L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-TORINO 4-1: “SE LA CRISI ERA SOLO DI RISULTATI E’ BASTATO UN SOLO QUARTO D’ORA DI FOLLIA POSITIVA PER RISOLVERLA…”

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Se la crisi del Parma era solo di risultati – come dal quartier generale del club di  Collecchio  hanno sovente sottolineato, negando che fosse di identità, di proposta di gioco, o derivante da problemi fisici, in quest’ultimo caso col conforto dei dati numerici di test – ebbene, per risolverla, è bastato un solo quarto d’ora. Di follia. Positiva per i nostri eroi, of course. Negativa per gli avversari, che dopo aver propositivamente dominato in lungo e in largo il Tardini, tanto che si era temuto che fosse di nuovo saccheggiato, hanno dilapidato il proprio patrimonio. Un  tesoretto di un solo misero gol, che avrebbe potuto essere più pingue, qualora un palo non avesse aiutato Mirante, che di suo ci ha messo una di quelle parate che, saltuariamente, lo renderebbero degno della donadoni sansoneNazionale. E così, una volta tanto, è toccato ai crocerossini avversari rianimare il morituro,  mission  di solito perfettamente interpretata dai bianco (o neri) crociati. Ieri, a fine gara, la pattuglia di inviati subalpini era piuttosto rabbuiata per il clamoroso capovolgimento di fronte, non tanto perché magari, a chi stava componendo in presa diretta è toccato di gettar via quanto partorito fino all’ingresso di Sansone (la cui sana incoscienza era stata dal sottoscritto indicata, felice presagio, alla vigilia della DSC03151gara, all’allenatore Donadoni in conferenza stampa), quanto perché è in effetti singolare passare così repentinamente dalle stelle alle stalle. Percorso inverso di chi ha il Parma nel cuore, che una volta tanto ha potuto godere alla fine, e non andare a casa con le pive nel sacco biastumando, come  troppo spesso è accaduto, nella presente stagione, a quei pochi temerari che con una certa assiduità seguono dal vivo i Crociati in trasferta. Ieri di supporter granata al seguito ce n’era un ragguardevole quantitativo, non quelle poche decine che a fatica mettono insieme il DSC03037CCPC e talora la Petitot (che senza il mitico Baroni, che ci smenava del suo, ha un po’ tirato i remi in barca con la parca gestione dell’oculato Dallabona, attento a non smarrire neppure i centesimi): mi sarebbe piaciuto essere una mosca (e non un’ape, una zanzara, o un grillo parlante quale sono) per svolazzare un po’ nei loro torpedoni e sentire i coleri che tiravano dopo uno scherzetto del genere. No, dico: farsi fare una tripletta dall’ex bianconero (e dunque da loro “odiato”) Amauri, non è roba di tutti i giorni. Tant’è che era la prima volta in carriera che l’italo-brasilero poteva portarsi a casa il pallone-ricordo, premio simbolo per coloro che ne infilano tre nella stessa gara. Mica male per uno stopper, vero Schianchi? Non vorrei essere nei suoi panni, stasera, a Calcio & Calcio: il terribile Saltimbanco, infatti, avrà più materiale del solito per infierire contro il Roseo, il quale non sta vivendo momenti felici. Nei giorni scorsi, infatti, aveva inviato una lettera alla  Gazzetta di Parma denunciando l’impunità della sua colf filippina ladra-truffatrice rea-confessa. Ma schianchi gdp chi te l’aveva consigliata quella domestica? Boni, il quale a tempo perso o guadagnato, traffica sulle pratiche di permessi di soggiorno per extracomunitari? O viceversa non te l’aveva consigliata lui, e dunque non aveva il sigillo di garanzia? A parte gli scherzi colgo l’occasione per esprimere la mia solidarietà a Schianchi, sperando che prima o poi l’illogicità dell’iper-garantismo italico possa rientrare in canoni più razionali. Non ha senso, infatti, che un poliziotto tema di intervenire drasticamente in Piazzale della Pace su uno spacciatore, poiché le telecamere di sicurezza lo possono filmare e ritorcergli contro l’intervento (del resto non è che possa andare a chiedere con le buona maniere al malvivente per piacere la smetta) oppure che il giornalista non possa, come DSC03187nel caso di Schianchi, fare il nome e il cognome della truffatrice, magari mostrando la foto, per non buscarsi una denunzia per calunnia e/o diffamazione, a mezzo stampa (quando, invece, sarebbe una utile informazione di servizio). Ieri, nell’antistadio dell’Ennio, Schianchi ha battuto Boni, perché, una volta tanto, complice questa disavventura, la gente che immortalavo per la fotogallery amatoriale, riconoscendomi come abituale volto del talk show del lunedì sera di Teleducato, anziché chiedermi come al solito del Saltimbanco appunto mi parlava della filippina disonesta al DSC03188servizio del Roseo: “Se io rubo tre mele finisco in galera, questi qua, invece, sono subito fuori”, il ragionamento magari poco politically correct di uno, dove per questi qua intendeva degli extracomunitari. Fossi stato in Fabio Fecci mi sarei risparmiato la polemica politica col comunista Andrea (il quale, peraltro, non disdegna durante Calcio & Calcio frecciatine a chi non la pensa come lui) attraverso le pagine virtuali della GdP: la sicurezza urbana non può essere bandiera di questo o quello schieramento, ma un diritto dei cittadini, e quella volta con Bettega, (sassolino che si è levato dalle scarpe, attendendo come il cinese sulla riva del DSC03190fiume di poter beccare Schianchi) sbagliò, poiché come rappresentante delle istituzioni non doveva atteggiarsi da tifoso (magari col fine recondito di attirarsi consensi del popolino), ma mantenere un contegno consono alla carica. Ma torniamo al Saltimbanco, questi, ieri, dopo la tripletta del suo Amauri saltava di banco in banco della tribuna stampa facendo salami (manco fosse Bucci alla Juve) e mostrando le corna anche in sala stampa, reclamando di essere immortalato. Io l’ho accontentato, ma non credo ci faccia una bella figura. Così come una magra figura l’ha rimediata con Donadoni, DSC03201proponendogli in avvio la seguente domanda: “Quale è la sua soddisfazione dopo la vittoria di oggi, dopo che la tifoseria e parte della critica, una domenica sì e l’altra ancora, criticavano Amauri? In una piazza dove anche Donadoni, per la tifoseria e parte della critica, cominciava ad entrare nel mirino, queste giornate sono da sottolineare nel calendario? Sono soddisfazioni impagabili?”. Al che l’allenatore, che al contrario di chi lo stava interrogando, e di certi suoi compagni d’avventura giustamente non ha bisogno di una vittoria per alzare la cresta, signorilmente gli ha DSC03202replicato così: “No, personalmente non sono soddisfazioni impagabili per questi motivi. Questi motivi li ritengo… Non so come definirli… legittimi, però mi lasciano del tutto indifferente”. Il signor Donadoni, caro il mio Saltimbanco  & Friends, non combatte, come voi, guerre ideologiche contro qualcuno, per cui non ha bisogno di esaltarsi, come te, per i motivi che hai indicato. Del resto credo che l’intera comunità si sollazzi per i tre gol di Amauri non perché il tuo competitor Schianchi non ne è un estimatore, ma perché quei tre gol, in solido con quello del solito, DSC03203preziosissimo, Sansone ha ridonato una vittoria al Parma dopo la bellezza di mesi due di stenti. Capito? E in quei due mesi la critica, se ce n’è stata, ha esercitato il suo dovere-diritto, del resto come nelle vittorie, senza insulsi personalismi, tipo il tuo ostracismo (immotivato) a Gobbi, elemento che ieri ha confermato la sua preziosa duttilità tattica, dopo esser stato tra i più continui della stagione. Intendiamoci: parimenti io non condivido neppure l’antipatia di Schianchi nei confronti di Amauri – tant’è che mi sono meravigliato leonardi e majo a teleducatograndemente quando un dirigente come Leonardi ospite a TD lo ha giustificato – poiché un professionista, a mio parere, non dovrebbe essere condizionato da personalismi. Capisco che de gustibus non est disputandum, ma nell’esercizio della professione se Amauri o Gobbi merita 9 gli dò 9 anche se mi hanno trombato la moglie o la fidanzata. O no? Già che ci sono: certi colleghi un po’ ultrà sui banchi della Tribuna Stampa farebbero meglio a schianchi slide rispettare di più la sacralità del luogo. Capisco che c’è chi, come il Saltimbanco, vorrebbe dividere gli spazi tra i tifosi e i professionisti, ma se proprio si vuole fare il tifo si vada in Curva Nord, magari pagando il biglietto. Quand’ero giovane venni bacchettato da Gino Bacci, poiché mi presentai con i capelli tosati con lo scudetto del Parma, e fui messo alla gogna dai bacchettoni come vergogna della tribuna stampa (tant’è che poi fui costretto a raparmi a zero per la prima ed unica volta in vita mia…): i costumi sono proprio cambiati… Chiudo l’argomento tifoseria rivolgendomi ai miei amici Boys, DSCF8103soprattutto coloro con i quali mi sono propositivamente confrontato a Genova in occasione del Fair Play Village: avete letto sulla GdP-Upi il resoconto circa i tafferugli di ieri tra alcuni gialloblù (che avrebbero attaccato briga) e alcuni del Toro. Io non ero presente ai fatti e non voglio esprimere giudizi: però mi piacerebbe che prendeste le pubbliche distanze (come non avete fatto per i fatti di Levico 2010) dall’accaduto: poiché la violenza connessa alle partite di calcio va debellata. Senza se e senza ma. E completamente. Se no l’effetto benefico del gemellaggio va a farsi fottere. Perché tessere e gdp tafferugli tra tifosiammennicoli di leggi speciali sono stati varati (e ne pagano le conseguenze tutti gli sportivi) proprio in conseguenza a certi comportamenti disdicevoli. Va bene, non è successo nulla di che, però piantiamola un po’ lì con la memoria lunga (mi riferisco a cosa scritto sul quotidiano cittadino a proposito di amicizie-inimicizie incrociate. Cerchiamo di sostenere solo i valori positivi, come una settimana fa, e tralasciare le negatività, anche se queste a qualcuno provocano l’erezione…). venendo agli aspetti squisitamente tecnici: il nostro lettore Assioma (o Turella) ci ha bacchettato perché ci perdiamo ancora a disquisire di 4 3 3 o di 3 5 2. Allora mettiamoci un po’ d’accordo: a lui non va il misterbene se si disquisisce di tattica, a Leonardi non sta bene se parliamo di Zaccardo o Mariga o Belfodil, insomma, voglio dire, ma si potrà pure parlare di qualche cosa, senza che ci sia qualcuno che ti dica che non se ne può parlare? Ma dove siamo finiti? Dappertutto, di calcio, si discetta senza problemi di queste facezie, da noi sembra sempre lesa maestà! Comunque non c’è problema, tiro innanz, anche perché la questione di come si sia giocato DSCF8051ieri, dopo l’ingresso di Mesbah è meno di lana caprina di altre. Per me, per il Mister e anche per la ortodossa GdP Upi (nella fattispecie Paolo Grossi, che è il più qualificato a decretarlo, visto il suo patentino, ma poi si è accodato anche Piovanone), non solo Donadoni ha corretto l’iniziale 3-5-2 con l’ingresso di Mesbah, ma addirittura prima (una volta accortosi delle difficoltà). E qui, aggiungo: nessuno mette in dubbio il fatto che l’allenatore non sia un autolesionista, ma se a parere della critica sana e costruttiva sbaglia perché questa non lo può serenamente rimarcare, gdp pagina sportiva 11 03 2013magari chiedendo lumi all’interessato? Noi, ieri, abbiamo provato a farlo, in conferenza, però Donadoni non è stato particolarmente prodigo nella risposta, al di là di dirci che pensava fosse meglio così, senza però approfondirne il perché. Come ripeto spesso alla più impertinente delle domande l’interlocutore può rispondere, portando avanti le proprie ragioni. Ragionando con il senno del prima io avevo cercato di spiegare (nell’Ubi Majo di domenica mattina) perché non mi convinceva il 4 4 2, spiato dal Mister ubi majo 10 03 2013(di stadiotardini.it) e spiattellato ai nostri lettori. In particolare avevo indicato due limiti della proposta: Valdés in mezzo con appaiato un altro regista, e Parolo che non avrei visto bene largo a sinistra. Quando Donadoni ha inserito Mesbah, accentrando a centrocampo Gobbi, e correggendo la squadra esattamente come l’avevo suggerita io non nascondo che ho provato una certa soddisfazione, un certo piacere, quasi come quella volta che, ironicamente, certo, Donadoni mi aveva detto che ero più bravo DSCF8064di lui… A proposito di Parolo: anche ieri l’ex cesenate è stato messo in mezzo, ma a me è dispiaciuto meno del solito. Specie quando ha agito più da centrale rispetto al solito, in tandem con Marchionni, dopo l’uscita del Pacarito. Secondo me è un esperimento che si può ritentare, anche se ieri era particolarmente idoneo per le caratteristiche degli avversari. Poi è chiaro che è stato quando è entrato Sansone che c’è stata l’evidente svolta della partita. Come dicevo all’inizio la sua “sana incoscienza” è fondamentale per il Parma. Credo che a Torino se lo ricorderanno bene: nei sei punti ingresso sansone, mossa vincenteda loro persi (e guadagnati dai Crociati) c’è il suo evidente zampino. Così come lui non potrà che benedire la gara di andata quando Donadoni, tra la sorpresa assoluta di tutti (un girone fa agli occhi dei più era uno sconosciuto, uno che era rimasto a Parma perché non erano riusciti a cederlo) lo mandò in campo per sfruttare al meglio il vantaggio dell’uomo in più. Stavolta, se possibile, la svolta data è stata ancor più preziosa di allora: quella volta tornò il successo in trasferta classifica serie a dopo 28 giornatadei Nostri, che mancava da tempo immemorabile; stavolta, invece, è stata utile per riportare il vascello su una rotta più degna, rispetto a quella su cui si stava navigando. Durante il periodo di vacche magre il Parma era sì passato dalla parte sinistra a quella destra della classifica, ma sostanzialmente era riuscito (anche per demerito altrui) a tenere le posizioni: con i risultati che stavano maturando fino al gol del pareggio, invece, la catastrofe era ben documentata da una classifica che vedeva i donadoniani raggiunti dal Chievo (dal Chievo !) a quota 32, grazie alla vittoria di prestigio sul Napoli (sul Napoli!), scavalcato da Atalanta e Cagliari (precedenti avversari battuti 4-1, con identico copione, ma con Renzi-Belfodil nel ruolo di protagonista assoluto in luogo di Bersani-Amauri: anche i il mister dopo parma cagliari 4 1 sardi per primi avevano osato passare in vantaggio, salvo subire la tremenda punizione di una quaterna…). Il successo, tanto atteso, ha rimesso a posto le cose: ma a proposito di squadre che stupiscono che dire del Bologna (targato Stefano Pioli), che ha sì gli stessi punti del Parma, ma che ieri sera ha vinto da Corsaro niente di meno che a San Siro (vendicandosi del passaggio del turno in Coppa Italia, dei nerazzurri)? Credo che il discorso Europa sia inutile ritirarlo a mano: ma il Parma nelle ultime dieci giornate ha il dovere (sì il dovere) di provare a distanziare per lo meno i cugini felsinei e i gemelli doriani che condividono oggi i 35 punti, DSCF8093per essere la meno mediocre delle mediocri. Poi, se riuscisse a mettere nel mirino la vera rivelazione positiva Catania (che ancora deve accusare la fisiologica flessione del ritorno) e l’Udinese che ora sembrano così distanti, si potrebbe parlare di stagione soddisfacente. Purché quella di ieri, pardon, il quarto d’ora di ieri, non sia stata la classica rondine che non fa PrimaveraGabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

2 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-TORINO 4-1: “SE LA CRISI ERA SOLO DI RISULTATI E’ BASTATO UN SOLO QUARTO D’ORA DI FOLLIA POSITIVA PER RISOLVERLA…”

  • 11 Marzo 2013 in 20:18
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    Speriamo di continuare direttore, e complimenti x i suoi articoli post partita, sono davvero precisi e ben fatti. Ho conosciuto il suo sito tramite Fantapazz e devo dire che è stata una bella scoperta.
    Complimenti a lei è ai suoi collaboratori

  • 13 Marzo 2013 in 02:01
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    Ci è una cosa che voglio rimarcare. Io sono uno spettatore particolare (vi ricordate di quella rimessa laterale in attacco qualche disastro fa, effettuata da Amauri che non vedendo compagni in attacco li ha invitati con ampio gesto del braccio ad avanzare ?), dicevo che ho un modo particolare di guardar le partite. Quella di ieri, tolto l’eclatante modo di esultare di Amauri che ha esaltato lo stadio che aveva ormai bisogno di gioia, lo vorrei inquadrare in un altra immagine che nessun telecronista, critico, commentatore evidenzierebbe mai. Sul due a uno, capovolto il risultato, il protagonista è stato Sansone, che ha rilevato Rosi e segnato il goal prezioso.
    Il Sanso, sulla fascia destra, si è trovato a fare quasi il terzino, ha girato il capoccione e si è letto nel labiale che chiedeva consiglio al Benny sulla posizione da tenere e su cosa dovesse fare. Cappero, dopo aver sofferto per l’indolenza del Bibia di giornata mi trovo un giovinastro che ha segnato per caparbietà il goal decisivo che vuole imparare a fare il terzino. IMPAGABILE.

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