DENTRO IL BILANCIO / MAROTTA: “SENZA LE PLUSVALENZE E’ INSOSTENIBILE IL COSTO DEL PERSONALE DEL PARMA A FRONTE DEL FATTURATO”

marotta_luca(gmajo) – Nei giorni scorsi stadiotardini.it  ha ripreso gli aspetti parmigiani della approfondita analisi di Marco Iaria della Gazzetta dello Sport che come ogni anno passa al setaccio i bilanci delle squadre di serie A dell’esercizio precedente la stagione in corso. Il giornalista della Rosea, facendo il suo quadro di sintesi, poneva l’accento soprattutto sul fatto che gli stipendi rappresentavano il 90% del fatturato del Parma. Il nostro quotidiano on line, giovandosi della preziosa collaborazione di Luca Marotta, dottore commercialista nonché appassionato ed esperto lettori di bilanci, aveva già rimarcato ancora prima come il personale del Parma costasse ben di più di quello del Catania (esempio che avevamo fatto per smentire chi sosteneva che la squadra sicula costasse ben di più del Parma, che al contrario, stando ai numeri ufficiali, per la voce costo del personale spende più del doppio degli etnei) e anche prendendo in considerazione il dato “diritti di immagine” (secondo il giornalista della Gazzetta dello Sport  Andrea Schianchi ci sarebbero dei club che pagherebbero parte degli emolumenti sotto questa voce, escamotage che servirebbe per avere un risparmio fiscale) si può ragionevolmente credere che i siciliani spendano meno degli emiliani, anche se nel bilancio del Parma FC questa voce è accorpata ad altre. Prima del week end pasquale abbiamo di nuovo disturbato il dottor Marotta per chiedergli cosa pensasse dell’inchiesta della Gazzetta dello Sport: Marco Iaria è persona preparata: non a caso è un mio follower su Twitter…”. Tuttavia Marotta si trova d’accordo con il dottor Diego Tarì – curatore di  “Tifoso Bilanciato”, la biblioteca virtuale di desidera orientarsi nel calcio tra un assist e una plusvalenza – il quale, riportando il lavoro della Rosea, aveva chiosato: “Dobbiamo dirvi che non siamo troppo d’accordo con la metodologia di rappresentazione dei dati scelta dalla Gazzetta dello Sport (ad esempio il dato sulle plusvalenze è espresso, mentre non si tiene conto delle minusvalenze), così come in teoria la rappresentazione dei debiti netti senza dichiararne la composizione (banche, fornitori, calciomercato) e senza evidenziare dall’altra parte i crediti rischia di fornire un’indicazione peggiorativa del risultato. Esiste probabilmente la necessità per un quotidiano di selezionare i dati e non annoiare il lettore con tabelle troppo complesse, e quindi … vorrà dire che ci penseremo noi (Tifoso Bilanciato, insieme a Luca Marotta) a fornirvi nelle prossime settimane quei dettagli che oggi mancano. E’ un lavoro sporco, e qualcuno lo dovrà pur fare :-)!”. “Opinione condivisibile”, ci dice Marotta, che, stando alle conclusioni sinteticamente tratte sul Parma dal diffuso quotidiano sportivo afferma: “E’ chiaro che la percentuale del costo del personale a fronte del fatturato al netto delle plusvalenze è insostenibile. Tale dato conferma che si tratta di una società che ha bisogno delle plusvalenze”. E meno male che attualmente  in servizio c’è un abile management, specialista della materia: qualora, però il Parma dovesse perdere Leonardi sarebbe ancora più impellente l’esigenza di trovare altre forme di sostentamento. A luglio 2012 Marcel Vulpis, direttore di sporteconomy.it, dopo l’inchiesta “Il Calcio è in fuorigioco”, pubblicata da Italia Oggi Sette che aveva certificato la dilagante moda delle plusvalenze, attraverso il nostro prequel stadiotardini.com, aveva affermato: “I club non possono essere trasformati in centrali di acquisto. I presidenti dovrebbero pensare a migliorare lo spettacolo sportivo. Le società italiane dovrebbero essere meno pigre nel reperire alternative alle voci ricavi, che vadano al di là dei soli proventi per intermediazione di giocatori e diritti tv. Io penso che il Tardini, ospitando gare di una squadra blasonata come il Parma, dovrebbe far registrare sempre il sold out…”. Luca Marotta, però, aggiunge altre pragmatiche considerazioni all’ideale appello di Vulpis: “Sul fronte ricavi da stadio bisogna conoscere l’effettiva ‘domanda’ del tifo parmense. Lo stadio con i suoi servizi rappresenterebbe ‘l’offerta’, ma la ‘domanda’ del bacino di utenza quanto può sviluppare in termini concreti? Questa è la domanda da porsi, a mio avviso: se le attuali strutture non sono in grado di soddisfare la domanda, bisogna vedere se un nuovo progetto sia in grado di farlo e se la spesa valga l’impresa”. Insomma non è detto che un nuovo stadio – alias un Tardini riedificato secondo canoni avveniristici – possa esser la panacea di tutti i mali. “Sul fronte dei ricavi commerciali, considerata l’attuale momento di crisi generale – aggiunge Marotta – vedo difficile un aumento esponenziale dei ricavi”. E dunque si tratta di tirare innanz con le plusvalenze (anche se quella record di Giovinco ci pare più straordinaria che ordinaria) e con i diritti tv. Non a caso sia Ghirardi che Leonardi non perdono vetrina pubblica (ad esempio le loro esternazioni dopo Roma-Parma) per rimarcare come, a loro avviso, ci sia nella spartizione una evidente apertura della forbice tra i grandi club e i medio piccoli: “L’appello/richiesta di aumentare l’importo dei diritti TV, lo trovo impraticabile, perché c’è il veto dei ‘donatori di sangue’  della precedente riforma (Milan, Inter e Juve)”. Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.