IL MISTER / LO SPLENDIDO DIBATTITO TECNICO-TATTICO SU BIABIANY, IL CALCIATORE DELLA SERIE A CON PIU’ DRIBBLING RIUSCITI (90). MA GLI ALTRETTANTI SBAGLIATI SONO PALLE PERSE…

biabiany 1(Il Mister) – Inizio subito scrivendo che quello di Jonathan Biabiany non è una polemica e nemmeno un caso. È uno splendido dibattito tecnico-tattico sul quale non ci si può non confrontare per far ripartire il Parma dopo otto partite senza vittoria. Entro dunque in questa discussione perché mi sembra che i margini su cui ragionare ci siano eccome. Parto da una breve puntualizzazione sulle 526590_3469868789183_1821862392_ndichiarazioni di Roberto Donadoni, secondo il quale Biabiany non è un terzino e non ha mai ricoperto quel ruolo per sottolineare che mi sento d’accordo soltanto in parte. La prima, non la seconda. Perché, da ciò che mi risulta, il francese è stato invece da lui utilizzato da esterno destro in una difesa a quattro nel finale della partita contro il Napoli e contro il Palermo. Certo, non è mai partito dal primo minuto in quel ruolo, ma nel momento del bisogno e della ricerca del gol si è adattato a quella posizione. La verità, invece, è molto difficile da negare. Biabiany non è un terzino, al contrario di quanto proposto dal lettore di stadiotardini.it  “Christian”, secondo cui si dovrebbe puntare sul francese come nuovo Alberto Di Chiara. Su questo punto non posso che dare ragione a Donadoni per un fatto molto semplice: Biabiany del terzino può avere la velocità e la capacità di portare la palla nella metà campo avversaria. Ma è del tutto privo delle doti di marcatura nell’uno contro uno e, a mio avviso ancor peggio, del piede necessario per operare i cross. Di Chiara non sarà stato un marcatore eccelso, ma sapeva crossare a meraviglia. Da ala vera. E, per questo, a suo tempo Nevio Scala lo riadattò da terzino sinistro nel suo 5-3-2 che oggi scriveremmo tutti 3-5-2. Il punto è questo e lo scriviamo su queste pagine da inizio stagione. Il Parma è una buona squadra ma non eccelsa anche per questo. Chi ha deciso di riportare Amauri, si è dimenticato di fornire al centravanti italo-brasiliano due esterni in grado di crossare. Potrebbe esserlo Nicola Sansone, che però si sta specializzando con profitto nel taglio da sinistra verso il centro. Forse potrebbe mettere qualche buon pallone Massimo Gobbi (ma il periodo ipotetico è valido sin dal suo arrivo a Parma), forse Djamel Mebsah. Di certo Aleandro Rosi. Ma, tutti quanti sommati, non fanno un buon terzino con doti di cross. E Biabiany incarna tutte le contraddizioni di questa squadra. Per scrivere questo pezzo, ho effettuato una breve rassegna il mister biabiany chievostampa dei miei articoli, e ho ripescato l’analisi di Parma-Chievo in cui sottolineavo come il francese potesse divenire il pezzo pregiato dei crociati, a patto che Donadoni lo avesse schierato da esterno di destra in un tridente. Un ruolo nel quale non è necessario che crossi più di tanto e può esaltarsi in velocità come accadeva nel 4-4-2 di Franco Colomba (l’uomo che innegabilmente ha fatto rendere al meglio sia Amauri che Biabiany, oltre che Giovinco, al quale ricavò la famosa posizioncina). Non mi rimangio quelle parole. Ma è logico che qualcosa non vada nel francese. In molti hanno sottolineato un appannamento fisico, GDP 2 MARZOaltri parlano di problemi di posizione in campo. E c’è anche chi, come Paolo Grossi, lo sprona a segnare di più. Bene, se devo dire la mia propendo più per i problemi fisici, per un certo appannamento che non gli permette più di esprimersi sui livelli di Parma-Inter 1-0. La posizione in campo non potrebbe essere migliore e sui gol, beh, la vedo come Donadoni. Che, tra le tante cose, mi è parso il più duro nei confronti di Biabiany, mettendo una pietra tombale su tante disquisizioni tattiche (proprio lui che nel reinventare i ruoli è un maestro). “Non ha il gol nel DNA. Negli ultimi 15-20  metri questo limite diventa poco allenabile – ha dichiarato – perché è fatto di sentire quel momento giusto di inserirsi e di proporsi in un determinato modo. Lui ha qualità atletiche importantissime e si affida molto a queste e poco a leggere lo svolgimento dell’azione. Nelle ultime due-tre partite ha avuto diverse palle gol importanti e non è riuscito a trasformarle, se le avesse messe dentro parleremmo in termini diversi, ma le sue caratteristiche sono queste”. Non vorrei dire, ma queste parole mi sono sembrate abbastanza schiette e anche  dure. Anche perché, è bene non dimenticarlo, sono state pronunciate da uno che in quel ruolo è stato tra i migliori due o tre al mondo (ma gli altri due non mi vengono in mente). Donadoni, in sostanza, ha la caratura per pesare sino in fondo il valore di un esterno d’attacco. E se gli riferisce pubblicamente parole del genere, la sentenza è già stata pronunciata, per quanto se ne possa stare a discutere. Specie se sottolinea che Biabiany “si affida molto alle doti atletiche e poco a leggere lo svolgimento dell’azione”. Pecca innegabile del francese. Che quando ha benzina parte e va in solitaria, ma quando non ha la gamba giusta fatica a rendersi utile. Per questo, in sostanza, credo che Donadoni sia d’accordo con me se sosterrò, come ho fatto, che i problemi del francese siano soprattutto di natura fisica e non tattica. Anche se, non nascondiamoci, l’anno scorso il francese fece benissimo nel finale di stagione schierato sia da esterno destro in un 3-5-2 che da esterno mancino (con Jonathan a destra). Al punto che alcuni spifferi dalle alte sfere, mi riferiscono che il Parma in estate scelse volutamente di non comprare un alternativa a Gobbi a sinistra, convinto dalla possibilità di Biabiany di ricoprire quel ruolo. Perché ora non ce la fa più? Perché, e torniamo al discorso iniziale sull’errore di gestione di Amauri, con un attacco composto dall’italo-brasiliano cambiano le caratteristiche di tutta la squadra. La fase offensiva non è più basata sulla ripartenza pura, ma deve prevedere molti traversoni. Con Belfodil cambia qualcosa, ma il franco-algerino è ancora troppo immaturo per dare costanza a una squadra. Con Floccari e Giovinco al top, come negli ultimi due mesi dello scorso campionato, il Parma giocava con la palla bassa e con splendide ripartenze che consentivano a Jonathan da una parte e Biabiany all’occorrenza dall’altra di fare i guastatori in velocità. Cosa che ora il francese non può più fare. Perché quando prende palla ha più campo da coprire se gioca da esterno destro in un 3-5-2 o un uomo sempre da saltare se si trova nel 4-3-3. La prima punta, in questo caso, condiziona incredibilmente il gioco della squadra. E, è a mio avviso innegabile, anche Biabiany risente di questo problema. Non si può parlare dei problemi del singolo dimenticando quelli del complesso, vorrei che passasse questo concetto molto complesso, ma anche molto “di campo”. Un concetto ribadito dalle perplessità personali che nutro sul momento di Jaime Valdés. Il cileno è il direttore d’orchestra, ma da qualche tempo fatica a tenere la bacchetta in mano. Credete che a Biabiany non manchino i suoi lanci spiazzanti a tagliare il campo? Credete che non sia importante per il francese ricevere palla sulla trequarti in movimento e non da fermo sulla linea di centrocampo? Per Biabiany, ma anche per il 90% delle ali, tutto ciò fa tutta la differenza del mondo. E non credo che si possa parlare di calo del francese senza menzionare il calo palese di Valdés. La mia risposta è questa. Aggiungo soltanto due postille. Secondo le statistiche pubblicate proprio a inizio settimana da Opta, Biabiany è il giocatore della Serie A con più dribbling riusciti (90). Meglio anche di Alessandro Diamanti e Erik Lamela, rispettivamente secondo e terzo. Una cifra sorprendente, soprattutto se si scopre che il francese è riuscito nel 50% dei tentativi, contro il 46% del bolognese e il 45% del romanista. Purtroppo, però, ciò significa anche che Biabiany ha provato 180 dribbling, la riprova di quanto detto prima. Sono uno sforzo eccessivo per un esterno d’attacco – anche un fuoriclasse – e significano che ha troppi metri di campo da coprire e troppi uomini da saltare. Finendo per far pesare non il 50% di dribbling riusciti, ma l’altra metà della mela, il 50% senza esito (nel suo caso ben 90 palle perse!). Ulteriore materia di riflessione, non trovate? Almeno quanto alcune dichiarazioni di Biabiany che ho ritrovato nella mia rassegna stampa pre-stesura, frasi che possono spiegare l’evoluzione e i problemi che il transalpino può incontrare nel proprio percorso di crescita. Le dichiarazioni, pubblicate dal sito ufficiale del Parma, risalgono alla seconda settimana del gennaio 2010, quando Biabiany sta giocando la prima stagione di Serie A sotto la guida di Francesco Guidolin. Il francese, che allora come adesso stava affrontando un periodo invernale difficile (altro fatto che mi fa pensare a dei suoi problemi atletici sui campi pesanti), spiegava: “Ho cominciato come terzino destro, poi da quando sono passato all’Inter ho cominciato a giocare più avanti, da trequartista o da esterno. Cerco troppo i miei compagni anziché tirare? In effetti cerco molto i miei compagni, anche quando avrei la possibilità  di calciare in porta. Per adesso questo è un difetto su cui cerco di migliorare. Ci sta provando ancora. Ma, come dice Donadoni, forse ci sono aspetti del gioco che sono difficilmente allenabili. E, il  fiuto del gol , è uno di quelli…

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

2 pensieri riguardo “IL MISTER / LO SPLENDIDO DIBATTITO TECNICO-TATTICO SU BIABIANY, IL CALCIATORE DELLA SERIE A CON PIU’ DRIBBLING RIUSCITI (90). MA GLI ALTRETTANTI SBAGLIATI SONO PALLE PERSE…

  • 7 Marzo 2013 in 14:27
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    E’ un bell’articolo ma su alcune cose non sono assolutamente d’accordo.
    Prima cosa parlare di problemi fisici mi sembra un po’ assurdo,nel senso che è palese(mia opinione) che Biabiany sia quando gioca esterno del 3-5-2 sia quando gioca nel tridente offensivo,macini kilometri e kilometri rendendosi sempre il più vivace della squadra anche in questo periodo di crisi.Certe sgroppare,certe accelerate anche dei minuti finali(vedi Milan o anche Sampdoria) dimostrano che fisicamente sta molto bene a mio avviso.
    Io penso che sotto il profilo delle prestazioni ci sia poco da imputare a Biabiany,è quasi sempre stato uno dei migliori della squadra con pochissime giornate storte ,l’unica vera pecca è che non fa mai gol.
    Un conto è non fare gol perchè anche davanti alla porta la passa sempre,ma un conto è non fare gol semplici come sta succedendo in questo periodo,il che significa anche che va alla conclusione( e quindi non cerca per forza l’assist).
    E’ poco freddo sottoporta,ma è sempre stato cosi..l’anno scorso ha fatto (vado a memoria) 2 o 3 gol da mischia di un calcio piazzato e non su azione limpida.
    Un’altro aspetto che mi trova in disaccordo è sul fatto che Biabiany non sappia crossare…secondo me è un buon crossatore,non eccelso(ma in Serie A ne sono rimasti veramente pochi bravi a crossare) ma comunque abile…basta vedere gli ultimi gol del Parma sono tutti arrivati dall’assist di Biabiany(Milan,Catania).
    Credo che in ogni caso giocare con un tridente non significhi per forza avere gli esterni larghi,con Belfodil in campo mi pare ormai confermato il fatto che Sansone e Biabiany tendono molto ad accentrarsi e cercare il dialogo con la prima punta piuttosto che mettre sempre il traversone.Quando c’è Amauri che ha caretteristiche diverse,si è un po’ costretti a cercare il fondo e mettere palloni utili per il gioco aereo dell’italo-brasiliano.Il problema che Sansone sulle palle alte è nullo,Biabiany ha un buono stacco ma dall’altra parte Sansone difficilmente trova il fondo,prefrerisce spesso tagliare come diceva lei e per questo il solo Amauri è marcato normalmente da entrambi i centrali di difesa.Mancano secondo me un po’ di inserimenti dai centrocampisti,l’unico che si butta dentro è Parolo ma non gli si può chiedere di farlo ad ongi azione offensiva.Si vede che manca Galloppa e lo stesso Mariga che sia con Guidolin che con Donadoni si stava cominciando a buttare dentro senza palla più frequentemente.

  • 7 Marzo 2013 in 18:52
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    lo vedrei bene a fare atletica

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