TALOTTA (CALCIOMERCATO.COM): “L’ENTOURAGE CROCIATO NON HA AIUTATO PABON: SE SI DECIDE DI PUNTARE SU UN GOCATORE NON CE NE SI PUO’ DISFARE DOPO COSI’ POCO TEMPO”

DSC02936(gmajo) – Durante il dibattito con il pubblico in occasione della presentazione del volume “I segreti dell’agente dei calciatori” di ieri pomeriggio a La Feltrinelli, uno dei due autori, l’agente FIFA Jean-Christophe Cataliotti aveva suggerito agli astanti di approfittare della presenza dell’altro writer, Luca Talotta, il quale, nella sua veste di capo redattore di calciomercato.com, avrebbe potuto rispondere a qualsiasi quesito sul mercato della pedata. E così stadiotardini.it ha approfittato di questo assist per cercare di capire qualcosa di più a proposito PABON DOPPIETTAdella operazione Pabon, il calciatore scritturato in estate dal Parma per circa cinque milioni di euro e che dopo la deludente permanenza nel ducato è rifiorito al Betis Siviglia (tre gol nelle ultime due partite), dove si trova a titolo temporaneo prima del definitivo trasferimento in Messico al Monterrey che ripagherà, euro più euro meno, Ghirardi di quanto investito (Leonardi asserisce anzi che ci guadagnerà). Ma il giornalista-scrittore non condivide l’operazione dal Plenipotenziario motivata “meglio un uovo oggi che la gallina domani”: “Ha senso prendere un calciatore, extracomunitario, oltretutto, andando così a coprire uno slot da extracomunitario, per poi rivenderlo qualche mese dopo? Mi sembra un’operazione molto strana. Personalmente non sono d’accordo, anche perché comunque una Società, se decide di puntare su un giocatore non può decidere di disfarsene dopo così poco tempo”. Talotta mette in relazione la cessione di Pabon con l’esplosione di Belfodil: “Secondo me c’è stata una chiara decisione presa dalla Società: puntiamo su Belfodil o su Pabon? E hanno deciso di puntare su Belfodil e fino a un mese fa le cose sono andate bene. Al momento questo giocatore vive una fase un po’ di stanca: probabilmente ha anche una condizione fisica non ottimale, ma ci sta un calo nella stagione”. Sicuramente, però, per il caporedattore di calciomercato.com non si trattava di una pippa: “Io lo avevo preso al Fantacalcio: mi spiace se ne sia andato perché credevo molto in lui”.

Sotto il video amatoriale la trascrizione integrale dell’intervista di Gabriele Majo a Luca Talotta, nei passaggi in cui è affrontato l’argomento Pabon…

 

 

Luca Talotta, tu sei il caporedattore di calciomercato.com e quindi sai tutto di calciomercato: io sfrutto l’assist che ha fatto Jean-Christophe prima che suggeriva di farti qualche domanda su questi temi… L’operazione Pabon, per esempio, che secondo me è ancora un po’ misteriosa, non è stata svelata tutta quanta completamente nei dettagli. Ora il giocatore è in prestito al Betis Siviglia e sta facendo molto bene (tre gol nelle ultime due partite), mentre, ahinoi, qui a Parma noi non possiamo dire altrettanto. Leonardi dice che a fine stagione andrà al Monterrey, riuscendo addirittura a realizzare, nonostante tutto, una piccola plusvalenza (e non sarebbe male considerato il rendimento parmigiano del colombiano…). Insomma è una operazione un po’ curiosa: adesso questo prestito in Spagna, poi la cessione a titolo definitivo in Messico. Tu, da addetto ai lavori, cosa sai?

“Guarda, è molto semplice: ci sono delle operazioni che vengono fatte per aumentare il tasso tecnico della squadra; ci sono altre operazioni che vengono fatte semplicemente per aumentare le casse delle società. Quindi l’operazione di Pabon rientra, ovviamente, in questo secondo grande calderone. Il giocatore andrà al Monterrey perché comunque sono già stati depositati i contratti: quindi, sicuramente, alla fine di questa stagione il giocatore tornerà in Sudamerica. E’ un peccato, secondo me, perché ha delle buonissime qualità: non si è ambientato a Parma, ma secondo me non ha ottenuto neanche l’appoggio dovuto da parte dell’entourage crociato. Perché comunque si sapeva che si trattava di un buon giocatore, ma c’era comunque da stargli dietro… Con la mente si era tornati indietro ai tempi di Asprilla – un colombiano che arriva, come un colombiano che fu – ma non ha avuto la stessa fortuna. Ripeto: secondo me sicuramente è un’operazione che è stata fatta – ne sono convinto – per rimpinguare le casse societarie. E null’altro”.

Questo, però, probabilmente perché c’è stata una certa piega tecnica: all’inizio forse ci credevano anche come giocatore, immagino…

“Assolutamente: ma secondo me hanno fatto un calcolo molto preciso, poi anche con il ritorno di Amauri, la strada era ormai segnata. Secondo me c’è stata una chiara decisione presa dalla Società: Belfodil o Pabon? Puntiamo su Belfodil o su Pabon? Hanno deciso di puntare su Belfodil e fino a un mese fa le cose sono andate bene. Al momento questo giocatore vive una fase un po’ di stanca: probabilmente ha anche una condizione fisica non ottimale – ci sta un calo nella stagione – e direi che è stata fatta la scelta giusta, al momento: però io mi dico: ha senso prendere un calciatore, extracomunitario, oltretutto, andando così a coprire uno slot da extracomunitario, per poi rivenderlo qualche mese dopo? Mi sembra un’operazione molto strana. Personalmente non sono d’accordo, anche perché comunque una Società, se decide di puntare su un giocatore non può decidere di disfarsene dopo così poco tempo, a meno che non palesi, effettivamente, delle carenze a livello tecnico-tattico che, però, non mi sembra che Pabon, avesse dimostrato giocando nel Parma, e a maggior ragione ora al Betis dove ha segnato tre gol nelle due ultime partite giocate. Vuol dire che qualcosa questo giocatore, poverino, lo valeva…”

Ma perché il prestito al Betis? Non poteva passare direttamente al Monterrey? Tra l’altro dicevi che i contratti sono già depositati…

“Sì, i contratti sono già depositati. Di preciso non so perché non potesse andare direttamente al Monterrey: mi auguro che la società abbia lavorato nel miglior modo possibile per la fattibilità dell’operazione. Sicuramente in Messico la stagione iniziava con un periodo di ritardo, quindi, probabilmente, penso che abbiano deciso di parcheggiarlo in Spagna per non fargli perdere delle mensilità di attività calcistica. Tutto qua. C’è da dire che il Betis è un bel palcoscenico, anche perché Pabon si è ritagliato una fetta importante e poi sappiamo che la Liga è uno dei campionati più importanti a livello europeo. Mi è dispiaciuto molto che è andato via: sia perché l’avevo comprato al Fantacalcio, sia perché credevo veramente molto in lui”.

Insomma, non era una pippa

“No, assolutamente, è un giocatore dall’ottima caratura: si era visto anche nei tornei internazionali Under 19 e Under 20 che aveva disputato con la sua Nazionale, e quindi il fatto che non fosse un giocatore mediocre lo si sapeva. Non ha trovato la sua condizione migliore qui a Parma, ma è un peccato, perché è sicuramente un calciatore di primissimo piano”.

(Luca Talotta, capo-redattore di Calciomercato.com, intervistato da Gabriele Majo, direttore di stadiotardini.it in occasione della presentazione del volume I segreti dell’agente dei calciatori, alla Libreria La Feltrinelli di Parma, in data 04.03.2013)

 

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

2 pensieri riguardo “TALOTTA (CALCIOMERCATO.COM): “L’ENTOURAGE CROCIATO NON HA AIUTATO PABON: SE SI DECIDE DI PUNTARE SU UN GOCATORE NON CE NE SI PUO’ DISFARE DOPO COSI’ POCO TEMPO”

  • 5 Marzo 2013 in 17:10
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    La domanda sul perchè non è andato direttamente al Monterrey vedo che è ricorrente e nessuno sa mai dare una risposta.Non ricordo la fonte,forse direttamente il presidente del Monterrey,ma venne spiegato il motivo:semplicemente il club messicano non aveva più posti per calciatori stranieri,extra Messico.Per questo la cessione avverrà in Giugno,quando qualcuno degli stranieri in squadra si svincolerà o verrà ceduto.Si può facilmente controllare.
    Su Pabon sono d’accordo sul fatto che troppo presto è stato ceduto per essere bollato come pippa dagli stessi tifosi del Parma, ma potrebbero anche esserci dei motivi validi e necessari,potrebbe aver chiesto direttamente lui la cessione vista la situazione,potrebbe aver trovato oltre alle vicende personali,difficoltà con i tatticismi del campionato italiano.Una cosa che fece riflettere ad es. è che non avesse ancora imparato la lingua.
    Penso che comunque se all’epoca è stato fatto quell’investimento e ha svolto da titolare tutto il precampionato segno che si puntasse su di lui, nel frattempo il problema familiare è diventato psicologico e naturalmente ha influito sulle prestazioni.Si è vista chiaramente una differenza nel suo modo di giocare in precampionato e nelle occasioni avute in campionato ma anche in allenamento,lo confermò anche Melli in un Bar Sport.
    Trattandosi di cifre elevate e visti i problemi intercorsi,si è deciso di disinvestire,che sia giusto o sbagliato nessuno lo saprà,dato che non abbiamo la controprova che Pabon avrebbe sfondato in Italia e che sarebbe valso quei denari.Vedendo i gol segnati in Spagna credo proprio che le difese italiane non avrebbero mai concesso tanti spazi come le spagnole.Rimane il fatto che per me Pabon aveva delle qualità e il rammarico per non averlo potuto aspettare con più calma.Ma come sempre ce ne faremo una ragione e vorrà dire che i denari verranno reinvestiti quest’estate su un’altro giocatore.
    Inoltre non vi è la dimostrazione per dire che la società non ha aiutato Pabon,quando è stato protetto per mesi da tutti e soprattutto quando lui stesso ha dichiarato:
    ”Ero contento di venire in Italia, oggi sono dispiaciuto per non essere riuscito ad impormi a causa di problemi personali, al Parma sono stato trattato molto bene da tutti e ringrazierò sempre il direttore Leonardi per aver puntato su di me. – ha detto a TMW – Mi resta il legame con l’Italia. Sono stato bene. Purtroppo ho avuto dei problemi gravi a livello famigliare, che non mi hanno permesso di giocare con serenità in Italia. Ma al Parma resto legato. In futuro, mi piacerebbe ritornare. Da calciatore affermato. Dell’Italia conservo un bel ricordo. Ho conosciuto un bell’ambiente e per poco un bel campionato, questo grazie al Parma e a Riccardo Calleri. Il Parma dove arriverà? Spero il più alto possibile. Rimango un tifoso”.
    E ancora:
    Intervenuto ai microfoni della radio ufficiale del Real Betis, Dorlan Pabon, ex attaccante del Parma ceduto la scorsa sessione di mercato al club spagnolo, si presenta ai nuovi tifosi iberici con queste dichiarazioni: “Il clima è perfetto e la gente mi tratta molto bene. Nella prima partita tra le mura amiche ho notato che il pubblico appoggia moltissimo la squadra e gli piace il calcio. Differenze con l’Italia? Qui il gioco è più rapido, è un calcio che più si addice alle mie caratteristiche tecniche”.

    • 6 Marzo 2013 in 22:53
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      Salve Marco,

      mi perdoni il ritardo nella risposta, ma sicuramente avrà notato che nel frattempo ieri avevamo terminato il “trittico” su Pabon pubblicando l’articolo (video incluso) in cui Donadoni rispondeva a Pabon, il quale aveva affermato che il tecnico non apprezzava il suo modo di giocare.
      Quindi, al di là delle belle parole pronunziate all’atto d’addio, da lei correttamente riportate in conclusione di intervento, vanno tenuti in considerazione anche questi aggiornamenti.
      Sul suo mancato rendimento italiano ho ragione di credere che le vicissitudini personali siano state solo un comodo alibi, considerate le circostanze. Del resto negli stessi giorni del supposto grande dolore (o appena prima) c’erano stati servizi giornalistici che ce lo mostravano tranquillamente a zonzo nella tentacolare Milano, dove tra l’altro parlava anche di calciomercato.
      Più verosimili le difficoltà sul piano tattico, di cui lo stesso Donadoni aveva riferito ai giornalisti in conferenza stampa, tra l’altro pochi giorni prima che venisse reso di dominio pubblico della grave malattia del bimbo avuto da una ragazza colombiana. Se il tecnico fosse stato al corrente di questo fatto probabilmente avrebbe svicolato in quella conferenza stampa, anziché parlare diffusamente delle difficoltà sul campo del giocatore.
      Comunque le vicissitudini personali vengono spesso tirate a mano: vedi Marques. Ma si voleva proteggere il calciatore come riferito a noi, o mantenere la nebbia su un procedimento in corso che poi lo stesso giocatore avrebbe vinto in prima istanza?
      La ringrazio per i chiarimenti a proposito del trasferimento al Monterrey: rimane comunque una operazione abbastanza bizzarra quella del prestito al Siviglia. Dove, e anche questo è abbastanza in controtendenza, il colombiano sta segnando a ripetizione pur essendo lì solo in prestito. Non abbiamo, evidentemente, la controprova di come avrebbe potuto fare da noi ove fosse rimasto; tuttavia rimane il fatto che la sua duplice cessione sia stata molto repentina. Un giornale argentino riportava di presunti dissapori, ma non vorrei alimentare dubbi di questo tipo.
      Leonardi ci ha spiegato che era meglio l’uovo oggi che la gallina domani, nel senso che ha preferito disinvestire su questo tipo di investimento tecnico, che non ha offerto adeguate risposte sul campo, sfruttando l’occasione di ricuperare quanto speso in estate (lui asserisce addirittura che il Parma ci guadagnerà, io sono molto perplesso, però se è così tanto meglio per Ghirardi). Grazie al sacrificio di Pabon ci è stato detto che sono rimasti altri calciatori che avrebbero avuto mercato (Belfodil, Amauri, e soprattutto Paletta): ma perché il Parma, a gennaio, ha dovuto privarsi di due titolari e due importanti comprimari se i conti sono così a posto grazie alla plusvalenze del Mago Leonardi? Per alleggerire il monte stipendi? Per sfruttare l’occasione del “pollo” Monterrey? E’ plausibile, come sono plausibili le considerazioni di Luca Talotta: se credi in un calciatore sul quale hai fatto un investimento importante vai fino in fondo, non lo cedi dopo poche settimane. E sempre Talotta ha ragione nell’affermare che nel gioco delle scommesse fatte in estate il Parma ha preferito mantenere in organico chi ha reso – come Belfodil – e cedere chi ha deluso (Pabon). Del resto noi stessi, questa estate, avevamo rimarcato come le scommesse fossero tante, troppe, e non tutte si sarebbero potute incassare.
      Su Pabon, comunque, il recidivo pubblico del Tardini (cfr. il solito Crespo), deve fare il mea culpa: non ci sono stati fischi personalizzati, certo, però non si può dire che abbia avuto pazienza con Pabon. Magari finendo per influenzare anche la dismissione stabilità dalla società. Io rimango comunque dell’idea che sia risultata fondamentale la disponibilità del Moneterrey ad erogare al Parma più o meno la stessa cifra investita. E loro non ci hanno pensato due volte…
      Cordialmente
      Gmajo

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