L’OPINIONE DI MAJO DOPO SAMPDORIA-PARMA 1-0: “SOLO IL GEMELLAGGIO FA SORRIDERE. DAL CAMPO RISPOSTE CHE FANNO PIANGERE…”

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Mezza opinione l’avevo già espressa stamani “nascosta” nell’articolo sulla nostalgia di Acquah, uno dei calciatori dismessi secondo me con un po’ troppa faciloneria durante il mercatino invernale. Da conservatore avrei preferito che non si modificassero gli ingredienti della ricetta magica che aveva portato alla conquista di una trentina di punti. E non mi si dica che parlo con il senno di poi, giacché i miei dubbi li avevo espressi subito prima che si verificasse questa serie nera. Che non sarebbe corretto ritenere diretta conseguenza del mercato, pur essendone una delle tante componenti. Purtroppo il ricco bottino di punti, anziché essere un trampolino per i sogni – come lo è stato per il Catania, al di là della rimonta subita ieri dalla pazza Inter – ha avuto un po’ l’effetto del braccino del tennista. Magari inconsapevolmente. Anche se quando si va al mercato credo ci sia la consapevolezza di quello che si sta per fare. A maggior ragione se c’è una riconosciuta competenza, al punto da essere assai ricercati. Per dirla in breve: non so se avessimo avuto, a quell’epoca, dieci punti in meno, se con altrettanta facilità avremmo fatto partire Zaccardo, Acquah, Musacci e Pabon. Certo, sono arrivati anche dei sostituti (tranne che per il colombiano): peccato, però, che gran parte di questi fossero più o meno freschi reduci da infortuni e/o scarso utilizzo nei propri precedenti club (al contrario dei nostri partenti, tutti sani, eccezion fatta per l’ex Campione del Mondo che ci risultava affetto da pubalgia e in tal caso il pacco lo avremmo rifilato e non preso). Sul valore tecnico dei nuovi arrivati preferisco non esprimermi, non riconoscendomi i requisiti per farlo, né mi va di riempirmi la bocca come fanno certi intenditori che credono di sapere solo loro di calcio. Magari potenzialmente non sono neanche male: certo la loro utilità immediata è stata quella che è stata. Coda, tre infortuni su tre partite, ha intrapreso lo stesso percorso di Santacroce e Palladino; Strasser è stato tirato fuori dal congelatore ieri e si è beccato subito un giallo appena entrato: Acquah sarà pure stato irruente ma non mi sembrava così inferiore, né credo che l’ingaggio tra i due possa essere così differente, giacché un ex milanista non credo guadagni meno di un Palermo; Mesbah non mi pare offra maggiori garanzie di Gobbi (che dopo avere un po’ rifiatato si è ripreso il suo posto) e Mariga si è fatto male subito. Che sfiga si dirà: si, può darsi, ma i calciatori reduci da infortunio grave sono delle incognite in tutti i sensi, e gioco forza più soggetti di altri anche ad infortuni muscolari. Io non amo i recuperi record: tale è stato quello di Mirante, il quale, da quando si è ripreso i pali si è pure preso gol pesanti, per l’ultimo dei quali ha ammesso le proprie responsabilità, dopo esser stato protetto per i precedenti due dallo scudo protettivo a prova di meteoriti di Leonardi e Donadoni. Il ragionamento “tanto abbiamo una trentina di punti” andava di moda anche durante l’annata di Guidolin, e pure lì per un Amoruso che fece benissimo (ma che fruttò anche una plusvalenza) arrivò un Crespo a quei tempi impresentabile. Solo spostandosi all’ultimo secondo dell’ultima giornata di campionato il portierino del già retrocesso Livorno gli fece la carità di farsi perforare. Viceversa Hernan sarebbe stato commovente la stagione successiva, quella di Marino, quando praticamente da solo fece una decina di punti proprio appena prima del mercato invernale quando venne preso Amauri. Lì per lì, da buon conservatore, criticai quella scelta, ma di alchimia da guastare allora non ce n’era parecchia, visto che il calcio propositivo del siculo era di qualità inferiore di quella offerta dalla squadra allenata dal fratello peggiore di Donadoni. Invece fu una scelta azzeccata: Leonardi & C., infatti, seppero analizzare con lucidità il momento della squadra, avevano la consapevolezza che il Valdanito aveva dato fino a quel punto di più di quello che avrebbe potuto dare nella seconda parte di stagione, e corsero ai ripari con un innesto sostanzialmente di qualità, Amauri, che a propria volta fece meglio di quanto ci si potesse razionalmente attendere. In questo mercato non vedo altrettanta lungimiranza: d’accordo i caprici di Eupalla che ha fatto sì che ceduto Zaccardo si facessero male anche altri in difesa (il solito Santacroce, il nuovo arrivo Coda a gogò e anche quel baluardo pressoché insormontabile di Paletta, e meno male che a Marassi Capitan Lucarelli è stato affidabile quanto lui, una volta tanto) o che ha fatto sì che Mariga si infortunasse alla prima da titolare, ma che ci fosse in agguato (e nel caso di Valdes direi perfino già in atto) un certo logorio di chi aveva tirato la carretta penso fosse facilmente pronosticabile, o si voleva sperare che Marchionni, autore di un girone da favola, potesse confermarsi fino alla fine a quei livelli? Capisco che Donadoni si chiami Donadoni e non Colomba e dunque possa avere una immunità che lo mette al riparo da tristi sorprese: ma se è vero che ha valorizzato Sansone e Belfodil, altrettanto non possiamo dire per quelli che erano arrivati in estate con le maggiori credenziali, alias Pabon e Ninis. Il colombiano in Spagna è rinato: io capisco che se il Monterrey ti dà a fine stagione gli stessi soldi che hai speso, o qualcosa in più come ci raccontano, la politica dell’uovo oggi per la gallina domani, visto il suo rendimento padano ci possa anche stare (anche se poi le cifre mi piacerebbe fossero in un qualche modo certificate, al di là delle parole, poiché verba volant,scripta manent), però la necessità di prestarlo al Betis Siviglia mi sfugge. Perché tutta questa fretta che andasse via dall’Italia? Non mi pare che il suo rendimento in Andalusia sia penalizzato da “gmf”. A parte che non ho neppure capito bene – sarò de coccio – per quali motivi i messicani non potevano tesserarlo subito. E mi sfugge chi abbia optato per la soluzione temporanea spagnola. Tra l’altro Pabon al Parma non è stato rimpiazzato: del resto con una trentina di punti nel carniere perché spendere? Responsabilità le hanno anche i calciatori che scendono in campo e che vanno in crisi di identità al primo evento negativo. No, dico: ma la caratteristica migliore del Parma stagionale non era quella di non farsi mai abbattere, di saper rimontare gli svantaggi e andare oltre ai tiri mancini del destino? Beh, quando le cose giravano in un certo modo era così. Ora questa magia non si sta ripetendo. A suo tempo quando invitavo a riflettere sul vero valore del primo ciclo positivo (cioè le prime tre vittorie in stecca, che dopo la sconfitta di ieri non si potrà replicare pari pari) passavo per il solito disfattista: ora, credo, che possano essere in tanti ad allinearsi su quel pensiero serenamente espresso sulla scorta di fatti reali accaduti: e cioè che una serie di eventi positivi, o episodi, avevano favorito l’indirizzarsi di quei match. Esattamente come ora una serie di episodi, o eventi negativi, influiscono sull’andamento delle gare. Però è l’anima della squadra a sembrare differente. E non ci vedevo alchimia. Sbarcare il lunario fino alla fine è di una tristezza assoluta. Dal campo c’è ben poco per sorridere. Né mi accontento della solita mezza partita giocata bene. E’ già accaduto tante, troppe volte. Le gare vanno giocate fino in fondo, e non un tempo no e uno sì e uno sì e uno. Né è plausibile che siano i gol avversari a tagliare le gambe quando c’è oltre mezzora per recuperare. Spero che i tanti buonisti si rendano conto che è meglio dire le cose come stanno piuttosto che ripetere a macchinetta a comando che il bicchiere è mezzo pieno. Se il campo ha fatto piangere, chi ha fatto sorridere è stato il gemellaggio. Bello  vedere famigliole e bambini vestiti in modo variopinto, ma con un unico cuore. Capisco che con la Reggiana o con la Juve la stessa manifestazione sia improponibile, ma il calcio farebbe un passo avanti se tali incontri si potessero disputare per lo meno in un modo tranquillo e non con le note tensioni. E anche in questo caso la mentalità ultras potrebbe e dovrebbe fare di meglio. Ieri, al Villaggio, per i miei gusti, c’era una componente un po’ troppo “commerciale”, avrei preferito solo la parte popolare e popolana, ma questo è un altro discorso. All’andata i No Tessera doriani poterono invadere pacificamente il Tardini, ma non è stata attuata la par condicio al ritorno: i Boys, grazie alla disponibilità dei fratelli del CCPC e della Petitot hanno potuto entrare grazie alla promozione “Porta un amico allo stadio” (cioè i vari partecipanti alla trasferta hanno più o meno volontariamente garantito anche per i Boys), che comunque, come i voucher, è un altro di quegli artifizi legati alla Tessera del Tifoso che ideologicamente gli ultrà avversano. Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

4 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO DOPO SAMPDORIA-PARMA 1-0: “SOLO IL GEMELLAGGIO FA SORRIDERE. DAL CAMPO RISPOSTE CHE FANNO PIANGERE…”

  • 4 Marzo 2013 in 19:18
    Permalink

    grandissimo majo !!è esattamente il mio pensiero sul parma che avevo già postato stamattina” DALL ALTRA PARTE.”…ovviamente la tua analisi è molto più lucida della mia che sono un tifoso…e scrivo anche un pò di “stomaco” ….complimenti quindi per la tua opinione che stracondivido è mia convinzione che ne verremo fuori …ma occorreranno ancora un paio di figure tipo ieri….insomma sti giocatori hanno bisogno di sentire la tensione ….devono aver la paura di retrocedere per ritrovare il piglio giusto…..(GIUSTAMENTE TU SCRIVI TRISTEZZA..E ANCH IO scrivo CHE TRISTEZZA MI Fà QUESTA SQUADRA)ecco questo piglio smarrito rappresenta la più grossa colpa di donadoni che per ora “CIARLA”di una ferocia offensiva smarrita ma…..non c è mai stata ,il parma paradossalmente eccezion fatta contro l inter (unica partita sontuosa disputata tutto perfetto .e anche con il napoli ottima gara anche se persa)ha sempre raccolto molto più di quanto meritasse rispetto alle poche occasioni faticosamente create, quindi non ci venga a raccontare cose aleatorie che cmq anche i sassi del taro sapevano ..davanti si è partiti dal rititro con amauri belfodil pabon palladino ..pabon e palladino, imotivi sono diversi ma poco conta ora,cmq hanno toppato, mentre la baracca l hanno mandata avanti il brasiliano e il franco algerino ..ovvio che dovendo ragionare a gennaio su cessioni e arrivi bisognava cercare un giocatore là davanti …visto che su pabon non ci si poteva contare(io non dò colpe per la cessione ..in più in prestito quindi ..va bene)su pallladino nemmeno lo dico perchè è come sparare sulla croce rossa…. con soli 2 giocatori non si potesse pretendere che potessero reggere il reparto da soli tutto il campionato….fortuna ha voluto che un giocatore nemmeno considerato durante il pre campionato, che ha beneficiato della novità panchina lunga,altrimenti sarebbe stato relegato alla tribuna di fisso e risponde al nome di NICOLA SANSONE….ha contribuitoin termini di gol e soprattutto PESANTI che donadoni ha si valorizzato ma non era inizialmene uno dei pezzi pregiati da “mettere in mostra “come Pabon…adesso che la fortuna ha girato un pò le spalle (la fortuna gira è così serve ma non dura sempre)manca la qualità necessaria sia in mezzo che davanti è per pretendere di essere a tutti i costi PROPOSITIVI…e buttarla dentro quando l unica soluzione creativa è butarla avanti a caxxo !!quando le punte sono sansone ebyabiani che punte non sono,per poi eliminare anche quelle quando entra il giocatore che per caratteristiche è adatto a quel gioco ……..denota e riassume quanta confusione regna nel parma nei giocatorie nella conduzione tecnica…..detto ciò immutata stiam per donadoni da parte mia …però in questo periodo non sta facendo bene e credo sia legittimo richiamare anche l allenatore ad una condotta di gioco meno pretenziosa per i giocatori a disposizione, e ad usare maggior severità nei confronti di chi si è lasciato andare ..in sostanza ….GIOCA CHI HA PIù MOTIVAZIONE
    ps. per me manca l incontrista in mezzo da sempre…lo dicevo sin dall inizior me non si potrebbe provare a riesumare morrone??? in attesa di mariga( non stravedo per l ex capitano ma per caratteristiche potrebbe darci una mano ora.forse)
    buona serata

  • 5 Marzo 2013 in 10:45
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    Non ho potuto vedere Calcio & Calcio ieri sera. Qualcuno sa dirmi s’è è stato detto qualcosa di particolare? Majo era presente?

    • 5 Marzo 2013 in 10:53
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      Buondì Marcello,

      più tardi pubblicheremo il resoconto riassuntivo della puntata di ieri sera di Calcio & Calcio, alla quale ho partecipato (piuttosto mancava l’influenzato Schianchi, con il quale il programma si è collegato telefonicamente).

      E ovviamente ci sarà annessa anche la conmsueta fotogallery amatoriale dal backstage

      Cordialmente
      Gmajo

  • 5 Marzo 2013 in 12:23
    Permalink

    Molto bene! Grazie Majo, puntuale, preciso e CORAGGIOSO come sempre. Vedremo anche cosa ha combinato di nuovo con la Passera…
    Un caro saluto

I commenti sono chiusi.

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