GHIRARDI: “IN ITALIA VINCONO SOLO LE GRANDI: NON INVESTIREI MAI 300 MILIONI NEL PARMA. NON SONO MATTO: CHI LO HA FATTO PRIMA DI ME SI E’ FATTO MALE”. GLI SPIFFERI DI UN SUO PRESUNTO INTERESSE PER IL TORO…

tmw ghirardi(gmajo) – Come spesso accade Tommaso Ghirardi non si è risparmiato parlando davanti alle telecamere e ai taccuini spianati dei colleghi in servizio davanti la sede della Lega Calcio. Da quanto raccolto e pubblicato dall’inviato di Tuttomercatoweb  Antonio Vitiello, in questa sede desidero apportare prima di tutto le  frasi ghirardesche  su quanto sia difficile per le outsider, che non siano le solite grandi, vincere qualcosa, motivo per cui lui non investirebbe mai qualcosa come 300 milioni di euro nel club crociato, poiché chi lo ha fatto prima di lui “si è fatto male”. In effetti ho spesso detto io stesso che il miraggio, anzi la vera e propria ossessione Scudetto di Calisto, aveva un po’ rovinato il clima più genuino e ruspante del primo Parma, capace, senza tanti grossi investimenti, sotto la guida tecnica di Nevio Scala, di vincere quattro trofei nazionali ed internazionali, tra cui il più amato, la Coppa delle Coppe di Wembley di cui il prossimo 12 maggio ricorreranno il 20 anno che saranno celebrati sul prato del Tardini con gli eroi di allora e il trofeo lucidato per l’occasione. Delle 3 coppe in 100 giorni di Malesani nessuno serba un grato ricordo, poiché la smania collettiva per lo Scudetto aveva fatto passare non per una impresa, ma per un atto dovuto con quelle conquiste, che magari ora, con la pancia meno piena, rimpiangiamo. Insomma, il Ghiro, sempre ammesso che se lo possa permettere, non perderebbe mai la testa nello sputtanare in una squadra di pallone capitali così ingenti. E la notizia è confortante, giacché nei giorni scorsi avevamo raccolto, parlando con colleghi di solito piuttosto bene informati, l’indiscrezione di un presunto interessamento di Tom per il Torino (squadra di antico, glorioso passato remoto, ma dal passato prossimo e presente inferiore al club ducale), dal momento che parrebbe che Cairo sarebbe intenzionato a disinvestire. Per lo meno questa è stata la chiave di lettura di chi, giornalisti, ma non solo, aveva di recente assistito a dialoghi ravvicinati tra Tommaso e Urbano. Magari parlavano solo di Rolando Bianchi, però, avendo sentito lo spiffero, con tutte le cautele del caso lo possiamo qui riportare, anche perché se già nutrivamo seri dubbi che Ghirardi potesse essere in un qualche modo attratto dal club granata, dopo queste sue parole, a proposito di investimenti e di squadre che vincono, tenderei ad escludere in maniera categorica la percorribilità della pista. In quanto il ragionamento dei 300 milioni che non butterebbe mai via se vale per il Parma a maggior ragione vale per il Toro. Diciamo anzi che per le tasche del Ghiro il miglior rapporto qualità prezzo non può che essere il club di cui è già proprietario. Ecco, dunque la trascrizione delle parole di Ghirardi su questo tema tratte da TMW: “Il Fair Play finanziario? Non influisce su una società come il Parma che fattura solo 50 milioni, è una regola che va solo contro i grandi magnati. Se dovessi investire 300 milioni ? Non lo farei nel Parma, perchè non avrebbe senso. Chi lo ha fatto prima di me si è fatto del male. Chi lo vuole vincere con le squadre medie non ci è mai riuscito. In Italia con le medie piccole non si vince mai, lo fanno solo le big. Chi vuole buttare via 300 milioni è matto nelle medie piccole. I tifosi? I sostenitori del Parma devono sapere che quando arrivano decimi è come se vincessimo la Champions e se battiamo qualche volta Milan e Inter vuol dire che si tratta di una giornata fortunata…". Sul ragionamento Tommaso c’era arrivato cavalcando uno dei suoi cavalli di battaglia. E cioè una diversa ripartizione delle risorse derivanti dai diritti Tv. Questa la sua utopia: “Cosa farei per rinnovare il calcio? Farei i diritti tv uguali per tutti poi chi è più bravo guadagna dal marketing e dalla pubblicità”. Il mio pensiero al riguardo è che i club si siano troppo adagiati sul facile provento della risorsa televisiva (che per tanti supera addirittura il 70% del fatturato). Non per fare la Cassandra, ma cosa accadrà quando Sky dirà alla Lega Serie A tieniti pure il tuo spettacolo (peraltro nel tempo assai scaduto), dopo aver abituato (anche con la complicità di altri media, molto esterofili, giacché si preferisce dare più spazio ai campionati stranieri piuttosto che alle medio piccole della serie A italiane, per tacere di B e Lega Pro, prodotti mai valorizzati dagli organi di informazione dello Stivale) lo spettatore medio ad apprezzare i concorrenti tornei spagnolo, inglese e tedesco. A furia di litigare per i diritti tv andrà a finire che verrà a mancare il motivo del contendere. E allora saranno cavolacci amari. Ci sarebbe da fare seri esami di coscienza su questo tema, visto che il prodotto interno non è stato tutelato.

Ma in Ghiro in Via Rosellini ha anche risposto alle domande su Donadoni: “Purtroppo si parla più di Donadoni che del Parma, e questo non mi fa piacere. Ha dichiarato in una intervista che resterà a Parma, ha un contratto di due anni ed è felice. Io non posso fare altro che confermare. Galliani non lo ha mai chiesto? Ero preoccupato qualche mese fa ma poi gli ho parlato e lui ha confermato che Allegri resterà sicuramente. Voi siete bravi e fate il vostro lavoro, lo mettete in prima pagina accostandolo alle big perché così vendete più copie. Lui non ha dichiarato in maniera forte che resta al Parma solo perché è una persona che dialoga e si esprime con sincerità. Però la sua volontà è di rimanere perché ha due anni di contratto e si vede sulla panchina del Parma".

A proposito dei rapporti con i rossoneri, alla domanda: “Zaza acquistato insieme da Milan e Parma?” Tommaso ha risposto cadendo dalle nuvole:  “Questa è nuova, non so se Leonardi stia parlando con qualche dirigente del Milan…”

(I virgolettati di Ghirardi sono tratti da Tuttomercatoweb.com)

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

6 pensieri riguardo “GHIRARDI: “IN ITALIA VINCONO SOLO LE GRANDI: NON INVESTIREI MAI 300 MILIONI NEL PARMA. NON SONO MATTO: CHI LO HA FATTO PRIMA DI ME SI E’ FATTO MALE”. GLI SPIFFERI DI UN SUO PRESUNTO INTERESSE PER IL TORO…

  • 12 Aprile 2013 in 19:32
    Permalink

    “purtroppo si parla più di lui che del parma” brutta frase……..

    • 12 Aprile 2013 in 19:42
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      Sì, Claudia, ma ce lo avevi già scritto un’ora e mezza fa, e già avevo chiosato con non uno, bensì due commenti…

  • 12 Aprile 2013 in 20:13
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    scusa gabriele ma il tablet sta facendo capricci

    • 12 Aprile 2013 in 20:20
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      No problem 🙂 Solo che secondo me avevi postato i commenti sotto un altro post, non su quello giusto: non trovandolo al posto giusto probabilmente hai replicato. Come si suol dire repetita juvant…

      Ciao Gabriele

  • 12 Aprile 2013 in 23:15
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    Lancio una provocazione sapendo che è esattamente di questo che si tratta: visto che per il Parma arrivare decimo equivale a vincere una Champions, suggerisco a Ghirardi di investire una gran quota di quel po’ che investe (poco rispetto ai 300 mln che solo un matto spenderebbe per il Parma) nella ricostruzione, effettiva e non solo a chiacchiere, del nostro settore giovanile. Il mio sogno, e son convinto che non sia solo il mio, è quello di vedere il Parma in grado di costruirsi in casa la squadra del futuro per poi rivenderne i pezzi pregiati al miglior offerente. L’autofinanziamento è l’unica strada percorribile per rendersi un po’ più indipendenti dai soldi delle emittenti televisive.

    PS in verità, il mio sogno è quello di riconsegnare il Parma ai Parmigiani, in stile Athletic Bilbao…ma, coi tempi che corrono, sarei già abbastanza contento di vedere un Parma tutto Made in Collecchio.

  • 13 Aprile 2013 in 22:18
    Permalink

    Se si ragionasse asetticamente le parole del presidente non fanno una grinza. Ma I have a dream, tutti noi abbiamo un sogno e sbatterci in faccia la cruda ragioneria a mio avviso non e’ particolarmente stimolante. Ai sognatori come me puo’ sembrare che si lavori tanto pe’ campa’. Quoto in tutti i casi l’idea di investire nel settore giovanile(italiani o stranieri non ha importanza) perche’ e’ solo tramite un settore giovanile importante dara’ continuita’ alla societa’. E sui giovani o giovanissimi bisogna avere il coraggio di investire un po’ di piu’

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