispensabile per giocare a tre punte: tutte retrocedono e coprono ma si devono anche far trovare in area. Ruolo che toglie lucidità alle punte ma anche punti di riferimento ai difensori avversari. Lo stesso Sotiris è stato redarguito a più riprese dal Don perchè non teneva la posizione. Il calcio è un gioco di squadra e solo giocando insieme si riesce a prevalere. Resta il dispiacere per i giovani di talento che non mettono a frutto le loro doti mancando di inserirsi nei meccanismi e che non capiscono quanto importante sia l’agonismo e la preparazione atletica. Solo arrivando un attimo prima del difensore e non certo giocando da fermi si può eccellere e da lì in poi CHI PIU NE HA PIU NE METTA. Come diceva John Holmes.

  • 31 Marzo 2013 in 19:14
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    Ciao China: secondo me il lettore Bruno ha cliccato male, ha fatto un rispondi a te, ma voleva riferirsi all’autore dell’articolo, il columnist Luca Russo, il quale, nel suo pezzo, ha sostentuo che l’italobrasiliano lo ha deluso come Biabiany. Personalmente sono d’accordo circa il Fulmine Nero, meno su Amauri, perché al di là del gol che Russo sostiene non esser da cineteca, per via della complicità dei pescaresi, e che invece io lo stesso ritengo di pregevole fattura, mi pare che egli abbia combattuto, manifestandosi come esempio positivo da seguire. Detto questo è evidente che ognuno di noi vede una partita diversa perché siamo tutti diversi. Alle volte ci sono visioni che si somigliano. Altre meno. Io, comunque, ospito volentieri tutti i pareri, in commenti o articoli, anche quelli che non condivido perché in democrazia funziona così. Il pensiero unico lo lascio ad altri sostenitori di questa filosofia…
    Ciao Gmajo

  • 31 Marzo 2013 in 19:19
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    ma smettiamola di commentare una partita senza senso contro una squadra ampiamente retrocessa a cui mancavano 5 o 6 titolari,il vero valore del parma lo abbiamo visto all’andata quando contava ancora qualcosa,piuttosto cominciamo a comprare i ceri per il prossimo campionato quelli di questo hanno funzionato

  • 31 Marzo 2013 in 20:20
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    L’ho rivisto sul tubo. E la convinzione che ho maturato ieri in curva, ne è uscita parecchio rafforzata. Il difensore gli concede un metro marcandolo in modalità wireless, la palla calciata da Amauri risulta lenta e nemmeno così angolata e il portiere avrebbe avuto il tempo per disinnescarla. Se proprio cerchiamo qualche gol da cineteca, ne avrei un paio del signor Gilardino: quello al Perugia nel 2004, quello al Lecce nel 2005, quello alla Roma con la neve ai bordi del campo e quello all’Inter nell’inverno del 2005. Tanto per citarne non più di quattro di quelli che ha realizzato in casacca crociata. Perché di belli ne ha fatti anche ai tempi della viola.

  • 31 Marzo 2013 in 21:39
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    A me sta bene tutto, ma innanzi tutto i miei commenti son solo di prospettiva, di costruzione della nuova squadra. Nessuno ha fatto degli osanna ne per il risultato ne per la prestazione. Tuttavia ritengo fuorviante pensare che la marcatura del Pescara sia stata blanda, perchè il dovere del difensore è prevenire che l’attaccante possa girarsi verso la porta, quindi lo stretto contatto in quel caso potrebbe facilitarlo. Poi che il portiere abbia lasciato entrare il pallone (parliamo di Pellizzoli, uno che ha la sua esperienza e la sua deontologia) piuttosto che invece sia rimasto sorpreso dal tiro che non si aspettava partisse è evidente, non si è nemmeno buttato. Che sia un bel goal lo è, che il Pescara fosse dimesso sul due a zero è certo. Rivedremo in altre più probanti occasioni il tutto, ma anche se fossero tutte sconfitte le mie considerazioni non cambierebbero e neanche le mie aspettative che si approfitti della raggiunta salvezza per valorizzare le risorse e per costruire il gioco. Amauri non sarà un grande campione ma una rovesciata miracolosamente parata l’aveva già eseguita poche partite fà e ci mette l’impegno e l’esempio preziosi per una squadra in costruzione. Ne riparleremo ma la chioccia ci ha dei pulcini da crescere e anche se Crespo lo avrei visto meglio in quel ruolo (perchè più bravo a fare i movimenti da punta e con più esperienza in tutti i lati del globo) anche Amauri potrà e dovrà insegnare qualcosa ai suoi giovani apprendisti (sempre che abbiano la volontà di apprendere). E così il Marchio e così il Luca. Giocando s’impara, come ripeteva uno spot della ns. infanzia.

  • 31 Marzo 2013 in 23:13
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    Russo quante cagate…
    Gol da cineteca!
    Meglio solo branca a San siro, ma all epoca tu non tifavi parma.

  • 1 Aprile 2013 in 12:17
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    Ma quante cazzate scrivte!
    Basta bere dai.
    Concordo in pieno con alle vigatto

    • 1 Aprile 2013 in 12:21
      Permalink

      Alle e Giova: si può essere di pareri opposti, ciò non toglie che dobbiate portare maggior rispetto a chi non la pensa come voi.
      Giova, poi, cerchi di non generalizzare parlando al plurale.
      Gmajo

    • 1 Aprile 2013 in 13:01
      Permalink

      Io sono al di sopra di ogni sospetto perchè in quaresima non tocco alcool. Da temere il dopo nquaresima perchè il franciacorta e il lambruschino son vizi capitali che ahinoi son difficili da evitare soprattutto nel connubio gastronomico del ns. maiale padano in tutte le sue eccezioni. Per via delle cazzate che scriverei attendo le tue misurate pillole di saggezza ovviamente nel contradditorio e non nei giudizi lapidari tipici dei cerebrolesi. Ovviamente non è tua caratteristica e ci stupirai per competenza e lungimiranza acciocchè anche la società Parma A.C. prenderà spunto per la tattica da mettere in campo e per le scelte di mercato. Oppure no. E allora poco importa se tutti ti tratteranno come un insipiente, perché loro non lo sanno tu li hai fregati tutti: sei molto più nullo di quello che hanno capito!

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